Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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sabato 7 giugno 2014

I LANTERNINI - IL PARTITO ESPIATORIO da Repubblica Genova 07/06/14

Nel dicembre 2011, l’allora discussa sindaco Vincenzi del sempre criticato Pd siglò un’intesa con i centri sociali che contemplava impegni reciproci, e il progetto di spostare il Buridda al Mercato del Pesce. Poco dopo la Vincenzi perse le primarie, sull’onda del sostegno della sinistra antagonista a Doria, e dell’avversione al sempre criticato Pd. Sotto la giunta Doria quell’intesa è svanita, e ora hanno sgomberato il Buridda. Tanto per non sbagliarsi, alcuni antagonisti hanno assaltato un circolo del sempre criticato Pd. Enzo Costa


Repubblica Genova 07/06/14

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giovedì 12 settembre 2013

I LANTERNONI – COME NASCE UNA VERA SCRITTRICE POLITICA da Repubblica Genova 12/09/13

Ed eccolo, il ritorno di Marta Vincenzi alla politica: ha la forma fisica ed espressiva di un libro: “Guida alla Genova Pop, itinerari consigliati e collaudati” (De Ferrari editore). Generalità inequivocabili: quello che scorre pagina dopo pagina non è il manifesto di un nuovo partito, né l’annuncio di una ri-discesa in campo – espressione insopportabile – dell’ex prima cittadina. Eppure è un testo che di politica vibra fortemente, scosso com’è da un senso della polis potentissimo che muove l’autrice e, sull’onda sismica delle sue parole, i lettori. Gli undici itinerari che Marta propone sono la dimostrazione scritta per luoghi e persone di un’idea di città: altra espressione, questa, che mi ha sempre dato l’orticaria, nel suo invocare semplificatorio chissà quali salvifiche visioni per la comunità urbana del futuro. Invece, in “Genova Pop”, “idea di città” significa consapevolezza di ciò che la città è stata, di quanto la sua storia la possa arricchire e, a volte, soffocare, di come le contraddizioni le diano un’identità, del modo in cui ambienti e abitanti la incarnano o la smentiscono per farla rivivere. Una città solidale e marginale, che per paura si chiude in se stessa, ma che trova slanci riciclando oggetti, rinnovando il passato migliore, reinventandosi nell’incontro con chi viene da fuori. Una città narrata da una scrittura prensile, a volte filmica, che parte da un primo piano per allargare l’inquadratura e la riflessione: dal cartello autostradale di Voltri si irradia un panorama di acciaio perduto ed ex operai pescatori all’imbrunire: “Una città non vive di soli tramonti”: meravigliosa ambiguità della lingua letteraria, che risuona forte in molte pagine: “Genova non ha vere periferie ma la periferia è ovunque”; gli impalpabili abitanti del Levante “silenziose figurine in controluce (…) messe lì per dare profondità allo sfondo”. Sì, perché il libro politico è, nei suoi passaggi più potenti, pura letteratura, facendo tesoro della lezione calviniana sulla molteplicità: il viaggio sul metrò a base di sguardi e pensieri sugli immigrati a bordo della città vale, da solo, la lettura. Ci regala una scrittrice vera. Un bel regalo, di questi tempi. Enzo Costa


Repubblica Genova 12/09/13

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I LANTERNINI – FARE LA FESTA Repubblica Genova 12/09/13

Il Pd pensa di mantenere a Genova, per i prossimi anni, la Festa Democratica. Fra gli ospiti, non mancherà il tipo che, dopo aver fatto un gavettone alla Vincenzi e preso per lo zainetto Doria, quest’anno ha gettato acqua minerale su Violante (che chiede gli venga garantito il diritto di difesa). Pare che abbia già in agenda lo schiaffo del soldato a Renzi alla Festa 2014, lo sgambetto a Civati alla Festa 2015 e l’affondamento di Barca alla Festa 2016. Invece, per siparietti di irresponsabilità, verrà invitato Alfano. Enzo Costa


