Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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sabato 18 ottobre 2014

I LANTERNINI - PASSERELLE da Repubblica Genova 18/10/14

Ma non era già venuto 8 mesi fa, Corrado Passera, a presentare a Genova il suo “Italia Unica”? Sì, era già venuto, ma quella volta era una presentazione informale, la scorsa settimana era quella ufficiale. Ferme restando l’idea unicamente ordinaria di appellarsi all’eccellenza italiana e la precisazione ordinariamente unica che il suo non è un partito, ma un movimento. Che vuole governare. Ma non aveva già governato, Passera, con Monti? Sì, ma quella volta era un governo informale, stavolta punta a quello ufficiale. Enzo Costa


Repubblica Genova 18/10/14

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mercoledì 26 febbraio 2014

I LANTERNINI - LA PATRIA DEL ROVESCIO da Repubblica Genova 26/02/14

Dunque per il Tar il commissariamento della Provincia di Genova era illegittimo poiché derivava da un decreto del governo Monti bocciato dalla Consulta. Solo che è probabile che la sentenza del Tar non valga in quanto difforme da quanto stabilito da un’altra legge. Ma non escludo che tale legge sia in contrasto con una norma successiva. Però può essere che il governo Renzi decreti (irregolarmente?) l’abolizione del Tar. Non tenete conto di quanto scritto in questa rubrica, forse parzialmente illegittima dal 2005. Enzo Costa


Repubblica Genova 26/02/14

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lunedì 10 febbraio 2014

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': ACCIPICCHIA! IL GRANDE STRATEGA BERLUSCONI HA GIà VINTO da l'Unità 10/02/14

Dunque, ora si tratta di dire che, con il ritorno di Casini alla base, Berlusconi è in testa nei sondaggi. Si tratta di dirlo e ribadirlo. Si tratta di ripeterlo dando per assodato il fatto, per scientifiche e definitive le rilevazioni della sondaggista di fiducia del (fu?) Cavaliere, per svanita ogni ipotesi di ballottaggio. Si tratta di celebrare le virtù tattico-strategiche del fu premier Papi, di rievocarne le campagne elettorali vincenti, al più riservando un po’ di ammiccante ironia al trasformismo di centro del leader Udc, reduce da solenni propositi terzopolisti con tale Mario Monti. Si tratta di sbeffeggiare comodamente il pesce piccolo per adulare servilmente il Caimano. Si tratta, quindi, di sorvolare su come, in passato, questa capacità aggregativa di Berlusconi avesse poi generato maggioranze Brancaleone, governi inermi e rissosi (leggi ad berluscam a parte), “che fai, mi cacci?” e via scannandosi fra “traditori”, futuristi liberi e follini, e al netto delle campagne acquisti modello De Gregorio. Si tratta, perciò, di deplorare, certo, più o meno fermamente, le pagliacciate anti- euro della Lega contro Napolitano a Strasburgo, ma badando bene a non annotare “e questi sarebbero quelli che, sommati a Casini, garantirebbero il trionfo elettorale di Berlusconi”, giacché tale annotazione, con la prospettiva di Borghezio agli Esteri o di Buonanno alla Giustizia, attenuerebbe la Luce abbagliante dell’attuale vittoria sondaggistica a reti unificate. Si tratta, pertanto, di non soffermarsi sul dettaglio che all’odierno trionfo virtuale al primo turno concorre la Destra di Storace, così da preparare il palato del teleutente distratto a future, decisive ma occultate intese elettorali con, chissà, Forza Nuova, Nazisti Padani e Neo-Borbonici delle Due Sicilie. Enzo Costa


da l'Unità 10/02/14

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lunedì 19 agosto 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': NEO-MODERATI E MODERATI PENTITI: COME (NON) SI CAMBIA, PER NON MORIRE da l'Unità 19/08/13

