Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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lunedì 7 aprile 2014

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': IO E LA (PERDUTA?) MISURA D’ALTURA DI GUSTAVO ZAGREBELSKY da l'Unità 07/04/14

E pensare che io Gustavo Zagrebelsky lo stimavo fin da quando, ci scommetto, Grillo ne ignorava l’esistenza. Lo seguivo già, anche fisicamente: in un agosto di diversi anni fa, me lo vidi passare davanti in un borgo montano dove andavo (e vado) in vacanza. Lo chiamai col trasporto del fan, e lui prima si mostrò misuratamente stupito del mio riconoscerlo (a differenza degli altri villeggianti) e, poi, cortesemente misurato. Si chiacchierò di varia attualità, consuetudine rinnovatasi ogni estate, sempre all’insegna dell’eccessiva esuberanza mia e della cordiale misura sua. Adesso ho scorto la sua firma in un accorato appello di costituzionalisti, intellettuali e Landini contro le riforme istituzionali prospettate da Renzi. Appello grondante accuse perentorie al Pd e vibrante di allarme democratico per una “svolta autoritaria” e “padronale”. Ora, per carità, le riforme annunciate non mi paiono perfette, ma neppure sciagurate; le trovo (come Grasso, De Siervo, Manzella) migliorabili, ma non esecrabili; apprezzabili per l’intento (tante volte auspicato) di rinnovare un sistema bloccato, pur se emendabili. Ma “autoritaria” e “padronale”, come definizioni, mi suonano poco misurate (a prescindere dalla firma di Rodotà che, certo, nell’85 voleva abolire il bicameralismo in ben altro contesto proporzionale, ma che poi aveva gradito la sua sillabata invocazione pentastellata per il Quirinale, invocazione di piazza contrapposta alle “trame” parlamentari dei Grandi Elettori): difatti, ecco unirsi all’appello Grillo & Casaleggio, noti alfieri del dibattito non-padronale nel MoVimento, oltreché della continenza espressiva a suon di “Vaffa Day”. Ora loro sono in sintonia col misurato Zagrebelsky: se il prossimo agosto lo vedo passare, mi impegno a salutarlo in modo non autoritario. Enzo Costa


l'Unità 07/04/14

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venerdì 6 dicembre 2013

I LANTERNINI – OLTRE LA CULTURA da Repubblica Genova 06/12/13

“Cinque Stelle prima di essere un movimento politico vorrebbe essere un movimento culturale”: l’impiego al condizionale di un verbo desiderativo non attenua il concetto espresso dal non-ideologo Becchi: M5S trasuda cultura per interposto non-Leader sovraesposto, sopraelevato sul palco. Guardatelo: sono anni che espettora “vaffa!” filosofici, l’aria congestionata di chi, posseduto dalla Verità, smaltisce dai pori scorie trogloditiche quali il dubbio, l’argomentazione, talvolta la sintassi. Ce la dà lui, la cultura! Enzo Costa


Repubblica Genova 06/12/13

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martedì 3 dicembre 2013

I LANTERNINI – IL NECROLOGO A CAPOCCHIA da Repubblica Genova 03/12/13

“Pertini sarebbe qui con noi!” proclama da piazza della Vittoria il furbo Necrologo a capocchia (chiama “cadaveri putrefatti” i vivi e si appropria di chi, non essendoci più, non può contraddirlo). Ce lo vedete, il partigiano Sandro, a braccetto con chi cinguetta a CasaPound? Io me lo vedo, ci fosse stato il M5S quand’era Presidente, sottoposto al grillesco “metodo Napolitano”: “Ha dato l’incarico a quel criminale di Craxi! Ha firmato il decreto per le tv di Berlusconi! È complice dello psiconano!”. L’ha scampata bella. Enzo Costa


Repubblica Genova 03/12/13

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giovedì 24 ottobre 2013

I LANTERNINI – DAY E POI DAY da Repubblica Genova 24/10/13

Un “Abbracci day” in piazza De Ferrari; un “Carezze day” in piazza Matteotti; un “Bacini day” in piazza Fontane (A)Morose; un “Come sta? day” in via Venti; un “A casa tutti bene? day” in via Garibaldi; un “Argomentazione day” in via Pré”; un “Le ragioni degli altri day” in via Fieschi; un “Silenzio day” in via eccezionale. Proposte, destinate a restare inascoltate perché provenienti da un pennivendolo di Sori e non da un Guru di Sant’Ilario, alternative al “Vaffa day” del 1 dicembre in piazza della Vittoria. Enzo Costa


Repubblica Genova 24/10/13

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lunedì 19 agosto 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': NEO-MODERATI E MODERATI PENTITI: COME (NON) SI CAMBIA, PER NON MORIRE da l'Unità 19/08/13

Ci sono quelli che ogni tanto provano a fare i moderati, ma poi gli scappa. Tipo Brunetta, che in vista della sentenza della Cassazione, fra un’occhiataccia alla Boldrini e un ringhio a Saccomanni, si appalesava nei tiggì in un format pettinato: voce flautata, sguardo soffuso, garantiva che un esito negativo per Silvio non avrebbe prodotto conseguenze sul governo. Un agnellino. Bonomia da Nunzio Filogamo di “Miei cari amici vicini e lontani”, che però foderava un ribellismo post-punk: le conseguenze, aggiungeva l’inedito, soffice Renato, sarebbero state per la democrazia. A seguire, nei vari notiziari, dettagli più o meno espliciti, pur se teneramente espressi, sull’apocalisse in arrivo: chiamata al voto plebiscitario per l’Unto del Signore venerato dalla brava gente e vessato dalle toghe rosse, il Giudizio Finale del Popolo Sovrano contro il pregiudizio immorale dei giudici sovversivi. Contava la democrazia, altro che quisquilie come Iva e Imu: rieccolo, forma(t) a parte, il buon vecchio Sfrenato Brunetta! Di nuovo sedato, è vero, smaltita la sentenza: ha ripreso a sussurrare leggiadro che il governo non rischia, che contano Iva e Imu. Ma si trattiene a fatica: riverserà su Civati ciò che vorrebbe dire a Napolitano sulla sua nota? Poi ci sono quelli che sono moderati dall’infanzia, ma non ne possono più. Tipo Casini, che cova furori incendiari sotto la cenere: il flop elettorale, incenerendogli il partito, gli ha mandato di traverso l’umore, il feeling con Monti e la moderazione di una vita. Non che ora faccia l’estremista di centro. Più che altro, somatizza: occhio malinconico da basset-hound, viso accartocciato che ricorda il crollo di una diga. Ogni nuova ruga è una tentazione di organizzare un “Vaffa Day”. Per ora resiste, ma fino a quando? Enzo Costa


l'Unità 19/08/13

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