Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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lunedì 4 febbraio 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': UN LA RUSSA ALL’ENNESIMA TRACOTANZA: C’È DA PREOCCUPARSI? da l'Unità 04/02/13

Sono tornati, parzialmente alterati. Nel senso che Blob, per questioni di par condicio, ce li propone con la faccia schermata, come si fa nei tiggì per tutelare i minori ripresi, e con la voce modificata, come si fa nelle interviste ai collaboratori di giustizia a rischio di ritorsioni mafiose. Camuffamenti che però sono disvelamenti: il vocione artificialmente abbassato di un’ottava di un figuro dai lineamenti opacizzati che, artigli affondati sui braccioli di un’intuibile poltrona di Porta a Porta, colpisce a morte l’Imu con tonitruante ferocia, non consente dubbi: quello è La Russa. Il molesto, petulante dare sulla voce altrui, rinforzato dal tramutarsi in vocetta innaturale di una probabile vocina d’origine, a fronte di un’immutata cadenza partenopea mai cancellata da immaginabili antichi corsi di dizione, ci regala una certezza: quella è la Carfagna. Alterati anche in senso emotivo-comportamentale: nel loro riappalesarsi finale, (si) sono ulteriormente esagerati, enfatizzati, caricaturizzati. Un La Russa all’ennesima potenza, anzi, tracotanza. Una Carfagna iperrealista. Come tutti gli altri berlusconidi istericamente bercianti nei talkshow elettorali. L’ottimista che è in me mi dice: “Tranquillo, è nervosismo da sconfitta incombente: si aggrappano disperatamente ai propri logori personaggi, ma in quello scomposto riproporli tradiscono l’intima consapevolezza di non essere credibili, nella parte di alieni sterminatori della cattiva politica. Non possono rifarsi una verginità dando tutta la colpa ad un anno di Monti, peraltro da loro sostenuto: gli italiani non hanno dimenticato quello che hanno combinato negli ultimi vent’anni di sgoverno”. Il pessimista che è in me mi chiede: “Ma non è che sei tu ad aver dimenticato come sono fatti gli italiani?”. Enzo Costa


l'Unità 04/02/13

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mercoledì 28 novembre 2012

I LANTERNINI – PRIMARIE DI BELLEZZA da Repubblica Genova 28/11/12

Alle fantomatiche primarie azzurre, Plinio si è schierato rapido e visibile per la Meloni. Della serie “Largo ai giovani”, nel senso che la nostalgica freschezza dell’ex ministra della Gioventù gli evoca la sua giovinezza (giovinezza…). Tanto da dividerlo dall’antico alleato nazionale La Russa, che sulla Meloni ha sparato a zero. E pensare che nel 2010 Plinio voleva Ignazio a capo del Pdl ligure, attribuendogli un grande merito politico: ha una casa a Zoagli. Oggi lo molla per Giorgia. Siamo al revisionismo (catastale). Enzo Costa