Repubblica Genova 12/09/13

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giovedì 11 luglio 2013

I LANTERNINI – NON SOLO PER STIMA da Repubblica Genova 11/07/13

Non solo per la stima che ho per lei, non credo che Marta Vincenzi abbia responsabilità penali per l’alluvione del 2011: non penso che abbia partecipato alla falsificazione di un documento, né che le sia ascrivibile il reato di omicidio colposo. Come ha scritto domenica Vittorio Coletti, e come scrivevo poco tempo dopo quel disastro, la ricerca di un capro espiatorio fa rimuovere responsabilità collettive, decenni di incurie, l’idea della potenza della Natura. Confido che le indagini, alla fine, chiariranno tutto. Enzo Costa


Repubblica Genova 11/07/13

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martedì 2 ottobre 2012

I LANTERNINI – BRETELLE AUTOPROMOZIONALI da Repubblica Genova 02/10/12

Forse è improprio definirlo aggressore seriale. Il tipo che fece un gavettone alla Vincenzi, e che venerdì sì è attaccato allo zainetto di Doria, mi pare una variante locale del Paolini nazionale: quello molesta i cronisti di Rai e Mediaset, questo tampina i sindaci di Genova. I due colpiscono a fini autopromozionali, per l’incursore genovese in senso lavorativo: “Tre anni fa, quando avevo versato l’acqua addosso alla Vincenzi, mi avevano assunto”, ha rivelato. Anche appendersi alle bretelle di Doria farà curriculum? Enzo Costa


Repubblica Genova 02/10/12

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giovedì 12 luglio 2012

I LANTERNINI – UN BRUTTO GIOCO DURA TROPPO da Repubblica Genova 12/07/12

La diffusione dell’indignazione popolare e politica per le sale gioco è direttamente proporzionale alla proliferazione delle medesime ed agli spot che le magnificano. Su questo giornale, Stefano Origone ha riassunto i vari tentativi per fermarle o ridurle: propositi di regolamentazione dell’assessore comunale Oddone, raccolte firme di Marta Vincenzi, progetti di legge regionali e moniti del cardinale Bagnasco. Scommetto che si aprirà una sala gioco in cui scommettere su quale tentativo fallirà per primo. Enzo Costa 


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giovedì 28 giugno 2012

I LANTERNINI – SENTITI MUGUGNI da Repubblica Genova 28/06/12

Sento che, sui tanti progetti per Genova del governo, sentiremo: critiche per i troppi annunci che non diventeranno realtà; per le troppe opere inutili; per i pochi finanziamenti effettivi; per il troppo spazio ai privati; per i troppi vincoli ai privati; per quel cantiere previsto non voluto da un comitato; per quel cantiere non previsto voluto da un comitato. Sento che non sentiremo neppure un cittadino dire “Sarà mica che, se siamo la città più considerata dal governo, la Giunta Vincenzi non aveva lavorato così male?”. Enzo Costa 


Repubblica Genova 28/06/12

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domenica 24 giugno 2012

I LANTERNINI – LE NOZZE CON L’IMU SECCA da Repubblica Genova 25/06/12

Si spera nel Di Pietro ex machina (o trattore): lo ricordate? A un passo dal voto, piombò a Genova e con rustica sbrigatività siglò l’intesa Idv-Doria. In barba ai propositi del secondo di riproporre la Moschea al Lagaccio (già motivo di rottura fra Idv e Vincenzi) e di ricorrere alle tasse per garantire i servizi (già causa di attriti fra Idv e Vincenzi): arrivò lui e zac, sfornò l’accordo, mi pare condito di metafora bertoldesca sul fidanzamento. Magari torna e, con Paladini testimone, mette l’anello al dito di Doria. Ci azzecco? Enzo Costa


