“Non perdonerò mai a Noè di aver imbarcato anche una coppia di zanzare”, scrissi anni fa (dopo l’attacco di un branco di belve ematofaghe). Una riflessione filosofica tuttora circolante sul web. Ma oggi, con l’emergenza caldo, io vivo una strana “immergenza” zanzare: non ne sento il sinistro sibilare, con l’indotto di pruriti assortiti. La loro sparizione inquieta l’animalista catastrofista (e masochista) che è in me: sarà un segno della Fine del Pianeta? Rimpiango i bei ponfi di una volta. E chiedo perdono a Noè. Enzo Costa
Repubblica Genova 27/07/12
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