Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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sabato 22 novembre 2014

I LANTERNINI - ITALBANIA da Repubblica Genova 22/11/14

Ma siamo riusciti a vedere lo splendido spettacolo degli spettatori albanesi di Italia-Albania a Marassi? Abbiamo colto la loro felicità di godere qui la loro Nazionale, il loro sentirsi parte del nostro paese, il loro intonare i due inni per siglare in canto una comunità di sentimenti, il loro contribuire a una serata benefica per l’alluvione come modo di ricambiare la nostra ospitalità? E siamo riusciti a ricordare cosa si diceva di loro quando arrivarono venti anni fa? Ecco: confrontare noi e loro, allora e ora, sarebbe utile. Enzo Costa


Repubblica Genova 22/11/14

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martedì 18 novembre 2014

I LANTERNINI - NON SOLO 15 da Repubblica Genova 18/11/14

Per economia di spazio, scrivo “15” (e intendo cose ovvie come “è colpa della cementificazione”, “ci vuole cura del territorio” ecc). Ecco, scritto “15”, dico che però sabato, in un’alluvione nel sud della Francia, ci sono state sei vittime. Probabile che anche in quelle zone si sia costruito troppo e male. Ma facile che l’inusitata violenza delle piogge sia la causa principale di questi disastri. E che all’estero si tenda meno che da noi a cercare a tutti i costi un colpevole. Ciò scritto, a scanso di equivoci, voglio ribadire: “15”. Enzo Costa


Repubblica Genova 18/11/14

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venerdì 14 novembre 2014

I LANTERNINI - CHIAVARI, ITALIA da Repubblica Genova 14/11/14

Apprezzabile il clima (piccola amara ironia del linguaggio) che si respira nei collegamenti televisivi da Chiavari alluvionata: il dolore e l’avvilimento delle persone sono mostrati, non istigati; la gente esprime rammarico, scoramento e, talvolta, rabbia, senza tirate da talkshow; si avverte un senso di comunità, col sindaco Levaggi presente sempre (pure troppo) e contestato mai: non credo abbia responsabilità diverse da Doria o Burlando. Credo sia giusto, ora, non fare teatrini. Sarebbe giovato anche prima. Enzo Costa


Repubblica Genova 14/11/14

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mercoledì 6 novembre 2013

I LANTERNINI – LUCE DOPO IL FANGO da Repubblica Genova 06/11/13

In un incontro alla Ligustica sulle alluvioni del 1970 e del 2011, imperniato sul bel video di Raffaele Maurici e Lorenzo Zeppa, fra preziose testimonianze dei ragazzi del ‘70 e stimolanti analisi di docenti e giornalisti, mi colpiscono al cuore gli “angeli del fango” di due anni fa: sono come li avevamo lasciati, in quei giorni bui e però luminosi. Gli stessi slanci, ora nel narrare la loro esperienza, la stessa freschezza: Davide Ghio, con autoironia di racconto, trasmette l’allegria della solidarietà. E, quindi, la fiducia nel futuro. Enzo Costa


Repubblica Genova 06/11/13

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giovedì 31 ottobre 2013

I LANTERNINI – FARE ATTENZIONE da Repubblica Genova 31/10/13

Troppo grande e reale, la tragedia di Carasco, per rinchiuderla tutta dentro sociologismi mediatici (quei due uomini precipitati con l’auto nel vuoto lasciato da un ponte spezzato dall’alluvione, il loro non essere cercati da vicini e congiunti, come segno di una solitudine sociale che ha afferrato anche i borghi dell’entroterra: e però quel non cercarli, per i parenti, era un modo per rispettarne la libertà). Quella tragedia, forse, può solo dirci che l’attenzione agli altri, anche agli estranei, può aiutare, aiutare tutti, noi e loro. Enzo Costa