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giovedì 24 maggio 2012

I LANTERNINI – UN NON SALUTO CORDIALE da Repubblica Genova 24/05/12

Non scriverò un saluto riconoscente alla sindaco uscente, per tre motivi. Per codardia: non vorrei passare per nostalgico del Sistema dei partiti, come si dice oggi all’ingrosso. Per preveggenza: saprebbe di onore delle armi, e io sento che la sindaco uscente politicamente non disarmerà. Per autodifesa: rischierei una reazione furente della sindaco uscente: “Io non disarmo!!!” (reazione per cui sarei riconoscente, nel senso che la riconoscerei). Quindi non la saluto. Sotto sotto, le farà piacere. Enzo Costa


Repubblica Genova 24/05/12

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venerdì 20 aprile 2012

I LANTERNINI – LA CORTE DEGLI ABULICI da Repubblica Genova 20/04/12

Esco dall’assopimento da dibattito alla Corte curato dal Fatto Quotidiano (assopimento imputabile solo alla formula inevitabile dei troppi candidati sul palco, e forse alla mia età) con una strana sensazione: quella di una mancanza. Mancanza di un candidato che conosca la città, che non dica formule magiche e/o cose generiche, che piuttosto di dirle populistiche le dica impopolari, che abbia un carattere, magari difficile, ma un carattere, e idee, magari discutibili, ma idee. Mi manca la Vincenzi: è proprio l’età. Enzo Costa


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domenica 4 marzo 2012

I LANTERNINI - FABRIZIO IN COMUNE da Repubblica Genova 04/03/12

In rete c’è un bel filmato, di Sergio Gibellini, sull’inaugurazione del negozio-museo in via del Campo dedicato a De Andrè, un arricchimento dell’opera di Gianni Tassio: fra le note di brani da leggenda, vibra l’energia di persone di ogni ceto, età, esperienza, una comunità includente: l’universo poetico di Faber. C’è chi grida “Don Gallo sindaco!”. Ci sono Marta Vincenzi e l’assessore Ranieri, che hanno creduto al progetto. Andrebbe valutato con più equilibrio il lavoro culturale fatto da questa amministrazione. Enzo Costa


Repubblica Genova  04/03/12

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martedì 7 febbraio 2012

IL COSTANARIO - Interrogatori di Enzo Costa ai candidati alle primarie DA REPUBBLICA GENOVA.IT

