Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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martedì 28 giugno 2011

I LANTERNINI - GOVERNO DEL FARE (CREDERE) da Repubblica Genova 28/06/11

La frase più saporita degli ultimi giorni è stata: “Il Terzo Valico si farà anche senza i privati”. L’ha pronunciata sbadigliando con accento toscano il ministro Matteoli. A suo assonnato dire, se non si risolve il contenzioso fra le parti, non c’è problema: l’opera “si farà”. Ha solo omesso di chiarire, visti i conti pubblici, come: col pennarello del Premier, sulla cartina rispolverata da Vespa? O con un miracolo di San Binario, Patrono dei valichi annunciati? Certa politica è la prosecuzione delle barzellette con altri mezzi. Enzo Costa


Repubblica Genova 28/06/11
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venerdì 6 agosto 2010

I SEMIFRESCHI - QUANDO IL NONNO DEL SENATORE GRILLO INAUGURO' I CANTIERI DEL TERZO VALICO da Repubblica Genova 06/08/10

E dire che avevo fatto tanti buoni propositi: a fine luglio, stacco, chiudo baracca, burattini, connessione ad Internet ed al mondo politico genovese. Ho bisogno di una boccata d'ossigeno: in senso letterale (montagna, aspettami!) e metaforico: dopo un anno passato a respirare l'aria non sempre purissima che tira nella vita sociale, politica, culturale, economica (non solo) cittadina, l'urgenza di una pausa di distrazione a pieni polmoni è fortissima. Difatti sono partito per l'alta quota fermamente intenzionato a restare fra le nuvole per un mesetto. Poi, capita che al secondo giorno di vacanza montana fra le vette della Val di Susa si dia convegno un esercito di nuvole minacciose che suggeriscono di asserragliarsi in casa. E capita anche che per ingannare il maltempo mi venga l'idea di dare un'occhiata ai giornali cittadini acquistati il giorno della partenza e mai aperti: è a quel punto che succede il disastro. L'occhio mi cade su una notizia del Corriere Mercantile: il Terzo Valico rischia uno stop. Per un istante penso sia un mio errore: devo aver preso un quotidiano di qualche anno fa, dimenticato in mie precedenti ferie alpine. Poi controllo la data: 1 agosto 2010. Dunque è una notizia fresca. Si fa per dire: è l'ennesima replica della solita commedia ferroviaria in due atti: annuncio del via libera al Terzo Valico e susseguente nulla di fatto. Sono anni, lustri, legislature, ere geologiche che va avanti così. Con danni irreparabili allo sviluppo dei trasporti ed alla credibilità della politica, e con enorme giovamento per la mia professione satirica. E già questo basta a farmi balenare l'idea insana di scriverci un pezzo. Ma subito resisto, ligio al mio fioretto di un agosto d'astinenza dallo sbeffeggiamento su carta stampata di pasticci e fattacci politici. Senonché, proseguendo con la lettura, le provocazioni ai miei progetti ascetici si susseguono: apprendo che è in corso un braccio di ferro fra il ministro Matteoli ed il ministro Tremonti, che il primo si batte per l'apertura dei cantieri (ma non erano già stati aperti, per lo meno da un centinaio di annunci?) mentre il secondo è contrario (così come il cuoco fiorentino interpretato da Boldi era contrario alla pentola a pressione); apprendo altresì che dirimerà la questione una imminente seduta del Cipe (ho perduto il conto delle imminenti e dirimenti sedute del Cipe abbattutesi su di noi fin da quando il Terzo Valico era ancora in fasce, e destinate a continuare nei secoli dei secoli). Ma il massimo deve ancora arrivare: apprendo che il senatore Luigi Grillo, già inauguratore con elmetto giallo di uno degli innumerevoli cantieri virtuali del Terzo Valico e sistematico assertore dell'imminenza della riapertura di altri cantieri virtuali, parla di una nuova frontiera nel finanziamento delle opere pubbliche. Tenetevi forte: siamo al project financing di terza generazione. Spiega, il senatore con l'elmetto, trattarsi di lavori non più proposti dagli enti pubblici e poi affidati ai privati per la realizzazione, bensì di lavori proposti dai privati agli enti pubblici i quali dovrebbero poi garantire un diritto di prelazione ai privati medesimi. Lo spiega, il senatore, ma mentre leggo la mia mente vaga fra domande e di ipotesi più o meno suggestive: come è, per esempio, che io non ne sapevo nulla? Ero rimasto al sospirato nucleare di quarta generazione, colpevolmente ignaro che il project financing lo stesse incalzando con la sua pimpante terza generazione propedeutica all'inarrestabile avanzata del Terzo Valico che è sotto gli occhi di tutti. E poi: mi sono perso un passaggio: se (Grillo docet) la prima generazione era quella degli enti pubblici proponenti, e la terza quella dei privati proponenti, nella seconda chi diavolo era a proporre? Grillo? Un passante? Topo Gigio? Ma in realtà, a ben pensarci, col Terzo Valico altro che terza generazione! Me ne parlava già mio nonno. Mi raccontava che da ragazzo era convinto che sarebbe partito di lì a poco: magari, all'epoca, lo assicurava il nonno del senatore Grillo. (Scusate la violazione della moratoria satirica, non lo faccio più, giurin giuretto). Enzo Costa


