Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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domenica 27 luglio 2014

I LANTERNINI - GRAPZIA! da Repubblica Genova 27/07/14

Nel video girato nel 2011 nello spezzino Fabri Fibra, noto per la lingua glabra con cui rappa, invita un suo gorilla di fiducia a prendersi cura di uno spettatore che, denuncia accorato il rapper sboccato, lo sta insultando a parole e gestacci. Poi Fibra in persona scende dal palco per addivenire, non inquadrato, ad un chiarimento fisico col già dileggiato contestatore. Chiarimento ora sanzionato da un giudice. Nel video si sente che la folla sta col rapper. Qualche fan ora esigerà che Napolitano gli dia la Grazia. Enzo Costa


Repubblica Genova 27/07/14

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lunedì 5 maggio 2014

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': QUELLE PAROLE STRUMENTALI E SINCERE DEL FU CAVALIERE da l'Unità 05/05/14

Davanti al fu Cavaliere, versione malinconica e malincomica del Cavaliere, tutti noi che lo abbiamo avversato fin dall’inizio, tutti noi che abbiamo dato l’allarme ai tempi in cui Grillo – di cose a cinque stelle - frequentava solo gli alberghi, siamo spiazzati. Nel senso che vederlo blaterare stancamente le sue noiose e vanagloriose litanie a Piazza Pulita, e - prima e dopo - in qualsivoglia megastudio o studiolo Mediaset con o senza l’amorevole assistenza di Barbara D’Urso, e - prima ancora - nell’anteprima ammuffita di Porta a Porta, porta noi antichi oppositori del fu premier Papi a brancolare nelle brume del dubbio: al netto dei canonici scongiuri per una sua paventata rimonta (anche essi, forse, avvilenti parodie di ben più fondate passate scaramanzie), quel triste spettacolo umano, prima ancora che politico, ci interpella. Davvero, viene da chiedersi, i suoi mantra sfibrati su golpe giudiziari e non, traditori di ogni risma e legislatura, Napolitano venuto meno al dovere morale di graziarlo e via delirando serialmente, sono solo, come ci sembra, un tentativo cinico e disperato (oltre che vittimistico) di risalire nei sondaggi? E se invece questo misero bignami di Berlusconi, un Berlusconi sgravato dell’esuberanza vitalistica di un tempo, ne rivelasse l’essenza? Guardiamolo bene, quando si produce nell’oscena sparata sui tedeschi che negherebbero i campi di sterminio: certo, il calcolo ripugnante di strumentalizzare un tema tragico per cavalcare il sentimento antitedesco, è evidente. Ma quel compiacimento garrulo per la sua lezioncina storico-politica rivela e svela anche, senza più il filtro-trucco-alibi di un’astuta disinvoltura di “gioventù”, un sincero abisso di ignoranza. E se il Cavaliere, da sempre, avesse incarnato anche questo? Enzo Costa



 l'Unità 05/05/14

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lunedì 24 marzo 2014

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': NOTIZIA DA NON ARCHIVIARE: L’AUGUSTO “IMPEACHMENT” DI NAPOLITANO da l'Unità 24/03/14

E l’ “impeachment”? Va bene che il non-Leader dei 5 Stelle secerne post esplosivi a ciclo continuo. Va bene che, prima di smascherare il complotto ordito da Letta con la perfida Albione, emette la fatwa contro l’infedele di turno, duetta filosoficamente con Giletti e caldeggia un gaio ritorno al futuro con la Repubblica di Venezia e la rentrée dei Borboni. Va benissimo che la richiesta della messa in stato d’accusa (scusate, impiego le parole della Costituzione) di Napolitano è stata rispedita al mittente sbraitante, ma quella sortita pentastellata, ancorché cotta e cestinata, non va archiviata così. Prescindendo dalla logica ficcante del non-Leader, che nel 2011 intimava al Presidente di cacciare Berlusconi sostituendolo con un tecnico, e nel 2014 gli dà del Despota congiurante contro Berlusconi, presidente del Consiglio “regolarmente eletto” (sana rusticità lessicale del non- Leader), merita una riflessione l’aspetto più significativo di questo breve ma epocale passaggio politico: il feeling ideologico fra M5S e Minzolini. Va notato che il fu direttorissimo, saputo del “golpe Monti-Napolitano”, aveva manifestato interesse per il cosiddetto impeachment. Mosso, forse, dal suo fiuto di cronista per le notizie frou-frou: ricordate, mentre iniziava a infuriare la crisi economica, il repertorio di news futili e dilettevoli offerto dal Tg1 da lui diretto? Ecco, magari l’Augusto aveva visto nel cosiddetto impeachment una continuità con leggendari pezzi del suo tg quali “Flipper, che passione!”, i gusti di gelato preferiti dagli italiani e via teledistraendo l’opinione pubblica. Notizie non così culturalmente distanti dai mitici scoop a 5 Stelle, tipo i microchip inseriti sottopelle o il regime di tale Pino Chet. Chiamiamole, se volete, affinità elettive. Se non elettorali. Enzo Costa


