Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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mercoledì 9 aprile 2014

I SEMIFRESCHI - I sospetti di Grillo: ecco a voi la dietrologia da ambasciata - da l'Unità 09/04/14

«Mi chiedo chi o che cosa c’è dietro a tutta questa dietrologia»: è un aforisma che scrissi parecchi anni fa, quando collaboravo con Cuore (secondo qualche dietrologo, per via di un complotto demo-pluto-giornalistico ai danni della satira). Erano tempi ingenui, in cui la naturale tendenza italica all’individuazione creativa di trame occulte e piani nascosti persino per la compilazione del calendario del campionato di calcio, conosceva, ancora, un qualche senso del limite. Anche perché, a quell’epoca, l’alacre attività telefonica di Luciano Moggi era inconcepibile pure per la più fantasiosa mente dietrologica. Un’epoca naif, insomma, di dilettanti della congiura fantascientifica, di dietrologi analogici. Bei tempi: oggi siamo in balia di dietrologi digitali che, nel loro delirio da bar-web, ignorano freni e inibizioni. Penserete che io mi stia riferendo a certe terrificanti dietrologie 2.0, spesso e volentieri a 5 stelle, tipo quelle sui microchip inseriti sottopelle o sulle scie chimiche serpeggianti sotto le nuvole. Pensate bene, ma solo parzialmente: sì, perché il vostro ragionare si ferma al penultimo stadio della materia.
L’ultimo si è appalesato pochi giorni fa, e può essere sintetizzato nella formula «Dietrologia da ambasciata». Esercizio filosofico praticato da Beppe Grillo poco dopo l’ennesima sua fatwa agli adepti infedeli e poco prima della sua adesione all’appello dei costituzionalisti contro la deriva autoritaria. Più precisamente, in occasione di un suo dialogo monologante con Enrico Mentana, durante il quale il non-Leader del MoVimento ha rivelato a intervistatore e teleutenti uno scenario, a suo concionare, oltremodo inquietante: qualche mese prima, mentre l’allora segretario del Pd Bersani era alle prese con il tentativo di trovare una maggioranza per un governo, lui, il non-Leader, ospite dell’ambasciatore inglese, scoprì che al piano di sopra c’era niente di meno che Enrico Letta. Scoperta dalla quale, lo avrete letto, il non-Leader ha ricavato una mirabile sceneggiatura dietrologica: Bersani era stato mandato allo sbaraglio col subdolo proposito di preparare ben altra soluzione: un governo dei poteri forti guidato da Letta che, proprio a tale scopo complottistico, era lì, al piano di sopra, a tramare con l’ambasciatore inglese, segretamente riuniti nel palazzo dell’ambasciata, location perfetta per una congiura di Palazzo.
Ora, vi aspetterete che io rimarchi come quest’avvincente sceneggiatura grillesca sia stata immediatamente smentita dalle parole dei diretti interessati e dall’oggettività dei fatti poi acclarati: ossia che si è appurato come, in realtà, Letta fosse presente in ambasciata per preparare un tradizionale, annuale convegno di studi italo-inglese. Ebbene, la vostra aspettativa andrà parzialmente delusa: considero secondaria la sottolineatura della realtà degli eventi, al cospetto di un elemento dai più non considerato. Questo: l’allarme democratico lanciato dall’indignato dietrologo Grillo era basato, oltre che su una dietrologia spinta, su un ardito assunto concettuale: se Enrico Letta è nell’ambasciata inglese, sta facendo una cosa losca e ignobile; se Beppe Grillo è, nello stesso momento, al piano di sotto della medesima ambasciata, sta facendo una cosa buona e giusta, per di più vigilando sulle cose losche e ignobili che si compiono al piano di sopra. Signori, la «Dietrologia da ambasciata» disegna la nuova frontiera della dietrologia nazionale (con annesse delocalizzazioni d’Oltremanica): quella in cui il dietrologo partecipa attivamente alle situazioni che determinano le indicibili, torbide oscure manovre, ma lo fa senza macchia e senza colpe, anzi già che c’è lo fa a fini virtuosi. Per smascherare tali manovre. Per denunciarle. Lo ripeto: egli, il dietrologo partecipante, ci dice cosa è Bene e cosa è Male, dell’inquietante scenario da lui medesimo frequentato, sulla base di una rigorosa visione valoriale, così ben evidenziata da questo specifico episodio: se Beppe Grillo incontra l’ambasciatore inglese, lui, Beppe, fa il Bene; se nello stesso luogo e nello stesso giorno lo incontra Enrico Letta, lui, Enrico, fa il Male. Così parlò l’indignato dietrologo patentato Grillo. Prendiamo nota, noi che, di solito, non frequentiamo le ambasciate. Enzo Costa