Ci sono quelli che ogni tanto provano a fare i moderati, ma poi gli scappa. Tipo Brunetta, che in vista della sentenza della Cassazione, fra un’occhiataccia alla Boldrini e un ringhio a Saccomanni, si appalesava nei tiggì in un format pettinato: voce flautata, sguardo soffuso, garantiva che un esito negativo per Silvio non avrebbe prodotto conseguenze sul governo. Un agnellino. Bonomia da Nunzio Filogamo di “Miei cari amici vicini e lontani”, che però foderava un ribellismo post-punk: le conseguenze, aggiungeva l’inedito, soffice Renato, sarebbero state per la democrazia. A seguire, nei vari notiziari, dettagli più o meno espliciti, pur se teneramente espressi, sull’apocalisse in arrivo: chiamata al voto plebiscitario per l’Unto del Signore venerato dalla brava gente e vessato dalle toghe rosse, il Giudizio Finale del Popolo Sovrano contro il pregiudizio immorale dei giudici sovversivi. Contava la democrazia, altro che quisquilie come Iva e Imu: rieccolo, forma(t) a parte, il buon vecchio Sfrenato Brunetta! Di nuovo sedato, è vero, smaltita la sentenza: ha ripreso a sussurrare leggiadro che il governo non rischia, che contano Iva e Imu. Ma si trattiene a fatica: riverserà su Civati ciò che vorrebbe dire a Napolitano sulla sua nota? Poi ci sono quelli che sono moderati dall’infanzia, ma non ne possono più. Tipo Casini, che cova furori incendiari sotto la cenere: il flop elettorale, incenerendogli il partito, gli ha mandato di traverso l’umore, il feeling con Monti e la moderazione di una vita. Non che ora faccia l’estremista di centro. Più che altro, somatizza: occhio malinconico da basset-hound, viso accartocciato che ricorda il crollo di una diga. Ogni nuova ruga è una tentazione di organizzare un “Vaffa Day”. Per ora resiste, ma fino a quando? Enzo Costa


l'Unità 19/08/13

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lunedì 4 marzo 2013

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': POST ELEZIONI: DEL SENNO DI POI SON PIENE LE FOSSE (MEDIATICHE) da l'Unità 04/03/13

Eppure lunedì scorso, dalle 15 alle 16, abbiamo pensato che il centrosinistra avesse vinto. Lo abbiamo pensato, si sa, causa primi instant poll. E lo abbiamo pensato, questo non si è detto, non solo noi “centrosinistri” faziosi, ma quasi tutti (salvo i grillini, o almeno i più “letterali” fra loro, che traducevano il “tutti a casa!” nella certezza del 100% dei voti). Lo abbiamo pensato quasi tutti, noi italiani, a partire dagli ospiti delle tv. Fate mente locale: lunedì scorso, dalle 15 alle 16, in ogni talkshow, al di là delle rituali formule di cautela, avete sentito un conduttore, un analista, un berlusconide (su Raitre, Quagliariello), un cameraman esclamare: “Ma va’! Figuriamoci se Bersani, che ha sbagliato la campagna elettorale, vince Camera e Senato senza nemmeno il bisogno di Monti”? Io non l’ho sentito: non avranno funzionato i microfoni. Non sono qui a dire le solite ovvietà sui flop dei sondaggisti. Ma a notare come del senno di poi sian piene le fosse mediatiche dei leoni sbrananti il Pd, inadatto a vincere. Nella mia faziosità, due lunedì fa, col “dissenno” di prima, avevo firmato un pezzo allarmato che esortava il centrosinistra a essere più incalzante in campagna elettorale. Ora però, per esempio, vedo a Ballarò l’autorevole direttore Calabresi imputare a Bersani una campagna fiacca, fra Silvio che restituiva l’Imu e Grillo che aizzava le folle. Penso che possa aver ragione (ma era così semplice, per la serietà, svettare fra gli opposti illusionismi?). Ma penso pure che La Stampa e altri sobri fogli terzisti, dopo un appoggio indefesso al governo Monti, abbiano alzato il sopracciglio ogni volta che Bersani diceva qualcosa di sinistra con Vendola. Ecco: quel “l’avevo detto!” di oggi viene - anche - da chi gli chiedeva di dire qualcosa di tecnico. Enzo Costa


 l'Unità 04/03/13

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lunedì 18 febbraio 2013

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': AI TROPPI ITALIANI SMEMORATI QUALUNO DICA CIO' CHE HA FATTO DAVVERO SILVIO da l'Unità 18/02/13