l'Unità 24/03/14

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lunedì 10 febbraio 2014

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': ACCIPICCHIA! IL GRANDE STRATEGA BERLUSCONI HA GIà VINTO da l'Unità 10/02/14

Dunque, ora si tratta di dire che, con il ritorno di Casini alla base, Berlusconi è in testa nei sondaggi. Si tratta di dirlo e ribadirlo. Si tratta di ripeterlo dando per assodato il fatto, per scientifiche e definitive le rilevazioni della sondaggista di fiducia del (fu?) Cavaliere, per svanita ogni ipotesi di ballottaggio. Si tratta di celebrare le virtù tattico-strategiche del fu premier Papi, di rievocarne le campagne elettorali vincenti, al più riservando un po’ di ammiccante ironia al trasformismo di centro del leader Udc, reduce da solenni propositi terzopolisti con tale Mario Monti. Si tratta di sbeffeggiare comodamente il pesce piccolo per adulare servilmente il Caimano. Si tratta, quindi, di sorvolare su come, in passato, questa capacità aggregativa di Berlusconi avesse poi generato maggioranze Brancaleone, governi inermi e rissosi (leggi ad berluscam a parte), “che fai, mi cacci?” e via scannandosi fra “traditori”, futuristi liberi e follini, e al netto delle campagne acquisti modello De Gregorio. Si tratta, perciò, di deplorare, certo, più o meno fermamente, le pagliacciate anti- euro della Lega contro Napolitano a Strasburgo, ma badando bene a non annotare “e questi sarebbero quelli che, sommati a Casini, garantirebbero il trionfo elettorale di Berlusconi”, giacché tale annotazione, con la prospettiva di Borghezio agli Esteri o di Buonanno alla Giustizia, attenuerebbe la Luce abbagliante dell’attuale vittoria sondaggistica a reti unificate. Si tratta, pertanto, di non soffermarsi sul dettaglio che all’odierno trionfo virtuale al primo turno concorre la Destra di Storace, così da preparare il palato del teleutente distratto a future, decisive ma occultate intese elettorali con, chissà, Forza Nuova, Nazisti Padani e Neo-Borbonici delle Due Sicilie. Enzo Costa


da l'Unità 10/02/14

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lunedì 3 febbraio 2014

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': IPOTESI SUGGESTIVA: E SE FOSSE VILIPENDIO DELLA LINGUA ITALIANA? da l'Unità 03/02/14

Prima di “boia” ha detto “stanno paventando”. Lo ha detto due volte, con ferma indignazione e composto allarme: toni propri di chi, accingendosi a formulare l’accusa più drammatica, “boia”, informa l’uditorio dell’orrore che si profila. Dunque, il cittadino pentastellato Giorgio Sorial ha detto così: “Questi grandi partiti della maggioranza stanno paventando la tagliola, stanno paventando il fatto di cucire le bocche, praticamente, ai deputati dell’opposizione”. Il suo sguardo tradiva la consapevolezza della drammaticità di quella denuncia. Un po’ meno la consapevolezza del significato del verbo paventare, che non indica, come pareva credere il cittadino Sorial, un’intenzione compiaciuta del soggetto, in questo caso i grandi partiti della maggioranza, bensì, al contrario, una prefigurazione preoccupata di un fatto non gradito dal soggetto medesimo. Insomma, l’allarmato e indignato cittadino Sorial, poco prima di dire “boia” a Napolitano, affermava a sua insaputa che i partiti della maggioranza temevano che, a breve, l’opposizione sarebbe stata zittita. Esempio illuminante, quanto l’eclatante “boia”, del grado di confidenza con le parole, col loro peso, col loro senso, di quel cittadino. E, a prescindere dal “Boia chi molla!” di missina memoria scandito alla Camera dal cittadino Angelo Tofalo, che però, previa ricerca su Wikipedia, si affrettava a chiarire le più antiche origini dell’espressione, risalente alla Repubblica Partenopea del 1799, viene in mente che, giorni fa, Grillo aveva detto per errore, con aria schifata, “extracomunitari” invece di “extraparlamentari”: lapsus freudiano? Ma, si sa, attaccarsi alle parole è un mezzuccio con cui la sterminata Casta criminalizza il MoVimento. Che potrà sempre replicare “Molti nemici, molto onore”. Enzo Costa


