Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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domenica 26 ottobre 2014

I LANTERNINI - SERVIZIO SARCASTICO da Repubblica Genova 26/10/14

L’infelicissima frase di Burlando contro Primocanale ci ha quasi fatto rimuovere Travaglio che, prima di fuggire da Santoro come una Santanché molto più di destra, sa che Burlando è colpevole: lo si vede dal suo sarcasmo inversamente proporzionale alla sua conoscenza della realtà genovese, dal suo aborrire l’idea di ascoltare l’imputato. Repertorio per la ola dei web-ultrà. Burlando dà pure l’idea che, se fosse stato in studio, non gli avrebbe allegramente spolverato la sedia. Per Travaglio, una colpa grave. Enzo Costa


Repubblica Genova 26/10/14

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lunedì 28 ottobre 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': PERCHÉ, SOLITAMENTE, NON POSSIAMO DIRCI SANTANCHIANI da l'Unità 28/10/13

Non scrivendo sul Fatto Quotidiano e non avendo mai ordinato o partecipato ad un V-day, non sono propenso a credere a Daniela Santanché, per esempio al suo blaterare lievemente nervoso di una garanzia poi rimangiata da Napolitano di un salvacondotto per Berlusconi, all’origine del governo delle larghe intese. Non sono un cultore della politica splatter, col suo indotto di dietrologie fanatiche tanto più rilanciate quanto più smentite dalla realtà, buone per venire spacciate come oppio del popolo della rete. Certo, un volta mi capitò di cogliere tracce di verità nel Verbo della Nostra: fu quando affermò che Silvio le donne le concepiva solo in orizzontale: chissà perché, mi sembrò sincera. Ma erano altri tempi, tempi di larghe offese a destra, e quel mio dar credito a Daniela un’eccezione alla regola. Eccezione rinnovatasi più di recente, quando, subito dopo la sentenza della Cassazione sui diritti tv, aveva svelato un proposito del Cavaliere: “Non andrà agli arresti domiciliari, non chiederà l’affidamento ai servizi sociali” ringhiò perentoria alle telecamere la pitonessa, esibendo un raro poliglottismo faunistico “andrà in galera!”, soggiunse con un sorriso mordace. Il mio ricordo può essere impreciso: ma nelle parole, non nella sostanza. Mi pare pure che per “galera!” avesse adottato una scansione sillabica, “ga-le-ra!”, conferente all’intendimento del Capo un piglio littorio: la “bella galera” come versione fardata della “bella morte” della fine di un altro Ventennio. Lì per lì ci credetti, allarmandomi: anche per i miei limiti professional-culturali esposti all’inizio, non mi entusiasma immaginare qualcuno, chiunque sia, in carcere. Ma ora appare evidente che il mio era un allarme immotivato: vedete che non è il caso di credere a Daniela Santanché? Enzo Costa


l'Unità 28/10/13

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martedì 16 ottobre 2012

I LANTERNINI – MUMMIA MIA! da Repubblica Genova 16/10/12

Chissà se, dopo quelli di una primadonna rifatta, un wrestler e un politico di destra (nell’ordine, Berlusconi, Santanché e Zanicchi), sarà decisivo per Renzi il recente endorsement di Flavio Briatore. In lamentosa visita al Salone Nautico, il navigato filosofo-navigatore di Cuneo ha lodato il rottamatore perché “cerca di scardinare vecchie mummie” (testuale). Era reduce dal ritiro africano con Papi, che ne è uscito rinsecchito e monoespressivo. Ma, personalmente, sono contrario a scardinare chicchessia. Enzo Costa


Repubblica Genova 16/10/12

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martedì 11 settembre 2012

I LANTERNINI – VOLATA VIA da Repubblica Genova 11/09/12

Variamente commentabile, la notizia che ora i dragaggi in porto, previa sospensione, si faranno con microcariche “a volata”, raffiche che accelerano i tempi. È il segno che la protesta dei cittadini paga; o che non paga, avendo ottenuto solo una riduzione del disturbo; o che l’autorità portuale ascolta la gente; o che la ascolta solo se si mobilita. Certo, l’idea di esplosioni moleste e fragorose ma veloci, destinate a finire presto, è bella anche metaforicamente: si potrebbero avere esternazioni della Santanché “a volata”? Enzo Costa