Ma ditelo, per favore, che fino al novembre 2011 ha sgovernato Lui. Ditelo che ci aveva lasciato disastri e vergogna. Ditelo che l’Italia stava correndo verso il precipizio, e che Lui, che ora si ripropone come ministro dell’Economia, certificava che la crisi non c’era con la teoria macroeconomica dei ristoranti pieni. Ditelo che grazie a Lui, in Europa, nel mondo e magari nelle altre galassie (tranne la Russia di Putin, la Libia di Gheddafi e qualche remoto pianeta retto da un despota alieno), ci ridevano dietro e davanti al solo sentirne parlare, al solo sentirlo parlare, fra un attacco di panico e l’altro da possibile contagio. Ditelo che quando ha abolito del tutto l’Ici (già tolta ai meno abbienti da Prodi) ha tagliato o costretto a tagliare trasporti, scuola, sanità, cultura. Ditelo che Lui, che ora recita la parte del Nemico della Merkel, da premier, alla Merkel si beava di fare “cucù”. Ditelo che ora schifa Monti ma l’ha sostenuto quando governava e dopo, a governo tecnico caduto, offrendogli di guidare i cosiddetti moderati. Ditelo che si è fatto leggi per sottrarsi alla Legge, che ha fatto deputati i suoi avvocati con cui farsi le leggi, che si è fatto beffe della verità facendo votare al Parlamento che credeva nipote di Mubarak una sua amichetta. E ditelo che la vergogna, prima che politica, è stata ed è morale, civile, culturale, poiché ha sdoganato in un paese già minato i disvalori che Lui incarna: la furbizia invece del merito, l’apparenza invece della sostanza, l’arricchimento facile invece dell’apprendimento faticoso, il consumismo selvaggio di cose e “ideali”, di corpi femminili, di onorevoli più o meno responsabili, da possedere a tutti i costi. Ditele, queste ovvietà, che per molti italiani smemorati ovvietà non sono. Se non ora, quando? Enzo Costa


l'Unità 18/02/13

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lunedì 4 febbraio 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': UN LA RUSSA ALL’ENNESIMA TRACOTANZA: C’È DA PREOCCUPARSI? da l'Unità 04/02/13

Sono tornati, parzialmente alterati. Nel senso che Blob, per questioni di par condicio, ce li propone con la faccia schermata, come si fa nei tiggì per tutelare i minori ripresi, e con la voce modificata, come si fa nelle interviste ai collaboratori di giustizia a rischio di ritorsioni mafiose. Camuffamenti che però sono disvelamenti: il vocione artificialmente abbassato di un’ottava di un figuro dai lineamenti opacizzati che, artigli affondati sui braccioli di un’intuibile poltrona di Porta a Porta, colpisce a morte l’Imu con tonitruante ferocia, non consente dubbi: quello è La Russa. Il molesto, petulante dare sulla voce altrui, rinforzato dal tramutarsi in vocetta innaturale di una probabile vocina d’origine, a fronte di un’immutata cadenza partenopea mai cancellata da immaginabili antichi corsi di dizione, ci regala una certezza: quella è la Carfagna. Alterati anche in senso emotivo-comportamentale: nel loro riappalesarsi finale, (si) sono ulteriormente esagerati, enfatizzati, caricaturizzati. Un La Russa all’ennesima potenza, anzi, tracotanza. Una Carfagna iperrealista. Come tutti gli altri berlusconidi istericamente bercianti nei talkshow elettorali. L’ottimista che è in me mi dice: “Tranquillo, è nervosismo da sconfitta incombente: si aggrappano disperatamente ai propri logori personaggi, ma in quello scomposto riproporli tradiscono l’intima consapevolezza di non essere credibili, nella parte di alieni sterminatori della cattiva politica. Non possono rifarsi una verginità dando tutta la colpa ad un anno di Monti, peraltro da loro sostenuto: gli italiani non hanno dimenticato quello che hanno combinato negli ultimi vent’anni di sgoverno”. Il pessimista che è in me mi chiede: “Ma non è che sei tu ad aver dimenticato come sono fatti gli italiani?”. Enzo Costa


l'Unità 04/02/13

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lunedì 28 gennaio 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': EPPURE SI RICANDIDANO A GOVERNARE: LE BUFALE DEI BERLUSCONIDI da l'Unità 28/01/13

