Potrebbero chiamare Clint Eastwood per fargli interpretare il numero della sedia vuota. Solo che, in questo caso, l’assenza del non-interlocutore del regista sarebbe una benemerenza: sì, io me lo immagino, il tripudio (moderato, per carità!) di post futuristi, non più udiccini ed eterni montezemoliani mentre, sul palco, il buon vecchio Clint tesse un laconico elogio dell’uomo non-seduto accanto a lui: il non-candidato Monti. Il primo non-politico al mondo, secondo il programma del fu Terzo Polo con Montezemolo intorno, a scendere in campo restando in tribuna. “Tornerai al Governo per interposto partito!”, bofonchierà in chiusura di mono-dialogo l’afasico oratore yankee sfoderando la sua leggendaria espressione numero due (quella senza cappello): standing ovation della platea centrista e scatto da centometrista di Emma Marcegaglia, che si fionda a stringere la mano con elegante entusiasmo al comiziante sussurrante venuto da Hollywood e ad abbracciare con chicchissimo trasporto il non-candidato non-venuto da Palazzo Chigi ma destinato a tornarci grazie ai voti non-presi. Sia chiaro, però: come ripetono Casini, Fini e affini in Ferrari, non è un espediente per nascondere il flop politico dei loro partiti e movimenti sventolando strumentalmente il nome del Premier. Difatti non intendono presentare una Lista Monti. Chissà come si chiameranno: magari “Lista Rilievi naturali di grandi proporzioni e di origine tettonica che si elevano oltre i 600 metri sul livello del mare”. Nome evocativo, ma un po’ lungo. Rimedieranno con un simbolo efficace: il ritratto stilizzato di un uomo con occhiali in loden sui 70 anni che infilza un animale mitologico: lo Spreadrago. Sotto a quel logo, come motto, una sana espressione interclassista: “(a spizzichi e) Bocconi”. Enzo Costa
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lunedì 8 ottobre 2012
I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': MONTEZEMOLO: SCENDERE IN CAMPO RESTANDO IN TRIBUNA da l'Unità 08/10/12
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martedì 2 agosto 2011
I SEMIFRESCHI - Trasformisti a destra e ora l’onorevole Urso non urla più - da l'Unità 01/08/11
"Lupi! Lupi!”: suonava nervoso e liberatorio il grido anagrafico dell’onorevole Urso. Un dirompente richiamo onomastico che lui, collegato con L’ultima parola su Rai2, indirizzava – per l’appunto - all’onorevole Lupi, ospite nello studio. Lo richiamava con stizza ed enfasi sonora alle sue responsabilità di berlusconiano di ferro, alle sue colpe di devoto al Premier, alla sua involuzione papista-leghista. Insomma, il da sempre moderato (anche nei toni) Urso ora ululava “Lupi! Lupi!”, elevando il volume per meglio biasimare la deriva smoderata della destra azzurra. Affrancandosi dei propri modi composti per liberarsi di un’alleanza, con Cavaliere e sottoposti, non più umanamente, prima che politicamente, sostenibile.
E quella ripetizione accusatoria del cognome dell’ex alleato, “Lupi! Lupi!”, da parte del già agnellino Urso, per affinità animalesca si colorava di accenti sgarbiani, nel senso di certi reiterati epiteti bestiali scagliati dall’ipercritico d’arte contro il povero nemico di turno: “Lupi! Lupi!” come il “Capra! Capra!” che il pugnace Vittorio bercia in favore di telecamera in faccia a questo e a quel malcapitato, ora (di rado) per scherzo, ora (di frequente) sul serio.
Era, tornando al feroce grido ursiano, non molto tempo fa. Nemmeno un anno, credo. Si stava consumando la rottura fra Fini e il Capo, e persino i ligi talk-show di destra non riuscivano (più) ad occultarla, e neppure a minimizzarla: se ben ricordo, accanto ad Urso, da un angusto studiolo di non so quale sede regionale Rai, c’era Bocchino. Mentre nella poltroncina adiacente a quella di Lupi la Santanché, sconvolta dall’accesso d’ira dell’ululante Urso, era espressivamente combattuta fra lo sdegno per quelle grida sacrileghe ed il disappunto per lo scippo di un suo tipico format.