l'Unità 09/04/14

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mercoledì 26 marzo 2014

I LANTERNINI - AMBASCIATOR IMPORTA GURU da Repubblica Genova 26/03/14

Non so dove abbia fatto il militare, ma il non-Leader è un uomo di mondo: svela che, ospite dell’ambasciatore inglese, scoprì che al piano di sopra c’era Letta. È la prova, spiega, che Letta, con la perfida Albione, tramava contro Bersani. Non conta che in realtà Letta fosse lì a preparare un convegno anglo-italiano. Conta che il non-Leader fosse dall’ambasciatore, che la sua presenza fosse pulita, e quella di Letta no. Io dall’ambasciatore non ci vado. Al piano di sopra abita mia zia. Sono di Sori, mica di Sant’Ilario. Enzo Costa


Repubblica Genova 26/03/14

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lunedì 17 marzo 2014

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': EFFETTI COLLATERALI DEL MIRABOLANTE MERCOLEDÌ DA MATTEO da l'Unità 17/03/14

Pareva di vederlo e sentirlo, anche se non era inquadrato e i pur copiosi effetti speciali non includevano la fruizione olfattiva, il sudore freddo grondante dal ministro Padoan in piena performance del premier. Più il sindaco sfrecciato a Palazzo Chigi schizzava slide, pesciolini, scritte da supermarket, annunci e rilanci, più il limitrofo tecnico precipitato al governo, facile immaginarlo, provava mancamenti. Probabile che, per deformazione professionale, stesse computando il proprio debito di ossigeno e lo spread fra battiti cardiaci di lui medesimo e decreti con cui tentare di tradurre quelle parole illustrate. È un effetto collaterale del già mitico mercoledì da Matteo. Un altro (oltre alla buffa stizza dei berlusconidi) è una forma di satira pavloviana di massa: tutti noi, al risuonare di quei mirabolanti allettamenti, abbiamo pensato alle televendite, a Mastrota. Anche se diverse misure proposte erano abbastanza di sinistra, e forse persino fattibili. Certo, lo stile dell’offerta speciale, anzi il format, influiva, e molto. Ma quel non originalissimo umorismo automatico collettivo, mentale e virtuale (nel senso di riversatosi in rete), diceva pure di come noi stessi, quanto Matteo, fossimo colonizzati dall’immaginario catodico anni ‘80. Compresi quelli che, prima di irridere su Fb l’irrefrenabile imbonitore Renzi, web-sferzavano l’inerte asetticità di Letta. Ammesso e non concesso che i due siano riassumibili in simili figurine, e che la politica sia ridotta a una dicotomia fra Spot e Palazzo, io, a suo tempo, una terza via ho creduto di trovarla in Bersani: ma all’epoca molti degli odierni sbeffeggiatori del premier lo dipingevano come un politico troppo all’antica, o come una versione iper-realistica della parodia di Crozza. E poi non ha vinto le elezioni. Enzo Costa


l'Unità 17/03/14

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lunedì 17 febbraio 2014

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': PASSARE DA ENRICO LETTA A MATTEO RENZI: CERTO CHE PERÒ… da l'Unità 17/02/14

