Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
Visualizzazione post con etichetta Festival di Sanremo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Festival di Sanremo. Mostra tutti i post

domenica 23 febbraio 2014

I LANTERNINI - TEMPO AL TEMPO da Repubblica Genova 23/02/14

Tempo fa ho scritto: “In Italia gli estremisti di ieri sono i moderati di oggi ed i reazionari di domani, ma con il fanatismo di sempre”. Massima invertibile nel suo excursus ideologico e applicabile al Festival di Sanremo, che ci rappresenta. Anche nel trasformismo comico: nel 1989, Grillo era sul palco di un Festival conservatore a sparare facezie. Martedì urlava in strada contro Festival e Rai. Se tanto mi dà tanto, nel 2039 la Littizzetto, in streaming da Pinerolo, sputerà sul Festival come leader del Movimento 5 Stalle. Enzo Costa


Repubblica Genova 23/02/14

tutti i diritti riservati

giovedì 20 febbraio 2014

I LANTERNINI - DISGRAZIE DEI FIOR da Repubblica Genova 20/02/14

È il bello della diretta per conterranei: i teleutenti del Tgr del Veneto, del Lazio o della Sardegna non hanno gustato il quarto d’ora di sparate da bar-web di Grillo in riva all’Ariston. Solo a noi liguri è toccato il fu comico che, reduce da compensi milionari al Festival, blaterava contro le spese del Festival e contro la Rai che gli stava fornendo la diretta regionale per il comizio. Cercava le telecamere come, poi, i due disperati in sala: ma loro urlavano per il lavoro, non per i voti. Ho chiesto asilo politico alla Sardegna. Enzo Costa


Repubblica Genova 20/02/14

tutti i diritti riservati

sabato 8 febbraio 2014

I LANTERNINI - L’OTTIMISMO DELL’INELUTTABILITÀ da Repubblica Genova 08/02/14

Quattro motivi di ostinato ottimismo davanti alla notizia che, dal 16 marzo, anche per via dei tagli della Regione Piemonte, in Liguria saranno soppressi ventuno treni locali: 1) Bene saperlo in anticipo, così per sicurezza il 16 marzo non si prende il treno, che magari viene soppresso a metà corsa. 2) Almeno così se dal 16 marzo, nell’orario di percorrenza di quei treni, viene giù una frana, non succede niente di grave. 3) Al momento, la Liguria non è stata soppressa. 4) Però fra poco c’è il Festival di Sanremo. Enzo Costa


Repubblica Genova 08/02/14

tutti i diritti riservati

venerdì 17 gennaio 2014

I LANTERNINI - PER UN PUGNO DI EURO da Repubblica Genova 17/01/14

Subito lo avevo preso per un inedito di Sergio Leone: poi, ascoltando il sonoro, ho capito che era un primo piano dello sceriffindaco azzurro di Sanremo Zoccarato intento, con sguardo fiammeggiante ed eloquio più veloce del West (ligure), a bucherellare il video sparando di aver sistemato il bilancio con un anticipo dalla Rai della convenzione per il Festival. Ma quella, sono insorte maggioranza e minoranza, è una competenza del consiglio comunale: immagino siano volati i bicchieri, nel saloon. Enzo Costa


Repubblica Genova 17/01/14

tutti i diritti riservati

sabato 16 febbraio 2013

I LANTERNINI – APRIRSI ALLE DANZE da Repubblica Genova 16/02/13

Qualcosa si agita nell’anima, danza nel cuore e nello spirito, a vederle ballare in poche ma belle e vere, sul palco del Festival di Sanremo, in tante ma uniche ed autentiche, a piazza De Ferrari, in tantissime ma singolari e speciali, in ogni angolo del mondo. Una vibrazione profonda, scaturita da quel ballo spensierato e pensante, da quell’allegro e fermo muoversi per smuoverci dalla barbarie: una scossa intima e fisica, che ci commuove, e ci muove a sentire che le donne hanno vinto, e ci salveranno. Enzo Costa