Repubblica Genova 28/11/12

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sabato 17 dicembre 2011

I SEMIFRESCHI - IL RITORNELLO DEL "QUANDO C'ERA LUI…" da l'Unità 17/12/11

E però il governo è lento. E però quando c’era il nostro governo eravamo velocissimi, a varare leggi, decreti, lodi ed encomi, tutti quanti puntualmente ad berluscam. E però quando c’era Lui i legittimi impedimenti arrivavano in orario, signora mia!. E però ora che c’è Monti ci sarà meno lavoro, per la Consulta. E però ora che c’è Monti, crollano i mercati delle barzellette scadenti. E però ora Monti ha dato un’accelerata sospetta. E però dicevate che il problema era Berlusconi, eppure, ora che Lui non c’è più, lo spread sale lo stesso. E però, nel caso ci fosse ancora, a che punto è lo spread ce lo direbbe Margherita Hack, trovandosi più vicino alle stelle che alla terra. E però il fatto che di Lui ora rammentiamo solo i disastri economici (ridimensionandoli pure), rimuovendo quelli culturali, sociali ed etici, significa che Lui ha vinto (la partita della manipolazione). E però dateci tempo, e poi rimuoviamo anche i Suoi disastri economici. È però ad appoggiare Monti la sinistra si snatura e rompe con la Cgil. E però se non l’avesse appoggiato avremmo detto che non c’è più la sinistra responsabile di una volta. E però le conveniva insistere per votare, e conveniva anche a noi, così l’avremmo attaccata meglio. E però ora l’Europa non ci ride più dietro, ma, come “spazzacamino” e “calamaio”, la parola “cucù” cadrà tristemente in disuso. E però ora Frattini non si vedrà, esattamente come prima. E però si aprirà una grave crisi diplomatica con dittatori, despoti, raìs e zar di tutte le galassie. E però Rotondi, per mancanza di cose da fare, bivaccherà in tutti i talkshow, esattamente come prima. E però La Russa darà in escandescenze in tv, ma senza più la possibilità che faccia seguire una dichiarazione di guerra. E però la Santanché capeggerà rivolte popolari contro il governo dei poteri forti da un privé del Billionaire. E però noi del Giornale siamo contro ai poteri forti dell’Italia, e per il poverello di Arcore. E però molti di noi che additano i poteri forti rimpiangono un potente fortissimo, e fardato. E però noi della Lega non lo vogliamo, il governo dei banchieri, ci bastava il sottogoverno di Credieuronord. E però noi della Lega, per gli editorialisti terzisti, come forza di governo dimostravamo affidabilità. E però noi della Lega eravamo così istituzionalmente affidabili da gestire il ministero dell’Interno, che adesso che siamo all’opposizione è il ministero della Guerra di un paese occupante la Padania. E però noi della Lega siamo così istituzionalmente affidabili che appena è caduto Berlusconi ci siamo affidati al Parlamento: del Nord. E però noi della Lega ora ci siamo dati a parole xenofobe, ma non più su carta intestata del governo. Enzo Costa


  l'Unità 17/12/11

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mercoledì 14 dicembre 2011

I SEMIFRESCHI - VERSANTE LIGURE: MENO PEGGIO CHE MARIO C’È da OLI n°324 del 13/12/11

La manovra è molto dura
(ma è svanita la Gelmini!)
l’equità poca e insicura
(via Rotondi, via Frattini!)
non risparmia i pensionati
(fatto fuori anche La Russa!)
sull’altare dei mercati
(e a Brunetta un bel “via pussa!”)
l’evasione non si assale
(fuori Bossi, per ius soli!)
e non c’è patrimoniale
(secession da Calderoli!)
resta la precarietà
(è sparita la Carfagna!)
quando mai scomparirà?
(e via Papi, che cuccagna!).
È parecchio dolorosa,
la manovra, detto in breve
(ma ci han tolto sappiam cosa
e il dolor ci sembra lieve).


da OLI

13/12/11

domenica 3 aprile 2011

I LANTERNINI - CHISSÀ da Repubblica Genova 03/04/11

Chissà se la ferma deplorazione, da parte di Scajola, del “vaffa” scagliato da La Russa a Fini, troverà adesioni fra i pidiellini liguri. Chissà se staranno col fu ministro al Ristagno Economico che impera(va) ad Imperia o col ministro della Difesa Offensiva che ha casa a Zoagli. Chissà se Scajola, che definì come sappiamo Marco Biagi e tacque davanti ai gestacci di Bossi, al “kapò” di Silvio e alla mortadella ingurgitata al Senato, avrebbe esecrato La Russa se fosse stato ancora fra i banchi del governo. Chissà. Enzo Costa


 Repubblica Genova 03/04/11

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lunedì 31 gennaio 2011

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': L’ON. SANTACQUALARUPI da l'Unità del 31/01/11

