Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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sabato 6 settembre 2014

LEMMI LEMMI (dizionario semiserio): VU’ CUMPRÀ - da LEFT 06/09/14

Forse pensava di guadagnarci di più, il buon Alfano, con la rimessa in commercio politico-mediatico di vu’ cumprà: ci ha provato con indubbia intraprendenza, a smerciare quest’etichetta vintage misto paternalistico-razzista in voga circa trent’anni fa e poi, via via, sfoderata meno, molto meno. Per ritrovare la visibilità perduta, si è ricaricato sulle spalle il bagaglio oratorio dell’italiano medio (mediamente di destra) di cinque-sei lustri orsono proponendolo in offerta speciale ad un assembramento di microfoni e telecamere, insieme al tipico gadget dell’ergersi a paladino della minacciata sicurezza dei propri connazionali (stavolta in costume da bagno). Ed eccolo, l’insistente titolare del Viminale, spacciare molesto quell’espressione taroccata, “vu’ cumprà”, col proposito di lucrarci politicamente sopra. Non che non avesse messo nel conto le sacrosante critiche progressiste, o semplicemente civili, che sono arrivate. Ma quelle le si liquida smerciando un’altra etichetta d’epoca: “buonista”. E però il venditore ministeriale del marchio lessicale contraffatto puntava, credo, su più cospicue entrate di consenso dal suo vecchio elettorato di riferimento, che non sono giunte: oggi la xenofobia verbale che tira è quella sguaiata e feroce esercitatasi sull’ex ministra Kyenge, e non il pregiudizio “moderato” da spiaggia. Si sa: dare odiosamente del “mangiatore di banane” fa curriculum, anche per scalare la Federcalcio. Enzo Costa


LEFT 06/09/14

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sabato 28 giugno 2014

I LANTERNINI - CONSIGLI PER GLI ARRESTI da Repubblica Genova 28/06/14

In questi tempi di retate a reti unificate, di mostri dati in pasto alla folla dal ministro dell’Interno, di colpevoli acclarati prima del rinvio a giudizio, il mio garantismo è decisamente eccentrico. E magari, davanti a certe notizie di reato davvero gravi, un po’ esagerato. Mi capita, allora, di “rimediare” lanciandomi in assurdi sogni forcaioli: per esempio, nei blitz assortiti sul Mose, non si potrebbe costringere agli arresti domiciliari l‘insostenibile testimonial tutta moine che vuole andare a Venezia solo per godersi l’albergo? Enzo Costa


Repubblica Genova 28/06/14

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lunedì 17 febbraio 2014

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': PASSARE DA ENRICO LETTA A MATTEO RENZI: CERTO CHE PERÒ… da l'Unità 17/02/14

Certo che Letta ha fatto il possibile. Però non ha fatto l’impossibile. Certo che Letta, che è nipote di Gianni, è stato sostenuto al governo da Berlusconi, che lo ha condizionato. Però poi di Berlusconi si è liberato, a dispetto di quanto prevedevano molti, da Grillo al Fatto Quotidiano, e a dispetto di suo zio. Certo che governare con Alfano e Lupi non è di centrosinistra. Però governare con la Kyenge e la Carrozza, forse, sì. Certo che Alfano, dopo il caso Shalabayeva, non si è dimesso, e neppure la Cancellieri dopo il caso Ligresti. Però la Idem sì. Certo che il fatto che l’unica a dimettersi sia stata una brava ministra di centrosinistra, e per una colpa lieve, non è stato confortante. Però che poi si sia dimessa la De Girolamo, sì. Certo che per etichettare il governo Letta la semplificazione da social network aiuta. Però per comprenderlo un po’ più a fondo, no. Certo che Letta non ci ha fatto uscire dalla crisi. Però ha iniziato a non farla aggravare. Certo che non ha rilanciato l’economia. Però non è Mandrake, e nemmeno Otelma, e neppure Casaleggio. Certo che Letta, con gli alleati e i numeri che aveva in Parlamento, cosa avrebbe potuto fare? Però ora Renzi avrà gli stessi alleati e gli stessi numeri. Certo che Letta viene dalla vecchia scuola Dc, e si vede. Però Renzi viene dalla post-Dc, e si vede lo stesso. Certo che, vinte le primarie, Renzi ha impresso un’accelerazione alla riforma elettorale. Però ha impresso anche una scoppola al governo Letta. Certo che serviva un cambiamento radicale. Però, forse, senza cambiare radicalmente il modo con cui ci si proponeva di portarlo. Certo che io, in linea di principio, a un cambio di premier senza passaggio elettorale non sono contrario in assoluto. Però il Renzi delle primarie lo era. Certo che però… Enzo Costa