comandamenti 

Repubblica Genova 06/08/02

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giovedì 21 gennaio 2010

I LANTERNINI - IL DISPERSO VALICO da Repubblica Genova 21/01/10

Bene il recupero di Genoa-Bari, ma quello dell’apertura del Terzo Valico? Un mese fa, come la partita (ma senza escandescenze dell’assessore Anzalone), il varo era saltato per impraticabilità degli spalti. Vero, era un varo-fiction da governo del fare credere: ma com’è che il sen. Grillo e Matteoli non hanno più riallestito il set? Avevano riconvocato la troupe, poi dispersa su un convoglio per pendolari soppresso? O invece era prevista la partecipazione straordinaria di Papi, ma si è confuso coi legittimi impedimenti? Enzo Costa


CIAK! Si rimanda!

Repubblica Genova 21/01/10

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venerdì 4 dicembre 2009

I LANTERNINI - IN POSA SENZA POSA da Repubblica Genova 04/12/09

Con i miei reiterati lanternini su Biasotti in posa inespressiva alle spalle di Scajola, ho dato un’idea riduttiva della sua campagna elettorale. Nel senso che in realtà ha esibito il suo sguardo in contumacia pure alle spalle di Fini e Matteoli. Laddove c’è un vip destrorso inquadrato, lì dietro c’è il Nostro fisso impalato. Eccovi, in esclusiva, la sua agenda di impegni per i prossimi giorni, limitata alla lettera B: farà da fondale umano a: Berlusconi, Bonaiuti, Bocchino, Brambilla, Bondi, Boldi, Banfi e Braccobaldo. Enzo Costa


"E io?"


Repubblica Genova 04/12/09


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martedì 25 agosto 2009

RIME BACATE - Epitaffi


Una battuta dell’organizzatore della Festa Democratica a Genova, Lino Paga­nelli, sul mancato invito di Berlusconi (“questa è una festa e non un festino”) ha provocato il boicottaggio dei ministri del Pdl, invitati alla festa, che, offesi, hanno fatto sapere che non saranno presenti ai dibattiti. 
Enzo, in occasione della loro "dipartita" dalla Festa, ha composto questi epitaffi:
 
EPITAFFIO DI MARA CARFAGNA

Ben prima della dipartita

sperimentò in modi chiari

che è vero, esiste un'altra vita

dove si fanno i calendari.

Peccato che sia una.. Ministra!


EPITAFFIO DI GIORGIA MELONI

Un cruccio la ferì vieppiù

fino a minarne la vivezza:

“Ministra son di Gioventù

ma perché non di Giovinezza?”

La scorta della Ministra della Giovinezza


EPITAFFIO DI ALTERO MATTEOLI

Ora gli tocca far buon viso

a un contrappasso fra i più rari:

da mesi è atteso in Paradiso

(viaggia in convoglio pendolari).

 
 Il Ministro Matteoli prega sull'INTERHEAVEN


EPITAFFIO DI FRANCO FRATTINI

In diplomatica missione

fu dato, fra Tokyo e Provenza

mentre era in Ciel da settimane:

nessun notò la differenza. 

 "Tunque lei è stato in Tcielo? Allora, mi tica, Tio esiste taffèro?"


