Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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sabato 4 ottobre 2014

I LANTERNINI - NOZZE CON VIP SECCHI da Repubblica Genova 04/10/14

Sono allergico a sentenze demagogiche tipo “i politici sono una Casta” (allergia tipica della mia Casta?), anche perché so che su di loro, checché se ne dica, aleggia lo spettro di una pur dorata caducità. Prendiamo Veltroni: nel 2008 voleva fare il Premier; oggi fa l’officiante di matrimoni di attori hollywoodiani. Se poco mi dà poco, che ne sarà di altri di loro, nel 2020? Biasotti officerà il sì di Alvaro Vitali? Scajola farà il testimone (di terze nozze) di Matacena? Grillo farà in streaming il sacrestano di Casaleggio? Enzo Costa


Repubblica Genova 04/10/14

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venerdì 11 luglio 2014

I LANTERNINI - LAVORARE STRONCA da Repubblica Genova 11/07/14

Traduttore in italiano delle telefonate intercettate di Berneschi in anglo-zeneize. Addetto al reperimento di linee programmatiche di intesa fra Pd genovese e Marco Doria. Conferitore di vivacità ai discorsi di Marco Doria. Marco Doria. Cameraman specializzato in riprese di Sandro Biasotti ora che, per cause di forza maggiore e Forza Italia minore, Biasotti non è più reperibile alle spalle di Scajola. Cercatore di non-insulti nei commenti on-line del popolo pentastellato della rete. Lettore del lanternino. Lavori usuranti. Enzo Costa


Repubblica Genova 11/07/14

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venerdì 4 luglio 2014

I LANTERNINI - GLI STATI CAPORALI da Repubblica Genova 04/07/14

Primocanale ha documentato i “no, grazie” di alcuni invitati da Biasotti agli “Stati Generali” del centrodestra da lui ideati: Enrico Musso diceva che non militava nel centrodestra (all’insaputa di Biasotti?); Maurizio Rossi diceva che lui non guardava a sinistra ma a ponente, e non guardava a destra ma a levante (e ricorrere al navigatore?); Raffaella Della Bianca diceva che non gradiva un’iniziativa di Forza Italia (si figuri il sottoscritto!). Attendo i rifiuti dei seguenti invitati vip: Scajola, Batman, Einaudi, Dudù, Biasotti. Enzo Costa


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sabato 31 maggio 2014

I LANTERNINI - FAI LA NININA da Repubblica Genova 31/05/14

Provate a dire ad alta voce “Villa Ninina”: quel doppio vezzeggiativo edilizio non vi si scioglie in bocca, tenero e caramelloso? Non vi evoca una casetta di marzapane degli gnomi? Eppure è la dimora di Scajola che, per gli inquirenti, custodirebbe quintali di fascicoli riservati e dossier segreti, probabili fonti di schedature e ricatti. A me, con quel nome dolciastro, sembra impossibile. A meno che non sia un nome falso: non è che al catasto è registrata come “Villa Nanaccia”? Enzo Costa


Repubblica Genova 31/05/14

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domenica 18 maggio 2014

I LANTERNINI - ONTA DI SCORTA da Repubblica Genova 18/05/14

Sempre che sia vero quanto trapela dalle indagini (ed è doveroso andarci cauti), l’elemento più insopportabile dell’ultimo caso Scajola è la faccenda della scorta: avrebbe delegato “d’autorità” la propria scorta allo scarrozzamento di un’amica moglie di un latitante. Saremmo oltre l’uso disinvolto di uno status symbol. Saremmo all’abuso tracotante ai danni dello Stato, e da parte di chi arrivò a definire (dopo la sua morte) “rompicoglioni” Marco Biagi per il suo vano richiedere una protezione. Insopportabile. Enzo Costa


Repubblica Genova 18/05/14

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sabato 10 maggio 2014

I LANTERNINI - L’INIMMAGINABILE AL POTERE? da Repubblica Genova 10/05/14

Non siamo più dalle parti, surreali ed esilaranti (e, ad ora, penalmente irrilevanti) del mitico “a mia insaputa”. Qui non c’è più da fare la battutina ammiccante sul potente che casca dal pero atterrando sulla casa vista Colosseo. Non di inconsapevoli benefit “castali” si parla, ma di deliberato favoreggiamento di un latitante. C’è poco da ridere, e non invidio chi lo fa. E non riesco a satireggiarci sopra. Per istinto di sopravvivenza del cittadino che è in me, mi auguro si tratti di un clamoroso errore giudiziario. Enzo Costa