l'Unità 17/02/14

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lunedì 20 gennaio 2014

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': RENZI RIFLESSIVO, LETTA IMPULSIVO, ALFANO ADOTTATO: MIRACOLI da l'Unità 19/01/14

Matteo Renzi che dice: “Questa cosa Letta l’ha fatta meglio di come l’avrei fatta io”. O che all’improvviso, in streaming, rallenta il ritmo di digitazione alla tastiera su Twitter, per riflettere un po’, almeno sulla punteggiatura. O che commenta: “Renzi chi?”, anche solo fra sé e sé. Enrico Letta che ritrova la calma (dove la notizia sta nel fatto che prima l’aveva persa). O che tiene in ordine i conti, ma in modo situazionista. O che governa con il Nuovo Centrodestra, e però, magari inavvertitamente, sussurra una cosa di centrosinistra, e poi si ricompone. Debora Serracchiani che, in un pur brevissimo frangente, a Ballarò non sembra un’esponente dell’opposizione. Manuela Repetti che, in un pur brevissimo frangente, a Ballarò confessa che se il Pd non avesse fatto decadere Silvio, il governo Letta le sarebbe andato ancora benissimo. Il sottoscritto che, in un pur brevissimo frangente, guardando Ballarò scaccia dalla testa il pensiero che la ministra Lorenzin, fra i politici presenti, sia quella più credibile e responsabile. Peter Gomez che, anche impiegandoci mezz’ora, a Ballarò mi fa capire come, con il risultato delle ultime elezioni specchio di un paese diviso in tre blocchi non maggioritari, fosse tecnicamente possibile un governo non di larghe o semi-larghe intese. Nunzia De Girolamo che esce dal governo e Josefa Idem che vi rientra, con feste grandi in tutto il paese, e grandissime a Benevento. Beppe Grillo che elogia un giornalista che lo critica. Gianroberto Casaleggio che sprizza simpatia. La Lega che sprizza tolleranza. Il Web che sprizza civiltà. Angelino Alfano che viene chiesto in affidamento da una coppia gay. La coppia gay che, ottenuto Alfano in affidamento, resiste alla tentazione di riportarlo indietro dopo un paio d’ore. Miracoli. Enzo Costa



l'Unità 19/01/14

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lunedì 18 novembre 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': DI MALE IN DESTRA: DAL METODO BOFFO AL METODO NOCERINA da l'Unità 18/11/13

Tre ipotesi alternative sugli sviluppi del contundente dibattito nella destra.

1) Dopo un ultimo, franco ma cordiale incontro fra lo Statista di Arcore e Cicchitto, esce sul Giornale la prima puntata dell’inchiesta “La vita segreta di Cicchitto”, in cui si racconta che Cicchitto porta i calzini viola, ha una casa segreta a Montecarlo, una relazione con una escort boliviana ottantenne di nome Moreno ed era iscritto alla P2. Su Canale5, nella “Telefonata di Belpietro”, Silvio deplora certe demonizzazioni giornalistiche, auspicando un’informazione più corretta: “La P2” precisa “era un’associazione filantropica”. Parole accompagnate da un suono simile ad un cozzare di ali: sono gli applausi dei falchetti, che Silvio ospita generosamente in una voliera a Villa San Martino.