Repubblica Genova 11/09/12

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lunedì 18 giugno 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': LA LISTA DEL CAVALIERE: CHI C’È, CHI NON C’È E PERCHÉ? da l'Unità 18/06/12

Ma il criterio qual è? Al di là dell’innegabile meraviglia davanti all’ennesimo miracolo annunciato dell’ormai Trisunto del Signore, la moltiplicazione dei Paniz e delle liste, il pur minoritario razionalista che è in me una qualche riserva, in termini regolamentari, la avanza. Insomma: se ci si prefigge di accalappiare branchi di elettori di destra randagi stordendoli con il getto di fiammanti loghi di non-partiti, in base a che tipo di parametri, vincoli, clausole, viene data per più che probabile una certa lista cinica e per meno che improbabile un’altra? Perché, per dire, si prefigura una lista di under 40 (capitanata da Fitto) e non una di over 80 (guidata da Fede in coppia con la scatenatissima vecchina da discoteca che furoreggia dalla De Filippi a suon del suo rap “Più trasgressivo”)? Cosa ha di più la ventilata lista animalista della Brambilla della mai vagheggiata lista florealista di Luca Sardella, il viva(l)ista delle dive? Per quale strana, oscura, inconfessabile ragione si preannuncia una lista “Grandi Eventi” affidata (con pieni poteri e delega su saune e massaggi?) a Bertolaso, mentre non si fa menzione di una lista “Pronti Cementi” appaltata senza gara ad Anemone? Converrete con me che una simile vaghezza, se non arbitrarietà, nelle norme per la selezione dei nuovi brand (come si chiamano oggi gli specchietti per le allodole) e relativi capibrand, non solo può indurre alla polemica anche pretestuosa (da qui, all’uopo, la lista Sgarbi?), ma fa pensar male, e parlar male. Peculiarità, quest’ultima, che - nella sua accezione grillino-turpiloquiante – sarebbe alla base dell’incombente lista Santanché (per simbolo un dito medio popolaresco foderato in cachemire?). Ma, pure in questo caso, l’ingiustizia aleggia: perché la Santanché sì e Monnezza no? Enzo Costa 


l'Unità 18/06/12

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sabato 17 dicembre 2011

I SEMIFRESCHI - IL RITORNELLO DEL "QUANDO C'ERA LUI…" da l'Unità 17/12/11

E però il governo è lento. E però quando c’era il nostro governo eravamo velocissimi, a varare leggi, decreti, lodi ed encomi, tutti quanti puntualmente ad berluscam. E però quando c’era Lui i legittimi impedimenti arrivavano in orario, signora mia!. E però ora che c’è Monti ci sarà meno lavoro, per la Consulta. E però ora che c’è Monti, crollano i mercati delle barzellette scadenti. E però ora Monti ha dato un’accelerata sospetta. E però dicevate che il problema era Berlusconi, eppure, ora che Lui non c’è più, lo spread sale lo stesso. E però, nel caso ci fosse ancora, a che punto è lo spread ce lo direbbe Margherita Hack, trovandosi più vicino alle stelle che alla terra. E però il fatto che di Lui ora rammentiamo solo i disastri economici (ridimensionandoli pure), rimuovendo quelli culturali, sociali ed etici, significa che Lui ha vinto (la partita della manipolazione). E però dateci tempo, e poi rimuoviamo anche i Suoi disastri economici. È però ad appoggiare Monti la sinistra si snatura e rompe con la Cgil. E però se non l’avesse appoggiato avremmo detto che non c’è più la sinistra responsabile di una volta. E però le conveniva insistere per votare, e conveniva anche a noi, così l’avremmo attaccata meglio. E però ora l’Europa non ci ride più dietro, ma, come “spazzacamino” e “calamaio”, la parola “cucù” cadrà tristemente in disuso. E però ora Frattini non si vedrà, esattamente come prima. E però si aprirà una grave crisi diplomatica con dittatori, despoti, raìs e zar di tutte le galassie. E però Rotondi, per mancanza di cose da fare, bivaccherà in tutti i talkshow, esattamente come prima. E però La Russa darà in escandescenze in tv, ma senza più la possibilità che faccia seguire una dichiarazione di guerra. E però la Santanché capeggerà rivolte popolari contro il governo dei poteri forti da un privé del Billionaire. E però noi del Giornale siamo contro ai poteri forti dell’Italia, e per il poverello di Arcore. E però molti di noi che additano i poteri forti rimpiangono un potente fortissimo, e fardato. E però noi della Lega non lo vogliamo, il governo dei banchieri, ci bastava il sottogoverno di Credieuronord. E però noi della Lega, per gli editorialisti terzisti, come forza di governo dimostravamo affidabilità. E però noi della Lega eravamo così istituzionalmente affidabili da gestire il ministero dell’Interno, che adesso che siamo all’opposizione è il ministero della Guerra di un paese occupante la Padania. E però noi della Lega siamo così istituzionalmente affidabili che appena è caduto Berlusconi ci siamo affidati al Parlamento: del Nord. E però noi della Lega ora ci siamo dati a parole xenofobe, ma non più su carta intestata del governo. Enzo Costa