Repubblica Genova 10/05/14

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giovedì 24 aprile 2014

I LANTERNONI – SE SULL’EUROPA SENZA CERTEZZE INCOMBE IL MISTERO DEL TERRITORIO da Repubblica Genova 24/04/14

Ma c’è ancora, il territorio? E, a monte (in senso metaforico, non orografico) della domanda, sarebbe cosa buona e giusta che ci fosse o che non ci fosse più? Non sono qui ad interrogarmi sullo stato idrogeologico del Paese (che, comunque, sappiamo disastrato), ma sull’esistenza o meno di una fisicità geografica della politica, ai tempi delle elezioni europee: appuntamento, quest’ultimo, di per sé basato su una sorta di geografia politica virtuale o se preferite amletica (esiste o non esiste l’Europa intesa come luogo democratico sovrastatale? È stata fatta ma dobbiamo ancora fare gli europei? È viva e lotta insieme a noi, malgrado sia frequentata in quel di Bruxelles da uno come Borghezio?). L’interrogativo iniziale sorge quasi spontaneo ad osservare il caso Scajola: il fu ministro, lo sapete, per la competizione elettorale continentale non è riuscito a trovare casa (mi si passi il basso umorismo di stampo domiciliare, ma è per vivacizzare un po’) nelle liste di Forza Italia. La sua presenza, già anticipata in esclusiva dal coordinatore ligure Biasotti fiero della sua intimità col fu Cavaliere, è stata cassata da Giovanni Toti, forte del suo nuovo ruolo di facTotim di Arcore. E già qui, in fatto di addetti alle nomination, il concetto di territorialità inizia a vacillare: il coordinatore regionale del partito, fresco per di più di un master che fa curriculum (una cena non elegante, ma alla presenza di Dudú in carne e pelo), che viene solennemente ignorato e/o sbugiardato dal nuovo Bondi di Palazzo Grazioli in materia di candidature in terra ligure. Inevitabile chiedersi cosa debba coordinare, per statuto, l’autoctono Sandro: la ola obbligatoria per qualsivoglia scelta imposta dall’esecutore in tuta bianca delle volontà del Leader Supremo, momentaneamente distaccato ai servizi sociali? Ma poi, soprattutto, l’idea di territorio frana come e più di un pendio di Andora con sovrastante terrazza e sottostante ferrovia, al cospetto dell’oggetto della decisione: l’uomo forte di Imperia impossibilitato a candidarsi ad Imperia, nella Liguria tutta e, dunque, nella circoscrizione Nord-Ovest, per cause di Forza Italia maggiore. Certo, l’ostacolo insormontabile alla sua ridiscesa in campo è stato, come è noto, un peccatuccio edilizio commesso fuori porta, giusto di fronte al Colosseo. Ma la sentenza che tale macchia, al momento giudicata penalmente irrilevante dalla magistratura, fosse più indelebile di quelle di Fitto (per non dire di quella passata in giudicato del fu Premier Papi neo-pregiudicato), è stata inappellabilmente formulata in un luogo altro e alto rispetto all’antica zona ponentina di predominio politico del sacrificato. Ma poi, il sacrificato medesimo, col suo territorio, poteva vantare ancora la simbiosi di un tempo? L’inimmaginabile tranvata elettorale presa da un suo uomo alle comunali di Imperia non parrebbe testimoniarlo. Tanto più se si rammenta come quel suo uomo, nel tentativo disperato di rimonta per il ballottaggio, era arrivato a semi-disconoscerlo. E allora? Il caso Scajola cosa dimostra, riguardo la territorialità della politica? Che ad un certo punto essa frana? Restando in Forza Italia, le due candidature liguri passate al vaglio del fido successore di Fede documentano due fenomeni più complessi: per Bonanini, una territorialità insieme proprietaria (il candidato europeo forzista è sotto processo per una gestione, secondo l’accusa, più che padronale del Parco delle Cinque Terre) e camaleontica (il candidato europeo forzista è stato candidato europeo piddino: che adesso punti, risolti o meno i guai giudiziari, alla realizzazione del Parco delle Cinque Terre Due?); per la De Martini, una territorialità di natura oscillatoria, nel senso che nel tempo intercorso fra la sua precedente candidatura alle europee per Berlusconi e la sua attuale candidatura alle europee per Berlusconi, la Nostra ha oscillato per l‘intero spettro di partiti e coalizioni dello Stivale, fino a ritrovarsi pronta, a fine giro, per la ricandidatura in Forza Italia. Tutti esempi, questi, di quanto sia aleatorio, ormai, il concetto di territorio, così come quello di appartenenza. Del resto, negli ultimi anni, la triste parabola della Lega ha dimostrato che un’idea eccessiva di territorialità è solo nefasta: quando si sacralizza in modo fanatico un territorio, in nome dell’opposizione integralistica a quanto è diverso, straniero, c’è un rischio: che a furia di affondare le radici si tocchi un sottosuolo in cui circolano scorie e veleni (pregiudizi, xenofobia, razzismo). Se un territorio viene assunto ottusamente o furbescamente come luogo di Bene assoluto minacciato da agenti esterni, ci si immiserisce così tanto – culturalmente e moralmente – da sprofondare fra i rimborsi del Trota e i diamanti in Tanzania. Una storia apparentemente padana, quella del Carroccio, ma tipicamente italiana, nelle sue degenerazioni familistico-clientelari così simili a quelle di tanta cattiva politica meridionale, fondata su voti di scambio ed elargizioni ad un elettorato relegato ad un sottosviluppo civile pari a quello economico del territorio così malamente rappresentato. Insomma, più in generale: in una Nazione polverizzata in corporativismi e campanilismi, con i partiti in via di estinzione, essere un politico espressione di un territorio non significa incarnare una sorta di boss della circoscrizione? Non si scordi il caso del recordman di preferenze Fiorito, uno che nel territorio era incistato. E ancora: non c’è il rischio che una visione assoluta del territorio finisca per nuocere all’interesse generale? Tema, questo, complesso. Qui mi limito a segnalare come, a proposito di infrastrutture, fino a qualche decennio fa l’esproprio per un’opera pubblica era visto, a sinistra, come segno del prevalere delle istanze della comunità statale su quelle individuali, egoistiche, di questo o quell’abitante. Oggi, invece, la sinistra più antagonista professa l’opposto. Tornando alle elezioni europee, l’auspicio è che sia possibile, come paiono attestare alcune candidature nel Pd (Cofferati, Briano, Gualco) unire rappresentanza del territorio e competenza, conoscenza dei problemi locali e visione più ampia delle dinamiche sociali ed economiche. Anche perché l’alternativa, la politica 2.0, non sta dando prove esaltanti: al di là delle spassose autocandidature web degli aspiranti parlamentari europei a cinque stelle, molti dei quali provenienti da non si sa quale remota galassia, ci sono i comizi a pagamento di Grillo. Uno così all’avanguardia che quando fa lo show a Padova diventa secessionista veneto, e quando, qualche mese prima, arringa gratis folla la folla in piazza della Vittoria, iscrive unilateralmente e suo malgrado Pertini al MoVimento. Lui è legatissimo al territorio in cui si esibisce quella sera. Enzo Costa