2) Dopo un ultimo, franco ma cordiale incontro fra lo Statista di Arcore e i governisti, questi ultimi ribadiscono l’intenzione di continuare a sostenere l’esecutivo Letta. Subito dopo, nell’atrio di Palazzo Chigi, Alfano si accascia a terra vittima di crampi alla gamba destra, Quagliariello si contorce dal dolore alla scapola sinistra invocando l’ingresso della barella, la De Girolamo zoppica vistosamente (ben più di quanto non zoppichi in agricoltura) e la Lorenzin convoca i direttori generali di tutte le Asl affinché certifichino il suo stato comatoso, pur se di natura vigile. Insomma, la delegazione pidiellina, per cause di Forza Italia maggiore, deve abbandonare il campo governativo. Su Canale5, nella “Telefonata di Belpietro”, Belpietro trova il numero di Silvio occupato, e ne approfitta per lodare il “Metodo Nocerina”.

3) Dopo un ultimo, franco ma cordiale incontro fra lo Statista di Arcore e lo specchio, lo Statista di Arcore si vergogna (volevo concludere con un’ipotesi fantascientifica).

Enzo Costa


 l'Unità 18/11/13

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mercoledì 23 ottobre 2013

I SEMIFRESCHI - MINA, CLOONEY E SILVIO, IL TESTIMONIAL "ETERNO" da l'Unità 23/10/13

C’è una tecnica pubblicitaria, non so se codificata, che chiamerò “perpetuazione subliminale e taroccata del testimonial”. Mi pare che a lanciarla in Italia, praticandola per decenni, sia stata una ditta produttrice di una cedrata, bevanda che quando ero bimbo, negli anni ‘70, era reclamizzata in televisione da Mina. Poi, trascorso un lustro o poco più (i miei sono ricordi offuscati dal tempo), la celebre cantante, oltre a sparire dagli spettacoli televisivi e dai concerti dal vivo, si congedò dai consigli per gli acquisti, o almeno da quel consiglio specifico. Ma l’azienda in questione fece buon viso a cattivo gioco promozionale: nei suoi nuovi spot, che se non sbaglio si sono susseguiti identici o quasi fino ai nostri giorni, prese a risuonare una voce fuori campo scandente nome e qualità della cedrata, voce straordinariamente e curiosamente simile a quella della tigre di Cremona (adoro questi appellativi vintage). Eccola, la tecnica astuta: un timbro vocale praticamente uguale a quello della testimonial perduta, così da far pensare ai teleutenti potenziali acquirenti che la testimonial non fosse perduta affatto, ma semplicemente fornita nella sola versione audio. Un’idea geniale per uno spot fonte di un equivoco transgenerazionale: i telespettatori più anziani, che avevano potuto vedere la testimonial Mina in carne e ossa, dopo il suo eclissarsi da quel carosello erano convinti che quella che udivano fosse sempre la sua voce, e così dissero ai figli, venuti al mondo catodico quando già Mina non lo frequentava più da un pezzo: “La senti questa voce, Michelino? È quella della più grande cantante italiana!”. E così poi fecero i figli con i loro figli: parecchie generazioni, diverse per epoche, valori, interessi e attitudini, unite da un fraintendimento pubblicitario: quella della cedrata era ed è la di voce di Mina. “Perpetuazione subliminale e taroccata del testimonial” rinnovatasi, in queste settimane, con lo spot di una marca di macchine per caffè, vivamente consigliata, fino a poco tempo fa, da George Clooney. Anche qui, all’improvviso, il testimonial sparisce, “sostituito” da una voce che ricorda moltissimo la sua e scandisce ammiccante e profonda, subito dopo il marchio, il solito, proverbiale interrogativo anglofono-retorico: “what else?”. L’effetto è garantito: se il commercial verrà irradiato identico a se stesso per decenni come quello della cedrata, gli italiani del 2030 crederanno di ascoltare la voce di un mitico attore, fascinoso e impegnato, adorato dai loro nonni. Ma perché mi dilungo su simili trovate pubblicitarie? Perché me le ricorda l’accanimento con cui, in questi giorni, i cosiddetti lealisti e i cosiddetti governisti, pur in lotta fra loro senza esclusione di colpi, si premurano di dire e ribadire che il loro unico leader era, è e sarà Silvio Berlusconi. Eppure il fu premier Papi non passa un bel momento, e, viste le ulteriori nubi giudiziarie all’orizzonte, oltre che l’inesorabile scorrere del tempo, non dà l’idea di essere politicamente eterno. Però, deduco da quelle univoche attestazioni di leadership infinita da parte di sottoposti divisi e litigiosi, lo reputano un testimonial irrinunciabile per il loro target. Ne sono certo: anche quando, fra molti anni, Lui sarà non solo decaduto ma anche rifugiato in un paradiso fiscale, lontano dagli affanni della politica, Fitto e Alfano all’unisono, nei loro contrapposti spot elettorali, faranno risuonare fuori campo una voce da cumenda brianzolo recitante uno slogan accattivante: “Meno tasse per tutti, a parte i comunisti!”. Chissà che gli italiani, come già con Mina e Clooney, non abbocchino. Enzo Costa


