Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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mercoledì 10 dicembre 2014

I LANTERNINI - IMITARE STRONCA da Repubblica Genova 10/12/14

Non vedo la 7 (sono i prodigi del digitale terrestre capace di non raggiungere chiunque) e da un po’ neppure le pillole di Crozza sul web (è il navigatore che è in me, alacre come Schettino). Ergo mi sfugge qualcosa dell’imitazione, fatta dal presidente doriano Ferrero, di Crozza che imita Ferrero: l’ho vista in rete, tramutandomi per un attimo in De Falco. Ferrero biascicava frasi strane barcollando. Forse è parso spiritoso come Crozza, forse di più, forse di meno. Ho riso sulla fiducia, non chiedetemi di chi. Enzo Costa


Repubblica Genova 10/12/14

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lunedì 10 giugno 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': QUANDO LA STORIA POLITICA È FATTA CON I SE: SE CONDANNANO BERLUSCONI… da l'Unità 10/06/13

Se condannano Berlusconi il governo non cade, perché Lui è uno Statista. Se condannano Berlusconi il governo non cade, perché Lui è un politico responsabile. Se condannano Berlusconi il governo non so, ma Lui più che altro è colpevole. Se condannano Berlusconi Michaela Biancofiore minaccia sfracelli, come se non fosse già abbastanza lei al governo. Se condannano Berlusconi Daniela Santanché farà fuoco e fiamme, in un rarissimo, eccezionale empito di moderazione. Se condannano Berlusconi non azzardiamo analogie col finale del Caimano: certe scene zuccherose ed edificanti si vedono solo al cinema. Se condannano Berlusconi al processo Ruby è l’ennesimo caso di doppiopesismo giudiziario: Lui condannato e Mubarak impunito. Se condannano Berlusconi per i diritti tv è uno scandalo inaudito, vergognoso, inconcepibile, e non c’entra nulla il conflitto di interessi, parola delle reti Mediaset in coro. Se condannano Berlusconi per l’intercettazione di Fassino, come l’hanno condannato, l’Italia si rivela un paese illiberale, dove un politico liberale non è libero di ascoltare conversazioni telefoniche di un avversario, liberamente trafugate e portate a domicilio da un tipo spregiudicato, da pubblicare poi in libertà sul giornale di famiglia per inguaiare liberamente quell’avversario. Se condannano Berlusconi per la suddetta intercettazione, mi sovviene che Lui aveva anche visto in anteprima, o almeno saputo prima di tutti, del video di Marrazzo con un transessuale, però agli atti non risulta che avesse anche ascoltato in esclusiva un sonoro scottante di Bersani che diceva a Crozza “Allora, lo smacchiamo il giaguaro?”, e gustato in solitaria un filmato hot di Vasco Errani che fa la morale ad un evasore fiscale: difatti il Giornale non è uscito in edizione straordinaria. Enzo Costa


l'Unità 10/06/13

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giovedì 14 febbraio 2013

I LANTERNINI – PERCHÉ SAN SILVIO È SAN SILVIO da Repubblica Genova 14/02/13

L’amore per il mio paese, o almeno il rispetto per Sanremo, mi fa sperare che i figuri che hanno molestato Crozza per lesa Silvietà fossero una claque organizzata da Papi bramoso di casini preelettorali, piuttosto che veri devoti spontaneamente indignati. Meno pericolosi gli scilipoti da platea dei fanatici ottusi. In ogni caso, chi berciava “No politica! A casa!” al Maurizio-Cavaliere ha applaudito, come tutti, il Maurizio-Bersani-Ingroia-Montezemolo. Un buon test sul grado di civiltà delle varie “tifoserie” politiche. Enzo Costa


 Repubblica Genova 14/02/13

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lunedì 10 settembre 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': SIGNORI, LO CONFESSO: SONO TROPPO LENTO PER MATTEO RENZI da l'Unità 10/09/12

Mi dico: “E Renzi?”. Mi rispondo: “E chi lo sa?”. E già nel mio non rispondermi mi sento in colpa, o perlomeno in discussione: non sarà, la mia estrema difficoltà nel definire, decifrare, valutare la figura umana e la caratura politica del sindaco di Firenze, un segno della mia vecchiaia anagrafica (navigo spedito verso i 50, significativamente nato l’anno remoto in cui Gigliola Cinquetti cantava Non ho l’età), un sintomo della mia decrepitezza culturale, un indizio della rottamabilità delle mie idee politiche? Insomma, Renzi mi sfugge, e temo sia perché - come diceva Celentano - non sono rock, ma lento. In pubblico, con gli amici ed i compagni, specie con quelli giovani (nati da L’estate sta finendo in poi), cerco disperatamente di nascondere l’arretratezza del mio decoder ricorrendo a espressioni neutre e vaghe: “Certo, in tv funziona…”, “Sa comunicare con le nuove generazioni…”, “Esilarante come Crozza lo raffigura a Ballarò, però lui è abile, fa vedere che si diverte…”, e via non dicendo. Se poi qualcuno, senza un briciolo di pietà, mi chiede “Ma tu lo voteresti?”, rispondo “E perché no?”, aggiungendo per onestà intellettuale (pur se, disonestamente, a bassa voce) “e perché sì?”. Doppia domanda retorica che annulla il quesito annichilendomi, ossia facendomi sentire una nullità, e quel che è peggio stagionata: sono così insignificante e superato che non so rispondere. Eppure ce la metto tutta: lunedì scorso non solo ho visto Il viaggio, la nuova trasmissione di Pippo Baudo, perché avevo letto che fra gli ospiti ci sarebbe stato anche lui, Renzi. Ho fatto molto di più: per qualche minuto, ero riuscito a trovarlo, dirò così, interessante. Ma poi mi sono detto “Però non quanto l’ospite precedente, Jovanotti”. Qualunque cosa significasse. Enzo Costa


