Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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giovedì 23 giugno 2011

I LANTERNINI - L’ISOLA CHE C’È da Repubblica Genova 23/06/11

Ci sono 304 minori internati a Lampedusa in un’ex base militare. Sono partiti dalla Libia, fuggendo da molti paesi africani, da paura e disperazione. Sono circondati dal filo spinato e dall’indifferenza: di quest’insostenibile ingiustizia i media tacciono (dopo aver spacciato per normale l’estensione a 18 mesi nei Cie per gli immigrati irregolari, “ricompensa” pretesa dalla Lega per la sberla elettorale). Ma ne scrive Alessandra Ballerini, avvocato genovese che si ostina a difendere i diritti dei più deboli. Diamole forza. Enzo Costa


 Repubblica Genova 23/06/11

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sabato 26 marzo 2011

I LANTERNINI - DIRE, FARE, ACCOGLIERE da Repubblica Genova 26/03/11

L’unica cosa da fare, adesso, è fare. Proprio perché non ha fatto il Governo, passato dalla tolleranza zero all’indifferenza mille, lasciando che Lampedusa scoppiasse, affinché chi fuggiva da paura, rivolte e guerra diventasse carne da allarmismo xenofobo. Fare, ossia accogliere, senza se (“prima però sì al CIE”, come dice Plinio) e senza ma (“libici sì, tunisini no”, come dicono Cota e Zaia). Accogliere i deboli, profughi o “clandestini”. Magari i più deboli fra i deboli, come i tanti bambini sbarcati, spersi e soli. Enzo Costa


Repubblica Genova 26/03/11

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mercoledì 2 marzo 2011

I SEMIFRESCHI - ACQUE AGITATE, ACQUE STAGNANTI da VIVERE GENOVA 02/03/11

È vero che dentro all’imbarazzo dell’Italia che si specchia nelle acque sanamente agitate nel Mediterraneo c’è un’imbarazzante classe politica di sgoverno: si guarda alla travolgente vitalità di popoli giovani e (post)moderni, affamati di libertà e affratellati dalla libera navigazione in rete, e si vede la fatiscente decrepitezza di un leader, il “nostro”, tenuto insieme da lifting chirurgici, catodici e morali sempre più visibili ed insostenibili. Si vede l’Italietta telebrianzola incarnata dal suo trashosissimo baciamano al suo omologo liftato dell’altra sponda, l’uno e l’altro immortalati in una grottesca reverenza mortale, fermo immagine di una politica ferma, statica, immobile, un attimo prima di sprofondare. Si vedono analoghi salamelecchi scaduti ad altri semi-despoti o mezzi-satrapi egiziani e tunisini, anch’essi specchi riflessi di un’idea di politica in avanzato stato di decomposizione. E si vede, nell’invocazione isterica all’Europa e all’Onu, nell’esecrazione vittimistica delle istituzioni continentali e mondiali, ora per il loro disinteressarsi dei nostri disagi da immigrazione (effettivi o esagerati che siano), prima per il loro ficcarci il naso, la Padanietta di lotta e di ministero che, premendo a fondo il pedale dell’allarmismo, gonfiando le cifre, dilatando gli aggettivi (“epocale”, “biblico”) ma solo in chiave di pericolo e mai in quella di opportunità, si ostina a fare degli immigrati carne da bassa macelleria propagandistica. Si vede tutto questo, dentro all’imbarazzo dell’Italia, ma non c’è solo questo: c’è anche la nostra sclerosi mentale, la nostra disabitudine all’immaginazione, la nostra assuefazione alla rassegnazione: se, guardando a quei ragazzi e a quelle ragazze che si sollevano siamo più sorpresi che sollevati, più inquieti che appassionati, più impauriti (“l’invasione!”, “l’integralismo islamico!”) che conquistati, è perché siamo noi vecchi, cinici, scettici, incapaci - per consunzione di energie spirituali e slanci ideali - di immaginare la speranza, o almeno di intravederla negli altri, che sono lì, a costruirsela, davanti a noi. Enzo Costa


da VIVERE GENOVA 02/03/11

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