Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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lunedì 9 dicembre 2013

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': MODI DI ELABORARE LA DECADENZA: CON SOFFERENZA E CON VIRULENZA da l'Unità 09/12/13

C’è modo e modo per elaborare la decadenza del fu premier Papi. C’è il modo di Bondi, che definirei colico-elegiaco: il fu ministro alla Cultura è, innanzitutto, sofferente. Nell’anima, e forse nel corpo: un dolore spirituale somatizzato, inarrestabile ed inestinguibile, bene che (gli) vada condivisibile (nell’occasione speciale della sua ospitata di coppia con la compagna Manuela Repetti presso la compassionevole Lucia Annunziata). Una sofferenza capace certo, nei momenti più acuti, di tradursi in insofferenza (“Vergognatevi!”, dolentemente strillato, con l’ugola vibrante di sdegno lacrimoso, a quegli indegni, blasfemi peccatori dei senatori a vita), ma - in genere - stabilizzata in una tonalità rassegnata, intrisa, gonfia, zuppa di malinconico disincanto. È come lo abbiamo visto, due settimane fa, a Che tempo che fa, quando si struggeva in un amaro e sincero rincrescimento totale per il ferale finale di partita riservato all’amato Silvio, non più solo perseguitato dai soliti, irriducibili nemici di sinistra, ma anche tradito da molti, inqualificabili amici di centrodestra. Strano che, con la creatività poetica di cui dispone, non abbia tradotto puntata stante quella sua lancinante mestizia in versi accorati da Vanity Fair crepuscolare (“Silvio vessato / Silvio umiliato / Silvio ferito / Silvio infinito / Silvio nel vuoto / Dudù devoto”). E c’è invece il modo di elaborare la decadenza incarnato da Anna Maria Bernini: da quando Lui non c’è più (al Senato), lei è in ogni tg, caricata e puntata dritta su una telecamera innocente che trafigge con sentenze inappellabili: “Letta salga al Colle dimissionario!” “Il governo è ostaggio di un Pd inaffidabile!”, e via sparando a raffica con vocina stridula. La stizza indomita la agita tutta, eccetto la frangetta. Enzo Costa


l'Unità 09/12/13

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lunedì 21 ottobre 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': QUELLO SGOMENTO METAFISICO FORMATO COMUNICATO DI BONDI da l'Unità 21/10/13

Ciò che più colpisce dell’ultimo Bondi è il dolore. Un grumo di sgomento metafisico, una ferita sanguinante dell’anima che si coglie in ogni sua parola, in ogni suo comunicato. Come quello che ha distillato martedì, grondante lacerante disincanto per il Presidente della Repubblica: “Francamente comincio ad avere seri dubbi sull’utilità di questo ruolo esercitato da Napolitano nella convinzione di guidare dall’alto l’Italia verso l’uscita dalla crisi. Le conseguenze di questo metodo non sono affatto incoraggianti”. Dove l’avverbio iniziale, “francamente”, evocante noncuranze cinematografiche (“francamente me ne infischio”, da “Via col vento”), disvela al contrario una partecipe, attonita sofferenza da confessione a cuore aperto: in tutta sincerità, e quanto gli costa nell’intimo dettarlo all’Ansa, Napolitano lo ha deluso. E pare di udire i singhiozzi trattenuti fino al pianto a dirotto del povero Sandro, afflitto più dal proprio errore che dall’altrui orrore, dall’essersi sbagliato più che dall’aver appurato l’incapacità o, peggio, la malvagità fatta e rifatta (con l’improvvida rielezione) capo dello Stato: i dubbi che egli comincia ad avere sono, si badi bene, “seri”; le conseguenze del metodo presidenziale da lui tardivamente scoperto “non sono affatto incoraggianti”. Pietoso, doloroso eufemismo che malcela un doppio, angoscioso interrogativo di crescente drammaticità: ma come ha potuto lui, Napolitano, deviare dalla retta via di Arcore, e soprattutto come ha potuto lui, Bondi, non intuirne da subito il nefasto fanatismo elitario di stampo economico (la “convinzione di guidare dall’alto l’Italia verso l’uscita dalla crisi”)? Il suo struggersi via Ansa ci sprofonda per contagio in un’affranta ansia: piangiamo con lui e poi, magari, mandiamo un comunicato. Enzo Costa


l'Unità 21/10/13

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lunedì 13 agosto 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': IL TRAGICO, SPAVENTOSO RITORNO DEI POLITICI SOPRAVVIVENTI da l'Unità 13/08/12

