Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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sabato 22 febbraio 2014

I LANTERNINI - GRAZIE DEI VOTI da Repubblica Genova 22/02/14

Forse l’azzimato di destra Gadolla che vota alle primarie del Pd incarna davvero (civettuolamente) la svolta a non-sinistra del partito “renzizzato”. Però mi sovviene il suo percorso politico: An, Pdl, Futuro e libertà. E ricordo che quand’era berlusconiano disse cose intolleranti contro la Moschea a Genova, per poi passare col Fini futurista-liberale che diceva l’opposto. Ergo, Gadolla, più che post-ideologico, è neo-videologico: ogni volta sta con quello di cui più si parla alla tv. Questa settimana sarà vicino a Fabio Fazio. Enzo Costa


Repubblica Genova 22/02/14

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venerdì 1 ottobre 2010

I LANTERNINI - LE MOSSE DI MUSSO da Repubblica Genova 01/10/10

Causa una telefonata, ho visto il servizio del Tgr sulla riunione dei finiani a Genova a volume azzerato: fra un Gadolla più in tiro che mai e un Barbareschi gigione as usual, si irradiava Enrico Musso. L’assenza di audio ne esaltava l’espressività, trasudante trasporto circospetto, vicinanza retrattile, adesione in stand-by (la stessa mimica di quando si accostò a Silvio, Biasotti, Bruzzone). Illusioni ottiche da assenza del sonoro, che magari narrava di un Musso finito lì per caso, ma diretto ad una convention di buddisti. Enzo Costa


Repubblica Genova 01/10/10

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giovedì 9 settembre 2010

I LANTERNINI - FOTO DI GRUPPO IN UN INFERNO da Repubblica Genova 09/09/10

Eloquente, vista col dissenso di poi, la foto d’archivio, pubblicata martedì, di Fini e (allora) fidi scudieri che marciano su Genova: Fini guarda in basso (ad altezza Silvio), avanzando a destra per chi osserva e a sinistra per chi marcia (sulla destra europea); al lato non a caso opposto, Bernabò Brea guarda in avanti (e sogna all’indietro, in direzione Storace); gli è accanto un meditabondo Plinio (rifletterà sulla comodità delle poltrone Elsag?); Gadolla guarda in macchina: è davanti a tutti, mentre oggi sta con tutti. Enzo Costa


Repubblica Genova 09/09/10

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domenica 5 settembre 2010

I LANTERNINI - CANI E GATTI AZZURRI da Repubblica Genova 05/09/10

Beckettiano, il dibattito su Primocanale fra Gadolla e Cassinelli: il primo, già alfiere di legge, ordine e pochette, stava con Fini in nome della libertà di pensiero, dopo che alle regionali aveva sparato contro la Moschea in nome della non-libertà di culto; il secondo, già liberale, farfugliava al cellulare la sua fedeltà a prescindere al Capo di Arcore. Il più credibile era Pippo, il cane di Gadolla: forse pentito di avergli fatto da testimonial alle elezioni, schivava i riflettori. Era a casa, a giocare col gatto di Cassinelli. Enzo Costa


Repubblica Genova 05/09/10

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sabato 3 aprile 2010

I LANTERNINI - FEDELE ALLA LINEA da Repubblica Genova 03/04/10

Vero, loro rischiano la patente di testimonial di prodotto perdente, e patiscono la mancata ricompensa politica (due assessorati alla Cultura al prezzo di uno?). Però Franca Lai e l'omino Semac, a Biasotti battuto, sono tornati a televenderci tutto il televendibile. Ma lui, dov'è finito? Si è ritirato a vita privata? Parlo di Pippo, cagnolino-testimonial muto: spero che dopo la forzata parentesi politica abbia ritrovato la serenità, e stia gustando le crocchette. Offertegli da Gianfranco Gadolla, nonostante la trombatura. Enzo Costa


E se Pippo avesse scritto il Libretto rosso dei pensieri di Bao?