Eppure per un bel po’ Alfano ha propugnato le primarie. Più che propugnarle, le garantiva con perentorietà, pur se fra un passo indietro e uno avanti di Berlusconi. Unica condizione, quest’ultima, per la rinuncia al voto della base: “Niente primarie solo se il Presidente si candida a premier!”, proclamava mite (col Capo) e chiaro (con l’opinione pubblica) Angelino. Sguardo dritto in camera, scansione netta delle parole speziata di musicale sinuosità sicula. E invece, poi, niente primarie, benché Silvio non sia candidato premier, almeno ufficialmente. Perché non rammentarlo agli elettori-teleutenti, storditi dai mantra-bufale (“Sinistra uguale più tasse!”) del segretario rinunciatario? “Ma quale credibilità può avere uno che ha detto all’infinito che si sarebbero rinnovati con le primarie, e poi le primarie non le hanno fatte?”. Eppure Monti lo hanno sostenuto. Non solo nel novembre 2011, con la fiducia al suo governo, non solo per un anno intero, con voti a leggi e decreti: anche dopo le dimissioni del Professore, con l’offerta rivoltagli dal fu premier Papi di guidare i cosiddetti moderati alle elezioni. Perché non rammentarlo agli elettori-teleutenti, rintronati dalla gragnuola di accuse ed epiteti al capo del governo uscente? “Ma se Monti è stato fin dall’inizio incapace di intendere e di governare, se ha solo aggravato i conti e impoverito i cittadini, perché poche settimane fa volevate che guidasse il centrodestra?”. Eppure c’è stata una lunga stagione di Silvio al governo in cui si vantava di cinguettare con la Merkel: perché non rammentarlo agli elettori-teleutenti, bombardati dai jingle antitedeschi dei berlusconidi? “Ma se ora vi ergete ad oppositori unici della feroce Cancelliera, com’è che Silvio, quando sgovernava, le faceva giulivo ’cucù’?”. Enzo Costa 


 l'Unità 28/01/13

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mercoledì 16 gennaio 2013

I LANTERNINI – BINETTI E CASTIGO da Repubblica Genova 16/01/13

“Eroico sacrificio / di due gay benedetti / più duro del cilicio: / adottan la Binetti”. Mi torna in mente una mia poesiola satirica (scritta quando la mia musa ispiratrice fungeva da penitenza vivente del Pd), leggendo della Binetti ascesa a capolista alla Camera per l’Udc in Liguria. Che Casini la giochi in casa di Bagnasco per strappargli l’assoluzione dopo che il suo Monti ha candidato il direttore di Gay.it? In lista dopo di lei c’è Monteleone: una figura non proprio quaresimale. Però si chiama Rosario. Enzo Costa


Repubblica Genova 16/01/13

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lunedì 31 dicembre 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': BREVE ESEGESI INCONCLUDENTE DI MARIO MONTI MUTANTE da l'Unità 31/12/12

Quant’è bella sobrietà, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser premier sia, del doman non v’è certezza. Chiaro che Monti non è più il Monti di una volta: l’antica imperturbabilità tecnica va evaporando, lo sguardo atarassico è un vago ricordo, il loden rivoltato, trasfigurato in un capino più sgargiante. Mutazione genetica in corso, e quindi dall’esito incerto. Quel che solo possiamo dire (montalianamente) è ciò che Monti non è (più), ciò che non vuole: non è (più) un tecnico, non vuole tornare all’Università. Su ciò che è e ciò che vuole, che dire? Non farla facile, dicendo che il Potere gli ha dato alla testa, inducendolo a mettersi alla testa del fantomatico centro. Magari farla complicata, tentando un’esegesi del Monti mutante: ora, si sa, twitta. Il primo cinguettio ha funzionato, per eclettismo espressivo (“salire in politica”, citazione originale di Saviano affidata alla pervasività micidiale del web) e per smascheramento delle miserie altrui (il fu premier Papi che, nella quota di Unomattina della sua occupazione selvaggia della tv, rivendica come un poveraccio il proprio rango superiore). Ma negli orali il Professore zoppica: a Che tempo che fa non aveva capito la domanda di Fazio su una sua candidatura (tipico espediente da scolaro negligente): se l’era fatta ripetere e noi, poi, non avevamo capito la risposta (e forse neanche lui). Nella conferenza stampa di fine anno, e nel successivo annuncio della sua transustanziazione in agenda, cascava l’asino: l’esattezza scientifica da economista bocconiano riconvertita in vaghezza afasica da politico antidiluviano: parole retrattili, fumosità sedative. Un De Mita mal risciacquato in piazza Affari, un Forlani con lievissimo retrogusto di spread. Il Moretti che è in me gridava “Monti, di’ qualcosa di tecnico!”. Enzo Costa


