Forse il proliferare su Internet di droghe “furbe”, devastanti per tossicità e pervasività, non è indipendente dalla dipendenza dalla rete, che ci sta sconvolgendo tutti: chi arriva via web al consumo e allo spaccio di stupefacenti, prima è passato per quelli di notizie choc, pareri lapidari, furori asociali da social network. Siamo nel tunnel delle sentenze sommarie che bruciano il senso del limite e i pensieri articolati. Una tesi, la mia, semplicistica. Se la state leggendo su Facebook, non mettete “mi piace”, ma “ci ragiono”. Enzo Costa
Repubblica Genova 10/04/13
tutti i diritti riservati
Blogautore su Repubblica.it


Nessun commento:
Posta un commento