Repubblica Genova 24/04/14

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martedì 22 aprile 2014

I LANTERNINI - PARTITO PER DOVE? da Repubblica Genova 22/04/14

Se si volesse fare del facile umorismo di stampo storico-politico su Forza Italia, che alle europee candida l’ex piddino Bonanini, processato per la gestione a dir poco personalistica del Parco delle Cinque Terre, e non candida il prosciolto Scajola, si direbbe che il Faraone ha espugnato il Colosseo alla “saputa” del fu ministro. Ma, battute a parte, il fatto è che una scelta simile fotografa un partito sbalestrato. Lo si affidi a un leader più fresco dell’attuale: per esempio, un vecchietto di Cesano Boscone. Enzo Costa


Repubblica Genova 22/04/14

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venerdì 11 aprile 2014

I LANTERNINI - FUORI DI ONDA da Repubblica Genova 11/04/14

Sull’onda di quello, incredibile ma verosimile, di Toti & Gelmini, ci si deve aspettare qualche fuori onda locale? Scajola & De Martini che, uditi a loro insaputa, inveiscono sulla candidatura europea di Toti progettando per ritorsione di far saltare in aria il tunnel dei neutrini della Gelmini? Biasotti che, inquadrato a sua saputa, fa la solita faccia di quello che Silvio gli ha detto tutto in confidenza, però gli scappa da ridere? Burlando che stona “Io rinasceròòòò!” perché sì è sottratto all’abbraccio mortale di Monteleone? Enzo Costa