Repubblica Genova 16/02/13

tutti i diritti riservati

giovedì 14 febbraio 2013

I LANTERNINI – PERCHÉ SAN SILVIO È SAN SILVIO da Repubblica Genova 14/02/13

L’amore per il mio paese, o almeno il rispetto per Sanremo, mi fa sperare che i figuri che hanno molestato Crozza per lesa Silvietà fossero una claque organizzata da Papi bramoso di casini preelettorali, piuttosto che veri devoti spontaneamente indignati. Meno pericolosi gli scilipoti da platea dei fanatici ottusi. In ogni caso, chi berciava “No politica! A casa!” al Maurizio-Cavaliere ha applaudito, come tutti, il Maurizio-Bersani-Ingroia-Montezemolo. Un buon test sul grado di civiltà delle varie “tifoserie” politiche. Enzo Costa


 Repubblica Genova 14/02/13

tutti i diritti riservati

lunedì 24 dicembre 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': SLITTAMENTI PROGRESSIVI DI DATE E PUDORE DI PAPI E PAPISTI da l'Unità 24/12/12

Sono tempi, questi, di slittamenti. Con rinvio a data da destinarsi (la profezia dei Maya, rivelatasi una semplice profezia di Giacobbo). Oppure slittamenti riusciti, la presentazione del libro di Vespa; falliti, il Festival di Sanremo; compiuti a metà, la data delle elezioni: per Lui, tre eventi politici di pari rilevanza. Maya a parte, per gli altri slittamenti, e per tutto il resto, c’è poco da scherzare, come ci si dice a sinistra e si dice alla sinistra circa l’atteggiamento da tenere verso l’avversario fardato autoriesumato: “Guai a sottovalutarlo!”. Monito che si porta tantissimo, quasi quanto quell’altro: “Guai a sopravvalutarlo!”, nel senso di attribuirgli un peso politico che non ha più, facendosi ri-dettare l’agenda dei temi e delle proposte (leggi “bufale”) elettorali. Io, senza preoccuparmi troppo, sarei per una sorveglianza anche ironica ma vigile, che magari (e tocco ferro) porta pure bene, come quella riservata all’apocalisse “annunciata” da Voyager. Un buon modo per sorvegliare può essere sottolineare quella parola: “slittamenti”. Slittamenti di date, pretesi da Lui con varie prove di slittamenti progressivi del pudore, evidentemente contagiosi (dal ri-zompare sul carro mascherato del Fondatore del bungabunga da parte di berlusconidi prima pronti a scendere perché folgorati sulla via del popolarismo europeo, alla madre di tutte le non-interviste suggellata da quel “Poi mi domandi” teneramente recepito da Barbara D’Urso dopo la magnificata pausa pubblicitaria). Far notare con ferma levità come a Lui e sottoposti slitta il senso della vergogna, può fargli slittare un po’ di consenso da sotto i piedi. Ma lo si faccia ogni tanto, senza regalargli ogni volta la prima pagina. Al limite, si faccia slittare l’articolo che lo riguarda. Enzo Costa


l'Unità 24/12/12

tutti i diritti riservati

lunedì 20 febbraio 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': LA CORTE DEI MIRACOLI CANORI da l'Unità 20/02/12

Sa di stantio, la riproposta sequenza dell’onorevole Paniz concionante alla Camera su come il Premier Papi si fosse attivato per sottrarre Ruby dalle grinfie di poliziotti e pm in nome delle ragioni di Stato italo-egiziane. Rivedi la solenne orazione dadaista del deputato-avvocato, in tutto il suo splendore surreal-forense, come un ammuffito reperto di un’era sepolta dalla sobrietà tecnica e, ora, dalla Giustizia. La linea difensiva “nipotina di Mubarak” e l’humus politico da cui sgorgava archiviati da una decisione della Corte Costituzionale, accolta dal silenzio di Silvio e da flebili lagnanze di suoi sparuti sottoposti. E ti conforti: “È davvero la fine di un’epoca!”. Poi, al Festival del Qualunquismo di Sanremo, Celentano bolla la Consulta come nemica del popolo sovrano per lo stop al referendum elettorale. E ti sconforti: un po’ perché pensi che sono gli argomenti di Di Pietro; un po’ perché vedi che, nel siparietto all’Ariston, a difendere la Corte è Pupo. Enzo Costa 


l'Unità 20/02/12

tutti i diritti riservati

domenica 30 gennaio 2011

I LANTERNINI - TACE CHE GLI PASSA da Repubblica Genova 30/01/11

Sull’assenza di Belen alla presentazione del Festival, è piovuto il fragoroso silenzio di Zoccarato. Ricordate? Mesi fa, l’(in)flessibile sceriffindaco prima bollò e poi perdonò la pusher di telefonini (in associazione con De Sica), rea confessa di consumo di sostanze proibite. Come interpretare la scena muta del Nostro, mercoledì scorso? Zitto zitto, ripristinata la tolleranza sottozero, l’ha indotta alla diserzione? Però, aveva taciuto pure alla notizia di Morgan all’Ariston: avrà sospettato che il suo manager fosse Lele Mora? Enzo Costa


