Verranno, anzi stanno già arrivando, e giustamente, le parole di denuncia, il “l’avevamo detto” dei geologi, degli ambientalisti, dei residenti più coscienti, le puntuali riflessioni accorate sul disastro annunciato, il solito scaricabarile di responsabilità parallelo alle barilate d’acqua e fango riversatesi dappertutto. Ma davanti alla terrificante alluvione dello spezzino, viene anche voglia di silenzio, forse per stanchezza, forse per rispetto delle vittime, forse per consapevolezza della spaventosa potenza della Natura. Enzo Costa
.
.
Repubblica Genova 28/10/11
tutti i diritti riservati
Blogautore su Repubblica.it

Nessun commento:
Posta un commento