La linea difensiva articolata dei papisti sparsi sul territorio catodico ha un limite: obbliga allo zapping, col rischio della dispersione di pubblico e di alibi da rifilargli. Servirebbe pertanto, per veicolare al massimo di audience la summa di arringhe e tattiche adottate, un Difensore Unico che le incarni in tutti i talkshow. Urge cioè un ogm (onorevole geneticamente modificato) che giuri di conoscere da più di tre anni la Fidanzata Stagionata di quel maniaco della fedeltà di Silvio, e che riveli compiaciuto “A Lui piace la carne fresca!”. Uno che fugga berciando dallo studio e che resti lì, che brandisca il dito medio alternandolo alle mani giunte, che difenda il Premier Papi da cattolico e da teorico della libera prostituzione, che chiamando col cellulare il programma di cui è ospite urli due volte “Questo è un postribolo!”: una a mo’ di offesa, una a mo’ di complimento. Enzo Costa 


l'Unità del 31/01/11

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venerdì 28 gennaio 2011

I LANTERNINI - LA PICCOLA FIAMMIFERAIA DI HARDCORE da Repubblica Genova 28/01/11

Fra un La Russa che disegna l’identikit della Fidanzata e un Ghedini che descrive il bunga bunga come una festicciola per educande, latita il coté genovese della difesa di Papi. Eppure sarebbe lecito attendersi credibili testimonianze autoctone sulla location del diletto di Ruby. Per dire, un Cassinelli che garantisse: “Ma quali esibizioni scosciate all’Albikokka, ma quali balletti hard al Fellini! La nipotina di Mubarak vendeva fiammiferi là, al freddo e al gelo, davanti al portale della cattedrale di San Lorenzo!”. Enzo Costa


 Repubblica Genova 28/01/11

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domenica 4 luglio 2010

I LANTERNINI - DALL'ESPOSTO AL POSTO da Repubblica Genova 04/07/10

Lanternino autocritico: mercoledì, per sbeffeggiarne l’ostinato fare esposti e provocazioni al Bristol contro la sinistra “stalinista e spendacciona”, ho dipinto Plinio come un residuato politico, finito causa trombatura negli scantinati delle assemblee elettive, e dedito a scoppi ritardati. Giudizio smentito, se non dalla Storia, dalla Politichetta: mercoledì l’espostista è approdato al consiglio di amministrazione di Elsag, mercé un curriculum coi fiocchi: è sodale di La Russa, che lo ha nominato. Farà un auto-esposto? Enzo Costa



Repubblica Genova 04/07/10


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giovedì 11 marzo 2010

I LANTERNINI - DAGLI IL CINQUE da Repubblica genova 11/03/10

Con la stessa aria minacciosamente gioviale con cui si era detto pronto a tutto per rimediare al caos azzurro delle liste, il ministro La Russa ha spiegato che bisogna votare Biasotti perché ha governato la Regione solo per cinque anni, mentre ne occorrono dieci per risolvere i problemi. Però anche Burlando ha governato solo per cinque anni. Non so, quindi, se il sottile ragionamento del ministro valesse unicamente per il centrodestra. Forse non lo sa nemmeno lui. Si attende, all'uopo, un decreto interpretativo. Enzo Costa

 ..o altri argomenti più convincenti..

Repubblica Genova 11/03/10

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giovedì 10 settembre 2009

I LANTERNINI - SANDRO (QUASI) SUBITO da Repubblica Genova 10/09/09


È Biasotti, il più amato dai berlusconiani. A parte le voci che lo danno gradito dai pidiellini quasi quanto Cassano è gradito da Lippi, a parte La Russa che al suo posto schiererebbe Scajola o 27 alpini o 14 parà, a parte Bossi che lo candida e lo scandida a giorni alterni, il fu teleGovernatore arancione scalda i cuori degli azzurri. Che accusano Burlando di far girare bufale per indebolirlo. Vero: messa una maschera di Diabolik, si spacciava per La Russa. È stato smascherato: non sapeva dire “digiamo!”. Enzo Costa

Digeteglielo!

