Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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giovedì 10 giugno 2010

I LANTERNINI - BECKETT? UN DILETTANTE da Repubblica Genova 10/06/10

Pronti a votare tagli selvaggi alla cultura, gli onorevoli Cassinelli e Scandroglio annunciano un ciclo di incontri per denunciare e fronteggiare i guasti dell'egemonia culturale della sinistra: è la nuova frontiera (azzurra) del teatro dell'assurdo. E come se, dopo quasi un trentennio di tv del Capo a base di istigazione al consumismo, di esibizionismo, di corpi plastificati, menti azzerate e Apicella, l'egemonia culturale non fosse della destra. Altrimenti, come spiegare, fra l'altro, che alla Cultura sia approdato Bondi? Enzo Costa

Colto
(sul fatto)

Repubblica Genova 10/06/10

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mercoledì 9 giugno 2010

I SEMIFRESCHI - ALLA RICERCA DELLA TV PERDUTA da l'Unità del 15/03/10

Com’era quella storia della cultura che non funziona in tv? Ci pensavo domenica sera, ma non me la ricordavo bene, anche perché ero distratto dalla tv, che – su Raitre, in prima serata – trasmetteva un programmino leggero leggero, semplice semplice, subdolamente accattivante e in quanto tale distraente da concetti alti e ponderosi come quello succitato: c’erano un giovane conduttore ed un anziano signore seduti in poltrona, che discorrevano, dando l’idea di farlo per loro personale piacere (difatti ignoravano la telecamera, ma si guardavano negli occhi). E più quell’idea di una loro complicità intima, domestica (già, perché scordavo di dire che non si trovavano in uno studio televisivo, ma nello studiolo di casa dell’anziano signore) mi arrivava, più mi veniva voglia di starli a sentire, di origliare quel loro conversario così poco telegenico ma, incredibilmente, così tanto attraente. Sì, perché il giovane conduttore e l’anziano signore dissertavano in leggerezza di cose per cui vale la pena vivere, come la mano di un padre che fa da coppa per l’acqua in infantili camminate in collina; o come il rumore del terriccio dei sentieri che costeggiano i canali fluviali francesi, rumore che si imprime nella memoria quando sono i passi di un amico a provocarlo; o come il sapore sublime di una frittura di paranza, unico quando sono le mani, e non la forchetta, ad offrirlo alle papille gustative; o come l’indicibile godimento di uno “zapping” notturno compiuto non smanettando sul telecomando, ma frugando tra le pagine dei libri sparpagliati sul letto. Ops, libri: vocabolo e oggetto culturale! Eppure, pronunciato ed evocato lì, in quel privatissimo dialogo per estranei incuriositi, suonava benissimo. E rafforzava la mia attenzione alla conversazione: volevo, dovevo intercettare, rubare ogni frase, ogni argomento, i pezzi di vita di quell’anziano signore, la casa abitata in Francia dal suo amico, romanzescamente vera, l’improbabile motocicletta che quest’ultimo cavalcava in impossibili viaggi transalpini, e altri ricordi più teneri e per questo subito mitigati dall’ironia, e ancora, con il supporto di un gradito ospite, il ragionare ed il contraddirsi sui libri più importanti per l’uno e per l’altro. Libri, ancora! Ma cos’altro aspettarsi, in fondo, da uno come Carlo Fruttero intervistato a domicilio da Fabio Fazio, con la partecipazione straordinaria di Pietro Citati? Proprio nulla. Bastava questo: un’ora di televisione meravigliosa, frivola, scintillante, colta. Com’era poi quella storia della cultura che non funziona in tv? Enzo Costa



La prima parte dell'intervista (su youtube tutte le altre parti)


l'Unità 09/06/10


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