Certo che Letta ha fatto il possibile. Però non ha fatto l’impossibile. Certo che Letta, che è nipote di Gianni, è stato sostenuto al governo da Berlusconi, che lo ha condizionato. Però poi di Berlusconi si è liberato, a dispetto di quanto prevedevano molti, da Grillo al Fatto Quotidiano, e a dispetto di suo zio. Certo che governare con Alfano e Lupi non è di centrosinistra. Però governare con la Kyenge e la Carrozza, forse, sì. Certo che Alfano, dopo il caso Shalabayeva, non si è dimesso, e neppure la Cancellieri dopo il caso Ligresti. Però la Idem sì. Certo che il fatto che l’unica a dimettersi sia stata una brava ministra di centrosinistra, e per una colpa lieve, non è stato confortante. Però che poi si sia dimessa la De Girolamo, sì. Certo che per etichettare il governo Letta la semplificazione da social network aiuta. Però per comprenderlo un po’ più a fondo, no. Certo che Letta non ci ha fatto uscire dalla crisi. Però ha iniziato a non farla aggravare. Certo che non ha rilanciato l’economia. Però non è Mandrake, e nemmeno Otelma, e neppure Casaleggio. Certo che Letta, con gli alleati e i numeri che aveva in Parlamento, cosa avrebbe potuto fare? Però ora Renzi avrà gli stessi alleati e gli stessi numeri. Certo che Letta viene dalla vecchia scuola Dc, e si vede. Però Renzi viene dalla post-Dc, e si vede lo stesso. Certo che, vinte le primarie, Renzi ha impresso un’accelerazione alla riforma elettorale. Però ha impresso anche una scoppola al governo Letta. Certo che serviva un cambiamento radicale. Però, forse, senza cambiare radicalmente il modo con cui ci si proponeva di portarlo. Certo che io, in linea di principio, a un cambio di premier senza passaggio elettorale non sono contrario in assoluto. Però il Renzi delle primarie lo era. Certo che però… Enzo Costa


l'Unità 17/02/14

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lunedì 20 gennaio 2014

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': RENZI RIFLESSIVO, LETTA IMPULSIVO, ALFANO ADOTTATO: MIRACOLI da l'Unità 19/01/14

Matteo Renzi che dice: “Questa cosa Letta l’ha fatta meglio di come l’avrei fatta io”. O che all’improvviso, in streaming, rallenta il ritmo di digitazione alla tastiera su Twitter, per riflettere un po’, almeno sulla punteggiatura. O che commenta: “Renzi chi?”, anche solo fra sé e sé. Enrico Letta che ritrova la calma (dove la notizia sta nel fatto che prima l’aveva persa). O che tiene in ordine i conti, ma in modo situazionista. O che governa con il Nuovo Centrodestra, e però, magari inavvertitamente, sussurra una cosa di centrosinistra, e poi si ricompone. Debora Serracchiani che, in un pur brevissimo frangente, a Ballarò non sembra un’esponente dell’opposizione. Manuela Repetti che, in un pur brevissimo frangente, a Ballarò confessa che se il Pd non avesse fatto decadere Silvio, il governo Letta le sarebbe andato ancora benissimo. Il sottoscritto che, in un pur brevissimo frangente, guardando Ballarò scaccia dalla testa il pensiero che la ministra Lorenzin, fra i politici presenti, sia quella più credibile e responsabile. Peter Gomez che, anche impiegandoci mezz’ora, a Ballarò mi fa capire come, con il risultato delle ultime elezioni specchio di un paese diviso in tre blocchi non maggioritari, fosse tecnicamente possibile un governo non di larghe o semi-larghe intese. Nunzia De Girolamo che esce dal governo e Josefa Idem che vi rientra, con feste grandi in tutto il paese, e grandissime a Benevento. Beppe Grillo che elogia un giornalista che lo critica. Gianroberto Casaleggio che sprizza simpatia. La Lega che sprizza tolleranza. Il Web che sprizza civiltà. Angelino Alfano che viene chiesto in affidamento da una coppia gay. La coppia gay che, ottenuto Alfano in affidamento, resiste alla tentazione di riportarlo indietro dopo un paio d’ore. Miracoli. Enzo Costa



l'Unità 19/01/14

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domenica 1 dicembre 2013

I LANTERNINI – ACRONIMI LETTIANI da Repubblica Genova 01/12/13

Sarà radical chic
oppure tardo freak
da social network tic
leggero come Pic
non umorismo doc
ma un humour easy rock
però mi viene ad hoc
sperando che sia ok
in un istante, zac!
svelare a mo’ di tac
di sonda sotto il pack
questo lettiano “pac”
con trucchi in white and black
più Silvan che Star Trek
prodigi per alloc
(fallii una rima in “ec”)
per venderci (che choc!
exploit da Superciuk!)
all’Imu un duro attack
friabil come un Tuc:
con sigle prese in stock
le cambia nome e look
da Tasi a Trise a Iuc.