 Repubblica Genova 30/01/11
tutti i diritti riservati

sabato 16 ottobre 2010

I LANTERNINI - FIGURIAMOCI SE LO FACESSE da Repubblica Genova 16/10/10

La riforma proposta dall’alacre Giovanardi (il test antidoping a Belen per condurre il Festival di Sanremo) rischia di istigare lo sceriffindaco Zoccarato ad un riformismo più avanzato (i lavori forzati per Morgan?). Di certo, cadrà nel vuoto fragorosissimo dei talkshow, fra un acuto di Sgarbi ed un ululato della Santanché. Ma contiene in sé la propria inutilità: Giovanardi, che pure ha detto che Stefano Cucchi è morto di anoressia e che le adozioni delle coppie gay favorirebbero la tratta dei minori, non si droga. Enzo Costa


Repubblica Genova 16/10/10
tutti i diritti riservati

giovedì 29 luglio 2010

I LANTERNINI - QUESTIONE MUSICALE da Repubblica Genova 29/07/10

Martedì la destra ha emesso sentenze: lo sceriffindaco Zoccarato ha epurato Belen dal Festival per le sue confessioni sulla coca, pur concedendole l’attenuante chic di “un sedere particolarmente bello”. Poi l’ha riammessa in qualità di testimone pentita. Su Primocanale, Enrico Musso ha detto no a Silvio al Quirinale. Lo vedrei meglio al Festival insieme ad Apicella (col brano “Papaveri e Papi”), ma che direbbe Zoccarato della sua amicizia col pusher di escort (e non solo) Tarantini? Urge convocare i probiviri. Enzo Costa


Repubblica Genova 29/07/10

tutti i diritti riservati

sabato 27 febbraio 2010

I LANTERNINI - ROSARIO AMORE MIO da Repubblica Genova 27/02/10

Sono incredulo: ma davvero Monteleone è così potente, decisivo, risolutivo? Davvero occupa non solo fisicamente il centro della politica? Davvero controlla fiumi di voti? Prima che lo scetticismo mi vinca, ritrovo una foto d’archivio: Monteleone al Mercato Orientale con Emanuele Filiberto. A caccia di preferenze europee per il principe fra cavoli, zucchine e carciofi. D’accordo, per Bruxelles il savoiardo danzante non è partito. Però è approdato a Sanremo: che sia Monteleone, il Grande Vecchio del televoto? Enzo Costa

 Dai meloni ai melomani sotto l'egida del Grande Cocomero

Repubblica Genova 27/02/10

tutti i diritti riservati

lunedì 22 febbraio 2010

I SEMIFRESCHI - IL FESTIVAL E GLI ARISTONCRATICI DI SINISTRA Bersani a Sanremo. L'irresistibile fascino delle canzonette imbarazza la sinistra Da Repubblica Genova 22/02/10