Repubblica Genova  03/04/10

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lunedì 8 febbraio 2010

I SEMIFRESCHI - DESTRA E SINISTRA. IN TIVU' BUFALE E CORTESIE da Repubblica Genova 08/02/10

Giovedì, prima di mettere su Annozero, ho visto, a Destra-Sinistra su Primocanale, il cortese segretario del Pd Lorenzo Basso definire “simpatico” Gianfranco Gadolla. Il quale aveva pronunciato una “verità” che va ripetendo a tormentone: Marta Vincenzi, come candidata a sindaco, non fu una scelta del territorio ma un’imposizione romana. Un’affermazione falsa per tre quarti: la Vincenzi, fra le resistenze dei dirigenti locali, ottenne dai vertici nazionali del partito il sì alle primarie. Ma furono queste a sancirne la candidatura. Sostanzialmente, una scelta del territorio. L’opposto di quanto dice il “simpatico” Gadolla. Può darsi che il cortese Basso, non appena ho fatto zapping, ne abbia smascherato la bufala. Ma definirlo “simpatico” non agevolava l’operazione. Sia chiaro: Gadolla è simpatico anche a me. Anni fa, per dipingere una Genova disastrata, si fece ritrarre in un ameno paesaggio di bidoni dell’immondizia. Spiritosissimo, quell’accostamento fra la maleodorante rumenta sullo sfondo e l’elegante candidato in primo piano: un dandy che sguazza nei rifiuti è simpatico. Ma è lo stesso che racconta bugie strumentali sugli avversari. Ed è lo stesso che giorni prima, sempre su Primocanale, aveva detto cose gravi e pesanti sulla Moschea, sbeffeggiando don Gallo (“Toro Seduto!”), manipolando la questione islamica, soffiando sul fuoco della paura, irridendo bellamente i diritti di una minoranza, incurante che quel suo no assoluto ad un qualsiasi luogo di culto (non solo al Lagaccio ma dappertutto) fosse uno spregio a persone civili che vivono fra noi. Certo, il tutto con eleganza di toni (e di abiti). Ma, per questo, più preoccupante: ad aizzare i genovesi contro il Nemico Islamico e la sinistra che lo protegge, non era un rozzo capopopolo ma un distinto borghese. Avvilente vedere un centrosinistra così “educato” da non sottolinearlo. Non si tratta di dare corpo a risse televisive. Si tratta di dare la misura della gravità delle parole degli avversari, evidenziandola con precisione analitica. Mi auguro che nel resto del Destra-Sinistra da me non visto sia successo. Così come mi auguro che il cortese Basso, senza dare sulla voce a nessuno, abbia rimarcato contraddizioni e cattive azioni della destra. A partire dalla Moschea, c’è l’imbarazzo della scelta: dal no all’Islam scandito dagli adepti genovesi del Premier amicissimo di Gheddafi e Mubarak alla diversa posizione di Gagliardi; dall’apertura agli immigrati espressa proprio a Genova da Fini per arrivare ad una curiosa idea destrorsa della volontà popolare: leghisti, Plinio & C. si impancano a difensori del popolo col loro “referendum” su un diritto costituzionale come la libertà di culto. Ma il loro governo impone nuove centrali nucleari, in barba a un referendum e al parere delle Regioni e dei residenti nei siti in cui verranno ubicate. Siti tenuti segreti per non compromettere l’esito delle elezioni. Una bella idea di rispetto della volontà popolare! Chissà se il cortese Basso l’avrà fatto notare, così come il paradosso di Biasotti che ci inonda di spot in cui promette treni puliti e puntuali ed esami medici velocissimi omettendo di ricordare che lui ha governato la Liguria dal 2000 al 2005 (senza ombra di treni lindi e “svizzeri”, e con una Sanità con conti sballati ed assessori cambiati). Io, ripeto, guardavo Santoro: si occupava delle leggi con cui il Premier si sottrae ai giudici. Una voglia di impunità assecondata dalla destra intera. Quella che in tutto il paese, Liguria compresa, si erge a paladina della legalità. Chissà se il cortese Basso l’avrà fatto notare. Se non lo ha fatto, ha tempo per rimediare. Sempre che lo ritenga opportuno. Enzo Costa

"Gentilmente, Sig. Cav. Grand.Uff. Lup.Mann. Gianfranco Gadolla, potrebbe cessare per un momento di esternare spiritose invenzioni? La ringrazio infinitamente!" 

Repubblica Genova 08/02/10

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venerdì 29 gennaio 2010

I LANTERNINI - LA BANALITÀ DEL PENDANT da Repubblica Genova 29/01/10

Con modi eleganti quasi quanto la sua giacca, brandiva l’arma “democratica” del referendum leghista scagliando un no spietato e integralista alla Moschea (non al Lagaccio, ovunque), fra semplificazioni e falsità (“l’Islam è in guerra contro di noi”), epiteti sarcastici (“Toro Seduto” per don Gallo), una soave noncuranza dei diritti altrui e della gravità delle proprie parole confortata dai sorrisi ammiccanti dell’intervistatore. Spero di esagerare dicendo che Gadolla a Primocanale risvegliava brutti, agghiaccianti ricordi. Enzo Costa


Gadolla show (da Primocanale.it)

Repubblica Genova 29/01/10

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