A non governare il tutto, un imbarazzato Paragone, anch’egli lacerato: affranto per l’inopinata magagna politica, avvinto per il materiale da Blob ritrovatosi a maneggiare.
E difatti poi la si è vista spesso, a Blob, quell’epifanica scenetta.
Sino a quando, nei giorni scorsi, a suggello di tanti ripetuti sussurri, ed a riprova della spaventosa vischiosità del berlusconismo, il transfuga Urso (con Ronchi e Scalia) ha mollato Fini riprendendo la via di casa. Dunque, il suo “Lupi! Lupi!”, scandito a L’ultima parola, era solo il penultimo posizionamento.
Dice che lo ha convinto il discorso di Alfano, che ora, da segretario del Pdl, lo ha omaggiato del fondamentale incarico di coordinatore di sei fondazioni di area governativa.
Chissà che bella rimpatriata con l’amico Lupi (che ha appena azzannato i giudici del processo Mondadori): Urso, lo si può ben dire, è tornato all’ovile.
l'Unità 01/08/11
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martedì 19 luglio 2011
I LANTERNINI – LA PROVA ONTOILLOGICA da Repubblica Genova 19/07/11
Il ribadire, da parte di Enrico Musso, l’intento di guidare una lista civica, denota la natura liberale del professore. Come del resto, se ben capisco quanto egli dice, la sua opera omnia: il suo stare col recordman fardato dei conflitti di interessi, il suo mollarlo, il suo perorare le primarie, il suo non perorarle più, il suo auspicare vigili sui pattini, il suo guardare a Fini, il suo allearsi con Pionati, magari il suo futuro unirsi a Montezemolo e/o Monteleone. Tutto ciò che accade prova che Enrico Musso è liberale. Ammettiamolo. Enzo Costa
Repubblica Genova 19/07/11
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mercoledì 13 luglio 2011
I LANTERNINI - POLITICHE ANTI-EXTRACOMUNITARI da Repubblica Genova 13/07/11
Il ritorno all’ovile berlusconiano del fu ministro Ronchi era scritto in un antefatto ligure: prima della sua toccata e fuga con Fli, l’allora titolare delle Politiche Comunitarie fece un accigliato blitz al Lagaccio. Aizzato dal retrostante Plinio, scrutava truce i luoghi destinati alla Moschea come se dovessero ospitare un covo di kamikaze. Grondava allarme xenofobo dalla chioma fluente. Non mi sorprende che ora sia rincasato nella smoderata destra papista-leghista. Mi chiedo come fosse finito fra i moderati di Fini. Enzo Costa
Repubblica Genova 13/07/11
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sabato 14 maggio 2011
I LANTERNINI - CORSI E RICORSI BELLICI da Repubblica Genova 14/05/11
Sorpresa: trovo un lanternino in cui mi propongo come mediatore per colloqui di pace fra la Vincenzi e la Pinotti: l’ho scritto a mia insaputa, in una fase di sonnambulismo? Macché: scopro che è un lanternino (da me dimenticato) di un’altra era geologica, in cui Silvio era calvo e Fini post-fascista. Cambiano facce e ideologie, (ir)rompono gli scilipoti, ma resta, vero o montato che sia, il conflitto Vincenzi-Pinotti. Oggi verterebbe su Tursi. Sono pronto a fare il mediatore. Come allora. Anche se ora sono semi-calvo. Enzo Costa
Repubblica Genova 14/05/11
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domenica 3 aprile 2011
I LANTERNINI - CHISSÀ da Repubblica Genova 03/04/11
Chissà se la ferma deplorazione, da parte di Scajola, del “vaffa” scagliato da La Russa a Fini, troverà adesioni fra i pidiellini liguri. Chissà se staranno col fu ministro al Ristagno Economico che impera(va) ad Imperia o col ministro della Difesa Offensiva che ha casa a Zoagli. Chissà se Scajola, che definì come sappiamo Marco Biagi e tacque davanti ai gestacci di Bossi, al “kapò” di Silvio e alla mortadella ingurgitata al Senato, avrebbe esecrato La Russa se fosse stato ancora fra i banchi del governo. Chissà. Enzo Costa
Repubblica Genova 03/04/11
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giovedì 13 gennaio 2011
I LANTERNINI - FANTAPOLITICA da Repubblica Genova 13/01/11