l'Unità 23/10/13

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giovedì 12 settembre 2013

I LANTERNINI – FARE LA FESTA Repubblica Genova 12/09/13

Il Pd pensa di mantenere a Genova, per i prossimi anni, la Festa Democratica. Fra gli ospiti, non mancherà il tipo che, dopo aver fatto un gavettone alla Vincenzi e preso per lo zainetto Doria, quest’anno ha gettato acqua minerale su Violante (che chiede gli venga garantito il diritto di difesa). Pare che abbia già in agenda lo schiaffo del soldato a Renzi alla Festa 2014, lo sgambetto a Civati alla Festa 2015 e l’affondamento di Barca alla Festa 2016. Invece, per siparietti di irresponsabilità, verrà invitato Alfano. Enzo Costa


Repubblica Genova 12/09/13

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lunedì 5 agosto 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': L’ESTATE, LA POLITICA E LA TV: HO VISTO COSE CHE VOI UMANI… da l'Unità 05/08/13

Ma l’avete visto anche voi, l’altro giorno, in tv? L’avete visto Brunetta che prima si rivolgeva alla presidente della Camera con toni soavi, e poi sussurrava dolcemente “Non commento la sentenza della Cassazione”? L’avete visto Sallusti che, dopo aver reso omaggio alla magistratura, chiedeva di potersi assentare un attimo per aiutare una vecchietta ad attraversare la strada? L’avete vista la vecchietta che lo ringraziava ma, per buona sicurezza, non attraversava? L’avete vista la Santanché che abbandonava lo studio per punirsi per tutte le oscenità da lei dette sui giudici, e nessuno la inseguiva per dissuaderla? L’avete visto Grillo che dichiarava “Non escludo che il Pd abbia ragione”? L’avete visto Crimi che dichiarava “Non escludo che Grillo abbia torto”? L’avete visto Maroni che diceva “Guai a minimizzare le cose gravissime dette da Borghezio e Calderoli”? L’avete visto Salvini che accusava Maroni di essere troppo morbido col razzismo di Borghezio e Calderoli, e fondava la Lega Nord-Sud-Est-Ovest propugnando bus multiculturali? Li avete visti Borghezio e Calderoli contare fino a 2500 prima di parlare, e per di più contare in congolese? L’avete visto Epifani che proponeva, conseguendo l’unanimità dei consensi, di varare una regola che vieti il dibattito infinito, infuocato ed isterico, anche retrospettivo, sulle regole delle primarie? L’avete visto Renzi che la smetteva col silenzio stampa ma anche col vittimismo, andava ad “Amici Estate” però in giacca e cravatta, confessava di non aver mai visto “Happy Days”, di aver letto tutto Marx e di stimare Bersani? L’avete visto Enrico Letta che, ripensando ad Alfano, riabilitava la Idem? Come? Tutto questo ben di Dio non l’avete visto e l’ho visto solo io? Allora ha ragione il mio medico: certe insolazioni producono allucinazioni incredibili. Enzo Costa