costanario2IL COSTANARIO - interrogatori di Enzo Costa ai candidati alle primarie
Cari (e)lettori, travestendomi da Ispettore Derrick, ho sottoposto i cinque candidati alle primarie del centrosinistra ad interrogatori durissimi: per farli confessare, ho puntato addosso ad ognuno di loro la luce abbagliante del lanternino. Il guaio è che mi hanno risposto a chilometri di distanza, via mail. Eccovi comunque, qui di seguito, i verbali dei miei spietati "costanari" (questionari onerosi da leggere, ma sentiti). E.C.
N.B.: Le domande sono quello che sono, ma le risposte sono ASSOLUTAMENTE vere!
(elaborazioni grafiche di Aglaja)
MVMARTA VINCENZI
1. D. Lei, in cinque anni di amministrazione, ha fatto molte cose che non le chiedo di elencare per ragioni di spazio. Per essere brevissimi, le chiedo invece di elencare coloro con i quali non ha litigato
R. Io non sono così litigiosa come sostengono i miei critici ... Come diceva Jessica Rabbit: “E' che mi disegnano così...”. Con lei, per esempio, non ho mai litigato... Ma potrei sempre cominciare alla fine di queste domande del cavolo...
2. D. Di recente ha sostenuto le ragioni dei tassisti contro la cosiddetta liberalizzazione proposta da Monti. Escludo che intendesse difendere i privilegi di una lobby, quindi la guidava una visione più ampia, che vorrei mi specificasse: ecco, in particolare, quel giorno, fino a dove doveva portarla, il taxi?
R. Dico soltanto che quando si parla di liberalizzare qualcosa si finisce sempre a picchiare sui taxisti. Giusto, ma i notai? E le altre corporazioni?... Effettivamente, quel giorno dovevo andare a Begato e la corsa è un po' cara... Ma se volevo trovarmi un bel po' di taxisti sotto casa, avrei fatto meglio a dire il contrario. Non crede?
3. D. Durante il suo mandato ha ricevuto diverse critiche: c’è qualcosa di cui si è pentita, oppure rifarebbe tutto, compreso rispondere alle domande di Giletti?
R. Certo che ci sono cose di cui mi sono pentita. Ma rispondere alle domande di Giletti è servito, perché, poi, molti genovesi mi hanno telefonato e scritto per dirmi che la sindaco è la loro e se la massacrano da soli. Non c'è bisogno di Giletti... La prossima volta, comunque, ci mando un assessore...
4. D. Qual è la prima cosa che NON farà se sarà eletta sindaco?
R. Sarò buona e compunta, non andrò a spernacchiare le circa trenta persone che si meriterebbero una pernacchia... Ma mi metterò le scarpe con i tacchi a spillo e, nella calca, qualcuno lo beccherò... Perché, vedrà, saranno tutti e trenta lì a festeggiarmi...
5. D. Qual è il libro letto negli ultimi tempi che più le è piaciuto, e perché non è il mio?
R. Ho letto il Bilancio del Comune di Genova: col senno di poi mi sono accorta che viviamo in un mondo sempre più surreale... Allora ho cercato il suo libro ma non mi ricordavo il titolo... con tutti quegli avverbi di tempo... Se me lo regala lo leggo...
RPROBERTA PINOTTI
1. D. Non concordo con chi la accusa di essere una candidata più di immagine che di sostanza politica: è vero che durante gli intervalli pubblicitari di “Porta a Porta” ha letto tutto il “Capitale” di Marx?
R. No, è stato informato male. Mi sono dedicata alla lettura di "À la recherche du temps perdu" di Proust.
2. D. Ha dichiarato di voler praticare la continuità amministrativa, ma questo suo proposito segna una netta discontinuità con l’attuale sindaco che era per la discontinuità: intende ovviare al problema oppure l’ha fatto apposta?
R. Intendo ovviare al problema riportandolo all'anno zero, ovvero continuità fra amministrazioni dello stesso segno politico anche per non disorientare i cittadini.
3. D. Tempo fa, nella sua pagina Twitter, ha scritto di aver pranzato con due grandi fotografi che le hanno regalato le loro idee sulla città. Ecco: non le chiedo di rivelarci chi fossero. Le chiedo, per la sicurezza della città, di garantirci che non fossero Fabrizio Corona e Oliviero Toscani.
R. Posso garantire che non erano nè Corona nè Toscani, ed è permesso rivelare chi fossero: Lanfranco Colombo e Giuliana Traverso.
4. D. Qual è la prima cosa che NON farà se sarà eletta sindaco?
R. Fare discorsi che superino la mezz'ora.
5. D. Qual è il libro letto negli ultimi tempi che più le è piaciuto, e perché non è il mio?
R. Lei si sottovaluta. L'ultimo libro che ho letto e mi è piaciuto è proprio il suo.
MDMARCO DORIA
1. D. Quando si è candidato, ha negato di ispirarsi al modello Pisapia: poi, per la sua campagna elettorale, ha scelto il colore arancione. Le va di parlarmi del suo daltonismo?
R. Ho semplicemente detto che non mi ispiravo a nessuno pur guardando con interesse alla vicenda di Pisapia e avendo condiviso con tanti la gioia per il suo successo. PS: l’arancione è il colore della primavera Ucraina…