Sono giorni tristi, per noi “sinistri”. Giorni in cui avverti una piena insoddisfazione per l’opposizione. E in cui ti aggrappi ad un’idea folle: il Nemico Interno. La Serpe In Seno. Già, in fondo Fini ci è andato lì lì, dal buttar giù Silvio. Perché non sperare in un altro anti-Papi vicino a Papi, magari ligure doc o d’adozione? Musso? No, ora non è così vicino (e domani sarà vicinissimo?). Ci vuole uno più interno, che lo stuzzichi, lo snervi, lo destabilizzi, fino alla sua resa. E allora ti scappa un urlo disperato: “Forza Cassano!”. Enzo Costa
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lunedì 10 gennaio 2011
I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': PADANOVELA da l'Unità del 10/01/11
Mi ci sono appassionato. Vado matto per la saga celtica delle esternazioni da tiggì di Bossi: mi intrigano le location, interni di osterie, vestiboli di taverne, privé di bettole adibiti a sedi di summit strategici o quarti di finale di Miss Padania, emananti effluvi di cassoeula al solo guardarli, dall’arredamento visibile o intuibile di teste di cinghiale, lepri impagliate, Trota semovente, Rosi Mauro, cimeli quali copie in truciolato dell’ampolla del Po, firme olografe di cugini del Professor Miglio, braghe rosse di Calderoli. E mi intriga indovinare, dalle prime immagini brumose, l’effetto che quel microclima, quel giorno, produrrà su Bossi: dirà che è ineluttabile il voto o il federalismo? Brandirà il dito medio o scaglierà una pernacchia? Sputerà su Casini e riabiliterà Fini o viceversa? A volte ci prendo, a volte no, ma posso sempre rifarmi: l’indomani c’è un’altra puntata. Enzo Costa
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giovedì 9 dicembre 2010
I LANTERNINI - POPOLO DELLA LIBERTÀ DI INSULTO da Repubblica Genova 09/12/10
Quando Bertinotti fece cadere il primo governo Prodi, e quando il secondo fu suicidato da compagni&Mastella, non risuonò l’epiteto “traditori”, e nessun giornale di sinistra additò con foto e indirizzi mail i reprobi. Ci furono polemiche anche aspre, ma non anatemi minacciosi come quelli che la destra politico-mediatica scaglia ai propri dissidenti. Eppure i pidiellini sono liberali: sabato si radunano al Ducale ad inneggiare al Capo e a bastonare a parole Fini, pratica molto trendy (“E Forza Nuova, che siamo tostissimi!”). Enzo Costa
Repubblica Genova 09/12/10
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domenica 5 dicembre 2010
LA VIGNETTA DI AGLAJA 05/12/10
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domenica 24 ottobre 2010
I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': SORRISI E CAGNARE da l'Unità del 25/10/10
Nell’ultimo Ballarò Pagnoncelli riferiva che, sul caso Antigua, a fronte di una minoranza divisa fra indignati e ammirati per l’intraprendenza abitativa di Silvio, c’era un’enorme maggioranza che non ne sapeva nulla. Mi è venuta in mente una signora di mezza età incontrata ad agosto, come da anni, nelle mie vacanze montane: mai, prima, mi aveva parlato di politica, sempre del tempo e delle birichinate del suo cane. Solo per look e qualche atteggiamento ne avevo intuito un orientamento di destra, ma vago e tiepido. Questa volta, invece, vibrava di sdegno: “Compro sempre Sorrisi e Canzoni, oggi c’era in omaggio…come si chiama? Panorama: ho letto della casa di Fini!”, e via esecrandone i misfatti monegaschi. Ecco: quando il Premier vuole aizzare gli italiani ignari contro un Nemico, impugna le sue armi mediatiche e li aizza. Quando vuole assopirli, sondaggio di Ballarò docet, li assopisce. Enzo Costa
l'Unità 25/10/10
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LA VIGNETTA DI AGLAJA 24/10/10
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domenica 17 ottobre 2010
LA VIGNETTA DI AGLAJA 17/10/10
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venerdì 24 settembre 2010
I LANTERNINI - IL VOLUB-LAB da Repubblica Genova 24/09/10