Repubblica Genova 31/10/13

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giovedì 11 luglio 2013

I LANTERNINI – NON SOLO PER STIMA da Repubblica Genova 11/07/13

Non solo per la stima che ho per lei, non credo che Marta Vincenzi abbia responsabilità penali per l’alluvione del 2011: non penso che abbia partecipato alla falsificazione di un documento, né che le sia ascrivibile il reato di omicidio colposo. Come ha scritto domenica Vittorio Coletti, e come scrivevo poco tempo dopo quel disastro, la ricerca di un capro espiatorio fa rimuovere responsabilità collettive, decenni di incurie, l’idea della potenza della Natura. Confido che le indagini, alla fine, chiariranno tutto. Enzo Costa


Repubblica Genova 11/07/13

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domenica 4 novembre 2012

I LANTERNINI – UN ANNO DOPO da Repubblica Genova 04/11/12

Un anno dopo, dovremmo aver capito che cementificare senza limiti è ferirci, che l’idea di limite è un’idea vitale, che la Natura va rispettata perché ne facciamo parte, che neppure imparando a rispettarla saremmo del tutto al sicuro, che la consapevolezza della nostra insicurezza è l’inizio della nostra salvezza, che dalle autorità possiamo pretendere protezione dell’ambiente quanto più la pretendiamo da noi stessi. Vorremmo capire cos’è successo in quell’oscura riunione, eventualmente per proteggerci. Enzo Costa


Roberta Alloisio canta una poesia di Enzo Costa sull'alluvione dello scorso anno, musicata da Enzo e Roberto Costa, che suona il brano. Le immagini del video sono di Aglaja.
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Repubblica Genova 04/11/12

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mercoledì 17 ottobre 2012

I LANTERNINI – LA O DI GIOTTO da Repubblica Genova 17/10/12

Uno pensa: “Ma è semplice! Basterebbe perseguire l’interesse generale!”. Per esempio, l’abbattimento del palazzo di via Giotto, fra le cause dell’alluvione. Abbattimento avviato, finalmente, dopo inerzie burocratiche, ritardi dei finanziamenti, resistenze e proteste degli abitanti, per i quali non c’era solo quel problema, non c’era solo quell’edificio. Il cui cantiere, ora, produce fiumi di camion che intasano Borzoli fra l’ira dei residenti. Uno ci ripensa: “Basterebbe perseguire l’interesse generale: ma è semplice?”. Enzo Costa


  Repubblica Genova 17/10/12 

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mercoledì 3 ottobre 2012

I LANTERNINI - LA PAROLA AI RIFIUTI da Repubblica Genova 03/10/12

Sei sacchi di rifiuti. È quanto i soliti ignoti hanno riversato nel greto del Fereggiano nell’arco di poco più di dieci mesi: quelli che ci separano dall’alluvione, col suo carico di morti, distruzione, indagini, polemiche. Neppure un anno colmato con un cumulo di immondizia abusiva, recuperata dai volontari di Legambiente per “Puliamo il mondo”. Chi, dopo quella tragedia, ha usato di nascosto il torrente come discarica, crede che i rifiuti non parlino. Invece narrano con eloquenza la nostra smemorata inciviltà. Enzo Costa


 Repubblica Genova 03/10/12

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sabato 23 giugno 2012

I LANTERNINI – ED È FRANCESCA da Repubblica Genova 23/06/12

Pensate: è un esponente politico (titolo che, di questi tempi, vale brutti titoli a prescindere) del Pd (qualifica che, sempre di questi tempi, vale una squalifica automatica, sempre a prescindere): eppure, dopo aver sudato nel Comune di Genova per salvare conti e servizi sociali, si è industriata al Parlamento europeo per far arrivare gli opportuni stanziamenti per l’alluvione in Toscana e Liguria. Una formichina che si chiama Francesca Balzani. Di questi tempi, c’è chi fa una bella politica. Pensate. Pensiamoci. Enzo Costa