l'Unità 05/08/13

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sabato 27 luglio 2013

I LANTERNINI – GOOD NEWS da Repubblica Genova 27/07/13

L’umore mio? più nero
di un Papi senza Ruby
vedevo un cielo scuro
di minacciose nubi:
stangata comunale
un’incessante crisi
Alfano al Viminale
Romina con Carrisi
(ri-duetto micidiale)
e disoccupazione
e il pesto che fa male
e Renzi in espansione
e tagli alla cultura
ancora, con l’accetta,
non cessa la calura
e nei tiggì Brunetta.
Vedevo un cielo scuro
di minacciose nubi
ma adesso vedo chiaro
scacciato ho i miei incùbi
il sole torna, giuro
lo annunciano gli scribi:
risplenderà il futuro
è nato il Royal Baby.

Enzo Costa

Repubblica Genova 27/07/13

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lunedì 22 luglio 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': ALFANO, CHE CI METTEVA IL CAPPELLO, SPACCA IN QUATTRO IL CAPELLO da l'Unità 22/07/13

Ma vi ricordate Alfano & Maroni ai tempi dell’ultimo (si spera per sempre) governo Berlusconi? Erano dei cappellai tutt’altro che matti, direi dritti: mettevano furbescamente il cappello sopra ogni operazione di polizia contro ricercati e latitanti della criminalità organizzata, e talvolta pure disorganizzata. Erano là, il ministro della Giustizia e quello dell’Interno, ad apporre il timbro governativo su successi di forze dell’ordine e inquirenti, dividendosi le comparsate da imbucati: Bobo si attribuiva le catture dei boss in questure aperte ai cronisti, Angelino si intestava le manette ai capicosche in talkshow interdetti alle domande scomode (imitati dal ministro delle Politiche Agricole Zaia che, a ogni sequestro operato dai Nas, rivendicava come li avesse ordinati lui gli arresti di tonni avariati e yogurt scaduti). Il messaggio per i teleutenti gonzi era questo: siam ministri del fare. Per distrarre da leggi ad berluscam e lodi poco lodevoli, si lodavano ergendosi ad accalappia-criminali da telefilm, artefici dell’input alla retata di giornata, e scandendo il mantra del governo che, contro il Crimine, aveva fatto più di tutti i governi precedenti. Venne poi il governo Monti: gli arresti di malviventi eccellenti proseguirono senza che i ministri Severino e Cancellieri ci mettessero il cappello sopra. Ora invece il ri-ministro Alfano, per il pasticciaccio brutto kazako (affaire ben più ministeriale di una retata nel crotonese) ripete che non c’entra, è roba da poliziotti: il già compare di comparsate Maroni, dopo pochi minuti di dubbi, gli ha dato ragione. Può essere che Angelino non abbia guidato l’operazione, ignorandola addirittura (ma questo sarebbe un merito?): si vede che il ragazzo, senza più Papi come Premier che lo spronava, mi si è impigrito. Enzo Costa


l'Unità 22/07/13

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domenica 21 luglio 2013

I LANTERNINI – ASPETTANDO ANGELINO da Repubblica Genova 21/07/13

Con le ultime vicende dell’Idv ligure siamo al post-beckettismo: il vicecommissario Maruska Piredda che espelle dal partito i consiglieri comunali Anzalone e Mazzei i quali però affermano di essersene già andati da tempo, probabilmente anticipati da parecchi elettori. Molti gli sviluppi (im)possibili: magari la Piredda non è vicecommissario da un mese; magari il vero nome di Anzalone è “Piredda”, se non “Maruska”; magari, sviluppo più assurdo, di questa storia a dir poco pazzesca Alfano sapeva tutto. Enzo Costa


