Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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lunedì 1 luglio 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': NON C’È PIÙ, AHINOI, IL BUON VECCHIO PANIZ DI UNA VOLTA da l'Unità 01/07/13

Non c’è più il Paniz di una volta! Ora che ogni tg sembra un remake grottesco del finale del Caimano, ora che per me l’attualità è un incubo confuso dall’agghiacciante aspetto dell’ex senatore De Gregorio col rossetto che rivela che Giuliano Ferrara è una suora di clausura mentre la Santanchè minaccia di farsi esplodere in un privé del Billionaire, la Gelmini inneggia al libero amore a Ballarò e un commando di imprenditori-tiratori scelti dell’esercito di Silvio impugna socialcard ad personam affinché Lui ottenga sconti ed esenzioni nel risarcimento a De Benedetti (è un incubo confuso, l’ho detto), ora che, in sintesi, tutto crolla (compreso Lele Mora), mi assale la nostalgia canaglia per un difensore del Cavaliere uscito di scena. Altro stile, quello dell’avvocato-deputato Maurizio Paniz, che toccò l’apogeo nella memorabile orazione parlamentare sulla consanguineità fra Ruby e Mubarak. Ancora mi risuonano in testa le sue alate parole, la sua prosa asciutta ed enfatica insieme, il tono partecipe e solenne dell’inciso con cui chiosò la convinzione dell’allora premier Papi circa la stretta parentela della fanciulla marocchina con il presidente egiziano: convinzione, scandì fermo e vibrante quel principe del foro prestato all’alta politica, «vera o sbagliata che fosse!». E lo scandì un’altra volta, febbrile e austero: «Vera o sbagliata che fosse!». Alternativa che racchiudeva in sé, e nell’accorata compostezza con cui veniva detta e ridetta in quell’aula, tutta la drammaticità epocale dell’anelito di salvezza delle relazioni diplomatiche che aveva mosso lo statista del bungabunga. Quella sì che era una difesa! Non impedì la disfatta di questi giorni, ma, rispetto alle esagitate difese-suicide di oggi, volete mettere l’eleganza (non nel senso delle cene di Arcore)? Enzo Costa


l'Unità 01/07/13

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lunedì 27 maggio 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': QUEL FASCINO SOTTILE DEL FORMAT CHIAMATO GIULIANO FERRARA da l'Unità 27/05/13

La mia vecchia passione per il Giuliano Ferrara in formato video non mi abbandona. Certo, ora che lei, la mia passione agée, deve fare a meno dell’appuntamento serale post-Tg1, si acconcia ad appostamenti sfibranti, aggrappati al pensiero desiderante e non più alla certezza del palinsesto: magari lui farà un’ospitata rilassata a Porta a Porta, o un intervento lampo al Tg3, o uno sbraita-e-fuggi a TV Talk! Sono ansie e attese che logorano chi le vive, ma che lei (intendo sempre la mia passione stagionata) non può non vivere, trovando l’oggetto del suo desiderio più fascinoso nel format visuale, intriso di autenticità umana, che in quello scritto, bardato di orpelli culturali. Inevitabili, perciò, giornate desolate appese ai talkshow, e affannate smanettate alla ricerca di un filmato perduto: prima o poi il sacrificio conduce a una sortita del beneamato, di stampo politico o surreale. Del primo tipo, la sua web-performance con parruccona rossa, in una versione “Platinette barbuta” di Ilda Boccassini (tra)sudante pensamenti lirici sul tormentato rapporto politica-giustizia. Del secondo, sparse per speciali elettorali e telegiornali, le sue sfuriate contro Grillo e 5 Stelle: ne addita con scherno e disgusto l‘alterità da istituzioni, partiti, regole, vincoli, usanze, buone creanze della politica: figuriamoci, è un’alterità che disturba anche me. Ma lo spettacolo di Ferrara, già incantato cantore del Cav come Uomo (della Provvidenza) Salvifico in quanto antropologicamente alieno alla politica e ai suoi polverosi rituali, dicevo, uno come Ferrara schifato dall’estraneità alla “vecchia” democrazia repubblicana da parte di Grillo - sorta di prosecuzione di Silvio con altri mezzi (telematici) – è, per me, uno spettacolo che rifulge di irresistibile nonsense. Per voi no? Enzo Costa


l'Unità 27/05/13

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lunedì 3 dicembre 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': SCRIVO DI PRIMARIE DEL CENTROSINISTRA CON UN FRECCERO AL MIO ARCO da l'Unità 03/12/12