 l'Unità 31/12/12

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martedì 18 dicembre 2012

I LANTERNINI – LA FANTASIA AL SENATORE da Repubblica Genova 18/12/12

Beffardo, il comunicato stampa del senatore Musso sul volubile Berlusconi, pronto a sostenere il già da Lui dimissionato Monti in una (testuale) “fantasiosa coalizione che deve includere la Lega”: lo ha invitato a prendersi un po’ di riposo, come del resto lo stesso Cavaliere diceva di voler fare se Monti si candidasse, aggiungeva pungente Enrico. Che fu candidato per Silvio (da lui forse già definito “una iattura”) in una fantasiosa alleanza con la Lega, poi stracciata. Non ci sono più le incoerenze di una volta. Enzo Costa


Repubblica Genova 18/12/12

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lunedì 17 dicembre 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': E SE DOMANI (E SOTTOLINEO SE): LE PROSSIME MOSSE DI SILVIO da l'Unità 17/12/12

E domani? Rispondendo alla chiamata del mattino di Belpietro, dirà che non scende in campo per il bene dell’Italia? Chiamerà Lui Belpietro intimandogli di scendere in campo per il bene dell’Austria? Dichiarerà guerra all’Europa negli spogliatoi di Milanello? Nel risalire sull’elicottero elogerà la sobrietà, smentirà di aver dichiarato guerra all’Europa e dichiarerà guerriglia all’Asia minore? Indicherà Allegri come candidato premier? Ritornerà alle primarie e le vorrà aperte, oltre che ai titolari, alla panchina lunga del Milan? Interverrà alla riunione del Partito socialista europeo facendo “cucù” a Hollande? Dicendosi moderato, dirà “culona” a Casini? Ribadirà il suo appello a Monti a candidarsi per i moderati, rimarcando come Monti abbia rovinato l’Italia e anche un po’ la Svizzera? Rispondendo alla chiamata del pomeriggio di Belpietro farà il burlone, dicendo “ha sbagliato numero!” con la voce di Apicella? Esprimerà tutta la sua profonda stima per quell’incapace di Alfano? Esprimerà tutta la sua profonda disistima per quel grand’uomo di Monti, esortandolo a candidarsi con il centrodestra, includendo la Lega, Noi Sud, Renzi e Chavez? Annuncerà che scende in campo per il male dell’Italia? Candiderà Maroni al governo e se stesso alla segreteria della Lega? Ripeterà che non può candidare Dell’Utri nominandolo poi senatore a vita? Sbatterà la cornetta in faccia a Belpietro nella chiamata serale, ma gli farà una chiamata notturna raccontandogli una barzelletta sconcia su Dio, Lui e un trans? Costringerà Vespa a scrivere un instant book su quanto da Lui combinato quel giorno, solo per poter fare una presentazione attorniato dalle osannanti Amazzoni Massimo Franco e Marcello Sorgi? No, domani farà molto di più e di peggio. Ma non quanto dopodomani. Enzo Costa


 l'Unità 17/12/12

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venerdì 14 dicembre 2012

I LANTERNINI – ECCO, LORO, PER ESEMPIO da Repubblica Genova 14/12/12

Per esempio, Grillo (non Beppe, quello così democratico che quelli che dicono che non è democratico li manda “fuori dalle palle”: Luigi, quello dedito ai vari virtuali del Terzo Valico). Plinio (non il Vecchio: il Nostalgico). Scajola (quello che sapeva degli scheletri nell’armadio dei suoi sodali, e quello che non sapeva dell’armadio, anzi di tutta la casa in omaggio). Loro, per esempio: per vicinanza a Monti, alle primarie, al Colosseo, fino a ieri non erano distanti da Papi? E ora sono con Lui? Che bell’esempio! Enzo Costa