Pur non abitando distante, certo più vicino di chi è di Piacenza, non andrei mai all’Ariston per assistere al Festival di Sanremo. Per il Festival, che vedo in tv, non stravedo, e ancor meno mi esalto per i suoi derivati tossici (andrei al Festivalbar solo per prendere un Festivalaperitivo). Uscito da un’infanzia incantata in cui erano favolosi anche Nicola Di Bari e Donatello (non so più di dove), ho imboccato il tunnel della bamboccioneria che ti porta per decenni a guardare Sanremo per sghignazzare senza ritegno. Tunnel chilometrico ma non infinito: da un po’ guardo Sanremo nella speranza non sempre vana di ascoltare qualcosa di ascoltabile: indice di senescenza e dell’annesso buonismo. Status anagrafico-spirituale che mi porta a guardare con minore incomprensione Bersani che ha portato se stesso e figlia a gustare dal vivo la serata finale del Festival (taccio di Scajola, che è uomo di prima fila, nel senso di poltrona teatrale, e di primo piano, nel senso di ripresa televisiva, del governo del fare comparsate, e di Zoccarato, che è un effetto speciale). “Bersani al Festival!”: mentre, a notizia divulgata, esplodevano a mezzo agenzie gli attacchi automatici alla sinistra omologata al peggio dell’Italietta, ero ancora intento (come il segretario Pd?) a ripulirmi dagli schizzi di “élite di merda!” spruzzatici a reti unificate dal populistissimo Brunetta, a suggello di anni di invettive sui comunisti snob, da salotto e via stereotipando. Sì, l’assalto era ed è concentrico: accanto al fuoco amico, nemico e terzista sulla sinistra lontana dalla ggente, deflagrano da tempo colpi solidali, ostili e neutrali contro la sinistra berlusconizzata. Strali, questi ultimi, più rubricabili come legittima offesa: in effetti, il risotto di D’Alema a Porta a Porta o Fassino a C’è posta per te sapevano di resa incondizionata al format del Nemico Fardato. Ma Bersani all’Ariston è la stessa cosa? Per i papisti eretici del Secolo d’Italia sì, con annessa pena accessoria: “Tenetevi Sanremo e dateci i cantautori!” (quelli, appunto, iperraffinati del Tenco e della solita sinistra scatologicamente elitaria…). Sì al quadrato per Barenghi, corsivista “jena” della Stampa, un maestro nel fustigare, dalle colonne del quotidiano Fiat, la subalternità culturalmediatica dei compagni che scimmiottano, fra una sua ospitata e l’altra a Porta a Porta. Eppure, Sanremo - in sé - non sarebbe un format dell’era berlusconiana come Il Grande Fratello, Amici, la Gelmini e la politica (avan)spettacolo. Semmai lo è la sua recente riduzione, in deroga alla programmazione ordinaria, a Grande Evento televisivo da Protezione Civile Spa, la sua spalmatura molesta per i palinsesti che da mane a sera, in un obnubilante indotto catodico, si contendono brandelli della giacca di Pupo e lacerti della capigliatura di Cutugno. Ecco, forse Bersani è andato all’Ariston non per andare incontro al popolo (entità confusa e misteriosa), ma – da sincero appassionato – per andare incontro alle canzoni: chissà che, così da vicino, non se ne senta l’odore. Enzo Costa

"Certo che apprezzo Antonella Clerici: noi post-komunisti non siamo più anticlericali"

Repubblica Genova 22/02/10

tutti i diritti riservati

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI' : LUOGHI COMUNISTI da l’Unità 22/02/10

La sinistra fa gossip e ignora i problemi reali. La sinistra fa catastrofismo inventando problemi irreali. La sinistra è l’unico problema reale, ma lo risolveremo con un decreto e Bertolaso. La sinistra è immorale, vedi Bologna. La sinistra è moralista, vedi come grida su escort, illegalità e corruzione, e invece basterà fare una legge con la consulenza di Tarantini, Dell’Utri e Mills. La sinistra quando c’era Berlinguer era un’altra cosa. La sinistra quando c’era Berlinguer dicevamo che avrebbe dovuto essere un’altra cosa. La sinistra non è radicata sul territorio, non come la Lega, che ora ci radica anche le centrali nucleari. La sinistra col suo segretario va a Termini Imerese, gratta gratta sono i soliti marxisti. La sinistra col suo segretario va a Sanremo, gratta gratta sono i soliti teorici dell’effimero. La sinistra non sa più dove andare e cosa fare, noi invece, possedendoli, siamo su tutti i canali e abbiamo rilanciato il gratta e vinci. Enzo Costa

 Ti piace vincere facile, eh?

l'Unità 22/02/10

tutti i diritti riservati

giovedì 18 febbraio 2010

I LANTERNINI - NEMMENO CON UN FIORE da Repubblica Genova 18/02/10

Da parole e faccia di Zoccarato, ho capito che c’è un complotto demo-pluto-scenografico contro Sanremo. Lo sceriffndaco, con l’aria affabile di chi non escludeva di spezzargli gli arredi, ha chiamato “tizio” lo storico scenografo Castelli, reo di non aver messo a dimora fiori autarchici sul palco dell’Ariston. L’audio imperfetto non mi ha permesso di udire se avesse amabilmente scandito “Credere, obbedire e innaffiare!”. La cronista del tg, per errore, gli ha dato del “sindaco di Imperia”. Stiamole tutti vicini. Enzo Costa