Il vero vincitore delle primarie, trionfante al primo turno, è il sesto uomo: Carlo Freccero. La sua breve ma pirotecnica performance, andata in onda nell’intervallo di tempo televisivo fra i Fantastici 5 su Sky ed il faccia a faccetta su Raiuno, è già un format. Freccero si è irradiato domenica 25 novembre, nello speciale primarie condotto su Raitre da Bianca Berlinguer, oscurando per manifesta superiorità spettacolare il gongolare fumantino di Rosy Bindi e la zizzania politologica di Giuliano Ferrara. Da geniale artista concettuale della tv, la sera della vittoria ai punti di Bersani su Renzi offriva alle telecamere il proprio insoddisfatto esagitarsi per Matteo, del quale tesseva uno scomposto elogio refrattario: ne magnificava la novità aborrendo l’anticaglia ideologica di certi suoi supporter (“il liberismo di Giavazzi!”); ne celebrava con malfermo distacco l’idea di rottamazione, che – sibilava euforicamente distante – aveva bucato lo schermo. Una citazione-dissociazione vivente de “il mezzo è il messaggio”: rottamare, come concetto, fa schifo. Però funziona. Dove, forse, la quota di ripulsa aveva un che di autoreferenziale: l’ideologia renziana, estesa oltre i confini della politica, potrebbe far destinare allo sfasciacarrozze anche vivide menti televisive che sono sulla scena catodica, inizialmente berlusconiana, fin dagli anni ’80 (Gori a parte). Ciò non significava che lui, Freccero, stesse con Bersani: lui, Freccero, era per un’altra sinistra (detto con telegenico registro nostalgico-fantascientifico, fra Limiti e Giacobbo). Ne parlo oggi perché, mentre scrivo, non conosco ancora l’esito del ballottaggio. Comunque Renzi, con la rottamazione, ha segnato una svolta (orrenda!?). Per quanto Bersani… (vedete che il format di Freccero fa tendenza?). Enzo Costa


 l'Unità 03/12/12

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sabato 28 gennaio 2012

I SEMIFRESCHI - LE ASTUTE SUGGESTIONI DEL SOBRIO FERRARA da l'Unità 28/01/12

Com’era suggestivo, l’argomentare di Giuliano Ferrara a Qui Radio Londra di giovedì 26 gennaio. Sempre misurato, sobrio, montiano nei toni (dopo il periodo “mutande libertine” e quello “boccacce a Sarkò” è il suo registro per l’attuale stagione politica), ma - vivaddio (nell’accezione per atei devoti) - berlusconiano, meglio, berlusconòfilo nei concetti. E soprattutto suggestivo. A partire dal corredo filmico della sua tesi politologica: la sequenza finale del Caimano di Nanni Moretti, quella in cui il Cav. versione barbuta, dopo la condanna penale, si allontana in auto dal tribunale indossando uno sguardo torvo mentre, alle sue spalle, brillano i fuochi sinistri dei tumulti scatenati dai suoi seguaci. Immagini utilizzate a mo’ di spiazzante non-didascalia della presente situazione politico-istituzionale: “Vedete?” (semplifico il concetto dell’Elefantino, virgolettandolo per creare a mia volta una qualche suggestione) “Quello che era passato per un film profetico si è rivelato una fiction fantascientifica: Berlusconi sta tranquillamente affrontando i suoi processi e, quel che più conta, ha rinunciato al governo anteponendo l’interesse pubblico a quello personale. Benché non fosse tenuto a lasciare, benché poi si sia capito che il crescere dello spread non dipendesse dal suo guidare l’esecutivo, ha fatto un passo indietro, con discrezione e dedizione al Bene della Nazione, alla faccia dei cupi presagi morettiani a base di un preteso Leader irresponsabile che istiga alle jacqueries il ceto medio teledipendente. Volete la prova regina?” (continuo col mio sommario virgolettato del suggestivo ragionamento del Nostro) “Eccola: Bossi lo dileggia per il suo ostinarsi a sostenere Monti e Lui, stoicamente, pur se magari – concediamoglielo - ipocritamente, non stacca la spina, in ossequio alla Politica con la ’p’ maiuscola!”. Argomentazioni così suggestive che mi hanno suggestionato. In un istante, ho scordato tutti i tentativi di Papi di evitarsi i processi con leggi, lodi e prescrizioni, tutti i suoi attacchi feroci ai giudici, alla Consulta, a Napolitano complice di quest’ultima, tutte le sue resistenze di stampo scilipotiano a mollare il Potere. Poi, sono arrivato alla questione Lega: ho pensato all’ipotesi che l’eroico Silvio avrebbe opposto un no da Statista agli inviti screanzati di Bossi a far cadere Monti anche se il Pdl fosse risultato in testa ai sondaggi e non, come invece è, in caduta libera. Ho pensato, insomma, a Berlusconi che rinuncia al voto non per interesse, trovandosi nella situazione in cui oggi è Bersani. Ci ho pensato, ma tale scenario mi è parso incredibile. Ferrara è suggestivo, ma non fino a questo punto. Enzo Costa