Enzo Costa


lunedì 14 ottobre 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': LA VERGOGNA PER UNA TRAGEDIA E L’OBLIO PER I SENZA VERGOGNA da l'Unità 14/10/13

Che questo sia il tempo della vergogna, anche in virtù di quella potente esclamazione-invocazione papale, non ci piove: di fronte alle tragedie di Lampedusa, è doveroso riflettere su quanto non abbiamo fatto, in questi anni, davanti a drammi e ingiustizie che erano il seme degli ultimi naufragi. Ma nel nostro sciagurato Paese il tempo è una variabile indipendente dalla logica e dalla memoria: capita che ci sia un tempo per la vergogna e un tempo per l’oblio, ma che siano contemporanei: “Vergogna!” gridavano mercoledì diversi abitanti di Lampedusa a Letta e Barroso: erano comprensibilmente esasperati per quella situazione insostenibile, per un’isola lasciata sola nel lutto e nelle sofferenze dei più deboli, per quei profughi sfuggiti a stento alla morte e abbandonati in un ricovero infernale, per una legge assurda e ferocemente ideologica, la Bossi-Fini ora Grillo, che si accanisce sulle vittime e su chi le soccorre. Vergogna, dunque, per gli altri (magari indifferenziata, incapace di distinguere fra chi quella legge aveva approvato e chi, certo con limiti e carenze, quella legge aveva contrastato), e oblio: per esempio su un’altra visita a Lampedusa, di poco più di due anni fa, quando l’allora Premier Papi, che aveva varato quella legge oscena, parlò oscenamente, fra gli applausi della folla, di una villa che avrebbe acquistato sull’isola, di campi da golf da allestire insieme a casinò e zona franca, di case da riverniciare come a Portofino: nessuno, su quell’isola e fuori, gridò “Vergogna!”. Molti commentatori “indipendenti” erano reduci da duri attacchi alla sinistra che, a loro sentenziare, sottovalutava il problema sicurezza, affrontato dalla destra con la cosiddetta tolleranza zero contro i cosiddetti clandestini: dubito che costoro oggi si vergognino. Enzo Costa



l'Unità 14/10/13

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mercoledì 4 settembre 2013

I LANTERNINI – CONDIZIONATAMENTE da Repubblica Genova 04/09/13

Con le condizioni date (il voto politico del febbraio 2013 e il susseguente veto dispotico del Guru di Sant’Ilario), trovi, alla Festa Democratica, umori buoni e partecipazioni inaspettate. Un popolo ammaccato ma non del tutto disincantato, che c’è ancora, capisce il problema, e, nel giorno dell’apertura, dimostra con applausi sobri ma intensi di pensare che la vibrante compostezza di Enrico Letta, il suo misurato crederci, siano quasi il massimo, con le condizioni date. Certo, se ci dessero altre condizioni… Enzo Costa


Repubblica Genova 04/09/13

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lunedì 26 agosto 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': ESTATE IN TV: DISPENSATEMI DA TUTTO, MA NON DALLE INDISPENSABILI DISPENSE da l'Unità 26/08/13