Repubblica Genova 21/07/13

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lunedì 28 gennaio 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': EPPURE SI RICANDIDANO A GOVERNARE: LE BUFALE DEI BERLUSCONIDI da l'Unità 28/01/13

Eppure per un bel po’ Alfano ha propugnato le primarie. Più che propugnarle, le garantiva con perentorietà, pur se fra un passo indietro e uno avanti di Berlusconi. Unica condizione, quest’ultima, per la rinuncia al voto della base: “Niente primarie solo se il Presidente si candida a premier!”, proclamava mite (col Capo) e chiaro (con l’opinione pubblica) Angelino. Sguardo dritto in camera, scansione netta delle parole speziata di musicale sinuosità sicula. E invece, poi, niente primarie, benché Silvio non sia candidato premier, almeno ufficialmente. Perché non rammentarlo agli elettori-teleutenti, storditi dai mantra-bufale (“Sinistra uguale più tasse!”) del segretario rinunciatario? “Ma quale credibilità può avere uno che ha detto all’infinito che si sarebbero rinnovati con le primarie, e poi le primarie non le hanno fatte?”. Eppure Monti lo hanno sostenuto. Non solo nel novembre 2011, con la fiducia al suo governo, non solo per un anno intero, con voti a leggi e decreti: anche dopo le dimissioni del Professore, con l’offerta rivoltagli dal fu premier Papi di guidare i cosiddetti moderati alle elezioni. Perché non rammentarlo agli elettori-teleutenti, rintronati dalla gragnuola di accuse ed epiteti al capo del governo uscente? “Ma se Monti è stato fin dall’inizio incapace di intendere e di governare, se ha solo aggravato i conti e impoverito i cittadini, perché poche settimane fa volevate che guidasse il centrodestra?”. Eppure c’è stata una lunga stagione di Silvio al governo in cui si vantava di cinguettare con la Merkel: perché non rammentarlo agli elettori-teleutenti, bombardati dai jingle antitedeschi dei berlusconidi? “Ma se ora vi ergete ad oppositori unici della feroce Cancelliera, com’è che Silvio, quando sgovernava, le faceva giulivo ’cucù’?”. Enzo Costa 


 l'Unità 28/01/13

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lunedì 17 dicembre 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': E SE DOMANI (E SOTTOLINEO SE): LE PROSSIME MOSSE DI SILVIO da l'Unità 17/12/12

E domani? Rispondendo alla chiamata del mattino di Belpietro, dirà che non scende in campo per il bene dell’Italia? Chiamerà Lui Belpietro intimandogli di scendere in campo per il bene dell’Austria? Dichiarerà guerra all’Europa negli spogliatoi di Milanello? Nel risalire sull’elicottero elogerà la sobrietà, smentirà di aver dichiarato guerra all’Europa e dichiarerà guerriglia all’Asia minore? Indicherà Allegri come candidato premier? Ritornerà alle primarie e le vorrà aperte, oltre che ai titolari, alla panchina lunga del Milan? Interverrà alla riunione del Partito socialista europeo facendo “cucù” a Hollande? Dicendosi moderato, dirà “culona” a Casini? Ribadirà il suo appello a Monti a candidarsi per i moderati, rimarcando come Monti abbia rovinato l’Italia e anche un po’ la Svizzera? Rispondendo alla chiamata del pomeriggio di Belpietro farà il burlone, dicendo “ha sbagliato numero!” con la voce di Apicella? Esprimerà tutta la sua profonda stima per quell’incapace di Alfano? Esprimerà tutta la sua profonda disistima per quel grand’uomo di Monti, esortandolo a candidarsi con il centrodestra, includendo la Lega, Noi Sud, Renzi e Chavez? Annuncerà che scende in campo per il male dell’Italia? Candiderà Maroni al governo e se stesso alla segreteria della Lega? Ripeterà che non può candidare Dell’Utri nominandolo poi senatore a vita? Sbatterà la cornetta in faccia a Belpietro nella chiamata serale, ma gli farà una chiamata notturna raccontandogli una barzelletta sconcia su Dio, Lui e un trans? Costringerà Vespa a scrivere un instant book su quanto da Lui combinato quel giorno, solo per poter fare una presentazione attorniato dalle osannanti Amazzoni Massimo Franco e Marcello Sorgi? No, domani farà molto di più e di peggio. Ma non quanto dopodomani. Enzo Costa