l'Unità 03/02/14

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lunedì 2 dicembre 2013

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': LE LARGHE INTESE PASSANO, I DIETROLOGI ANTI PD SONO PER SEMPRE da l'Unità 02/12/13

Dietro alle larghe intese c’è un inciucio. Dietro alle larghe intese c’è un patto losco. Dietro alle larghe intese c’è un accordo osceno. Dietro alle larghe intese c’è il salvacondotto per Silvio garantito dal Pd. Dietro alle larghe intese c’è l’impunità per Silvio offerta da Napolitano, non a caso rieletto da Pd e Pdl. Dietro alle larghe intese c’è la normalizzazione della magistratura, assicurata da Napolitano e Pd in favore di Silvio, e questo è un Fatto (Quotidiano). Dietro alle larghe intese c’è la salvezza di Silvio assicurata a Gianni da suo nipote Enrico, come è vero che mi chiamo Beppe, facevo il comico e valgo come uno (quest’ultima è una battuta dovuta al mio vecchio mestiere). Dietro alle larghe intese c’è, vedrete, qualcosa di peggio di quanto già dico, ribadisco e rimarco (ritravaglio). Dietro alle larghe intese c’è, vedrete, un modo per neutralizzare la sentenza della Cassazione, e se non lo credete siete ingenui o, peggio, la Casta, o, peggio ancora, cadaveri putrefatti, e prossimamente il nuovo insulto 2.0 che mi verrà in mente. Dietro alle larghe intese c’è, vedrete, l’azione pro-Silvio del Pd nella giunta delle elezioni, e se non lo credete vi hanno messo sottopelle un microchip. Dietro alle larghe intese c’è, vedrete, il voltafaccia finale pro- Silvio del Pd al Senato, e se non lo credete non credete neppure alle sirene. Dietro alle larghe intese c’è, vedrete, il mantenimento del voto segreto al Senato da parte del Pd, e se non lo credete non credete neppure alle scie chimiche. Dietro alle larghe intese, ora che Silvio è decaduto (e che le intese sono meno larghe), non so più bene cosa ci fosse, ma davanti ai fans, a sparare bufale strumentali sul Pd e su Napolitano senza poi mai dire “ci eravamo sbagliati”, ci saremo sempre noi. Enzo Costa


l'Unità 02/12/13

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lunedì 25 novembre 2013

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': FRA OFFERTE E RETTIFICHE PAPI TI TENTA DUE VOLTE TANTO da l'Unità 25/11/13

L’avrete letta anche voi quella che Silvio, diversificando l’offerta fra Forza Italia e Nuovo Centrodestra, ha fatto un colpo da maestro: ritoccando uno slogan tipico della sua (de)formazione politica, Papi ti tenta due volte tanto. Secondo notisti “terzisti” e sondaggi freschi, per Lui la scissione si è rivelata un affarone, producendo intenzioni di voto per i due partiti neonati superiori a quelle prima accreditate al partito madre. Può darsi sia vero (a prescindere dal fatto che una divisione, per quanto tattica e momentanea, è un annuncio di alleanza futura travagliata), può darsi non sia vero: altri sondaggi, e qualche raro notista meno “terzista”, dicono il contrario. Ma non è questo il punto. Il punto è che per Lui c’è sempre un secondo punto, un’altra versione, una ribattuta più efficace che (Napolitano impari) lo rende meritevole di Grazia automatica. Per ogni sondaggio negativo ce n’è uno entusiasmante, magari fornito dalla sondaggista di fiducia. Per ogni battuta d’arresto c’è una battuta ammiccante, magari offerta dal conduttore a libro paga. Per ogni frase sconveniente c’è una smentita impudente o, da ultimo, una seconda edizione riparante: nella prima, spacciata da Vespa con dosi potenti di anticipazioni, dice che i suoi figli si sentono perseguitati come gli ebrei sotto Hitler? Nella seconda, annuncia compiaciuto (immagino dopo aver liberalmente fornito il bianchetto all’autore del tomo), non lo dirà più. Chissà cosa dirà, in sostituzione: che i suoi figli si sentono perseguitati come Calimero sotto Carosello, e ripetono disperati “È un’ingiustizia, però!”? Magari non dirà così. Dirà qualcosa di peggio. E, peggio ancora, lo prenderanno sul serio o fingeranno di farlo: a Lui, da vent’anni, danno sempre una seconda occasione (di sparare bufale). Enzo Costa



