Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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sabato 24 maggio 2014

RIME BACATE: Il necrologo a capocchia da Malumorismi 24/05/14

Nel mio serial monologo
con furba e truce spocchia
mi vesto da Necrologo
del morto do a capocchia:
 di funebre ritratto
omaggio ogni avversario
scandisco “Putrefatto!”,
 la folla va in delirio;
 chiunque non mi aggradi,
 per quanto in vita sia,
so toglierlo dai piedi
 con “ilare” autopsia:
“È salma!”, bercio e ammicco
  (col pubblico crea feeling),
da poliglotta un tocco:
quell’altro? “Dead man walking!”.
Becchino di viventi,
io campo sul ferale
mancandomi argomenti
la butto in funerale
il ragionar mi è ostico
per cui, con mente spenta,
segnalo il cadaverico
la piazza ciò accontenta.
Nel sepolcrale attacco,
un altro colpo sferro
formato astuto pacco:
i morti mi accaparro.
“Pertini è qui con noi!”
proclamo impunemente
(essendo morto, lui
non può smentire niente)
e col mio socio caro
di brand, grande talento,
su Berlinguer deliro:
“È del-nel MoVimento!”
affermazione-bomba
“pensiero” inaudito
(che lui, dall’oltretomba,
non ha certo smentito):
di Enrico, mite, timido
onesto, serio, colto
mi approprio, astuto e pavido;
è un Pantheon sconvolto
per logica e decenza
(con quest’appropriazione
incarno, in evidenza,
la immoral questione).

Malumorismi 24/05/14

lunedì 21 aprile 2014

RIME BACATE - BASTI PENSARE da Malumorismi, Unità 21/04/14

 BASTI PENSARE

La propria testa
non rottamare
giacché si presta
a cose rare:
la comprensione
della realtà
l’indignazione
e la pietà
l’accorta fuga
dai preconcetti
(cosa che frega
duci e ducetti)
saper vedere
il giusto e, pure,
di ogni colore
le sfumature
(discernimento,
salva dai roghi
da incantamento
di demagoghi).
In tempi ottusi,
più ancor di ieri
sani e preziosi
sono i pensieri:
da soli, loro
posson salvare
ergo, davvero,
basti pensare.

Malumorismi, Unità 21/04/14

giovedì 17 aprile 2014

I SEMIFRESCHI - COMING LATE (PROSSIMAMENTE SU NESSUNO SCHERMO) da MALUMORISMI l'Unità 17/04/14

Poiché di cinema si parla molto, pure troppo, ne parlo anch’io. Ma non di un film che ho visto: di molti film che mi piacerebbe vedere.

Un film italiano che vince l’Oscar, e a molti piace, ad altri non piace, ma su Facebook in quei giorni si parla solo di cucina, bricolage e filatelia.

Un film su una piccola, linda, insospettabile cittadina di provincia americana che, dietro un’apparenza di normalità e tranquillità, è davvero normale e tranquilla.

Un film di Michael Moore che racconta di un George W Bush intelligentissimo, di manager di Wall Street filantropi, della potentissima lobby dei disarmati. In altre parole, Michael Moore che esordisce nella fantascienza.

Un film d’azione, o fantasy, o d’azione-fantasy, il cui trailer non sia costituito da un montaggio insulso e frenetico nel quale ogni brevissima, incomprensibile scena è legata all’altra da suoni e rumori standard tipo SSSSSSSSSSCCCCCCCCCCCC, oppure FFFFFFFFFFFFRRRRRRRRRRRRR, o anche ZZZZZZZZZZZZZZZZZDDDDDDDDDDDDDDDD, ma da qualche dialogo compiuto con soggetto, predicato verbale e complemento oggetto. Poi magari, invece, il film vero e proprio è fatto solo dei suoni e rumori standard di cui sopra, ma tanto io non vado a vederlo.

Un film su una rimpatriata tra ex compagni di liceo che si ritrovano per un pranzo dopo vent’anni e scoprono che sono quasi uguali a vent’anni prima, nessuno che sia fisicamente irriconoscibile o disilluso o fallito. A parte una signora, non identificata e triste perché ha sbagliato pranzo, non avendo tra l’altro nemmeno fatto il liceo.

Un film che invece di sesso esplicito mostra sesso implicito: eroticissima la scena in cui lei unisce i punti dall’1 al 76 della Settimana Enigmistica.

Un film dei soliti idioti che però sorprende, pur se parzialmente. Nel senso che è insolito.