 l'Unità 17/12/12

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sabato 24 novembre 2012

I LANTERNINI – SCANDRILLO O MORGIOGLIO? da Repubblica Genova 24/11/12

E noi che dicevamo che nel Pdl ligure, come in quello nazionale, non c’era dibattito! Ora la discussione infuria: appassionante, il duello azzurro fra Scandroglio e Morgillo, lacerati sulle primarie. Il primo, firmatario di un documento pro-Alfano, trova la durissima opposizione del secondo, che invece sostiene Alfano. Due visioni della politica opposte: la sonnacchiosità abbronzata di uno contro l’impalpabilità svagata dell’altro. Poi magari le primarie non le fanno neppure. E ognuno darà la colpa al candidato dell’altro. Enzo Costa

Repubblica Genova 24/11/12

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lunedì 12 novembre 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': PER IL PDL SCELTA IRREVOCABILE: PRIMARIE DA FARE E SCHIFARE da l'Unità 12/11/12

“Primarie senza se e senza ma”, vorrebbe farci sapere da settimane Angelino Alfano. Ma ha la faccia che, citando il miglior De Gregori, “ricorda il crollo di una diga”. Dissintonia fra parole ed espressioni, fra buonumore esibito e posture sfuggite, che da sola racconta un partito ben oltre l’orlo della crisi di nervi. E dunque eccole, le “primarie”: invocate, proclamate, ribadite, confermate, riconfermate dal segretario, che più le riconferma e più ne trasuda il destino incerto, faticoso e fragilissimo. La voce è flebilmente perentoria, indomitamente dolente, malinconicamente fiera. Sfodera un sorriso spontaneo come un tic nervoso, somigliante alla contrazione dei muscoli facciali di chi sia preda di una colica renale. Non puoi non immaginartelo mentre poco prima, in uno sfibrante faccia a fard col Capo, ha tentato con tutti gli ossequi possibili di persuaderlo dell’ineluttabilità della scelta, e non essendoci riuscito si è acconciato a cercare di persuadere i cronisti all’uscita dell’adesione pressoché unanime di Silvio & sottoposti al progetto di scimmiottatura elettorale del Pd. Impresa audace. Titanica quando, come giovedì, gli stracci volati fra lui e Lui vanno riconvertiti in conferenza stampa congiunta. E poi “primarie” assume tinte e odori diversi, in bocca e in faccia a questo e quel pidiellino: in Cicchitto la parola sa di affranta rassegnazione, è speziata di fatalismo ciociaro; in Verdini suona come una parolaccia, fradicia di umori popolareschi osceni (per chi predilige metodi decisionali, diciamo così, più esclusivi); Gasparri la dice con spaesata fermezza e convinta estraneità, un po’ come quando, da ministro, scandiva “digitale terrestre” senza sapere bene di cosa si trattasse. Per il Pdl fare e schifare le primarie è un istinto primario. Enzo Costa


l'Unità 12/11/12

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