Repubblica Genova 10/09/09

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venerdì 5 giugno 2009

I LANTERNINI - IL DAZIO IGNAZIO da Repubblica Genova 05/06/09


Facendo incautamente zapping, mi becco lo spot di La Russa in cui, per la serie “Voti due e non porti a Bruxelles nessuno”, mi invitano a scrivere La Russa “con Berlusconi” (candidati a dimissioni immediate da eurodeputati). Esulterei perché Ignazio non minaccia di esportare in Europa né le truppe né il bodyguard Bornacin, ma ho uno choc: è al rallentatore! Il suo ghigno mefistofelico, dilatato dal rallenti, si dispiega nella sua geometrica orripilanza. Il mio vicino grida “Aiuto!”. Faceva zapping pure lui. Enzo Costa

 
C'è chi corre ai ripari..

Repubblica Genova 05/06/09

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martedì 28 aprile 2009

I LANTERNINI - LATITANZA NAZIONALE da Repubblica Genova 28/04/09


L’assenza di pidiellini di An al nostro 25 aprile declina in salsa ligure la linea dell’ex partito: non crederci, obbedire (al Quirinale) e combattere (la voglia di fuggire). Se a Roma il ministro La Russa, reduce da solenni diffamazioni istituzionali ai partigiani, presenziava al conferimento della medaglia al Merito Civile alla Provincia di Genova con un’espressione gioviale da resistente a colica renale, a Genova Plinio non c’era. Che non abbia resistito alla grave provocazione toponomastica di “piazza Matteotti”? Enzo Costa

ANvedi chi c'è!

Repubblica Genova 28/04/09

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venerdì 13 febbraio 2009

I LANTERNINI - IO, INCURSORE MANCATO da Repubblica Genova 13/02/09


Ah, le interviste che non colsi! Mi rammarico di non aver fatto incursione a La Spezia, dove il ministro La Russa ha consegnato i brevetti di incursori. Avrei stoppato il suo incedere marziale per chiedergli: “Non aveva detto che, per ritorsione sul caso Battisti, dovevamo spezzare le reni al Brasile annullando la partita con l’Italia?”. Al suo gladiatorio farfugliare, avrei aggiunto: “E non dovevamo spedire altri 30000 militari a difendere le città?”. Ma su quella bufala il copyright è di Silvio. Che ora sta bufalando altrove. Enzo Costa

Fiera e vigile risposta all'incursore: "Che noia che barba che barba che noia!"

Repubblica Genova 13/02/09

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martedì 18 novembre 2008

I SEMIFRESCHI - VERSANTE LIGURE: Da Salò con orrore da OLI 18/11/08

 
Sentenza sul G8
che assai La Russa allieta:
fra poco, ci scommetto,
dirà con frase ardita
che chi le ossa ha rotto
era anche lui un patriota. 


Enzo Costa


L'O di G8

da OLI Osservatorio Ligure sull'Informazione n. 204, 18 Novembre 2008


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mercoledì 12 novembre 2008

I SEMIFRESCHI - IMMIGRATI: GUARDI LA MERICA E SCOPRI L'ITALIA da Repubblica Genova 12/11/08