Da suoi seguaci, ci sono abituati. Chi è avvezzo a stare dietro a idee e progetti del sen. Musso, alle sue (mal)ferme deplorazioni del Pdl seguite da (ir)revocabili attenzioni a Fini foriere di (in)certe dissociazioni da se stesso, non vacilla. Neppure davanti al fatto che il volub-lab Enrico – dopo aver indetto consultazioni con i fans sulla propria collocazione – ora che Silvio resta in sella le abbia annullate restando dov’è (ma dov’è?). I seguaci seguono comunque la sua linea politica. Pardon, il suo arabesco politico. Enzo Costa
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giovedì 9 settembre 2010
I LANTERNINI - FOTO DI GRUPPO IN UN INFERNO da Repubblica Genova 09/09/10
Eloquente, vista col dissenso di poi, la foto d’archivio, pubblicata martedì, di Fini e (allora) fidi scudieri che marciano su Genova: Fini guarda in basso (ad altezza Silvio), avanzando a destra per chi osserva e a sinistra per chi marcia (sulla destra europea); al lato non a caso opposto, Bernabò Brea guarda in avanti (e sogna all’indietro, in direzione Storace); gli è accanto un meditabondo Plinio (rifletterà sulla comodità delle poltrone Elsag?); Gadolla guarda in macchina: è davanti a tutti, mentre oggi sta con tutti. Enzo Costa
Repubblica Genova 09/09/10
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martedì 7 settembre 2010
I LANTERNINI - TARGHE ALTERNE da Repubblica Genova 07/09/10
S’impone un revisionismo delle targhe storico-commemorative: basta con “Qui dormì Garibaldi” e “Qui pranzò Cavour” disseminati per le contrade italiche. Adorniamo le lande padane di adeguate epigrafi: “Qui Bossi berciò ‘Il tricolore lo metta nel cesso!’”, si incida sul marmo in quel di Venezia. “Qui Bossi fece una pernacchia”, si legga nello slargo di Chiavari ove l’Umberto, in favore di telecamera, scagliò borborigmi oro-labiali su Fini e la Bindi. Certe gesta storiche vanno scolpite a futura memoria. Enzo Costa
Repubblica Genova 07/09/10
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domenica 5 settembre 2010
I LANTERNINI - CANI E GATTI AZZURRI da Repubblica Genova 05/09/10
Beckettiano, il dibattito su Primocanale fra Gadolla e Cassinelli: il primo, già alfiere di legge, ordine e pochette, stava con Fini in nome della libertà di pensiero, dopo che alle regionali aveva sparato contro la Moschea in nome della non-libertà di culto; il secondo, già liberale, farfugliava al cellulare la sua fedeltà a prescindere al Capo di Arcore. Il più credibile era Pippo, il cane di Gadolla: forse pentito di avergli fatto da testimonial alle elezioni, schivava i riflettori. Era a casa, a giocare col gatto di Cassinelli. Enzo Costa
Repubblica Genova 05/09/10
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martedì 24 agosto 2010
I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': DALLE STELLE ALLE STALLE da l'Unità del 23/08/10
A un certo punto, era il 10 agosto, ho avuto la sensazione che avessimo già perso: non per i sondaggi negativi (quelli sono negativi sempre, anche quando si vince); non per le baruffe fra Vendola e Bersani, vendoliani e bersaniani, Di Pietro e Resto del Mondo, il mio coté movimentista e il mio coté politicista, più Casini, su come gestire l’imminente implosione della maggioranza evitando la conseguente disintegrazione della minoranza. Quelli erano gli ordinari afrori di disfatta che ci accompagnano da sempre. Ma il puzzo più acre l’ho avvertito la notte di San Lorenzo, quando dal cielo catodico sono piovute due luminose sentenze: «Berlusconi doveva cacciarlo subito (Fini, nda)» e «Bisogna andare al voto». Non era l’insolente e perentoria sicumera con cui Bossi le emetteva a farmi sentire l’odore della sconfitta. Ma il fatto che il ministro le sparasse all’eliminatoria di Alassio di Miss Padania: e che tutti, me compreso, trovassimo la cosa normale. Enzo Costa
A ridatece i fratelli Capone!
l'Unità 23/08/10
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lunedì 12 luglio 2010
LA VIGNETTA DI AGLAJA 12/07/10
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domenica 11 luglio 2010
LA VIGNETTA DI AGLAJA 11/07/10
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