Un film di David Lynch che si capisce, e quindi è il più misterioso ed inquietante dei suoi.

Un film trash degli anni ’70 che però – rivisto oggi – fa ancora più schifo.

Un film sulla crisi dei registi quarantacinquenni che, dopo i film autobiografico-generazionali sulla crisi dei trentenni e sulla crisi dei quarantenni, meditano di truffare l’anagrafe invecchiandosi di cinque anni per poter girare un film sulla crisi dei cinquantenni.

Un film di Dario Argento ma con un imprevedibile, zuccherosissimo happy end: fanno a pezzi sua figlia, ma in modo così realistico da rendere inverosimile una sua riapparizione in un film successivo.

Un film eretico di Mel Gibson: con Gesù anemico.

Un film di Natale ritirato dalle sale a Santo Stefano.

Un altro film di Natale, però con regista, attori, dialoghi e sceneggiatura.

Un film indipendente, a budget ridottissimo, di un regista esordiente, con attori semidilettanti, uscito su Internet, che è il caso cinematografico dell’anno perché malgrado tutto ciò - una volta tanto - è bello.

Un film pieno di effetti speciali, tutti inutili tranne uno, interattivo: premi un tasto e il film sparisce magicamente dallo schermo.

Un film che all’anteprima per i critici riceve ventiquattro minuti di applausi e sette standing ovation di cui la prima già ai titoli di testa, ma il regista – esattamente come quella volta in cui invece l’avevano fischiato – dichiara “Non mi importa il parere della critica, per me conta solo il responso del pubblico”.

Un film di Tinto Brass, ma apocrifo (troppi cappotti).

Un film che ha fatto scandalo per via di scene di inaudita intelligenza.

Un film che, invece di affrontare un tema di scottante attualità, affronta un tema di agghiacciante imprevedibilità.

Un film che ha vinto questo o quel Festival, e che però, dopo questo o quel Festival, quando arriva nelle sale piace anche ad almeno un non componente della giuria.

Un film comico con battute migliori della battutaccia populistica sul film precedente.

Un film comico di Checco Zalone che prevede già nella sceneggiatura il dibattito mediatico sui motivi del successo del film comico di Checco Zalone.


Un film sul dramma del precariato con una trama non troppo precaria.

Un film che in realtà è un documentario sulla moda dilagante di fare film che in realtà sono documentari.

Un film con un finale migliore di questo (e almeno questa, convengo, non è una pretesa impossibile).

Enzo Costa



da MALUMORISMI  l'Unità 17/04/14

tutti i diritti riservati

mercoledì 12 marzo 2014

RIME BACATE - ADDETTO AI LIVORI da Malumorismi, Unità 12/03/14

ADDETTO AI LIVORI

Davanti al disagio

io sono a mio agio

di più: mi sollazzo

ci godo, ci sguazzo.

Le rabbie fomento

le ire rimpinguo

con raro talento

giacché non distinguo:

io do risonanza

a ogni lagnanza:

sociali dolori

razzisti deliri

di vittime pianti

di furbi lamenti

di poveri stenti

di lobby scontenti.

Chiunque incoraggio,

con grida e dileggio,

al pensare, facile,

che c’è un sol Colpevole:

che è Loro, la Casta

le Tasse, la Norma

(è uno, ma ha vasta

poliedrica forma)

è l’Euro, l’Europa

Chi è Zombie e non crepa

la Merkel, Equitalia

la Cina, l’Italia!

Li insulto di brutto

in quanto megafono

del popolo tutto

oppresso e anche afono.

Da buon mi dipingo:

“La ggente trattengo!

da argine fungo!

rivolte io spengo!”

e intanto ogni miccia

io accendo indefesso

l’incendio è via spiccia

per il mio successo:

innesco rancori

(s)fascismi, furori

e istinti peggiori

da Addetto ai Livori.


  Enzo Costa


da Malumorismi, Unità 12/03/14

venerdì 14 giugno 2013

RIME BACATE - EPITAFFI da Malumorismi del 14/06/13


EPITAFFIO DI ROBERTA LOMBARDI

Accolta dal Signore
in quella luce assorta
gli disse “Che candore!
Mi sembra Porta a Porta!”.


EPITAFFIO DI ENRICO LETTA

Potrà salire in Cielo
a contemplare Dio?
A Silvio adesso glielo
domanderà suo zio.


EPITAFFIO DI NANDO PAGNONCELLI

 Il suo umore nero
per nulla lui nasconde:
il Paradiso intero
non sa o non risponde.