  l'Unità 17/12/11

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venerdì 9 dicembre 2011

I LANTERNINI – DA PELLOUX AD APICELLA da Repubblica Genova 09/12/11

“Vado verso la vita” disse D’Annunzio quando trasmigrò dalla destra alla sinistra. Non è pervenuta analoga massima epocale da Bernabò Brea, spostatosi dalla Destra al Pdl, come già la Santanché. Magari qualche frase ad hoc l’ha proferita, ma, senza la patina del tempo trascorso, ai nostri orecchi non è suonata storica come quella del Vate. I nipoti dei nostri nipoti leggeranno che, all’alba del terzo millennio, Bernabò Brea, trasferendosi da Storace a Papi, scandì fiero e solenne: “Vado verso la movida”. Enzo Costa

bb 

 Repubblica Genova 09/12/11

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martedì 2 agosto 2011

I SEMIFRESCHI - Trasformisti a destra e ora l’onorevole Urso non urla più - da l'Unità 01/08/11

"Lupi! Lupi!”: suonava nervoso e liberatorio il grido anagrafico dell’onorevole Urso. Un dirompente richiamo onomastico che lui, collegato con L’ultima parola su Rai2, indirizzava – per l’appunto - all’onorevole Lupi, ospite nello studio. Lo richiamava con stizza ed enfasi sonora alle sue responsabilità di berlusconiano di ferro, alle sue colpe di devoto al Premier, alla sua involuzione papista-leghista. Insomma, il da sempre moderato (anche nei toni) Urso ora ululava “Lupi! Lupi!”, elevando il volume per meglio biasimare la deriva smoderata della destra azzurra. Affrancandosi dei propri modi composti per liberarsi di un’alleanza, con Cavaliere e sottoposti, non più umanamente, prima che politicamente, sostenibile.
E quella ripetizione accusatoria del cognome dell’ex alleato, “Lupi! Lupi!”, da parte del già agnellino Urso, per affinità animalesca si colorava di accenti sgarbiani, nel senso di certi reiterati epiteti bestiali scagliati dall’ipercritico d’arte contro il povero nemico di turno: “Lupi! Lupi!” come il “Capra! Capra!” che il pugnace Vittorio bercia in favore di telecamera in faccia a questo e a quel malcapitato, ora (di rado) per scherzo, ora (di frequente) sul serio.
Era, tornando al feroce grido ursiano, non molto tempo fa. Nemmeno un anno, credo. Si stava consumando la rottura fra Fini e il Capo, e persino i ligi talk-show di destra non riuscivano (più) ad occultarla, e neppure a minimizzarla: se ben ricordo, accanto ad Urso, da un angusto studiolo di non so quale sede regionale Rai, c’era Bocchino. Mentre nella poltroncina adiacente a quella di Lupi la Santanché, sconvolta dall’accesso d’ira dell’ululante Urso, era espressivamente combattuta fra lo sdegno per quelle grida sacrileghe ed il disappunto per lo scippo di un suo tipico format.
A non governare il tutto, un imbarazzato Paragone, anch’egli lacerato: affranto per l’inopinata magagna politica, avvinto per il materiale da Blob ritrovatosi a maneggiare.
E difatti poi la si è vista spesso, a Blob, quell’epifanica scenetta.
Sino a quando, nei giorni scorsi, a suggello di tanti ripetuti sussurri, ed a riprova della spaventosa vischiosità del berlusconismo, il transfuga Urso (con Ronchi e Scalia) ha mollato Fini riprendendo la via di casa. Dunque, il suo “Lupi! Lupi!”, scandito a L’ultima parola, era solo il penultimo posizionamento.
Dice che lo ha convinto il discorso di Alfano, che ora, da segretario del Pdl, lo ha omaggiato del fondamentale incarico di coordinatore di sei fondazioni di area governativa.
Chissà che bella rimpatriata con l’amico Lupi (che ha appena azzannato i giudici del processo Mondadori): Urso, lo si può ben dire, è tornato all’ovile.