E se Lui facesse tendenza? Se il fu Premier Papi, che annuncia-minaccia-smentisce-conferma di ridiscendere in campo alla guida di un “nuovo” partito, ispirasse altri politici più o meno scaduti a riesumarsi dalle macerie della Seconda Repubblica, o dalle ceneri della Prima, per capeggiare inedite e riedite forze politiche ad personam, liste ciniche usate di zecca, movimenti fiammanti e putrescenti? Ne vedremmo delle terrificanti. Provo a immaginarle: ammesso e non concesso (causa smentite poi smentite) che Silvio fondi “Grande Italia” con simbolo un tenero aquilone tricolore, facile che Bossi guidi “Mini Padania”, partito che lotta per la secessione di Gemonio dalla Lombardia centralista dei barbari sognanti e per il bombardamento a tappeto di Varese. Simbolo, un magico dito medio verde. Probabile la riapparizione di Sandro Bondi, come leader di un nuovo movimento (franoso) che ne evochi le antiche prodezze ministeriali con un nome che è tutto un programma: “Forza Pompei”. Simbolo, il vuoto assoluto (una proiezione di quanto rimarrebbe dell’antica città). Come battute sono facili e ingenerose, però non aggiungo “Il ritorno del Bondi vivente”. Poi, altri due ritorni eccellenti: Brunetta, a capo di un partito che ne celebra la memorabile alacrità anti-fannulloni: “Lista sfRenato” (simbolo, un simpatico tornello con filo spinato). Cirino Pomicino, segretario della “Dc”, Democrazia cencelliana, che postula l’obbligatorietà per legge delle correnti, idea parzialmente condivisa dalla corrente di Forlani, parzialmente avversata dalla corrente di Andreotti, consensualmente combattuta dalla corrente di Scelba e ferocemente appoggiata dalla corrente di De Gasperi. Simbolo, una croce su cui campeggia il numero 220 (la corrente, in volt). Enzo Costa


 l'Unità 13/08/12

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lunedì 31 ottobre 2011

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': IL CROLLO DELLE VIDEOLOGIE da l'Unità 31/10/11

Se la caduta delle ideologie è certezza (ideologica) consolidata, ti spiazza il crollo delle videologie, ossia di postulati telespacciati per anni come verità: già vacilli quando vedi Bondi che, all’incalzare della Gruber sulla crisi di credibilità del governo, non oppone più confutazioni fideistiche (“Non è vero! Si vergogni!”), ma dolenti mezze ammissioni. O Paragone che non riserva più “L’ultima parola” ai berlusconidi ma a se stesso, per infilzare Stracquadanio. Ma il disvelamento finale sono le risatine del duo Sarkò-Merkel: e paradossalmente a squarciare il velo videologico è la rodomontesca insurrezione anti-francese di Ferrara. Quel suo raffinato buttarla in caciara, a suon di facce esagerate genere “vedete come sono spiritoso?”, ti illumina: ora la colpa sarebbe della perfida Parigi alleata con l’infida Berlino. Ma lui e altri cantori del Capo meno colti, non dicevano che la forza dell’Uomo (della Provvidenza) di Arcore era la diplomazia del cucù? Enzo Costa