Enzo Costa

Repubblica Genova 25/08/09

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giovedì 14 maggio 2009

I LANTERNINI - SENZA TRASPORTO da Repubblica Genova 14/05/09


Per la serie "Rotta di collo", il già traballante aeroporto Colombo, mercé il "salvifico" piano Alitalia di Silvio, precipita nel vuoto. Per la serie "Di mare in peggio", la già scalcinata Tirrenia, sull'onda delle vaghezze ministeriali di Matteoli, rischia il naufragio dei collegamenti con la Sardegna. Per carità, le compatibilità economiche, il rigore, le richieste dell'Europa: ma il trionfalistico trasporto con cui ci era stato detto che la destra di governo, con un ministro ligure, avrebbe rilanciato i nostri trasporti, è affondato. Enzo Costa

 
Rimedio ministeriale

Repubblica Genova 14/05/09

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mercoledì 15 aprile 2009

I SEMIFRESCHI - RADIOGRAFIA DI UN TERREMOTO CATODICO L'Unità 12/04/09


Certo, rispetto al Premier che, in piena crisi Alitalia, plana con l’elicottero di Stato sulla Beauty Farm Méssegué, meglio il Premier che, in pieno disastro terremoto, plana su L’Aquila. E, in barba a ogni allergia al Capo, uno si impegna ad apprezzare quel segno di presenza sopportando i segnali di presenzialismo che lo corredano: le visite agli sfollati con apposito look informale che fa tanto “uomo del fare”; le incongrue parole sulla Pasqua da trascorrere al mare e sulla crema solare da spalmarsi (accolte bene dai destinatari, a triste riprova di una sintonia tra Eletto ed elettori fondata sul “battutese” televisivo spacciato per anni dal primo ai secondi); le conferenze stampa quotidiane, rubrica fissa che ricalca analoghi tormentoni partenopei (sul luogo del disastro ambientale), a cavalcare l'onda emotiva e (forse) i sondaggi positivi, con sfoggio di mimica telegenica atta a raffigurare la tosta operatività del Leader, celebrata per iscritto dai cronisti embedded, da Minzolini in giù. Più in generale, ci si adatta ad accettare la cannibalizzazione catodica della tragedia: con inevitabile (ma perché?) indotto pre e postprandiale a base di Cucuzza, Sposini e D'Urso, reduci e prossimi ad efferate gossipate ma intenti ad ora a focalizzare il lato umano del dramma, a volte anche umanamente, con le classiche retoriche a fin di bene, e di propaganda. Vero, le Carfagna e Gelmini che la sera dopo il sisma bivaccano a “Matrix”, non sono digeribilissime. E ancora meno nelle successive passerelle umanitarie in favore di telecamera, come il resto del battaglione ministeriale in missione superflua immortalato dai tiggì. Mentre il Vespa del “Porta a Porta” speciale della prima sera che, dopo un sensato sorvolo sul luogo della catastrofe, si strugge su un peluche spuntato fra le macerie, ti imbarazza un po’: non per la scena in sé, legittimamente patetica, ma perché ti evoca il cinico brandire, da parte del conduttore, altri tragici oggetti (lo zoccolo di Cogne, la bicicletta di Garlasco). Ma è ad un punto preciso di quel “Porta a Porta”, che la tua resistenza cede: quando, presenti i ministri Maroni e Matteoli (e soffocata la domanda spontanea “ma la sera del terremoto non dovevano essere a lavorare, invece che in tivù?”), il Premier intima via telefono a Maroni di provvedere all’invio di nuovi vigili del fuoco. Delle due l’una: o gliel’aveva già detto, e lì recitava a mo’ di reality; oppure, invece di interloquire coi ministri nei luoghi deputati, lo faceva alla tele per fare più scena. In ogni caso, una brutta scena. Insopportabile. Enzo Costa


la telefonata di Berlusconi a Porta a Porta

L'Unità 12/04/09

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domenica 14 dicembre 2008

I LANTERNINI - CANCELLIERI OGGI E DOMANI da La Repubblica Genova 14/12/08


Anche chi, come me, è allergico all’idea dell’Uomo Forte (e di più alla sua materializzazione arcoriana), non può non restare incantato davanti alla Donna Fortissima: il Prefetto Cancellieri, brandendo la sua voce cavernosa, riesce nell’impossibile: dopo aver ammansito i camalli e fatto ragionare il ministro Matteoli, ha fermato i tir (l’equivalente contemporaneo, quanto a difficoltà, di aprire le acque). Lei sì che è un deus ex machina, o meglio ex camion. Ancora non ha arrestato la neve, ma diamole (mal)tempo. Enzo Costa


Prefetto at work

Repubblica Genova 14/12/08

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