l'Unità 10/09/12

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martedì 21 giugno 2011

I LANTERNINI - COME PUÒ BERSANI… da Repubblica Genova 21/06/11

“Non siamo qui ad asciugare gli scogli!”, ha scandito Bersani a Genova: ancora un piccolo sforzo lessicale (un “mica” fra “siamo” e “qui”) e la crozzizzazione è compiuta: il segretario del Pd parla come il comico di Ballarò. E viceversa: la miglior satira deforma la realtà fino alla resa di quest’ultima, che fa di parodia virtù. Ora il Bersani vincente, nell’adeguarsi al suo personaggio, è trendy pure fra i critici più severi. Avesse perso elezioni e referendum, lo spellerebbero vivo. Ma non siam mica qui a sbugiardare i terzisti! Enzo Costa


Repubblica Genova 21/06/11

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lunedì 24 gennaio 2011

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': LUPI E AGNELLI da l'Unità del 24/01/11

Nei papisti, la negazione dell’evidenza per l’osceno delirio d’onni(m)potenza di Papi, assume varie declinazioni: in Alfano si traduce in ghigno truce da controscena minacciosa nel monologo di Crozza a Ballarò, smorfia schifata poi mutata in filippica smemorata (l’attacco ai pm milanesi già plauditi a luglio quando, in associazione con Maroni, aveva messo il cappello governativo sugli arresti anti-mafia al Nord). Nella Santanché, in un flusso di incoscienza fatto di epiteti a vanvera e interiezioni contundenti con fuga finale per precisa finalità politica: buttarla in caciara. In Bricolo, in tormentone straniato: “L’importante è il federalismo”. Nel ciellino Lupi, riluce di un’aura mistica: con accenti esausti e indomiti, ci offre la toccante testimonianza del proprio intimo tormento di uomo di fede devoto al Papa e a Papi, a sua volta devoto alle donne di Fede. Enzo Costa

 l'Unità del 24/01/11
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lunedì 12 aprile 2010

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': QUALCUNO GLIELA SPIEGHI da l'Unità del 12/04/10

Per sano orgoglio o insano egocentrismo, la satira si è sempre appuntata sul petto l'ira dei suoi bersagli: un politico stizzito per una battuta acuminata era un marchio di qualità satirica. Poi venne l'era delle vittime gommose, capaci di farsi rimbalzare addosso qualsiasi corsivo corrosivo: segno di un'era gelatinosa di satirici troppo rispettosi, o di un'era giudiziosa di potenti meno spocchiosi. Martedì 6, a Ballarò, si è aperto l'evo dei sottoposti zelanti e furenti. Crozza aveva dispensato amabili perfidie a centro (risate smoderate di Tabacci) e manca (sorrisi amari della Serracchiani). Poi, una facezia su Silvio ("Su Facebook ha cambiato il suo stato, ma perché vuol cambiare anche il mio Stato?") era freddata dallo sguardo della sottosegretario Ravetto: sprizzava furore per lesa maestà da tutte le occhiatacce. "Non mi fa ridere!" sibilava feroce. Temo dicesse la verità. Avesse capito la battuta in tutta la sua innocuità, sarei più tranquillo. Enzo Costa


Tutto vero (purtroppo)

l'Unità 12/04/10

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lunedì 7 dicembre 2009

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI' : DELITTO DI REPLICA da l’Unità 07/12/09

Gli sventurati rispondono. A volte per iscritto: vedi l’incredibile Brunetta, così toccato da un corsivo di Lidia Ravera sull’Unità da qualificarlo amabilmente come segno di “degradazione artistica”, “diete da pseudointellettuale frustrata” e “mediocrissima banalità”. Temino diligente, ma trattenuto: è più a suo agio nell’orale, dove libera soavi “élite di merda!” e “vadano a morire ammazzati!” senza i lacciuoli della punteggiatura. A Crozza, in quel di Ballarò, rispondono a voce o a facce: un ardito ministro Rotondi si provò a stopparlo sparando contro“battute”. L’esito fu tragico ma propedeutico alla sua svolta artistica: da spalla sacrificale a monologhista letale (voleva imporre le pause al comico, ci vuol vietare la pausa pranzo). Bondi, a ogni lieve frecciata all’Unto, gronda “Sacrilegio!” dallo sguardo. Alfano replica con un’espressione da pitbull costretto alla museruola: quando si libera, invece che sui comici, si avventa sui giudici. Enzo Costa



La copertina di Crozza a Ballarò del 01/12/09 e la addolorata reazione di Bondi

l'Unità 07/12/09

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