l'Unità 31/10/11

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venerdì 15 aprile 2011

I SEMIFRESCHI - PAPISTI TRISTI A BALLARO': VIETATO RIDERE ALLE BATTUTE DI CROZZA da l'Unità del 15/04/11

I papisti, gli adepti-sottoposti di Papi, li riconosci da tante cose. Anche dalle facce che fanno quando Maurizio Crozza sbeffeggia il Premier a Ballarò. Alfano patisce un progressivo incupimento: più Crozza si accanisce, più il suo volto si accartoccia: passa dallo stadio espressivo “Non sono di buonumore” allo stadio “Sofferente di mal di denti prima di estrazione senza anestesia di molare e canino” fino allo stadio “Pitbull nervosetto”. Se a inizio monologo è quasi plausibile che il suo nome sia Angelino, sul finale pare essere Satanello: ha narici fumanti e pensieri furiosi: imperiosamente assillante: “Mandate la pubblicità!”; nostalgicamente televisivo: “Era meglio il the nel salottino di Anna La Rosa!”; televisivamente nostalgico: “Bei tempi quando Crozza era nei Broncovitz!”; giustizialmente ministeriale: “Invierò un’ispezione nel suo camerino!”. Lupi, invece, scaglia anatemi facciali stile Scomunica e Liberazione (da Crozza). Fitto è banalmente afflitto, Sacconi ha sguardo insaccato. Bondi (parlandone da vivo) trasecola: si immo(rta)la in un basito sgomento per la secolarizzazione dei costumi catodici giunta all’oltraggio al (suo) Signore. Espressione riassumibile in un concetto: “Sacrilegio!”, o in una poesia: “Eterica eresia/ Blasfema logorrea/ Che Crozza vada via!/ Perché gli fa la bua?”. Tremonti dai graffi di Crozza ricava l’impulso a manifestarsi nella quintessenza di sé, a somatizzare la propria idea platonica, a tremontizzarsi in un assoluto psicofisico sgombro di accidenti e contingenze: non muove un muscolo, non batte ciglio, non scuce un’ombra non dico di sorriso ma neppure di umana pietas. Proprio come quando ci espone le sue profezie economiche a Porta a Porta o ad Annozero. Ma qui lo fa in silenzio, mediante un’erre moscia meramente mentale, con la sola forza di uno sguardo ghiacciato grondante “ovvove”, che fende le lenti degli occhialini incenerendo ogni freddura crozziana. Non è lui ad essere seppellito da una risata, ma il contrario: l’atarassia al Potere. Di cui è antitesi l’interattivo Rotondi: egli sprizza partecipazione da tutti i pori, corredando le malignità di Crozza con l’occhietto deliberatamente sornione di colui che, reputandosi arguto, si picca di camuffare l’evidente fastidio per l’umorismo altrui da divertita bonomia. O, peggio, da spiritosaggini non richieste: molte puntate fa si avventurò a replicare all’impronta alle perfidie dell’attore genovese, che controreplicò infilzandolo. Più di recente, ha aspettato il suo turno, dopo il siparietto cabarettistico, per dire che le bunga-bunga night erano all’insegna della classe e dell’eleganza: da spalla perdente di Crozza a travolgente comico (involontario). Enzo Costa


l'Unità del 15/04/11

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sabato 9 aprile 2011

I LANTERNINI - UNESCO(RT) IN PIÙ da Repubblica Genova 09/04/11

Col senno desolato di poi della mancata candidatura di Portofino fra i patrimoni Unesco, malgrado le garanzie fornite dal poi dimissio-depresso-nario Bondi, si risolve un telemistero: perché, nel suo inenarrabile spot turistico, il Premier Papi formato Vanna Marchi imboniva i teleutenti sproloquiando del 50% dei patrimoni Unesco in Italia, quando in realtà ne possediamo il 5? Perché aveva contato anche i beni garantiti a parole da Bondi. Che ora si sarà rinchiuso in un eremo di Fivizzano (“patrimonio” Unesco). Enzo Costa


 Repubblica Genova 09/04/11
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domenica 6 febbraio 2011

I LANTERNINI - UN MINISTRO POCO FA… da Repubblica Genova 06/02/11

La notizia del respingimento della sfiducia a Bondi è stata presa con sollievo, da Bondi. Che, magari, celebrerà l’evento con una delle sue liriche visionarie: “Giorno radioso / giorno luminoso / prodigio terreno / miracolo divino / gioia ritrovata: / poltrona salvata”. Ma quel che per noi più conta, è che il Vate di Fivizzano rifilato alla politica è tornato ad occuparsi alacremente di Cultura, ad affrontare da par suo i guai dello Spettacolo, a concentrarsi come sa sul caso Carlo Felice. Coraggio, prima o poi passa. Enzo Costa


 Repubblica Genova 06/02/11

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mercoledì 19 gennaio 2011

I LANTERNINI - A RESPONSABILITÀ LIMITATA da Repubblica Genova 19/01/11

“Siate responsabili”: lo si è detto agli operai Fiat col referendum puntato alla tempia. Lo si disse ai lavoratori del Carlo Felice perché ingoiassero i contratti di solidarietà (e il lanternino si unì alla predica, facile e ovvia). Ora da Marchionne ci si aspetta, con ansia, il miliardo promesso. Da Bondi ci si aspettavano i 3 milioni promessi quando venne qui sfoggiando compagna e maglione a collo alto alla Strehler. Ma sembrano spariti (i 3 milioni, Bondi e compagna): la responsabilità dev’essere da una parte sola? Enzo Costa