Sarebbe inesatto se scrivessi che sabato pomeriggio, all’Auditorium del Galata Museo del Mare, si è parlato dell’emigrazione di ieri e di oggi, prendendo spunto dalla bellissima mostra sulla “Merica”, mai abbastanza celebrata. E’ vero che quello era il tema dell’incontro, sul quale si sono sviluppati i vari interventi. Ma quanto e più dell’argomento, è valsa – a definirlo con precisione – l’intensità con cui è stato affrontato, la partecipe profondità che lo innervava. L’emigrazione, dunque, del passato e del presente, quella d’inizio Novecento dei nostri nonni verso il Nuovo Mondo e quella del terzo millennio di moltissime etnie verso il Vecchio Continente, non solo raccontata, ma mostrata, documentata, fatta vivere e rivivere attivando memoria, emozioni e ragionamenti. Questo è stato, per esempio, lo straordinario intervento del direttore del Muma Campodonico: un chiaro, semplice, argomentato, colto invito a ricordare, a capire, a confrontare, a riflettere: le facce dei nostri emigranti, le loro storie di miseria e di ostinata speranza, l’accoglienza ostile riservatagli dalla nostra città da dove si imbarcavano, i drammi e le tragedie delle loro traversate, ci parlavano di noi, di cosa siamo stati, e ci parlavano degli altri, di chi – oggi – arriva qui patendo identici disagi, fuggendo da analoghe disperazioni, trovando avversità ed incomprensioni simili. Evocazioni ed informazioni, annotazioni e suggestioni: l’emigrazione come dolorosa condizione di vita che attraversa i secoli e le latitudini, i popoli e le epoche, che produce sradicamenti e spaesamenti in quanti la praticano, e tensioni e rimozioni in chi ora è nella fortunata condizione di essere dall’altra parte, di “subirla”. Ascoltando la splendida relazione del professor Campodonico, vibrante di una verità potentissima perché immune da ogni retorica, mi veniva da pensare alle parole oscene dei molti che oggi fanno politica e vincono le elezioni solleticando la paura degli italiani per gli stranieri, gli immigrati, i “clandestini”: quelle parole oscene non offendono soltanto chi arriva da fuori, ma anche noi, la nostra storia, il dolore di intere generazioni costrette un secolo fa a lasciare questo paese. Vedevo, l’altro giorno al telegiornale, un inenarrabile La Russa respingere la proposta di Epifani di sospendere la legge Bossi-Fini (che prevede il rimpatrio per gli extracomunitari che perdono il lavoro) con questa frase ghignante: “No, perché se sospendessimo la legge, inizierebbe un tamtam tra molti stranieri che direbbero ‘Uei, ragazzi, possiamo partire!’ “: “Uei, ragazzi”: un linguaggio da movida, da giovani sfaccendati che si radunano per andare in discoteca, messo in bocca a disperati che fuggono da povertà, fame e guerra, rischiando la vita in cerca di una qualche sopravvivenza. Osceno, La Russa, quasi blasfemo, davanti alle parole lette, sabato all’Auditorium del Galata, da due giovani immigrati dall’Africa, un ragazzo ed una ragazza, che raccontavano i terribili viaggi della speranza e della disperazione di altri immigrati. Ma c’era anche dell’altro, sabato: oltre alle considerazioni importanti e non demagogiche espresse da una politica degna di questo nome (quelle della sindaco Vincenzi e dell’assessore regionale Vesco), oltre agli esempi portati dal giudice del lavoro Haupt con l’agenda sui migranti di Magistratura Democratica, da Anna Maria Guglielmino dell’Associazione Muse con le sue iniziative didattico-artistiche e dal professor Bagnasco della Scuola Massignon per l’insegnamento dell’italiano agli immigrati, oltre alle narrazioni emblematiche di Nicla Buonasorte ed al coordinamento puntuale di Maria Paola Profumo, c’era il ragionare pacato di un esponente della Comunità di Sant’Egidio, Sergio Casali, e di uno studente liceale, di cui purtroppo ricordo solo il nome: Simone. Raccontavano con disarmante naturalezza il loro impegno quotidiano per l’integrazione, le loro attività volte all’inserimento (non solo) scolastico dei ragazzi venuti da fuori: persino i toni civili e pudichi dei loro racconti dicevano, ad una platea multietnica conquistata ed anche confortata, che Genova è anche questo, che l’Italia non è solo quella dei La Russa e dei Borghezio. Anche da noi, come è successo negli Stati Uniti, si può fare. Anzi, si sta già facendo. Enzo Costa


Frammenti di speranza ad Ellis Island

Repubblica Genova 12/11/08

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giovedì 4 settembre 2008

A FARLA BREVE - LA LEGGE DEL MERCATO da L'Unità 04/09/08


Era un mercatino dell'usato, dell'antiquariato e dell'artigianato, ma non saprei a quale delle tre categorie appartenesse il banco che proponeva ai turisti agostani dell'alta Val di Susa un'ampia varietà di busti e ritratti del Duce, la cui mascella imperituramente volitiva svettava fra tute mimetiche, elmetti, anfibi ed altri bei capini per ogni occasione più o meno mondana, ma sempre bellica. Più che quella presenza espositiva, discretamente affollata di cultori del genere, mi ha colpito la mia reazione: fino a pochi anni fa, avrei esclamato indignato “Ma questa è propaganda mercantile di materiale fascista, vietata dalla Costituzione!”. Invece ho pensato: “Stai a vedere che Dell'Utri, in attesa di revisionare i libri di storia, ha riformato le bancarelle delle fiere”. Forse l'editoriale di Famiglia Cristiana sul rischio di un fascismo di ritorno mancava di un paragrafo sui mercatini alpini. O forse quel banco armato era “solo” un effetto collaterale delle divise in città griffate La Russa. Enzo Costa

