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lunedì 10 giugno 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': QUANDO LA STORIA POLITICA È FATTA CON I SE: SE CONDANNANO BERLUSCONI… da l'Unità 10/06/13

Se condannano Berlusconi il governo non cade, perché Lui è uno Statista. Se condannano Berlusconi il governo non cade, perché Lui è un politico responsabile. Se condannano Berlusconi il governo non so, ma Lui più che altro è colpevole. Se condannano Berlusconi Michaela Biancofiore minaccia sfracelli, come se non fosse già abbastanza lei al governo. Se condannano Berlusconi Daniela Santanché farà fuoco e fiamme, in un rarissimo, eccezionale empito di moderazione. Se condannano Berlusconi non azzardiamo analogie col finale del Caimano: certe scene zuccherose ed edificanti si vedono solo al cinema. Se condannano Berlusconi al processo Ruby è l’ennesimo caso di doppiopesismo giudiziario: Lui condannato e Mubarak impunito. Se condannano Berlusconi per i diritti tv è uno scandalo inaudito, vergognoso, inconcepibile, e non c’entra nulla il conflitto di interessi, parola delle reti Mediaset in coro. Se condannano Berlusconi per l’intercettazione di Fassino, come l’hanno condannato, l’Italia si rivela un paese illiberale, dove un politico liberale non è libero di ascoltare conversazioni telefoniche di un avversario, liberamente trafugate e portate a domicilio da un tipo spregiudicato, da pubblicare poi in libertà sul giornale di famiglia per inguaiare liberamente quell’avversario. Se condannano Berlusconi per la suddetta intercettazione, mi sovviene che Lui aveva anche visto in anteprima, o almeno saputo prima di tutti, del video di Marrazzo con un transessuale, però agli atti non risulta che avesse anche ascoltato in esclusiva un sonoro scottante di Bersani che diceva a Crozza “Allora, lo smacchiamo il giaguaro?”, e gustato in solitaria un filmato hot di Vasco Errani che fa la morale ad un evasore fiscale: difatti il Giornale non è uscito in edizione straordinaria. Enzo Costa


l'Unità 10/06/13

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lunedì 14 dicembre 2009

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI' : MI SALVO IN LERNER da l’Unità 14/12/09


Questa è una confessione di vanità giornalistica: quella che mi ha obnubilato sentendo Gad Lerner all’Infedele rimarcare l’impar condicio catodica fra il caso Papi-escort e quello Marrazzo-trans. Nascosto da Raiset il primo (Santoro a parte), stramostrato il secondo. Linea dettata dalla destra politico-mediatica che, da Porta a Porta in giù, aveva decretato l’impresentabilità della D’Addario e ora decreta l’ineluttabilità di Natalie & C. La prima, giacché inguaiava un Premier azzurro giunto a voler candidare fanciulle disponibili, era scandalosa e indegna di fede e visione. Le seconde, giacché imbarazzano un Governatore rosso (dimessosi e non propenso a candidarle), sono teleappetibili. Ma è quanto avevo scritto in un Chiari di lunedì! Mi sono pavoneggiato, lagnato (“Gad poteva citarmi!”) e vergognato di me: che vizi da pennivendolo!. Poi, udendo Buttafuoco dare del sessantottino libertario a Papi, mi son detto che i miei erano peccati veniali. Enzo Costa


In GAD we trust

l'Unità 14/12/09

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