Repubblica Genova 19/01/11

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lunedì 27 dicembre 2010

I SEMIFRESCHI - DALLA BOHEME ALLA RECLAME da Repubblica Genova 27/12/10

Giacché la musica - se non finita - è sospesa, vogliate gradire l’intermezzo pubblicitario, che però non è una cosa terra terra: nel senso che vi tocca alzare po’ lo sguardo, per ammirare lo svettante torrione del Carlo Felice riconvertito in maxischermo uso consigli per gli acquisti. Meglio: in spazio occupabile con spot assortiti, al momento sostituiti provvisoriamente da una Marilyn stilizzata, un Puccini warholiano e un albero di Natale impomatato (temo di aver scambiato gli aggettivi, ma le immagini, si sa, attraggono e distraggono). Icone più o meno fuori mercato, messe lì a mo’ di esca per creativi metropolitani pronti a sostituirle con rutilanti spot di brand trendyssimi. Insomma, anche il Tempio della lirica genovese si apre, perlomeno sull’esterno, ai mercanti, e non c’è ombra di potenziale Salvatore che osi anche solo pensare di cacciarli. E’ la crisi, bellezza, e tu non puoi farci niente, tantomeno darti a prediche moraleggianti contro la decadenza dell’Arte in balia di compositori di jingle per carta igienica, o di scrittori di slogan per detersivi: se 10 piani di morbidezza consentono una Traviata, e le Valchirie sono gentilmente offerte dal bianco che più bianco non si può, come puoi storcere il naso? Puoi, al più, graduare il giudizio sui controversi rapporti fra Cultura e Denaro, modulare le valutazioni, in una parola: distinguere. Per esempio, tra esterno e interno: un conto sono le rèclame proiettate sulle facciate di un teatro dell’Opera, un altro – questo sì pesante, al limite dello sbancamento etico – le auto fiammanti posteggiate in zona a vendita illimitata nell’Ara Pacis. O ancora, puoi guardare, laddove lo impongono i lavori in corso, al di là del sipario dei ponteggi: appurare, cioè, che le gigantografie pubblicitarie intente a pararsi davanti a questo o quel monumento in restauro, siano solo un preludio a tempo determinato in attesa della rinnovata fruizione del bene artistico, e non un’eterna paratia griffata di un’opera più incompiuta della Salerno-Reggio Calabria.

Fermo restando il pensiero sconsolato che l’eventuale avanzare insieme salvifico e famelico del Privato è un indotto del sonnecchiare molesto e funesto del Pubblico, de “la cultura non si mangia” di tremontiano delirio, dei tagli al Fus del ministro (allergico) alla Cultura, letali quasi quanto le sue poesie. Ecco: a ben pensarci, l’opera nefasta di chi sgoverna è il vero marchio dell’attuale disastro culturale. Perché non esporlo accanto agli altri marchi? Non sarebbe male che sul torrione del Carlo Felice, fra Coccolino e Cicciobello, venisse proiettato anche il faccione di Bondi, con il seguente, accattivante slogan pubblicitario: “Agli spot siamo costretti: son di Bondi tristi effetti!”.
Enzo Costa



 Repubblica Genova 27/12/10

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lunedì 20 dicembre 2010

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': DARE LA LIVREA da l'Unità del 20/10/10

Certo, Brunetta che ringhia l’Inno di Mameli alla Camera per festeggiare con i secessionisti padani la sconfitta dell’invasore rosso-futurista-udiccino; Bondi che a Ballarò schizza mielosa ferocia su Bocchino. Ma l’emblema del post-vittoria di Pirro della destra è la performance di Bonaiuti a Otto e mezzo. Un ritorno all’ordine (nel senso di pulizie domestiche): passata la buriana finiana, il Capo lo inviava a rassettare la propaganda di casa. Missione che lui assolveva con aria da maggiordomo-crooner, da Jeeves meno arguto ma più confidenziale: testa ciondolante, dava rispolveratine a quella del governo che ha salvato i conti, a quella della sinistra che non ha risolto il conflitto di interessi, a quella di Napoli ripulita in due giorni. Invece quella dei giovani consorziati dal governo per liberarli dalla disoccupazione era nuova: la posava davanti alla telecamera, con cura. Enzo Costa


da l'Unità 20/12/10
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lunedì 13 dicembre 2010

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': DOPPIO DEI POPOLI da l'Unità del 13/12/10