Enzo Costa
(vignette di Aglaja)

venerdì 8 giugno 2012

RIME BACATE - EPITAFFI da l'Unità 08/06/12

Ecco la quarta puntata dei miei nuovi epitaffi in rima, con le illustrazioni di Aglaja 

EPITAFFIO DI EMMA MARCEGAGLIA 

Capì ch’era finita: 
“Scompaio, mi disintegro!” 
espulsa dalla vita 
invan chiese il reintegro. 



EPITAFFIO DI NICOLE MINETTI 

Lasciò gli affetti e il Cavaliere 
per via dell’ironia più nera: 
non ce la fece a darsi cure 
per quanto in mise da infermiera. 



EPITAFFIO DI VALTER LAVITOLA 

Alla destra del Padre ora siede 
lo contempla con occhi adoranti 
e in un mistico afflato gli chiede 
sei milioni (più o men) per l’Avanti. 


da Malumorismi, l'Unità 07/06/12 

venerdì 11 maggio 2012

RIME BACATE - EPITAFFI da l'Unità 11/05/12

Ecco la terza puntata dei miei nuovi epitaffi in rima, con le illustrazioni di Aglaja 

EPITAFFIO DI ROBERTO FORMIGONI


Su come in Cielo ascese
si è malignato troppo:
divise lui le spese
per quel viaggio di gruppo.




EPITAFFIO DI CORRADO PASSERA


Quando la Fine era alle porte

si convertì: “Fui cieco, tonto,

vissi di banche, idee distorte:

or per lo Spirito son pronto!”.

D’altro parere fu la Morte:

gli presentò l’estratto conto.




EPITAFFIO DI RENZO BOSSI


Per una sua allergia

di vita restò privo:

spirò causa asfissia

davanti a un congiuntivo.




da Malumorismi, l'Unità 05/05/12

giovedì 29 marzo 2012

Rime bacate: Marchionne di fabbrica (da Malumorismi, l'Unità 29/03/12))


Festeggio il ritorno dell’Unità nella bacheca della Magneti Marelli, che verrà celebrato alla serata-spettacolo del 2 aprile al teatro Duse di Bologna, con queste mie rime bacate, si spera irrimediabilmente datate.

MARCHIONNE DI FABBRICA

Sarà modernità
ma è vecchia, più che antica
e di ferriere sa
da cui il Padrone sbuca
(che il tempo bello fa
ma più al cattivo gioca),
l’idea che l’Unità
non vada più in bacheca.
.
 

Malumorismi, l'Unità 29/03/12

giovedì 9 febbraio 2012

MALUMORISMI - Rime bacate: L’OPPIO DEL POPOLO.IT da ComUnità


Il popolo della rete
ha detto che non gli piace:
il benefit di cui godete;
nei tribunali aver la croce;
qualsiasi vivisezione;
la caccia ed anche la corrida
che invece piacciono a Simone
(sul web lui osa, azzarda e sfida);
la sempre più odiosa Casta
e ora pure chi la schifa
perché, a un certo punto, basta!
il popolo on-line si stufa!
Il gruppo “Morte agli ebrei”
ha già undicimila iscritti
e il controgruppo “Morte a voi”
seicento solo, mentre tutti
i telegiornali il fatto
han deplorato e così
sono giunti a millecentootto
gli iscritti a “Morte ai tiggì”.
Per abrogar la Chiesa è Gino,
malgrado sia un sacerdote,
raccolto ha trenta firme Pino
per fare santo suo nipote
che in rete, da un bel po’, propone
di liberare i canarini
ma poi, con il nickname Simone,
li vuol riempire di pallini.
È prodigioso, una malia:
un clic e hai l’impressione
che, se non la democrazia,
sia almeno partecipazione
tant’è che se ti sembra troppo
il peso dato a tutto ciò
tu puoi fondare il social gruppo
“Che non si esageri, però!”.
Si socializza da distante
se generosi si finanzia
si giudica e specialmente
se si è in parecchi si sentenzia.
L’indifferenza, è vero, è peggio
ma a ben sentire a volte dà
un brivido, più del dileggio,
l’addio alla complessità:
vertiginoso quanto mai
da solo o in gruppo affiatato
col mouse, col tablet, col wifi
semplificare il complicato:
è questa qui la vera essenza
di quanto fa la ggente in rete
(sommaria questa mia sentenza
difatti on-line la troverete).
ENZO COSTA