Repubblica Genova 23/06/12

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sabato 9 giugno 2012

I LANTERNINI – ALLERTA RETE da Repubblica Genova 09/06/12

Anch’io auspico l’uniformità di giudizio sugli allerta meteo, invocata al Forum regionale dell’Ambiente. Va superato il vigente sistema “federalistico”, per cui identici nuvoloni neri sono più o meno minacciosi se gravano su paesaggi liguri o piemontesi. Ma un sano centralismo previsionale nulla potrà davanti al malsano anarchismo social(e), che spara condanne on-line uguali e contrarie per sindaci ora troppo severi ora troppo leggeri sul rischio alluvione. Quella è un’irrimediabile catastrofe innaturale. Enzo Costa


Repubblica Genova 09/06/12

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sabato 3 marzo 2012

I LANTERNINI – L’ACQUA DEL VICINO Repubblica Genova 03/03/12

Voglio pensare che nemmeno uno dei residenti che, nei giorni dell’alluvione, protestava furiosamente contro le autorità, sia fra coloro che hanno eretto, sugli argini e negli alvei di Bisagno e Fereggiano, capannoni e muretti abusivi, monticelli di rifiuti, box, campi da bocce e pollai non autorizzati, come appurato dalla Commissione di inchiesta. Ma mi viene da pensare che almeno uno di loro conosca un vicino, un cugino, un umano artefice di uno di quei bei lavoretti. Se lo incontra, protesti furiosamente. Enzo Costa