Salta agli occhi e alle orecchie che Bondi è doppiato (nel coro parlamentare “per la vita” che impazza sul web): labiale fuori sincrono come i flussi di (in)coscienza cinefili di Ghezzi, timbro privo delle modulazioni acido-melliflue del ministro (allergico) alla Cultura. Non è lui che canta quella strofetta del We Are The World de’ noantri intonato dall’ensemble di onorevoli. Ora, non che la notizia del taroccamento canoro del Nostro ci importi quanto la sua tenace inattività per i siti archeologici, il suo frenetico attivismo per una pellicola bulgara, o il suo familismo aculturale per i parenti acquisiti. Però qualcosa denota e ribadisce, in fatto di tendenza, del ministro e del governo, alla bufala istituzionale. Un’attenuante (fantascientifica) sarebbe che, come l’inciso musicale, anche certi deliri su Pompei o certi “Si vergogni!” da talkshow, non li avesse intonati lui, ma un doppiatore maligno. Enzo Costa



(Si consiglia di assumere una o due compresse di Maalox prima, durante e dopo la visione)

l'Unità 13/12/10

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martedì 16 novembre 2010

I LANTERNINI - IL METODO TREMONTAVSKIJ da Repubblica Genova 16/11/10

Gradisco sempre le performance da tg di Sergio Maifredi: sguardo concupiscente la telecamera incurante dell’intervistatore, dizione tonitruante, voce impostatissima ai confini del birignao. E anche ora, dalla mera lettura delle sue rampogne all’accanimento terapeutico per il Carlo Felice, mi pare di vederlo e di sentirlo: una sublime prova d’attore. Interpreta chi difende il teatro e si identifica politicamente in Papi, teorico della cultura del velinismo, e in Tremonti, filosofo contrario alla cultura perché non si mangia. Enzo Costa


Repubblica Genova 16/11/10

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lunedì 15 novembre 2010

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': TOCCARE IL BONDI da l'Unità del 15/11/10

Si vedeva che la dottoressa Saraceno, malgrado i lamentosi ed animosi inviti di Bondi, non riusciva a essere orgogliosa per l’immagine che il nostro Premier ci regala all’estero. Si vedeva dall’espressione trasudante imbarazzo per quella richiesta molesta del tondo ministro, espressione comune a quasi tutta la platea di Ballarò: si era creato un unicum emotivo transnazionale all’insegna di un attonito sconcerto sparso fra milioni di italiani accomodati sui divani di casa ed una sociologa collegata dallo studio di Berlino. Ma il punto era l’eccezione (dis)umana a quell’afflato unitario: insieme al disagio emblematico della Saraceno, si vedeva l’agio fanatico di Bondi: egli davvero, in perfetta buonafede, provava un’acuta, solitaria fierezza per come Papi ci rappresenta oltreconfine. Il buonista che è in me, pur aderendo alla mozione di sfiducia su Pompei, avrebbe voluto abbracciarlo. 


l'Unità 15/11/10
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martedì 5 ottobre 2010

I LANTERNINI - PURA FANTAPOLITICA da Repubblica Genova 05/10/10

"2-10-2015. Grande folla, al primo Salone del Trasporto Pubblico alla Fiera del Mare. Merito del servizio di Amt, azienda che, dopo il rischio di fallimento nel 2011, si risollevò grazie ai finanziamenti del governo Vendola, che poi, fra i singhiozzi di Bondi, decuplicò i fondi per la cultura. Da qui il concerto gratuito offerto ai visitatori del Salone dall'orchestra del Carlo Felice, diretta dal Maestro Lo Gerfo. In sciopero i proprietari di yacht: con look da naufraghi, protestavano perché il ministro ha chiesto severi controlli fiscali". Enzo Costa

Repubblica Genova 05/10/10
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domenica 1 agosto 2010

I LANTERNINI - SPENTO PER FERIE da Repubblica Genova 01/08/10

Che ne sarà di Genova, di noi, di Musso? Genova ritroverà un futuro, noi il sorriso, Musso una collocazione politica stabile per un paio di settimane? Il Carlo Felice sopravviverà alla crisi? La Poesia sopravviverà ai versi di Bondi? Scajola riapparirà a nostra insaputa? Si potrà andare dal fruttivendolo senza dover poi fornire un alibi? Quesiti cui il lanternino ora non risponde, giacché si spegne per ferie. Ma fra un mese, alla sua riaccensione, vi offrirà tutti i responsi. Subito dopo aver consultato il polpo Paul. Enzo Costa