 l'Unità 28/01/12

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lunedì 9 gennaio 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI' - IN LODE DEL FERRARA IN LODEN da l'Unità 09/01/12

Il fatto che ci sia Monti gli brucia (e si capisce), ma è un bruciore sommesso. Il Giuliano Ferrara di Qui Radio Londra di questi giorni non è più lui: o meglio, è lui a combustione ridotta. Un petardo, se non inesploso, intimidito da un’ordinanza del sindaco. È vero, in una puntata ha spiegato a Monti come gira l’economia (lui! a Monti!), ma affabilmente, non divampando di sarcasmi liberistici. In un’altra, ha invitato Napolitano a inserire nel messaggio di fine anno una lode agli attivisti che cercano di persuadere a non abortire: ma l’ha fatto senza indire un’infuocata crociata teo-con, così lieve che Napolitano non gli ha dato retta. E ha plaudito ai negozi aperti tutto il giorno: in sintonia col governo tecnico, e non rimbombando di furore ideologico neo-dandy. Mi sbaglierò (l’ho preso a piccole dosi, magari ho perso una puntata in cui, in un francese perfetto, ha fatto le boccacce a Sarkò), ma il Ferrara dell’era Monti mi sembra, per così dire, sobrio. Enzo Costa 


 l'Unità 09/01/12
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lunedì 28 novembre 2011

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': QUI AMMICCA RADIO LONDRA da l'Unità del 28/11/11

Adoro il Giuliano Ferrara tatticamente elogiativo. Veste che da ultimo ha indossato un istante prima della caduta di Papi, esibendo il suo repertorio mimico-oratorio: occhio ammiccante, affine a quello con cui Oliver Hardy, in barba alle leggi del cinema, guardava in camera per farci partecipi dei suoi tormenti. Invece la pupilla vibrante di Ferrara ci annuncia l‘astuta lode susseguente: stavolta, un plauso autocompiaciuto, da uomo di mondo della politica, a Napolitano. Dipinto come un saggio custode delle norme, su tutte quella per cui non si butta un governo senza un’alternativa pronta. Lodava il Presidente per esecrare, con avviliti scuotimenti del capo, quello sprovveduto di Bersani che voleva cacciare il Capo. Un furbo “Meno male che Giorgio c’è” teso, irridendo comparativamente Pierluigi, a salvare Silvio. Poi, invece, Giorgio ha sovrinteso allo sfratto al Cav. Con buona pace dell’encomio peloso di Ferrara (o grazie ad esso). Meno male che Giuliano c’è. Enzo Costa



 l'Unità del 28/11/11

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lunedì 13 giugno 2011

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': LO SCAPIGLIATO da l'Unità del 13/06/11