 Repubblica Genova 14/12/12

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lunedì 8 ottobre 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': MONTEZEMOLO: SCENDERE IN CAMPO RESTANDO IN TRIBUNA da l'Unità 08/10/12

Potrebbero chiamare Clint Eastwood per fargli interpretare il numero della sedia vuota. Solo che, in questo caso, l’assenza del non-interlocutore del regista sarebbe una benemerenza: sì, io me lo immagino, il tripudio (moderato, per carità!) di post futuristi, non più udiccini ed eterni montezemoliani mentre, sul palco, il buon vecchio Clint tesse un laconico elogio dell’uomo non-seduto accanto a lui: il non-candidato Monti. Il primo non-politico al mondo, secondo il programma del fu Terzo Polo con Montezemolo intorno, a scendere in campo restando in tribuna. “Tornerai al Governo per interposto partito!”, bofonchierà in chiusura di mono-dialogo l’afasico oratore yankee sfoderando la sua leggendaria espressione numero due (quella senza cappello): standing ovation della platea centrista e scatto da centometrista di Emma Marcegaglia, che si fionda a stringere la mano con elegante entusiasmo al comiziante sussurrante venuto da Hollywood e ad abbracciare con chicchissimo trasporto il non-candidato non-venuto da Palazzo Chigi ma destinato a tornarci grazie ai voti non-presi. Sia chiaro, però: come ripetono Casini, Fini e affini in Ferrari, non è un espediente per nascondere il flop politico dei loro partiti e movimenti sventolando strumentalmente il nome del Premier. Difatti non intendono presentare una Lista Monti. Chissà come si chiameranno: magari “Lista Rilievi naturali di grandi proporzioni e di origine tettonica che si elevano oltre i 600 metri sul livello del mare”. Nome evocativo, ma un po’ lungo. Rimedieranno con un simbolo efficace: il ritratto stilizzato di un uomo con occhiali in loden sui 70 anni che infilza un animale mitologico: lo Spreadrago. Sotto a quel logo, come motto, una sana espressione interclassista: “(a spizzichi e) Bocconi”. Enzo Costa 


martedì 25 settembre 2012

I LANTERNINI - EIA EIA UÉ UÉ! Repubblica Genova 25/09/12

Plinio il sempregiovane ha rivelato a Primocanale che – immagino per le (h)ardite imprese di Papi, l’appoggio degli azzurri a Monti e il polverone fiorito su Polverini e Fiorito – potrebbe uscire dal Pdl per fondare un partito di destra. Scommetto che non sarà un’operazione nostalgia: Plinio il sempregiovane fonderà una forza politica nuova, fresca, sbarazzina, che guarda al futuro: An (Avvenire neonatale). Oppure, più probabile, il Msi (Mocciosi svezzabili invincibili). Motto: “Credere, obbedire e fare il ruttino”. Enzo Costa


Repubblica Genova 25/09/12

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sabato 8 settembre 2012

I LANTERNINI – CHI DI COGNOME FERISCE… da Repubblica Genova 07/09/12

In gran spolvero, il fu ministro Maroni mostrato giorni fa dal Tgr in una località della Padania marittima (Chiavari). Sollevato da un onere troppo gravoso (governare l’Italia), esibiva uno sguardo divertito sotto gli occhialini yeyé da ritrovato tastierista-secessionista: il ritorno alla band e nel Carroccio di Varese lo rendeva così ilare da fargli pronunciare la battuta su “falliMonti”. Non ce lo vedo Monti, tornato alla Bocconi, sparare facili doppi sensi sul cognome “Maroni”. Eppure anche lui è di Varese. Enzo Costa


 Repubblica Genova 07/09/12

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