Repubblica Genova 01/08/10

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giovedì 10 giugno 2010

I LANTERNINI - BECKETT? UN DILETTANTE da Repubblica Genova 10/06/10

Pronti a votare tagli selvaggi alla cultura, gli onorevoli Cassinelli e Scandroglio annunciano un ciclo di incontri per denunciare e fronteggiare i guasti dell'egemonia culturale della sinistra: è la nuova frontiera (azzurra) del teatro dell'assurdo. E come se, dopo quasi un trentennio di tv del Capo a base di istigazione al consumismo, di esibizionismo, di corpi plastificati, menti azzerate e Apicella, l'egemonia culturale non fosse della destra. Altrimenti, come spiegare, fra l'altro, che alla Cultura sia approdato Bondi? Enzo Costa

Colto
(sul fatto)

Repubblica Genova 10/06/10

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mercoledì 21 aprile 2010

I LANTERNINI - VERSI LIRICI da Repubblica Genova 21/04/10

D'accordo, il decreto Bondi che si annuncia all'orizzonte a mo' di sequel catastrofico della nube islandese, dovrebbe prevedere qualche soldino solo per Scala e Santa Cecilia e fior di tagli per le altre fondazioni liriche. Però firmati da un ministro poeta. Eccovi, in anteprima, il comma del decreto sul Carlo Felice: "Euro sfumati / euro evaporati / euro polverizzati / sipario calato / sipario ammainato / sipario bucato / tenori scomparsi / soprani sommersi / contralti dispersi. / Lieta novella / favola bella / canta Apicella!". Enzo Costa

"Cantami, o Diva, l'ira funesta del pelide Silvio.."

Repubblica Genova 21/04/10

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giovedì 17 dicembre 2009

I LANTERNINI - SOGNI AZZURRI da Repubblica Genova 17/12/09


Conforta vedere, in un servizio del Tgr, il buon vecchio Biondi lanciarsi in un’arringa per il pluralismo nel Pdl dopo averne discusso e convenuto col gagliardo Gagliardi ed il redivivo Nan, alla presenza del finiano Bocchino: la richiesta di democrazia interna è il primo passo per la pratica della medesima. Conforta meno notare che i richiedenti sono emarginati o mal sopportati nel partito azzurro. Il giorno che i vari Cicchitto, Bondi e replicanti locali chiederanno più dibattito, sarà una notte, e starò sognando. Enzo Costa



Mangiato pesante?


Repubblica Genova 17/12/09


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lunedì 7 dicembre 2009

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI' : DELITTO DI REPLICA da l’Unità 07/12/09

Gli sventurati rispondono. A volte per iscritto: vedi l’incredibile Brunetta, così toccato da un corsivo di Lidia Ravera sull’Unità da qualificarlo amabilmente come segno di “degradazione artistica”, “diete da pseudointellettuale frustrata” e “mediocrissima banalità”. Temino diligente, ma trattenuto: è più a suo agio nell’orale, dove libera soavi “élite di merda!” e “vadano a morire ammazzati!” senza i lacciuoli della punteggiatura. A Crozza, in quel di Ballarò, rispondono a voce o a facce: un ardito ministro Rotondi si provò a stopparlo sparando contro“battute”. L’esito fu tragico ma propedeutico alla sua svolta artistica: da spalla sacrificale a monologhista letale (voleva imporre le pause al comico, ci vuol vietare la pausa pranzo). Bondi, a ogni lieve frecciata all’Unto, gronda “Sacrilegio!” dallo sguardo. Alfano replica con un’espressione da pitbull costretto alla museruola: quando si libera, invece che sui comici, si avventa sui giudici. Enzo Costa



La copertina di Crozza a Ballarò del 01/12/09 e la addolorata reazione di Bondi

l'Unità 07/12/09

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sabato 3 ottobre 2009

I LANTERNINI - CASSINELLI FELICE da Repubblica Genova 03/10/09


Mentre la politica culturale della destra è passata dalla fase uno (veline in tivù) alla fase due (veline in Parlamento), colpisce che il ri-commissariamento del Carlo Felice, prima che alla sindaco, fosse noto al pidiellino Cassinelli: un caso di chiaroveggenza pre-elettorale. Una fonte attendibile (la mia fantasia maligna) rivela che Bondi si negava al telefono alla Vincenzi per via di un suo impegno: scrivere questa poesia: “Fiore aulente / Alba luminosa / Candido trottolino / Erre moscia radiosa”. Il titolo? “A Cassinelli”. Enzo Costa


 
Cassinelli estasiato per l'aulico canto


Repubblica Genova 03/10/09


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