Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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venerdì 14 settembre 2012

I LANTERNINI – DIGITALE È DIABOLICO da Repubblica Genova 13/09/12

Il digitale è da raccontare: ho un’amica che non vede più le reti Rai, come molti genovesi: mal comune Pippo Baudo. Nel senso che il nuovo programma di Pippo gliel’ho raccontato io. Lei mi ha narrato “Piazza Pulita” con il complotto contro Grillo (per spararla come Grillo), giacché non vedo La 7. Sabato, nell’astigiano, il mio televisore non prendeva Retequattro (scioccato dalla sparizione di Fede?). Mi ricordo di quando Gasparri magnificava l’imminente digitale terrestre. Allora, purtroppo, lo vedevo su tutti i canali. Enzo Costa


 Repubblica Genova 13/09/12

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lunedì 10 settembre 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': SIGNORI, LO CONFESSO: SONO TROPPO LENTO PER MATTEO RENZI da l'Unità 10/09/12

Mi dico: “E Renzi?”. Mi rispondo: “E chi lo sa?”. E già nel mio non rispondermi mi sento in colpa, o perlomeno in discussione: non sarà, la mia estrema difficoltà nel definire, decifrare, valutare la figura umana e la caratura politica del sindaco di Firenze, un segno della mia vecchiaia anagrafica (navigo spedito verso i 50, significativamente nato l’anno remoto in cui Gigliola Cinquetti cantava Non ho l’età), un sintomo della mia decrepitezza culturale, un indizio della rottamabilità delle mie idee politiche? Insomma, Renzi mi sfugge, e temo sia perché - come diceva Celentano - non sono rock, ma lento. In pubblico, con gli amici ed i compagni, specie con quelli giovani (nati da L’estate sta finendo in poi), cerco disperatamente di nascondere l’arretratezza del mio decoder ricorrendo a espressioni neutre e vaghe: “Certo, in tv funziona…”, “Sa comunicare con le nuove generazioni…”, “Esilarante come Crozza lo raffigura a Ballarò, però lui è abile, fa vedere che si diverte…”, e via non dicendo. Se poi qualcuno, senza un briciolo di pietà, mi chiede “Ma tu lo voteresti?”, rispondo “E perché no?”, aggiungendo per onestà intellettuale (pur se, disonestamente, a bassa voce) “e perché sì?”. Doppia domanda retorica che annulla il quesito annichilendomi, ossia facendomi sentire una nullità, e quel che è peggio stagionata: sono così insignificante e superato che non so rispondere. Eppure ce la metto tutta: lunedì scorso non solo ho visto Il viaggio, la nuova trasmissione di Pippo Baudo, perché avevo letto che fra gli ospiti ci sarebbe stato anche lui, Renzi. Ho fatto molto di più: per qualche minuto, ero riuscito a trovarlo, dirò così, interessante. Ma poi mi sono detto “Però non quanto l’ospite precedente, Jovanotti”. Qualunque cosa significasse. Enzo Costa


l'Unità 10/09/12

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lunedì 17 ottobre 2011

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': SE SALTA LA MOSCA AL NEO da l'Unità 17/10/11

Mai visto un Bruno Vespa così nervoso come di questi tempi, a parte la furibonda secessione da Pippo Baudo durante lo show sui 150 anni dell’unità d’Italia. Eccolo, piccato, dare del cafone a Obama, reo di non aver ringraziato il nostro paese per l’intervento in Libia (si paventa una dura ritorsione diplomatica yankee formato battute a raffica di David Letterman); eccolo redarguire stizzito Rosy Bindi, rea di aver eccepito sulla sua formulazione di una domanda sul caso Penati (gli è saltata la mosca al neo). Eccolo bacchettare acido gli imprenditori, rei di criticare le manovre del governo badando al proprio particulare: e qui mi sovviene un Vespa diverso, meno bilioso, che, quando gli industriali protestavano, ne girava partecipe e gongolante le lagnanze (deduco per lui nient’affatto corporative) al governo: ma quelli, per l’appunto, erano altri tempi, tempi del governo Prodi, e di un altro Vespa, soave e felpato. Vederlo così nervoso, oggi, mi inquieta. Enzo Costa


l'Unità 17/10/11

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martedì 21 giugno 2011

I SEMIFRESCHI - Vespa, il brutto della differita da l'Unità del 21/06/11

Lunedì 13 giugno non ho visto la prima puntata di Porta a Porta Estate, dedicata agli omicidi di Sarah e Melania (chiedo scusa alla dirigenza di Raiuno, ma ero colpevolmente distratto dalle notizie sui referendum). In compenso, giovedì 16 giugno ho letto su Repubblica la lettera scritta da Bruno Vespa in replica ad un articolo di Michele Serra (dedicato a quel suo curioso omissis televisivo sul voto), e mi sono immedesimato nel conduttore-notaio in pieno dramma professionale: avrebbe voluto occuparsi in tv dei risultati referendari, ma era impossibilitato a farlo causa chiusura (pre)estiva del suo programma. Serrata (pre)canicolare decretata molto tempo prima (in pieno inverno?) dai vertici della rete ammiraglia: un diktat al quale Vespa, per citare un motto in sintonia col recente show unitario in cui si accapigliava con Pippo Baudo, ha dovuto rispondere “Obbedisco”. Capisco la sua amarezza deontologica, e lo sconcerto che lo ha assalito allorché ha scoperto che Ballarò sarebbe andato in onda fino a inizio luglio. Un’inaudita impar condicio ai suoi danni e a sua insaputa, che – garantisce Vespa nella sua epistola – non avrà più da ripetersi nella prossima stagione catodica. Non l’ho vista, quella prima puntata di Porta a Porta Estate, ma la missiva del conduttore-notaio un dettaglio me lo regala: era una trasmissione precotta, facente parte di un ciclo “già registrato in precedenza” (vaghezza temporale che evoca distanze siderali). Dettaglio che mi incuriosisce: ma come si fa a registrare un programma basato su fatti di cronaca in frenetica evoluzione, relativamente alle indagini, gli indagati, gli scagionati e gli arrestati? Come avrà ovviato Vespa al brutto della differita? Offrendo per una volta, invece che particolari raccapriccianti, imprecisioni spiazzanti (“Ci sarebbe una nuova traccia genetica, ma anche no, riconducibile a zio Michele, o ad un passante, o ad un alieno di un’altra galassia, che gli inquirenti avrebbero ritrovato nel garage, o in un bar a 250 km, o in un’astronave parcheggiata in un eliporto clandestino, e ci sarebbe un’intercettazione chiarissima, o un pizzino indecifrabile, o un testimone non-vedente ma dall’udito potentissimo”)? Registrando tante puntate alternative, con tanti plastici altrettanto alternativi, per poi trasmettere quella più affine agli ultimi, clamorosi sviluppi? E se sì, il conduttore-notaio non avrebbe potuto precuocere anche un paio di puntate antitetiche sui referendum? Una con Premier e/o sottoposti singhiozzanti, una con Premier e/o sottoposti esultanti. Anzi, visti i sondaggi e l’aria che tirava da un po’, forse bastava solo la prima. Enzo Costa

















 l'Unità del 21/06/11

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