Repubblica Genova 03/03/12

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lunedì 5 dicembre 2011

I SEMIFRESCHI - QUEL MALEDETTO 4 NOVEMBRE da Repubblica Genova 05/12/11

Lo dico anch’io che le scuole, quella tragica mattina di un mese fa, in quel dannato 4 novembre, andavano chiuse. Lo dico adesso. Ma prima? Prima del 4 novembre non lo dicevo, e non lo pensavo. Confesso che pensavo il contrario: pensavo che non andassero chiuse, perlomeno a Genova, perché pensavo che l’allarme fosse eccessivo, per colpa di noi “operatori mediatici”, e per riflesso condizionato di molti. Pensavo, cioè, che quell’allerta due fosse una conseguenza esagerata dell’alluvione nello spezzino poco o per nulla annunciata, di pochi giorni prima. È capitato spesso, in questi anni: a fronte di una catastrofe naturale non prevista, stampa, tv ed autorità che si affannano a diramare nuovi avvisi di pericolo, vuoi per rimediare alla mancata previsione precedente, vuoi (almeno inconsciamente) per esorcizzare ulteriori disastri. E il (retro)pensiero delle persone comuni è questo: “Danno l’allarme solo perché non lo avevano dato l’ultima volta, ma stavolta non succederà niente”. In questa specifica occasione, una mezza idea mia, e non solo mia. Ora che - a freddo - si può, facciamo mente locale: la vigilia del 4 novembre, quell’incessante fucina di sentenze sommarie che è anche la rete, emetteva verdetti inappellabili contro il terrorismo allarmistico della sindaco. Lo stesso giorno dell’alluvione, le cronache riferivano la protesta dei commercianti di Sestri Ponente, contrari alla chiusura obbligata dei negozi, giudicata immotivata. Eccolo, un altro elemento del pre-tragedia che, col senno esasperato di poi, è stato rimosso: i riflettori dei media e, di conseguenza, gli occhi dei cittadini, erano puntati sui luoghi dei precedenti disastri, del 2010 e di qualche giorno prima. Il messaggio più esplicito che implicito che passava, poche ore prima della catastrofe che avrebbe ferito il capoluogo ligure, era questo: è in arrivo un nubifragio che toccherà anche Genova e il Ponente della regione, ma i cui effetti più negativi dovrebbero manifestarsi laddove l’alluvione ha colpito da poco (le Cinque Terre) e un anno fa (Sestri): si paventavano altri crolli ed allagamenti nelle zone già sfigurate dalla potenza distruttrice dell’acqua, suggerendo perciò l’idea che fosse là, in quei luoghi già devastati, il vero, se non unico, pericolo. Da qui, o anche da qui, forse, la decisione di lasciare aperte le scuole genovesi, e la quasi unanime pacifica accettazione del provvedimento. Per di più c’era e c’è, come si è detto da varie parti (anche da quelle autorevoli del meteorologo Achille Pennellatore), l’insostenibile vaghezza, nel nostro paese, del concetto di “allerta due”, che contempla una troppo ampia escursione di eventi climatici, più o meno devastanti. Tant’è che ora si è valutato di ridefinirlo. Una genericità propedeutica, nel caso di Genova, a numerose precedenti “allerta due” rivelatesi prive di gravi conseguenze, e foriera, quindi, di puntuali pesanti sarcasmi, on-line e politici, sulla sindaco che chiude le scuole quando poi la bufera di neve si rivela una bufala. Certo, la Vincenzi, in quest’ultimo, tragico caso, può avere sbagliato toni e parole nell’immediato dopo-alluvione, può aver commesso l’errore di difendere in un primo momento con troppa ostinazione quella decisione; ancor di più, per me, ha sbagliato nel non spiegare subito e meglio i motivi di quella scelta, sbagliata col senno di poi (ma lo ha fatto bene poco tempo dopo, con la sua lettera sul web). Ma non penso si possa dire che alla vigilia era evidente che andassero chiuse le scuole: fosse stato così evidente, intendo dire evidente agli occhi di tutti, al punto che tenerle aperte (come hanno sostenuto alcuni degli accusatori della Vincenzi) fosse una scelta quasi criminale, penso che tutti i genitori i ragazzi a scuola non li avrebbero mandati. E poi, tralasciando qualche “dettaglio” sociale (la nostra idolatria per l’asfalto e l’automobile, il nostro invocare strade, garage e posteggi all’insegna del “box populi box dei”), e tecnico (lo scarso coordinamento fra le varie unità operative, ora ammesso dal capo della Protezione Civile), politicamente ci sarebbe da dire altro: che è osceno vedere strumentalizzare una tragedia simile da forze politiche responsabili nazionalmente di condoni edilizi, istigazioni all’abusivismo selvaggio che fa scempio del territorio; le stesse forze politiche il cui governo aveva tentato di varare un Piano casa all’insegna del “costruisco ergo sum”, ed ha quasi azzerato i fondi per la cura del dissesto idrogeologico. Infine, ricorderei una cosa: la vituperata Vincenzi ha predisposto un piano urbanistico nel quale è vietato costruire ancora in collina, con una linea d’azione nell’ambiente urbano mirata più alla riqualificazione dell’edilizia esistente che a nuovo cemento: certo, può non essere sufficiente. Ma è un fatto che già a suo tempo, nel presentarne le linee guida (ben prima che arrivasse in consiglio comunale), la sindaco, accanto al solito “non è abbastanza” degli ambientalisti duri e puri, si era beccata attacchi feroci dalla lobby dei costruttori, il cui leader è (o era) molto vicino al partito di Berlusconi. Forse, prima di chiederle di dimettersi ora, sarebbe stato opportuno darle un minimo di sostegno allora. Enzo Costa


Repubblica Genova 05/12/11
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lunedì 14 novembre 2011

