Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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lunedì 22 luglio 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': ALFANO, CHE CI METTEVA IL CAPPELLO, SPACCA IN QUATTRO IL CAPELLO da l'Unità 22/07/13

Ma vi ricordate Alfano & Maroni ai tempi dell’ultimo (si spera per sempre) governo Berlusconi? Erano dei cappellai tutt’altro che matti, direi dritti: mettevano furbescamente il cappello sopra ogni operazione di polizia contro ricercati e latitanti della criminalità organizzata, e talvolta pure disorganizzata. Erano là, il ministro della Giustizia e quello dell’Interno, ad apporre il timbro governativo su successi di forze dell’ordine e inquirenti, dividendosi le comparsate da imbucati: Bobo si attribuiva le catture dei boss in questure aperte ai cronisti, Angelino si intestava le manette ai capicosche in talkshow interdetti alle domande scomode (imitati dal ministro delle Politiche Agricole Zaia che, a ogni sequestro operato dai Nas, rivendicava come li avesse ordinati lui gli arresti di tonni avariati e yogurt scaduti). Il messaggio per i teleutenti gonzi era questo: siam ministri del fare. Per distrarre da leggi ad berluscam e lodi poco lodevoli, si lodavano ergendosi ad accalappia-criminali da telefilm, artefici dell’input alla retata di giornata, e scandendo il mantra del governo che, contro il Crimine, aveva fatto più di tutti i governi precedenti. Venne poi il governo Monti: gli arresti di malviventi eccellenti proseguirono senza che i ministri Severino e Cancellieri ci mettessero il cappello sopra. Ora invece il ri-ministro Alfano, per il pasticciaccio brutto kazako (affaire ben più ministeriale di una retata nel crotonese) ripete che non c’entra, è roba da poliziotti: il già compare di comparsate Maroni, dopo pochi minuti di dubbi, gli ha dato ragione. Può essere che Angelino non abbia guidato l’operazione, ignorandola addirittura (ma questo sarebbe un merito?): si vede che il ragazzo, senza più Papi come Premier che lo spronava, mi si è impigrito. Enzo Costa


l'Unità 22/07/13

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lunedì 23 luglio 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': IL BUON TEMPO ANTICO DEI MINISTRI LEGHISTI ONNIPRESENTI da l'Unità 23/07/12

Non mi cimento, per oggi, nel tema trendy “Governo Monti: meglio, uguale o peggio del Governo Berlusconi?”. Lo lascio ad autorevoli editorialisti, politologi e Ostellino, nonché a blogger di grido e più o meno gridanti sentenziatori da (a)social network. Mi do a un esercizio di nicchia: segnalare un paio di discontinuità minime ma, forse, significative. Dunque: sotto l’attuale governo, come sotto il precedente, magistrati e forze dell’ordine hanno effettuato operazioni contro la criminalità organizzata, con arresti di boss, alcuni latitanti da tempo. Bene: nelle relative conferenze stampa degli ultimi otto mesi si registra la latitanza del ministro Cancellieri. Latitanza sensata: le indagini e i fermi li fanno pm e polizia, mica i ministri. Do you remember, invece, Maroni? Metteva il cappello padano su quasi ogni retata. Memorabile una sua comparsata dopo un’operazione anti-’ndrangheta al Nord: gongolava accanto a Ilda Boccassini, utilissima - sfruttandone l’inchiesta - per ergersi a Nemico numero uno delle cosche (e, prima e dopo quella conferenza, comoda da dileggiare, da parte del governo tutto, come toga rossa persecutrice di Berlusconi). Da qui la fortunata leggenda metropolitana di Maroni ministro più antimafia di tutti. Ancora: quando all’Agricoltura c’era il leghista Zaia, impazzavano i suoi onemanshow alle conferenze stampa dei Nas su sequestri di cibi avariati. Non c’era tonno taroccato o capitone scaduto che non fosse severamente redarguito dal ministro, futuro Governatore veneto (non a caso: in un paese teledipendente, la visibilità paga). Oggi i Nas seguitano a comunicare di avere scovato alimenti non a norma. Ma il ministro Catania non si fa vedere. Scelta che lo rende poco popolare. Ma che mi pare a norma. Chissà che sollievo per il capitone scaduto. Enzo Costa 

 
  l'Unità 23/07/12

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domenica 19 giugno 2011

I LANTERNINI - Cervettimismo, ovvero: AZIENDA MASOCHISTICA TRASPORTI da Repubblica Genova 19/02/11

Lo so che la domanda più giusta (e trendy) sarebbe: “Ma perché i manager pubblici guadagnano così tanto?”. Eppure sul cas(in)o Amt me ne viene anche un’altra: vedo il volto imberbe del neo-ad Cervetti e quello familiare della neo-vice Cancellieri, e me lo chiedo: ma perché un uomo con l’aria da bimbo innocente ed una signora dai passati ruoli riposanti (tipo bonificare la Stoppani e Bologna) hanno accettato? Il cinico che è in me risponde “per lo stipendio”. Il buonista, “per eroismo”. Il realista “per masochismo”. Enzo Costa


Repubblica Genova 19/02/11

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domenica 14 dicembre 2008

I LANTERNINI - CANCELLIERI OGGI E DOMANI da La Repubblica Genova 14/12/08


Anche chi, come me, è allergico all’idea dell’Uomo Forte (e di più alla sua materializzazione arcoriana), non può non restare incantato davanti alla Donna Fortissima: il Prefetto Cancellieri, brandendo la sua voce cavernosa, riesce nell’impossibile: dopo aver ammansito i camalli e fatto ragionare il ministro Matteoli, ha fermato i tir (l’equivalente contemporaneo, quanto a difficoltà, di aprire le acque). Lei sì che è un deus ex machina, o meglio ex camion. Ancora non ha arrestato la neve, ma diamole (mal)tempo. Enzo Costa


Prefetto at work

Repubblica Genova 14/12/08

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