Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
Visualizzazione post con etichetta '68. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta '68. Mostra tutti i post

martedì 11 febbraio 2014

I LANTERNINI - ESSERE COMUNITÀ da Repubblica Genova 11/02/14

Leggendo il bellissimo articolo di Giulia Destefanis sui quarantasei anni della Comunità di Sant’Egidio, mi è venuto, naturalmente, da riflettere sulla straordinaria, meritoria attività di queste donne e uomini di fede: fede, innanzitutto, nelle altre donne e negli altri uomini, tanto più degni di attenzione e cure quanto più soli, deboli, indifesi. E ho pensato che una realtà così luminosa è uno dei buoni frutti del ’68: il solidarismo religioso ha radici profonde. Molto di quello laico si è inaridito nel disincanto. Enzo Costa


Repubblica Genova 11/02/14

tutti i diritti riservati

martedì 12 luglio 2011

I LANTERNINI - SCUOLA PER MINISTRA da Repubblica Genova 12/07/11

Della bella intervista su scuola e società fatta qui da Roberto Orlando alla (sua) professoressa Avanzini, che va in pensione dopo quarant’anni, isolo il frammento in cui la docente rimpiange lo spirito critico dei ragazzi del post-‘68. Quel movimento, pure per la scuola, fu tante cose, non tutte esaltanti (dal sei politico in giù). Ma fu anche una scossa vitale a base di vivacità, apertura, partecipazione. Lo ignora la Gelmini, che del ’68 sparla a vanvera da impreparata: prof. Avanzini, le faccia un corso di recupero! Enzo Costa


Repubblica Genova 12/07/11

tutti i diritti riservati


venerdì 18 marzo 2011

I SEMIFRESCHI - GELMINI MINISTRA IMPREPARATA da l'Unità del 18/03/11

La ministra Gelmini, da Fazio, si applica ma non è preparatissima: dice che nella sparata contro la scuola pubblica Lui è stato frainteso (e fin qui, la lezioncina l’ha imparata), però Fazio la interroga su “inculcare”: non è verbo sbagliato, grondante imposizione e non educazione, sia se riferito ai valori (negativi, per il Premier) trasmessi dai professori, sia se relativo a quelli (positivi, sempre per il Premier) proposti dalla famiglia? Ovvero: un capo del governo che, nel giudicare malamente la scuola pubblica, si esprime malamente, non dimostra – al di là del contenuto – di non essere all’altezza di giudicare la scuola pubblica? La ministra non risponde: fa finta di non capire, o – peggio – non capisce? Sarò fazioso: propendo per la seconda ipotesi. Però ha imparato altro: dire “piuttosto che” in senso disgiuntivo, per intendere “oppure”, “o anche”, è trendy, e perciò lo dice. Ma non sa che dirlo in quel senso è sbagliato. E’ sbagliato, ma lo dicono in tv, lo dicono molti anche di sinistra (figli di quelli che dicevano “nella misura in cui”?), e pure i radical chic: se la ministra scopre che parla come loro, avrà uno choc. E poi ha imparato a memoria, è il suo “argomento a piacere” preferito, quella del ‘68 origine di tutti i mali scolastici, fonte di qualsiasi disgrazia (dis)educativa, primo motore immobile di ogni sciagura (d)istruttiva. Qui va in automatico: lo dice e lo ripete.
E quando Fazio – a proposito dei tagli agli insegnanti di sostegno – osserva che al ‘68 (controverso come tutti i movimenti complessi, ambiziosi, travolgenti e stravolgenti) si deve anche il fatto che oggi non sia più concepibile l'idea di classi o scuole differenziate per i disabili, lei non capisce.
Non capisce o non sa cosa fosse la scuola italiana prima del ’68, quale attrezzatissima palestra di discriminazioni culturali, quale laboratorio scientifico di emarginazioni sociali, quale produttiva fabbrica di epurazioni di menti e corpi imperfetti. Non sa o non capisce che, più odiosi e spaventosi degli eccessi dell’egualitarismo, ci sono stati gli eccessi del “differentismo”, e che antiche forme di privilegi permangono, anche come progetto nella mente di alcuni. Non sa o non ricorda che Berlusconi, nell’ultimo faccia a faccia con Prodi delle elezioni 2006, gli imputò di volere una società in cui i “figli degli operai” siano uguali ai “figli dei liberi professionisti”. Un Premier che, a parte la forma di cui scrivevo all’inizio, si esprime con concetti simili, è – fra l’altro - la prova vivente del disastro della scuola pre-’68. Enzo Costa


l'Unità del 18/03/11

tutti i diritti riservati

venerdì 21 novembre 2008

I LANTERNINI - UNA IENA E UNA CAPANNA da La Repubblica Genova 21/11/08


Lo so, sono un tipo bizzarro: più dell’allergia di Luca Bizzarri alla Vincenzi su divieti, movida e il resto dell’amministrabile (allergia evidente, oltre che nelle sue parole su Repubblica, negli sguardi beffardi e nei toni sarcastici esibiti a Primocanale), mi intriga un rimbrotto, da lui spedito via etere e a mezzo stampa alla sindaco: quando l’ha incontrata, denuncia, lei gli ha parlato del ’68! Così, a vanvera? A prescindere? A tradimento? E come mai? Il nostro primo cittadino è in crisi di identità e si crede Mario Capanna? Enzo Costa

 
Che sia un consiglio per il Lotto? 
68 - 'a zuppa cotta

Repubblica Genova 21/11/08

tutti i diritti riservati