I LANTERNINI – ACQUA SOTTO AI PONTI da Repubblica Genova 15/11/11

L’aria fresca montiana ti ispira un aplomb bipartisan (scusate la parolaccia). Ma poi un amico ti manda quest’agenzia: “Con l’emanazione della direttiva con la quale ha decretato la chiusura delle scuole, la Sindaca ha solo aggiunto altri problemi alla già pesante situazione di crisi dettata dalle pessime condizioni atmosferiche”. Parole scagliate nel 2010 dai berlusconidi, con in testa quel Rosso che ora vuole la testa della Vincenzi per le scuole aperte. Ma mi facciano il piacere! (alla faccia dell’aplomb). Enzo Costa 


da Repubblica Genova 15/11/11 

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sabato 12 novembre 2011

I LANTERNINI – PAROLE SENZA FANGO da Repubblica Genova 13/11/11

“In questa occasione nessuno può dire che al posto del sindaco avrebbe agito diversamente (…) non deve dimettersi”. Parole che non sono mie, ma di Enrico Musso: le ha pronunciate nella tesissima seduta del consiglio comunale sull’alluvione. Forse i miei lettori più accaniti hanno presente l’accanimento satirico con cui, in questi anni, mi sono dedicato a Musso. Di certo lo ha presente Musso. Per me, era un atto dovuto, come ora il mio rendergli merito: quelle parole non sono mie. Ma le sottoscrivo. Enzo Costa


Repubblica Genova 13/11/11

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venerdì 11 novembre 2011

I LANTERNINI – GLI ANGELI DENTRO GENOVA da Repubblica Genova 12/11/11

Quegli “angeli del fango” (mai stereotipo mediatico fu più giustificato, dovuto, colmato di senso dai fatti) sono un sollievo ed una speranza per tutti. E un rimprovero beneaccetto allo smagato e svagato pessimismo di (molti di) noi orridi cinquantenni: non riuscivamo a vederli, quei ragazzi con un’identità così forte da tracimare in altruismo, capaci (come i coetanei della primavera araba) di fare della rete virtuale una rete sociale. Togliendo il fango dalla città ci hanno anche ridato la vista: ringraziamoli. Enzo Costa


 Repubblica Genova 12/11/11

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mercoledì 9 novembre 2011

I SEMIFRESCHI - VERSANTE LIGURE: L’URLO da OLI n°319 del 09/11/11

È un urlo di pioggia (in) marcia
potente ringhioso feroce
un urlo di fine di pace
che l’anima e la città squarcia
un urlo che è sempre più forte
di pianto che cade dall’alto
sul pianto di chi è sull’asfalto
un urlo di male e di morte
un urlo di stupro ambientale
e insieme di pura Natura
(e porta con sé più paura
l’atroce che è naturale).
Un urlo, d’angoscia essenza,
di rabbia e protesta furente
che cerca una colpa, e si sente
che a urlare di più è l’impotenza.


da OLI

09/11/11

martedì 8 novembre 2011

I LANTERNINI – L’INIMMAGINABILE AL POTERE da Repubblica Genova 08/11/11

Dunque, reduce da un trionfale insuccesso di pubblico, di critica e di autorità internazionali in quel di Cannes, il Premier del bunga bunga e del cucù, noto teorico del libero cemento, indomito paladino delle virtù salvifiche dei condoni edilizi, indefesso alfiere di un ultra-liberistico Piano casa del quale ha accoratamente denunciato il boicottaggio da parte delle Regioni presunte vetero-ambientaliste, sull’alluvione di Genova ha detto che si è costruito dove non si doveva. Non ci sono parole, se non una: osceno. Enzo Costa 


Repubblica Genova 08/11/11
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domenica 6 novembre 2011

LA VIGNETTA DI AGLAJA


I LANTERNINI – QUELLA VOCE da Repubblica Genova 06/11/11

Mi resta dentro la voce della ragazza che, dal suo terrazzo, sta riprendendo il disastro col cellulare: la mano è straordinariamente ferma, la voce scossa, devastata da ciò che vede e vive. Urla il suo dolore violento e incredulo opponendo alle lacrime l’urgenza di salvare gli altri, anche per salvarsi dalla disperazione: con la freschezza ferita di chi scopre il male, grida a chi galleggia fuori dall’auto di togliersi di lì, dice con singhiozzi e parole strozzate le cose che passano, il terrore che la assale. Vorrei abbracciarla. Enzo Costa
 


Repubblica Genova 06/11/11

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