2. D. Recentemente ha dichiarato che lei, rispetto alle candidate Vincenzi e Pinotti, ha il vantaggio di non aver fatto il politico di mestiere. C’è qualche altro concetto, oltre a questo, che la accomuna a Berlusconi?
R. Sì, anch’io (stra)parlo di calcio. Ma sono di sinistra, non rubo, non ho processi pendenti, non racconto barzellette, non mi tingo i capelli…e la lista è assai lunga.
3. D. Smentisca i maligni per i quali lei avrebbe poche idee ma confuse: per esempio, si può affermare che prima si è detto favorevole alla Gronda e poi contrario non perché sul tema traffico ed infrastrutture non è preparato, ma perché ha elaborato un avanzatissimo progetto di Gronda a targhe alterne?
R. Non mi sono mai detto favorevole alla Gronda. Ho approfondito il tema con chi su mobilità e infrastrutture è decisamente più preparato di me. L’ipotesi Gronda proprio non mi convince per il suo impatto sul territorio e per la sua più che dubbia capacità di risolvere i problemi del traffico del Ponente cittadino.
4. D. Qual è la prima cosa che NON farà se sarà eletto sindaco?
R. Non mi monterò la testa.
5. D. Qual è il libro letto negli ultimi tempi che più le è piaciuto, e perché non è il mio?
R. E’ “Suite francese” di Irène Némirovsky. Perché non è il suo?
ABANGELA BURLANDO
1. D. Le confesso che la sua candidatura mi ha colto di sorpresa, non me l’aspettavo proprio, mi ha spiazzato così tanto che, per quanto io mi sia preparato, sono pieno di dubbi. Uno su tutti: ma il suo nome di battesimo non era Claudio?
R. Sì, lo confesso. Il mio nome di battesimo era proprio quello. Ho deciso di cambiarlo quando, morta di freddo, in una Via XX Settembre natalizia, seduta davanti ad un "banchetto" di emergenza per raccogliere le mie firme, ho dovuto constatare che molti erano più perplessi che convinti.
2. D. Battute sceme a parte, so che lei viene da una lunga esperienza con le forze dell’ordine, e per questo motivo le rivolgo una domanda sulla sicurezza nelle città: come si può ridurre, se non eliminare, la piaga delle ronde padane?
R. Le ronde padane nella nostra città si sono subito autoeliminate da sole. Se fosse stato possibile provvedere con i parenti, ciascuno da casa propria, allora sì che avrebbero messo radici ma così, all' aperto, tutti insieme,...non è cosa, non è proprio cosa per noi genovesi.
3. D. Lei milita nel partito socialista, del quale giustamente difende la storia nobilissima. A tale fine, giacché il marchio editoriale dell’Avanti ad un certo punto è finito nelle mani di Lavitola, per un nuovo quotidiano socialista le andrebbe bene il nome Indietro Tutta?
R. Grazie per la bella espressione che ha usato nei confronti del mio partito. Per un "nuovo"quotidiano socialista va sempre bene il marchio editoriale originale. In fondo è solo questione di un apostrofo (non rosa!)
4. D. Qual è la prima cosa che NON farà se sarà eletta sindaco?
R. La prima cosa che NON farò se sarò eletta? Sorridere. C' è poco da ridere a fare il sindaco, con l' aria che tira....
5. D. Qual è il libro letto negli ultimi tempi che più le è piaciuto, e perché non è il mio?
R. "L' eleganza del riccio" Leggere i suoi libri?..Cercherò di farlo quanto prima. E' una occasione. Cari saluti e.... avanti tutta! Angela F. Burlando (ex Claudio).
ASANDREA SASSANO
1. D. Lei ha dichiarato di essersi candidato alle primarie allo scopo di riunificare la sinistra: a quando risale questa sua passione per la fantascienza?
R. Da ragazzo, con la lettura del libro di Asimov “Le correnti nello spazio”. Felice anticipazione dell’attuale condizione della sinistra.
2. D. Trovo interessante, nel suo programma, l’idea di un’assemblea per la difesa dei beni comuni. Posto che è più o meno assodato cosa si intende per “bene comune”, le chiedo se è d’accordo nel definire “male singolare” il sabotaggio sistematico del governo Prodi compiuto a suo tempo dalla cosiddetta sinistra radicale.
R. Parlerei piuttosto di “male plurale” dal momento che insieme alla sinistra radicale vanno annoverati nel sabotaggio anche Mastella, Dini e, dulcis in fundo, Veltroni e il suo referendum sul sistema elettorale.
3. D. Vorrei provare a conoscerla meglio come persona, per esempio capire se nel suo carattere prevalgono gli aspetti razionali oppure una qualche tendenza all’esoterico: in altre parole, crede alla profezia dei Maya o invece alla possibilità che lei vinca le primarie?
R. Sono sicuramente una persona razionale: credo nella profezia dei Maya.
4. D. Qual è la prima cosa che NON farà se sarà eletto sindaco?
R. Mettermi a dieta
5. D. Qual è il libro letto negli ultimi tempi che più le è piaciuto, e perché non è il mio?
R. E’ “Il gatto” di Simenon, ma solo perché non ho ancora letto il suo.