 l'Unità 25/11/13

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lunedì 4 novembre 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': QUESTO GRILLO NON MI È NUOVO: TUTTI I VOLTI DEL NON-LEADER da l'Unità 28/10/13

Come ho già scritto, il Grillo sparlante che, nei suoi trionfali non-comizi trentini forieri della batosta elettorale a cinque stelle, annunciava al popolo la decisione irrevocabile e senza consultazione del popolo della rete di proporre il cosiddetto impeachment per Napolitano, mi ricordava qualcuno. Meglio: mi ricordava qualcuno il suo fermo avvisare “Ho già parlato con gli avvocati!”. Una scelta grave ed altamente politica quale la messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica (così, in barba agli americanismi del barbuto ideologo di “Te la do io l’America!”, la chiama la Costituzione), una scelta di tale portata ridotta ad un format bassamente forense: ecco chi mi ricordava, mi sono poi detto: quel buffo inquilino pignolo del terzo piano, che ognuno di noi possiede in dotazione condominiale, propenso ad esagitarsi, in ogni assemblea, contro i delitti dell’amministratore a suon di roboanti “Lo denuncio, me l’ha consigliato l’avvocato!”. E pareva di vedere il capo dello Stato accusato dal pool di legali di Grillo di serie inadempienze nel computo delle spese per il riscaldamento centralizzato. Invece il Grillo che, dopo averci intrattenuto per anni sui totali misfatti compiuti da sempre da “Pdmenoelle” e antenati Pci-Pds-Ds, ora ci spiega che il suo proposito di “impeachment” è supportato dal precedente dei democratici di sinistra contro Cossiga, ecco, questo Grillo storico, a parte l’ardito accostamento Napolitano-Cossiga, mi ricorda l’infantile volubilità delle star. Infine, il Grillo che dice all’inviata di Agorà che non intende farsi intervistare dal conduttore del programma ma da un capostruttura della rete perché lui non parla con (testuale) “un inserviente”, mi ricorda il classico, eterno, italianissimo “Lei non sa chi sono io”. Enzo Costa


l'Unità 04/11/13

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martedì 29 ottobre 2013

I LANTERNINI – IL PIANO TERRA TERRA da Repubblica Genova 29/10/13

Ha qualcosa di familiare, il Grillo sparlante annunciante che, per chiedere l’impeachment di Napolitano, ha già parlato con gli avvocati: una decisione politica (irrevocabile?) di estrema gravità presentata come una bega di condominio: ma certo, ricorda il ragionier Pittaluga, quello che nelle assemblee diceva che per il suo legale Capurro si doveva denunciare l’amministratore Olcese perché non rendicontava le spese comuni! Se il capo dello Stato non si occupa della manutenzione dell’ascensore, sta fresco. Enzo Costa


Repubblica Genova 29/10/13

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lunedì 28 ottobre 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': PERCHÉ, SOLITAMENTE, NON POSSIAMO DIRCI SANTANCHIANI da l'Unità 28/10/13