 
La BarbieBenita del bimbo La Russa

da L'Unità 04/09/08

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venerdì 8 agosto 2008

CARTOLINE D'AGOSTO - LA RUSSA E L’ESERCITO DELLA (NOSTRA) SALVEZZA da L'Unità 08/08/08


Che delusione! Che destra di mammolette! Che imbelli di berlusconidi! Eppure il ministro La Russa, passando marzialmente in rassegna le truppe di cielo, di terra e di mare aggregate a poliziotti e carabinieri, le aveva tuonate chiare: chi si opponeva alla militarizzazione delle città, era un patetico sessantottino. Un pacifista con pancetta. Un panciafichista a tempo scadutissimo. Duole dirlo, ma erano parole. Chiacchiere da salotto. Balle borghesi. Cortine fumogene parolaie che malcelavano la natura parlamentar-pantofolaia dell'operazione, resa evidente dall'incontrovertibile realtà dei numeri: cosa sono tremila soldati disseminati per tutto lo Stivale? Un'inezia, se pur in tuta mimetica. Una nullità, per quanto in divisa. Una quisquilia, benché in assetto di guerra. Le maglie della rete militare provvidenzialmente (in teoria) gettata sul Bel Paese per catturare le orde di criminali micro e macro che vi sguazzano, sono desolatamente larghe. Troppo pochi soldati per troppe vie, piazze e tangenziali: non oso pensare a quanti tratti stradali resteranno non presidiati, a quanti vicoli saranno sgombri di brigate alpine, a quante traverse risulteranno spoglie di posti di blocco da parte di uomini muniti di paracadute. E se mi scappa e ci penso, inorridisco dallo sgomento: migliaia, milioni di zone a traffico limitato, vie provinciali, piazzette rionali, piazzali metropolitani senza l'ombra di una mitraglia in mano ad un sottotenente. Da schiantare dalla paura. Da svenire dal terrore. Da morire dall'insicurezza. Mi pare già di vederli, feroci scippatori e sanguinari borseggiatori, taglierino in una mano e Tuttocittà nell'altra, aggirarsi tranquilli per questa e quella viuzza non occupata dalle truppe, pronti a colpire certi di un'impunità per le loro basse azioni che nemmeno il lodo Alfano per le alte cariche.

Un'operazione (militare) di facciata. Come dimostra, oltre che la quantità delle forze impiegate, la qualità delle loro attività: per dire, nulla è stato predisposto per l'intervento dalla costa. Per le pattuglie da sbarco. Io, che abito in una città di mare, so - per esempio - che a volte i campi rom non autorizzati sorgono non distante dagli arenili. Perché, mi domando, il cannoneggiante (a parole) La Russa non ha pianificato, a ridosso della battigia, l'inabissamento di appositi sottomarini nucleari pronti, in caso di edificazione di baracche abusive di rom e sinti, a raderle al suolo mediante intelligentissimi siluri atomici sparati dai limitrofi fondali sabbiosi?
"Rapidi ed invisibili / tornano i sommergibili!", cantava una fulgida melodia del Ventennio. Quel borghese, parolaio, pacifista, panciafichista di La Russa se ne è scordato. Al più, come documenta "Blob", canta Battisti da Bruno Vespa insieme a quella comunista della Parietti. E a noi, poveri italiani in balia del Crimine, chi ci pensa?
Enzo Costa


Presidio presso le scuole (con tutti quei pericolosi bimbi extracomunitari..)

da L'Unità, 8 Agosto 2008

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