giovedì 12 gennaio 2012

I LANTERNINI – RIDATECI IL PIANO MARSHALL da Repubblica Genova 12/01/12

Mi sembra credibile, quel sindaco dello spot che, fascia tricolore sul petto, esorta la popolazione ad aderire al “Piano Danacol” varato dalla sempre biondeggiante Carrà. Nel senso che non mi pare un figurante bensì il vero primo cittadino di un ameno borgo emiliano; e nel senso che è tristemente plausibile che un sindaco, soffocato dai tagli, si riduca a fare da co-testimonial per rinsanguare le finanze del Comune. Prima o poi vedremo Marta Vincenzi, accanto alla Marcuzzi, magnificare il “Piano Bifidus”. Enzo Costa


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mercoledì 4 gennaio 2012

I LANTERNINI – LA FEDE NEI VALORI da Repubblica Genova 04/01/12

Il procedere con la Moschea al Lagaccio di sindaco e Giunta (salvo assessori dell’Idv forti di altri “valori”) è meritorio. Per civiltà e “tempestività”: avviene a ridosso del voto, mettendo nel conto, oltre alle speculazioni di Lega e Pdl, l’impopolarità trasversale della scelta, certo non compensata dal sostegno di quanti, pur favorevoli, alle primarie voteranno in gran parte più a sinistra. La Vincenzi ha preso una decisione anti-elettorale, perché la reputa giusta. E già solo per questo, se abitassi a Genova, la voterei. Enzo Costa


Repubblica Genova 04/01/12
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giovedì 15 dicembre 2011

I LANTERNINI – LINEARE HUMANUM EST da Repubblica Genova 15/12/11

Nell’intervista a Primocanale in cui ha annunciato la candidatura alle primarie, Marta Vincenzi, osando anche un’autocritica sul proprio carattere (della quale poi si sarà offesa), ha motivato la sua scelta con la mancanza di una candidatura di partito unitaria. E ha detto che con le primarie i cittadini potranno giudicare il suo lavoro, di cui rivendica due risultati: il piano urbanistico e la riduzione del debito comunale. Mi è sembrato un ragionamento lineare. Per questo motivo, scommetto che pioveranno le critiche. Enzo Costa


