Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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giovedì 14 luglio 2011

I LANTERNINI - IL RESPIRO DEI DIRITTI da Repubblica Genova 14/07/11

Dice: “Ma le infrastrutture che mancano, i bus che si riducono, il lavoro che latita!”. E conclude: “Quelle sono cose importanti, altro che la Città dei Diritti!”. È il sedicente buonsenso che parla. Giusto ascoltarlo, se è in buona fede, ma doveroso farlo ragionare: fargli capire che, proprio quando la crisi morde, aprire una città alle idee, alla riflessione su valori e ideali, alle persone che producono civiltà in Italia e nel mondo, è offrire un respiro a quella città. È darle consapevolezza, forza morale. È farla vivere. Enzo Costa


Repubblica Genova 14/07/11
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venerdì 10 dicembre 2010

Enzo Costa presenta "Rime Bacate, e Aforismi da Banco"

In anteprima su Vivere Genova, Enzo Costa presenta il libro che raccoglie gli ultimi vent'anni di riflessioni e scritti. Edito da Editori Riuniti, il libro racconta l'Italia, attraverso una tagliente ironia, unica e preziosa.



GenoaMunicipality | 09 dicembre 2010

Enzo ride di sè, e noi ridiamo con lui. Di gusto. Ma il sorriso che ci regala, ci permette di descrivere e osservare il mondo che ci circonda, e riderne, con lui. Il sarcasmo, affilato come una spada di Toledo, veicola però una visione del contesto sociale molto profonda: il conformismo delle comunicazioni, la banalità della comunicazione politica, la pochezza dei valori condivisi, la solitudine di fronte al mondo hanno forgiato un assetto ridicolo e superficiale, che sprofonda di fronte alla grandezza delle potenzialità dell'essere umano. La raccolta "Rime Bacate (e Aforismi da Banco)", impreziosita dalla prefazione di Gino e Michele, ci regala pillole per l'animo, capaci di risvegliare un po' di sana speranza, forse spensierata, perfetta per un consumo quotidiano. Questa è la forza di questi scritti: essere per tutti, e di facile assunzione, come i medicinali da banco, che magari non curano, ma che alleviano il dolore, permettendoci di portare a casa la Vita. Quella con la V maiuscola. Un libro prezioso, che varrà presentato durante la rassegna "A Genova i Diritti si Raccontano - 3 giorni di Editoria Civile" venerdi 10 dicembre alle ore 21, presso l'Auditorium di Palazzo Rosso. Regaliamoci queste risate, e prepariamoci per un domani difficile ma sostenibile.


Servizio di Nicola Giordanella
Riprese e Montaggio di Serena Gargani


mercoledì 21 luglio 2010

I SEMIFRESCHI - VERSANTE LIGURE: LA CITTA' DEI DRITTI da OLI n°270 del 21/07/10

Da Dei ci siam trovati

nella Città dei Dritti

dei Business Ben Oliati

da Cesare protetti.

Invece siam spaesati

in quella dei Diritti

noi, poveri sfigati

e pitreisti afflitti.

Enzo Costa


da OLI Osservatorio Ligure sull'Informazione 21/07/10

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venerdì 16 luglio 2010

I SEMIFRESCHI - PIAZZA PRINCESA, LA SFIDA DI DON GALLO da Repubblica Genova del 16/07/10

Don Gallo le cose le chiama per nome: non pratica l'arte italica della reticenza, non frequenta i territori battutissimi dell'ipocrisia, non pecca mai di omissis. Dice "Ingiustizia" all'ingiustizia, dà identità ai soprusi così da poterli identificare uno ad uno, indica la Poesia laddove si nasconde, ha osato scandire "Antifascismo" anche quando, causa (mal)tempi politico-culturali, farlo pareva (pare?) sconveniente, se non blasfemo. Don Gallo chiama per nome anche le persone, i potenti, i senza potere, i preti di strada e i Cardinali di Cattedrale: li nomina per meglio definirli, per indicarli, per additarli, per supplicarli. Specialmente, nomina quelli lontani da tutti, a lui vicinissimi: sa che chiamare un escluso significa includerlo. Don Gallo, adesso, vorrebbe dare un nome anche ad un luogo che un nome non lo possiede: è la cosiddetta piazza Anonima, o Senza Nome, che spunta da vico dei Fregoso e vico Ombroso: uno spazio minimo in mezzo ai carruggi nato, narrano le cronache metropolitane, dagli squarci profondi di un bombardamento della seconda guerra mondiale. Come potrebbe cantare un poeta con la chitarra, "dai diamanti non nasce niente, dalle bombe può nascere una piazza", e aggregare uomini e donne, per quanto soli, per quanto in difficoltà. Nominare quella piazza è nominare quei cittadini, quegli abitanti di inquietudini e solitudini, per renderli un po' meno inquieti, un po' meno soli. Tanto più se, come propone don Gallo, a quella piazza si dà il nome di "Princesa", la canzone con cui Fabrizio De Andrè ha dipinto la dolorosa vitalità di una creatura nata in un corpo sbagliato, il suo soffrire e sopportare giudizi ed epiteti di chi sentenzia senza sentire, il suo ostinato (soprav)vivere, alla ricerca, disperatamente felice, di un'identità sessuale, di lineamenti in cui riconoscersi, di un nome.



Un'idea, questa, che don Gallo ha espresso mercoledì al Galata Museo del Mare, inaugurando con Nando Dalla Chiesa e Maria Paola Profumo la bellissima mostra di arte digitale di Virginia Monteverde (a corredo della "Città dei diritti"), suddivisa in due sezioni ed ambienti: dentro al MuMa, una videoproiezione di ritratti elettronici di clochard, trans ed emarginati, tutti spostati dal margine della città al centro dell'opera, e quindi dell'attenzione, fra liquefazioni di colori che danno sostanza ai corpi ed alle anime; nella futura piazza Princesa, un'installazione di 40 metri, tesa sui ponteggi di un edificio in ristrutturazione, che ritrae e deforma i turisti in visita a Genova, trasportati dall'artista in un luogo dimenticato. Che ora don Gallo vuole battezzare. Per (ri)dargli vita. Enzo Costa

virginia

Il filmato di Don Gallo e delle Princesas è stato realizzato da SERGIO GIBELLINI
Lo slide con le immagini relative alla mostra e all'installazione di VIRGINIA MONTEVERDE è stato montato da Aglaja

Repubblica Genova 16/07/10

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