Antonella Clerici offre al Sindaco il bouquet della pace

Repubblica Genova 18/02/10

tutti i diritti riservati

sabato 13 febbraio 2010

I SEMIFRESCHI - PERCHÉ VESPA È VESPA (MA QUALE PROTEZIONE CIVILE: LA NOTIZIA È CLERICI A SANREMO) da l’Unità 13/02/10

Riconosciamolo: giovedì sera, la trasmissione di informazione di punta della rete ammiraglia Rai era sulla notizia. La notizia del giorno, che aveva colpito i cittadini, inquietato la società civile, scosso i palazzi della politica: Antonella Clerici al Festival di Sanremo (che avevate capito?). Un fatto insieme epocale e caldo caldo, che l’instancabile Bruno Vespa, reduce da una sfibrante presentazione pomeridiana del proprio libro condotta dal Premier a mo’ di legittimo impedimento letterario, ha sviscerato fino a notte fonda in un’edizione straordinaria di Porta a Porta. Straordinaria per il suo essere sul pezzo, in tempo reale con fatti sconvolgenti: la bellezza di Antonella, la sua dieta coraggiosa, i suoi svenimenti per ritrovare la linea perduta, il suo rapporto con le giarrettiere. Straordinaria per la rilevanza degli ospiti (Pupo, Emanuele Filiberto, Povia, Cutugno, e via canticchiando). Straordinaria per le scritte sul maxischermo, eloquenti didascalie di un giornalismo immune da ogni reticenza: “Italia amore mio: Pupo, il principe e l’allenatore”, “A Sanremo si canta così”, “L’ombra di Morgan sul Festival”. Qualche moralista disfattista avrà pensato: e l’inchiesta sulla Protezione Civile, gli arresti, le intercettazioni, le accuse a Bertolaso? Quisquilie, inezie, bazzecole. Robetta da trafiletti di una gazzetta di provincia. Non in grado di far saltare la scaletta di Porta a Porta. Che magari, a pensarci bene, era pure registrata: sostituirla con una diretta sui fattacci giudiziari di giornata, anche in prima serata? Idea balzana e fantascientifica: le dirette all’impronta in prime time sulle opere della Protezione Civile, Vespa le allestisce solo se è presente il succitato presentatore del suo volume ad autoglorificarsi. In quel caso non esita a far saltare ogni scaletta, ed anche Ballarò.

Giovedì, diversa l’impostazione del Tg1: ha trascurato le imprescindibili news festivaliere sfornando, dopo il primo sull’Iran, questi titoli super partes: “Bertolaso al Tg1: non ho tradito la fiducia degli italiani”, “Berlusconi: Bertolaso non si tocca, i pm si vergognino”. Mancava solo un titolo su un vaccino miracoloso che guarisce la piaga dei giudici inquirenti. Ma la notte ha portato consiglio: venerdì Tg2 e Tg1 delle 13 e delle 13.30 hanno finalmente aperto, coraggiosamente, con la notizia scottante del momento: la nevicata su Roma. Per la serie “Meno male che il freddo c’è”. Per un attimo il Tg3 è sembrato seguirli nella linea meteorologica: il primo titolo iniziava con “Bufera…”. Ma poi proseguiva con “…sulla Protezione Civile”. I soliti disfattisti moralisti. E comunisti. Enzo Costa

Silvio Clerici annuncia la canzone vincitrice di Sanremo 2010:
"Croci Rosse per te", canta Orietta Bertolaso

l'Unità 13/02/10

tutti i diritti riservati

sabato 30 gennaio 2010

I LANTERNINI - E CANTEREMO! da Repubblica Genova 30/01/10


Come i caratteristi del cinema di genere, lo sceriffindaco di Sanremo Zoccarato ha un registro standard, che adopera in ogni scena e contro ogni avversario: Crimine, panni stesi, eventuali corruttori della moralità del Casinò, camperisti, ipotetici assessori malfattori, spargitori di briciole di panini. A tutti annuncia spietato che è finita la festa. Al Festival ha intimato di riqualificarsi da “pensione Mariuccia” (!?) a “hotel a sette stelle” (?!). Non si sa se spezzerà retroattivamente le reni all’ex sindaco Borea o a Bonolis. Enzo Costa

"Spezzeremo le Renis a Tony!"

Repubblica Genova 30/01/10

tutti i diritti riservati