Repubblica Genova 11/04/14

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giovedì 3 aprile 2014

I LANTERNINI - MANOLA SOLA, TI VORREI da Repubblica Genova 03/04/14

Toti, il factotum di Arcore, ha detto a Lerner che Scajola non sarà candidato. Eppure Biasotti, il concessionario di Genova, dopo la cena elegante con Dudú disse che Silvio gli aveva rivelato in esclusiva l’intenzione di candidarlo. Vi sembra uno che, per farsi bello, millanta confidenze col Capo? A me sì. Però, a onor di satira, scrivo che Biasotti non soffre di mitomania, ma di udito: il fu Cavaliere non gli disse che avrebbe candidato Scajola, bensì Manola, un’irresistibile ballerina di tango: la nipotina di Bergoglio? Enzo Costa


Repubblica Genova 03/04/14

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venerdì 14 marzo 2014

I LANTERNINI - UN RUMORE DI TOMBINI da Repubblica Genova 14/03/14

L’ha detto di nuovo! Come già a novembre, il fu ministro Scajola, in un’alata prolusione politica (stavolta emessa a Imperia, a mo’ di pre-candidatura europea), ha accusato Burlando di “inaugurare tombini”. Ogni quattro mesi gli scappa la metafora idraulico-viaria. Una lettura psicanalitica: gli scoli acquatico-fognari pubblici come forma di rimozione di vecchi problemi di scarichi privati in alloggi vista Colosseo? Magari, invece, la sua non è una metafora: Burlando inaugura davvero i tombini. In fondo, servono. Enzo Costa


Repubblica Genova 14/03/14

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domenica 2 marzo 2014

I LANTERNINI - FEDELE ALLA LINEA da Repubblica Genova 02/03/14

Se la foto, fieramente mostrata da Biasotti, era eloquente sulle gerarchie politiche vigenti nella cena di Arcore offerta ai forzisti liguri (Dudù a figura intera retto da un Biasotti dalla testa parzialmente tagliata con, dietro, una fettina di Sappa, presidente della Provincia di Imperia), parimenti chiaro è stato Biasotti su Scajola: col compiacimento di chi è in intimità con Lui, ha rivelato che Silvio gli ha detto che (bontà sua) pensa di candidarlo alle europee. Dunque, per il fu ministro è fatta. Se Dudù è d’accordo. Enzo Costa


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mercoledì 19 febbraio 2014

I LANTERNINI - IN BARBA ALL’INCARICO da Repubblica Genova 19/02/14

E Biasotti? Com’è che, dopo che il fu Premier Papi gli ha tolto le ragnatele dalla barba facendolo coordinatore regionale, si è eclissato? Impossibile che coordini nell’ombra: lui, il fu teleGovernatore, ha sempre lavorato alla luce abbagliante (noi) e galvanizzante (lui) dei riflettori, spiovente sui microfoni, a tiro di telecamera, ora piazzato in primo piano, ora come sfondo umano di Scajola. Ho guardato alle spalle del redivivo fu ministro, ma non l’ho visto: o mi si è abbassata la vista, o si è tagliato la barba. Enzo Costa


Repubblica Genova 19/02/14

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mercoledì 29 gennaio 2014

I LANTERNINI - AH, (NON) SAPERLO PRIMA! da Repubblica Genova 29/01/14

Non suoni come un ironico appello alla munificenza di Anemone, chiedersi chi ripagherà Scajola delle sofferenze pre-assoluzione. È certo che il fu ministro ha patito disagi, che la motivazione della sentenza, con la prescrizione per il suo generoso conoscente, configurerà meglio. Intanto, dopo un (simbolico?) terremoto ad Imperia, il Nostro si rifaceva in tutte le tv. Vespa ha riadattato per lui un “Porta a Porta” originariamente destinato al “solo” Giorno della Memoria. Ristrutturazione catodica abbastanza generosa. Enzo Costa