Non scrivendo sul Fatto Quotidiano e non avendo mai ordinato o partecipato ad un V-day, non sono propenso a credere a Daniela Santanché, per esempio al suo blaterare lievemente nervoso di una garanzia poi rimangiata da Napolitano di un salvacondotto per Berlusconi, all’origine del governo delle larghe intese. Non sono un cultore della politica splatter, col suo indotto di dietrologie fanatiche tanto più rilanciate quanto più smentite dalla realtà, buone per venire spacciate come oppio del popolo della rete. Certo, un volta mi capitò di cogliere tracce di verità nel Verbo della Nostra: fu quando affermò che Silvio le donne le concepiva solo in orizzontale: chissà perché, mi sembrò sincera. Ma erano altri tempi, tempi di larghe offese a destra, e quel mio dar credito a Daniela un’eccezione alla regola. Eccezione rinnovatasi più di recente, quando, subito dopo la sentenza della Cassazione sui diritti tv, aveva svelato un proposito del Cavaliere: “Non andrà agli arresti domiciliari, non chiederà l’affidamento ai servizi sociali” ringhiò perentoria alle telecamere la pitonessa, esibendo un raro poliglottismo faunistico “andrà in galera!”, soggiunse con un sorriso mordace. Il mio ricordo può essere impreciso: ma nelle parole, non nella sostanza. Mi pare pure che per “galera!” avesse adottato una scansione sillabica, “ga-le-ra!”, conferente all’intendimento del Capo un piglio littorio: la “bella galera” come versione fardata della “bella morte” della fine di un altro Ventennio. Lì per lì ci credetti, allarmandomi: anche per i miei limiti professional-culturali esposti all’inizio, non mi entusiasma immaginare qualcuno, chiunque sia, in carcere. Ma ora appare evidente che il mio era un allarme immotivato: vedete che non è il caso di credere a Daniela Santanché? Enzo Costa


l'Unità 28/10/13

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lunedì 21 ottobre 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': QUELLO SGOMENTO METAFISICO FORMATO COMUNICATO DI BONDI da l'Unità 21/10/13

Ciò che più colpisce dell’ultimo Bondi è il dolore. Un grumo di sgomento metafisico, una ferita sanguinante dell’anima che si coglie in ogni sua parola, in ogni suo comunicato. Come quello che ha distillato martedì, grondante lacerante disincanto per il Presidente della Repubblica: “Francamente comincio ad avere seri dubbi sull’utilità di questo ruolo esercitato da Napolitano nella convinzione di guidare dall’alto l’Italia verso l’uscita dalla crisi. Le conseguenze di questo metodo non sono affatto incoraggianti”. Dove l’avverbio iniziale, “francamente”, evocante noncuranze cinematografiche (“francamente me ne infischio”, da “Via col vento”), disvela al contrario una partecipe, attonita sofferenza da confessione a cuore aperto: in tutta sincerità, e quanto gli costa nell’intimo dettarlo all’Ansa, Napolitano lo ha deluso. E pare di udire i singhiozzi trattenuti fino al pianto a dirotto del povero Sandro, afflitto più dal proprio errore che dall’altrui orrore, dall’essersi sbagliato più che dall’aver appurato l’incapacità o, peggio, la malvagità fatta e rifatta (con l’improvvida rielezione) capo dello Stato: i dubbi che egli comincia ad avere sono, si badi bene, “seri”; le conseguenze del metodo presidenziale da lui tardivamente scoperto “non sono affatto incoraggianti”. Pietoso, doloroso eufemismo che malcela un doppio, angoscioso interrogativo di crescente drammaticità: ma come ha potuto lui, Napolitano, deviare dalla retta via di Arcore, e soprattutto come ha potuto lui, Bondi, non intuirne da subito il nefasto fanatismo elitario di stampo economico (la “convinzione di guidare dall’alto l’Italia verso l’uscita dalla crisi”)? Il suo struggersi via Ansa ci sprofonda per contagio in un’affranta ansia: piangiamo con lui e poi, magari, mandiamo un comunicato. Enzo Costa


l'Unità 21/10/13

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martedì 15 ottobre 2013

I LANTERNINI – FRANCESCO A CASA! da Repubblica Genova 15/10/13

La mia malcelata invidia da corregionale di insuccesso si rinnova ogni volta che Grillo e adepti autoctoni esibiscono i loro talenti. L’altro giorno, per esempio, mentre infuriava la bufera sui 5 Stelle per l’anatema del Guru di Sant’Ilario sui contrari non autorizzati al reato di clandestinità, il non-costituzionalista Becchi postava la richiesta di impeachment per Napolitano: un diversivo fantastico. Un depistaggio geniale. Sono inarrivabili: se Casaleggio dovesse accapigliarsi con Orellana, chiederanno le dimissioni del Papa? Enzo Costa


