Sarò distratto, ma mi sembra che Enrico Musso non abbia detto per chi ha votato alle elezioni francesi. Sarò confuso, ma mi sembra di ricordare che cinque anni fa, vantando la propria doppia nazionalità italo/francese, avesse detto e ridetto di aver votato per Sarkozy. Se davvero stavolta ha taciuto, ci sono tre spiegazioni alternative: 1- ha smarrito il certificato elettorale; 2- gli hanno tolto la cittadinanza francese perché l’hanno data a Carla Bruni; 3- ha votato per Hollande, ma non lo dice per modestia. Enzo Costa
Stavolta Silvio ci ha delusi: la nota ufficiale di Palazzo Chigi con cui ha modificato i sottotitoli di Canal Plus sulle parole che avrebbe rivolto a Sarkozy, non è da lui. Non che non sia berlusconiano l’uso di sparata con rettifica incorporata: quello, si sa, è un marchio di fabbrica del Premier. Ma la negazione dell’evidenza, la smentita sdegnata di sentenza appena pronunciata, il Cavaliere è solito applicarle ai suoi aforismi politici: vedi l’attacco minaccioso alla Costituzione “sovietica”, poi riconvertito in difesa della Carta fondamentale. Ma qui ci troviamo in zona facezie, nel proverbiale “umorismo” di Silvio: settore nel quale il Nostro, convinto di esserne un campione assoluto, non solo non smentisce, ma ribadisce, per poi rilanciare col suo campionario di accuse di seriosità strumentale ed ottusa alla sinistra faziosa e barbogia. Insomma, con la gaffe italo-francese siamo dalle parti dell’ “abbronzato” garrulamente appioppato a Obama, delle barzellette spensieratamente ambientate nei lager nazisti, delle ilari ricette anti-stupro sui militari custodi di “belle ragazze”. Ecco: “Moi je t’ai donné la tua donna” suonava come un aggiornamento del repertorio di spiritosaggini, aggiornamento all’insegna della continuità. E quindi meritevole della solita, orgogliosa rivendicazione dell’Umorista prestato alla Politica: “Sì, l’ho detto, e chi mi critica è la solita sinistra triste e internazionalista che controlla anche l’emittenza transalpina!”. Invece ha negato. Avrebbe detto “Tu sais que j’ai étudié à la Sorbonne ». Magari avrà davvero detto così, però, che delusione! (Ma, a pensarci bene, vero o falso che sia, per uno che parla di “Romolo e Remolo” e vanta una politica culturale a base di Bagaglino e Grande Fratello, sostenere di avere studiato alla Sorbona, è una boutade strepitosa). Enzo Costa