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giovedì 12 dicembre 2013

I LANTERNINI – (ITAC)ARCORE da Repubblica Genova 12/12/13

Più di un Biasotti trasognato e di uno Scajola impettito, era espressiva, alla reunion dei neo/ri-berlusconiani liguri, Susy De Martini. Lo sguardo segnato ma appagato di chi, dopo un’ardita, spericolata odissea politica fra Silvio, Burlando, Storace al primo turno e Doria al ballottaggio (mi scuso per eventuali scali omessi per smemoratezza), approda alla meta definitiva: Silvio. In due foto, assisa, teneva le mani incrociate sul ginocchio sinistro. Come per impedirsi di alzarsi e fuggire in direzione Scelta Civica. Enzo Costa


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venerdì 8 novembre 2013

I LANTERNINI – TOMBINI INCROCIATI da Repubblica Genova 08/11/13

“Gira in lungo e in largo la Liguria a inaugurare tombini”. Lette, le parole con cui Scajola, replicando alle accuse di Burlando su sue ingerenze in Carige, ha inteso dipingere l’attività del presidente della Regione, non regalano le suggestioni che avranno offerto all’ascolto: scommetto che sono state dette in marcia, mediante la tipica scansione stentorea del fu ministro ed il solito corredo di pause irrevocabili e sguardi sopraelevati, col rischio di prendere una storta in un tombino non visto (e inaugurato da Burlando). Enzo Costa


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domenica 15 settembre 2013

I LANTERNINI – SAGUNTO DEL SIGNORE da Repubblica Genova 15/09/13

“Non è la prima volta che, mentre a Roma si discute, le città della periferia sono espugnate”: a tingersi di inaspettati echi di Tito Livio è l’usualmente spiccia oratoria del pidiellino Melgrati, che in Regione contesta la soppressione di due tribunali liguri. Quando Riccardo Tivegna del Tgr nota che la riforma del governo è stata votata da Scajola, Scandroglio, Cassinelli e Biasotti, la butta in citazione latina (s)corretta: Chiavari e Sanremo come Sagunto. Un uomo colto sul fatto: voleva Biasotti a capo del Pdl ligure. Enzo Costa


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martedì 10 settembre 2013

I LANTERNINI – LA LUCE DEI SUOI OCCHI da Repubblica Genova 10/09/13

Le lenti scure di Scajola – intervistato sabato dal Tgr – non erano dovute alla luminosità settembrina: nel breve volgere del servizio, il fu ministro ha firmato tutti i referendum radicali e magnificato l’idea di tornare a Forza Italia. Un riallineamento al fu Premier Papi suggellato dagli occhiali da sole, che erano un’affettuosa adesione ad una sua recente fase politica: quella dell’uveite. Scommetto che, subito dopo, si è messo la bandana fiondandosi a Strasburgo per consegnare brevi manu il ricorso umanitario. Enzo Costa


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mercoledì 17 luglio 2013

I LANTERNINI - LA VIA GIUDIZIARIA da Repubblica Genova 17/07/13

La nomina del senatore Grillo a commissario del Pdl spezzino (che farà? inaugurerà virtualmente il Terzo Valico nella sua tenuta di Monterosso?) non ha risolto la crisi del partito ligure, fra rivolte di quanti alla Spezia volevano Morgillo (su tutti, Morgillo), imperiesi orfani di Scajola, genovesi timorosi di essere adottati da Biasotti e savonesi non pervenuti. L’unica sarebbe che in Liguria spuntasse un leader carismatico azzurro pieno di guai giudiziari: così, come da modello nazionale, andrebbe in crisi il Pd ligure. Enzo Costa


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mercoledì 12 giugno 2013

I LANTERNINI – NOSTALGIA IMPERIA da Repubblica Genova 12/06/13

Nelle interviste televisive, il neo-sindaco di centrosinistra di Imperia, Capacci, guarda sempre dritto in camera. Immagino anche in quelle radiofoniche. Forse per fissare negli occhi ad uno ad uno gli elettori che, miracolosamente, lo hanno fatto vincere in quel feudo azzurro. Nelle interviste televisive, lo sconfitto Annoni ha l’aria schifata e stupita di chi dice: “Ma come avete potuto?”. Per look, dizione, modi, pare un monarchico nostalgico che non si capacita della Repubblica. Si vede che pensa “Avanti Scajola!”. Enzo Costa 


Repubblica Genova 12/06/13

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