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lunedì 5 dicembre 2011

I SEMIFRESCHI - QUEL MALEDETTO 4 NOVEMBRE da Repubblica Genova 05/12/11

Lo dico anch’io che le scuole, quella tragica mattina di un mese fa, in quel dannato 4 novembre, andavano chiuse. Lo dico adesso. Ma prima? Prima del 4 novembre non lo dicevo, e non lo pensavo. Confesso che pensavo il contrario: pensavo che non andassero chiuse, perlomeno a Genova, perché pensavo che l’allarme fosse eccessivo, per colpa di noi “operatori mediatici”, e per riflesso condizionato di molti. Pensavo, cioè, che quell’allerta due fosse una conseguenza esagerata dell’alluvione nello spezzino poco o per nulla annunciata, di pochi giorni prima. È capitato spesso, in questi anni: a fronte di una catastrofe naturale non prevista, stampa, tv ed autorità che si affannano a diramare nuovi avvisi di pericolo, vuoi per rimediare alla mancata previsione precedente, vuoi (almeno inconsciamente) per esorcizzare ulteriori disastri. E il (retro)pensiero delle persone comuni è questo: “Danno l’allarme solo perché non lo avevano dato l’ultima volta, ma stavolta non succederà niente”. In questa specifica occasione, una mezza idea mia, e non solo mia. Ora che - a freddo - si può, facciamo mente locale: la vigilia del 4 novembre, quell’incessante fucina di sentenze sommarie che è anche la rete, emetteva verdetti inappellabili contro il terrorismo allarmistico della sindaco. Lo stesso giorno dell’alluvione, le cronache riferivano la protesta dei commercianti di Sestri Ponente, contrari alla chiusura obbligata dei negozi, giudicata immotivata. Eccolo, un altro elemento del pre-tragedia che, col senno esasperato di poi, è stato rimosso: i riflettori dei media e, di conseguenza, gli occhi dei cittadini, erano puntati sui luoghi dei precedenti disastri, del 2010 e di qualche giorno prima. Il messaggio più esplicito che implicito che passava, poche ore prima della catastrofe che avrebbe ferito il capoluogo ligure, era questo: è in arrivo un nubifragio che toccherà anche Genova e il Ponente della regione, ma i cui effetti più negativi dovrebbero manifestarsi laddove l’alluvione ha colpito da poco (le Cinque Terre) e un anno fa (Sestri): si paventavano altri crolli ed allagamenti nelle zone già sfigurate dalla potenza distruttrice dell’acqua, suggerendo perciò l’idea che fosse là, in quei luoghi già devastati, il vero, se non unico, pericolo. Da qui, o anche da qui, forse, la decisione di lasciare aperte le scuole genovesi, e la quasi unanime pacifica accettazione del provvedimento. Per di più c’era e c’è, come si è detto da varie parti (anche da quelle autorevoli del meteorologo Achille Pennellatore), l’insostenibile vaghezza, nel nostro paese, del concetto di “allerta due”, che contempla una troppo ampia escursione di eventi climatici, più o meno devastanti. Tant’è che ora si è valutato di ridefinirlo. Una genericità propedeutica, nel caso di Genova, a numerose precedenti “allerta due” rivelatesi prive di gravi conseguenze, e foriera, quindi, di puntuali pesanti sarcasmi, on-line e politici, sulla sindaco che chiude le scuole quando poi la bufera di neve si rivela una bufala. Certo, la Vincenzi, in quest’ultimo, tragico caso, può avere sbagliato toni e parole nell’immediato dopo-alluvione, può aver commesso l’errore di difendere in un primo momento con troppa ostinazione quella decisione; ancor di più, per me, ha sbagliato nel non spiegare subito e meglio i motivi di quella scelta, sbagliata col senno di poi (ma lo ha fatto bene poco tempo dopo, con la sua lettera sul web). Ma non penso si possa dire che alla vigilia era evidente che andassero chiuse le scuole: fosse stato così evidente, intendo dire evidente agli occhi di tutti, al punto che tenerle aperte (come hanno sostenuto alcuni degli accusatori della Vincenzi) fosse una scelta quasi criminale, penso che tutti i genitori i ragazzi a scuola non li avrebbero mandati. E poi, tralasciando qualche “dettaglio” sociale (la nostra idolatria per l’asfalto e l’automobile, il nostro invocare strade, garage e posteggi all’insegna del “box populi box dei”), e tecnico (lo scarso coordinamento fra le varie unità operative, ora ammesso dal capo della Protezione Civile), politicamente ci sarebbe da dire altro: che è osceno vedere strumentalizzare una tragedia simile da forze politiche responsabili nazionalmente di condoni edilizi, istigazioni all’abusivismo selvaggio che fa scempio del territorio; le stesse forze politiche il cui governo aveva tentato di varare un Piano casa all’insegna del “costruisco ergo sum”, ed ha quasi azzerato i fondi per la cura del dissesto idrogeologico. Infine, ricorderei una cosa: la vituperata Vincenzi ha predisposto un piano urbanistico nel quale è vietato costruire ancora in collina, con una linea d’azione nell’ambiente urbano mirata più alla riqualificazione dell’edilizia esistente che a nuovo cemento: certo, può non essere sufficiente. Ma è un fatto che già a suo tempo, nel presentarne le linee guida (ben prima che arrivasse in consiglio comunale), la sindaco, accanto al solito “non è abbastanza” degli ambientalisti duri e puri, si era beccata attacchi feroci dalla lobby dei costruttori, il cui leader è (o era) molto vicino al partito di Berlusconi. Forse, prima di chiederle di dimettersi ora, sarebbe stato opportuno darle un minimo di sostegno allora. Enzo Costa