Eccomi qua, sono lo scapigliato del Capo. Lo difendo con oltraggiosa benevolenza. Lo scuoto riscuotendo applausi stupiti per la mia deferente irriverenza. Vedete? Sfoggio contraddizioni, come già le mutande libertine dopo gli anatemi contro i gaudenti della procreazione assistita; maneggio ossimori: dopo “atei devoti”, “liberi servi”; presto “agnostici mistici”, “schiavi anarchici”. Tutto (niente) per (contro) Lui: ma non con la piatta fedeltà di un Fede. Con l’estro esibito del dadaista postsocialista, l’invettiva nostalgico-futurista da assemblea autoconvocata: “Il Cav. si rimetta in gioco! Si dia in pasto alle primarie! Torni quello del ’94!”. Come se Lui nel ’94 fosse diverso da oggi, come se allora non sparasse bufale, non sfuggisse ai confronti, non volesse una tv di affini a minzonlini. Però io non lo mollo, sogno la bella morte. Meglio, una (in)discreta sopravvivenza. Eia-eia-arcoré! Enzo Costa


l'Unità del 13/06/11


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domenica 27 marzo 2011

I LANTERNINI - C’È LAPDANCE E LAPDANCE da Repubblica Genova 27/03/11

E l’intromissione nella privacy degli indagati, lì non c’era? E la denuncia irata dello scialo di denaro pubblico per intercettazioni relative a normali svaghi personali, non scatta? E la definizione di “cene eleganti”, non va bene? E la vibrante arringa difensiva, in nome della Libertà smutandata, di quelle innocenti evasioni, da parte dell’avvocato catodico Giuliano Ferrara, non risuona? Il blitz della polizia nel “sexy bar” di La Spezia è passato così, come un’ordinaria notizia di un’indagine sulla prostituzione. Che strano. Enzo Costa


 Repubblica Genova 27/03/11

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sabato 19 febbraio 2011

I LANTERNINI - L’AYATOLLAH LIBERTINO da Repubblica Genova 19/02/11

La cronaca giudiziaria, informandoci che Giuliano Ferrara è stato assolto da un’accusa di diffamazione, ci rammenta che tre anni fa l’attuale paladino della vitalità mutandesca imputò a una “famosa” ligure di aver abortito per partecipare ad un reality. Dunque, nel suo penultimo stadio, Ferrara era un ayatollah che bollava di immoralità gaudente il vippume da reality. Ora inneggia al libero reality di Hardcore tacciando di puritanesimo chi vorrebbe la legge uguale per tutti. Come si cambia (fedeltà a Papi a parte). Enzo Costa


Repubblica Genova 19/02/11
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mercoledì 16 febbraio 2011

I SEMIFRESCHI - VERSANTE LIGURE: SE NON ORA, QUANDO? da OLI n°289 del 16/02/11

Vieppiù si vilipende
con virulenza rara
la dignità sua offende
nell’autoflop fa gara:
da sé chi lo difende?
Noi, in piazza, per Ferrara!


da OLI

  16/02/11

domenica 13 febbraio 2011

I LANTERNINI - SE NON ORA, QUANDO? da Repubblica Genova 13/02/11

Se non ora, quando? Quando la mercificazione dei corpi femminili sarà varata per decreto, inserita nel milleproroghe, televenduta in un’intervista-monologo in esclusiva sul Tg1 e in replica esclusivissima dappertutto? Quando sfogliare un libro sarà vietato e posare per un book obbligatorio? Quando Giuliano Ferrara, già paladino della sacralità della vita prima della nascita, proclamerà la sacralità del bunga bunga nei dopocena di Arcore? Se non ora, se non oggi, in piazza, a Genova, in Italia, quando? Enzo Costa


Repubblica Genova 13/02/11

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sabato 17 gennaio 2009

I LANTERNINI - DAI TEO-CON AI TEO-TRAM da Repubblica Genova 1701/09


Finché sull’ateismo da bus discutono credenti e miscredenti, Curia e Uaar, guelfi pacifici e ghibellini miti, amen. Ma ora il gioco si fa duro: se gli ultrà della fede Plinio e Bornacin denunciano al Garante la “pubblicità ingannevole” (loro, adepti dell’Imbonitore Azzurro Fardato!), pavento un’escalation: Giuliano Ferrara che, dopo i teo-con, fonda i teo-tram, conducendo da kamikaze mezzi pubblici per devoti doc. Chi vi sale, non può fare testamento (biologico). Grazie a Dio, guidando lui, i posti sono tutti occupati. Enzo Costa


Presidio

Repubblica Genova 17/01/09

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