Non c’era posto migliore del Galata Museo del Mare per i due barconi di Lampedusa. Al MuMa sempre più, col suo arricchirsi di strumenti, visitatori, e quindi di un’identità forte, sono attraccate la memoria di cosa eravamo noi, e la conoscenza di cosa sono oggi i popoli con cui dividiamo il mare. È il luogo dove vedere negli immigrati del terzo millennio i volti ed i cuori dei nostri avi in fuga dalla miseria. Quei barconi adesso sono “della speranza” di una comprensione, di un’immedesimazione e di un incontro possibili. Enzo Costa
Repubblica Genova 02/11/11
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