Fino a pochi anni fa, facesse caldo o meno, capivi che era agosto perché in tv, per un po’, non si vedevano i politici ma Gianfranco Rotondi, e perché, sempre in tv, proliferavano gli spot di enciclopedie a dispense a dir poco dispensabili, destinati a sparire a settembre. Quest’anno le enciclopedie sono puntualmente tornate in edicola e in video: a me appassiona quella sulla Madonna di Lourdes che offre, col primo fascicolo, la medaglia di Lourdes placcata in oro ad un prezzo irrisorio. Prezzo che, in effetti, ha del miracoloso. Ma mi intrigano pure le dispense che insegnano, settimana dopo settimana, pezzo dopo pezzo, a costruirsi un modellino di trattore. Non so se, col settimo o l’ottavo fascicolo, troveremo in edicola un modellino di Antonio Di Pietro da incastrare sul sedile del costruendo veicolo agricolo. In tal caso, mi aspetto, col nono o il decimo fascicolo, il prezioso modellino di Antonio Ingroia che potrebbe scalzare dalla guida il buon Tonino, inducendolo a proseguire a piedi per un’ineludibile rivoluzione in fienile. Certo, anche l’enciclopedia che diffonde la scienza della decorazione delle torte ha un suo fascino, per l’ardito abbinare un elevato strumento divulgativo dell’Età dei Lumi al più sfrenato godimento gastrico-estetico dell’Età della Crapula. Su tutto, resta un interrogativo da Giovane Holden: ma dove vanno a finire le enciclopedie a dispense in autunno? Nello stesso luogo metafisico in cui migrano d’inverno le anatre di Central Park? Dimenticavo: quest’agosto, fra Papi inagibile, Letta inamovibile e Grillo vieppiù irascibile, i politici e il guru non hanno mollato telecamere e webcam. Rotondi ha sparato quella del successore di Papi bell’e pronto, ma poi è stato silenziato da Cicchitto: non lo si potrebbe avere a dispense? Enzo Costa


l'Unità 26/08/13

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lunedì 5 agosto 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': L’ESTATE, LA POLITICA E LA TV: HO VISTO COSE CHE VOI UMANI… da l'Unità 05/08/13

Ma l’avete visto anche voi, l’altro giorno, in tv? L’avete visto Brunetta che prima si rivolgeva alla presidente della Camera con toni soavi, e poi sussurrava dolcemente “Non commento la sentenza della Cassazione”? L’avete visto Sallusti che, dopo aver reso omaggio alla magistratura, chiedeva di potersi assentare un attimo per aiutare una vecchietta ad attraversare la strada? L’avete vista la vecchietta che lo ringraziava ma, per buona sicurezza, non attraversava? L’avete vista la Santanché che abbandonava lo studio per punirsi per tutte le oscenità da lei dette sui giudici, e nessuno la inseguiva per dissuaderla? L’avete visto Grillo che dichiarava “Non escludo che il Pd abbia ragione”? L’avete visto Crimi che dichiarava “Non escludo che Grillo abbia torto”? L’avete visto Maroni che diceva “Guai a minimizzare le cose gravissime dette da Borghezio e Calderoli”? L’avete visto Salvini che accusava Maroni di essere troppo morbido col razzismo di Borghezio e Calderoli, e fondava la Lega Nord-Sud-Est-Ovest propugnando bus multiculturali? Li avete visti Borghezio e Calderoli contare fino a 2500 prima di parlare, e per di più contare in congolese? L’avete visto Epifani che proponeva, conseguendo l’unanimità dei consensi, di varare una regola che vieti il dibattito infinito, infuocato ed isterico, anche retrospettivo, sulle regole delle primarie? L’avete visto Renzi che la smetteva col silenzio stampa ma anche col vittimismo, andava ad “Amici Estate” però in giacca e cravatta, confessava di non aver mai visto “Happy Days”, di aver letto tutto Marx e di stimare Bersani? L’avete visto Enrico Letta che, ripensando ad Alfano, riabilitava la Idem? Come? Tutto questo ben di Dio non l’avete visto e l’ho visto solo io? Allora ha ragione il mio medico: certe insolazioni producono allucinazioni incredibili. Enzo Costa


l'Unità 05/08/13

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venerdì 14 giugno 2013

RIME BACATE - EPITAFFI da Malumorismi del 14/06/13


EPITAFFIO DI ROBERTA LOMBARDI

Accolta dal Signore
in quella luce assorta
gli disse “Che candore!
Mi sembra Porta a Porta!”.


EPITAFFIO DI ENRICO LETTA

Potrà salire in Cielo
a contemplare Dio?
A Silvio adesso glielo
domanderà suo zio.


EPITAFFIO DI NANDO PAGNONCELLI

 Il suo umore nero
per nulla lui nasconde:
il Paradiso intero
non sa o non risponde.


Enzo Costa
(vignette di Aglaja)