 l'Unità 01/08/11

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lunedì 18 luglio 2011

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': UN PEZZO DI PANIZ da l'Unità del 18/07/11

Maurizio Paniz lo disegnano così: con la seraficità stampata sulla barbetta, con quell’aria da Ernesto Calindri azzurro che si oppone al logorio della vita di Papi. Invece che fra i tavolini del vecchio carosello Cynar, si piazza sulle sedie dei talkshow: e non è al traffico caotico che non bada, ma alle dure verità scandite dagli astanti. Dalla Gruber, mentre Travaglio elencava i misfatti ad personam del Premier, guardava in camera silente e sereno, al più facendo pudicamente “no” col capino, aspettando soave il proprio turno. E qui esponeva sì tesi indicibili - la credibilità della versione di Ruby ritenuta nipotina di Mubarak, i politici vessati dai giudici – ma con toni d’antan, voce flautata, postura ingessata. Laddove hanno fallito gli urlatori hi-tech alla Santanché ed i situazionisti trash alla Stracquadanio, ci prova lui. Fallisce lo stesso, però con educazione. Enzo Costa


l'Unità del 18/07/11

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lunedì 24 gennaio 2011

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': LUPI E AGNELLI da l'Unità del 24/01/11

Nei papisti, la negazione dell’evidenza per l’osceno delirio d’onni(m)potenza di Papi, assume varie declinazioni: in Alfano si traduce in ghigno truce da controscena minacciosa nel monologo di Crozza a Ballarò, smorfia schifata poi mutata in filippica smemorata (l’attacco ai pm milanesi già plauditi a luglio quando, in associazione con Maroni, aveva messo il cappello governativo sugli arresti anti-mafia al Nord). Nella Santanché, in un flusso di incoscienza fatto di epiteti a vanvera e interiezioni contundenti con fuga finale per precisa finalità politica: buttarla in caciara. In Bricolo, in tormentone straniato: “L’importante è il federalismo”. Nel ciellino Lupi, riluce di un’aura mistica: con accenti esausti e indomiti, ci offre la toccante testimonianza del proprio intimo tormento di uomo di fede devoto al Papa e a Papi, a sua volta devoto alle donne di Fede. Enzo Costa

 l'Unità del 24/01/11
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sabato 16 ottobre 2010

I LANTERNINI - FIGURIAMOCI SE LO FACESSE da Repubblica Genova 16/10/10

La riforma proposta dall’alacre Giovanardi (il test antidoping a Belen per condurre il Festival di Sanremo) rischia di istigare lo sceriffindaco Zoccarato ad un riformismo più avanzato (i lavori forzati per Morgan?). Di certo, cadrà nel vuoto fragorosissimo dei talkshow, fra un acuto di Sgarbi ed un ululato della Santanché. Ma contiene in sé la propria inutilità: Giovanardi, che pure ha detto che Stefano Cucchi è morto di anoressia e che le adozioni delle coppie gay favorirebbero la tratta dei minori, non si droga. Enzo Costa


Repubblica Genova 16/10/10
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