Ho avuto l’infelice idea di anticipare agli amici la mia intenzione di scrivere di Carlo Rossella che, a Otto e mezzo su La7, aveva glamourousamente detto che la barzelletta aquilana era senza bestemmia giacché Lui, in quella sortita istituzionale, proferiva la parola «orco», senza la «p» davanti.
I più non mi hanno creduto (non circa la mia intenzione, circa il fatto che Rossella avesse detto così), mentre una minoranza, che pure non vota per Silvio, oltre a non credermi, mi ha fatto capire a occhiatacce che la mia faziosità aveva esondato. È lì che ho vacillato: che avessi sentito male?
In effetti, quell’esempio di servilismo lessicale suonava più incredibile delle contestualizzazioni di Monsignor Fisichella. Stavo per darmi del «irla» quando ho incontrato un mio vicino: lui quella dell’«orco» l’aveva sentita. Da uomo di destra, la trovava un’argomentazione inattaccabile. Enzo Costa
da l'Unità 11/10/10
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