Repubblica Genova 05/12/11
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giovedì 1 dicembre 2011

I LANTERNINI – L’UOMO È (IM)MOBILE da Repubblica Genova 01/12/11

Primocanale esce dal buco nero del digitale in cui l’avevo persa mostrandomi un Musso ambientalista che critica il Puc della Vincenzi: per lui, lo stop alle case in collina è poco. Il cemento va fermato anche in città. Poi, leggo che chiede alla sindaco di non vararlo, il Puc: per i suddetti limiti, e per lasciare decidere chi, fra poco, amministrerà Genova. Scopro che fra i sostenitori della sua richiesta c’è il costruttore Viziano, reduce da attacchi feroci alla Vincenzi per la linea verde collinare. Sento puzza di bruciato. Enzo Costa


 Repubblica Genova 01/12/11

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lunedì 14 novembre 2011

I LANTERNINI – ACQUA SOTTO AI PONTI da Repubblica Genova 15/11/11

L’aria fresca montiana ti ispira un aplomb bipartisan (scusate la parolaccia). Ma poi un amico ti manda quest’agenzia: “Con l’emanazione della direttiva con la quale ha decretato la chiusura delle scuole, la Sindaca ha solo aggiunto altri problemi alla già pesante situazione di crisi dettata dalle pessime condizioni atmosferiche”. Parole scagliate nel 2010 dai berlusconidi, con in testa quel Rosso che ora vuole la testa della Vincenzi per le scuole aperte. Ma mi facciano il piacere! (alla faccia dell’aplomb). Enzo Costa 


da Repubblica Genova 15/11/11 

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sabato 12 novembre 2011

I LANTERNINI – PAROLE SENZA FANGO da Repubblica Genova 13/11/11

“In questa occasione nessuno può dire che al posto del sindaco avrebbe agito diversamente (…) non deve dimettersi”. Parole che non sono mie, ma di Enrico Musso: le ha pronunciate nella tesissima seduta del consiglio comunale sull’alluvione. Forse i miei lettori più accaniti hanno presente l’accanimento satirico con cui, in questi anni, mi sono dedicato a Musso. Di certo lo ha presente Musso. Per me, era un atto dovuto, come ora il mio rendergli merito: quelle parole non sono mie. Ma le sottoscrivo. Enzo Costa


Repubblica Genova 13/11/11

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domenica 30 ottobre 2011

I LANTERNINI - E VENNE IN UNA GROTTA… da Repubblica Genova 29/10/11

Sto lanterninando confortato dal soffio di un stufetta elettrica: so resistere a tutto tranne che alla “morsa del gelo”, come intonano i media. Epperò mi procura brividi di insofferenza leggere che molti insurrezionalisti da social network scagliavano post infuocati contro la sindaco “rea”, in un primo momento, di aver autorizzato l’accensione dei caloriferi per 4 ore invece delle 6 caldeggiate (letteralmente). Un eccesso di riscaldamento inquina, anche nel senso che scaldarsi troppo per pretese simili avvelena lo spirito. Enzo Costa



 Repubblica Genova 29/10/11

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