Repubblica Genova 15/10/13

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lunedì 15 luglio 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': PICCOLI SEGNALI DI PROGRESSO: GLI ARMATI NON SONO PIÙ BERGAMASCHI da l'Unità 15/07/13

Non è vero che si va politicamente di male in peggio, che siamo alla replica farsesca di più o meno recenti tragedie: malgrado tutto (berlusconidi che ricattano, democratici che si spaccano), qualche indizio di progresso si coglie. Prendiamo Grillo: uscendo dall’incontro con Napolitano, ha detto che lui funge da argine rispetto a gente pronta a prendere bastoni e fucili. Sono, più o meno, le stesse parole, la stessa evocazione “preoccupata” di rivolte manesche e armate alle porte, del tipico repertorio del miglior Bossi. Parole, però, prive di qualsivoglia connotato etnico: non c’è traccia dei 300.000 bergamaschi istigati e sedati dal Senatur. I violenti latenti di Grillo non danno del terrone a nessuno: volete mettere il progresso? Ribadito da un altro elemento: il non-Leader a 5 Stelle, prima della diligente lettura del comunicato sull’incontro col Presidente, ha improvvisato un rammarico politico: era stato ricevuto, ahilui, in una sala sprovvista di wi-fi. Amara denuncia, certo, ma denotante la scintillante postmodernità del denunciante, che risalta provando a immaginare, retrospettivamente, improbabili scenari simili: ce lo vedete De Gasperi che esce da un colloquio al Quirinale lagnandosi del fatto che si fosse tenuto in una saletta priva di telegrafo? O Berlinguer che si strugge perché Pertini l’aveva ricevuto in una stanza senza cabina con telefono a gettone? E ancora: Grillo ha additato schifato l’oscenità del Porcellum, invocando, in vista del voto da lui caldeggiato, una nuova legge elettorale. Prima delle ultime elezioni, avvisava ringhiante che cambiare il Porcellum a ridosso del voto sarebbe stato un gravissimo vulnus alle regole. Però adesso non ha detto che il se stesso pro-Porcellum di pochi mesi fa era un cadavere putrefatto: è o non è un progresso? Enzo Costa


lunedì 8 luglio 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': IL NUOVO, FANTASMAGORICO NON-POST DEL NON-LEADER DEI CINQUE STELLE da l'Unità 08/07/13

Ne parlano tutti i tiggì. Mi riferisco all’ultimo post di Beppe Grillo, intitolato “Credere, obbedire e decomporsi”, in cui il non-Leader – annunciando la dipartita del Parlamento (“aula sordida e rigida come una salma”) ridotto a bivacco di manipoli a 5 Stelle che devono tacere poiché li ascoltano i manipolatori dell’informazione morta e asservita – si appella nuovamente al pur “defunto” Capo dello Stato intimandogli, causa il protrarsi dei propri impegni in Sardegna, di seguire lui e Casaleggio in streaming. Intanto, gli ordina di indire le elezioni, dato che la fiducia parlamentare di cui gode il governo “putrefatto” è un dettaglio irrilevante (“me ne frego!”), come ha dimostrato il costituzionalista Becchi. Il post - illustrato da uno spiritoso fotomontaggio raffigurante Napolitano come una mummia al soldo di un complotto demo-pluto-giudaico dei poteri forti, mummia incorniciata in una prima pagina del Popolo d’Italia dal titolo “L’ora delle decisioni irrevocabili” – il post, dicevo, prosegue con un mare di metafore: l’Italia è “in agonia”, l’economia “in coma irreversibile”, la cultura “cadaverica”, il giornalismo “obitoriale”, e ancora: “il funerale della democrazia”, “le esequie della giustizia”, “i becchini dell’ambiente”, “il requiem per l’università”, “la marcia funebre per il turismo”, “il necrologio dell’agricoltura”, eccetera. In calce al post, un elenco: “Birelli Gino, Del Gaudio Anna, Losi Attilio, Parisi Marco, Todarello Giulia, Zuccu Gavino”: sono, in ordine alfabetico, gli ultimi parlamentari espulsi dal MoVimento. P.S. Questo post di Grillo non esiste, l’ho inventato io, compresi i nomi dei 5 Stelle cacciati. Ma non vi pare verosimile? Fortunato il paese che non ha bisogno di un Guru prevedibile e del suo misero, ordinario immaginario mortuario. Enzo Costa


l'Unità 08/07/13

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