Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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lunedì 21 maggio 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': La territorialità a prescindere. Sublime caposaldo della Lega Nord - da l'Unità 21/05/12

Dunque il vicesegretario vicario di Maroni sarà un veneto. Non conta che sia un norma statutaria a sancire l’aureo principio “segretario lombardo, vice veneto”. Conta che la scelta, in barba al proclamato rinnovamento con sfoggio di ramazze, ribadisca un tratto atavico del Carroccio: la mistica del territorio. Qui elevata a regola gerarchica: pure se (oltre a Maroni, beninteso) la Lombardia pullulasse di leghisti geniali, statisti di Cantù, capi carismatici di Lodi, guru di Pavia, essendo il nuovo segretario lombardo, il suo vice sarà veneto. Anche se (ipotesi di scuola, per carità) sul mercato ci fossero solo veneti incapaci. E se il miglior vice possibile fosse friulano? Dovrebbe sposare una vicentina? Proporsi come oriundo, mercé il nonno di Chioggia? Inconcepibile, poi, un vice avellinese doc: siamo assuefatti all’idea che esista un partito chiamato Lega Nord. Immaginiamo una regola simile negli altri partiti: il vice di Bersani, o di Alfano, o di Di Pietro, deve essere umbro. Sai le risate. Invece con la Lega è normale: il territorio batte il merito. Merito anche della nefasta retorica sul radicamento spacciata per anni da pensosi editorialisti nazionali: hanno scritto e riscritto che essere radicati al territorio era di per sé garanzia di virtù, chiudendo due occhi su certe tipiche declinazioni territoriali della politica, dalla xenofobia al disprezzo straccione, ma genuino e “popolano”, per il pensiero, la cultura, il parlar civile. Nobilitare e compiacere le piccinerie localistiche ne ha favorito il tramutarsi in forme familistico-tribali con annesse pendenze giudiziarie. La territorialità a prescindere si estrinseca anche nella ristrutturazione con soldi pubblici del proprio terrazzo. Chissà che ne pensa il futuro vicesegretario, veneto a prescindere. Enzo Costa


 l'Unità 21/05/12

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lunedì 26 settembre 2011

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': SECESSIONE A PARTE da l'Unità 26/09/11

I giorni trascorsi consentono di esaminare a freddo i discorsi di Bossi nella tre giorni dei popoli padani, distinguendo il colore dalla sostanza. Al netto dei passaggi folcloristici (secessione, pensioni “salvate”, contratti territoriali), l’elemento più politico, non a caso mostrato dalla più autorevole trasmissione di informazione (Blob), è stato il monito, lanciato da un severo Senatur, a non scendere le scale di casa in ciabatte, status propedeutico, per il capo della Lega, ai capitomboli domestici. La folla sotto al palco, non inquadrata, ne era sonoramente illuminata; Rosi Mauro, sopra, visibilmente: dallo sguardo trasognato pareva pensare alla fondazione della corrente “Padani con anfibi”. L’altra tesi politica espressa da Bossi, riportata da pochi giornali, è stata “nano di Venezia”: qualifica sganciata a Brunetta. L’aveva già detto, ma poi si era scusato. Ora ha ribadito il concetto. Brunetta non ha aperto bocca. Non credo per via dell’acqua alta. Enzo Costa


l'Unità 26/09/11

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domenica 10 luglio 2011

I LANTERNINI - SE LO DICE LUI da Repubblica Genova 10/07/11

Su Telenord, sere fa, il leghista Rixi additava una Genova chiusa, asfittica, nemica dei ragazzi. A parte il fatto che milita in un partito che erge enormi frontiere fisiche e mentali, a parte il fatto che si accompagna a quei teenager cosmopoliti di Ravera e Bruzzone, a parte il fatto che lui e “giovani” sodali padani – su integrazione, cooperazione, sguardi sul mondo – seminano intolleranze d’altri millenni, a parte il fatto che partorì una poesia contro la Moschea da ripetente xenofobo di asilo nido, Rixi aveva quasi ragione. Enzo Costa


Repubblica Genova 10/07/11
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venerdì 10 luglio 2009

I LANTERNINI - CLANDESTINO E PALESE da Repubblica Genova 10/07/09


Un modo è, come ha fatto qui Massimo Calandri, fare i nomi: Marisa, Graciela. Colorare di un’identità e di una storia precise, l’uguale disperazione delle persone cui il pacchetto insicurezza del governo illiberal-padano rende faticoso e pericoloso partorire in ospedale, iscrivere i figli a scuola, vivere. Dare fisionomia a chi si cerca di sfigurare col marchio “clandestini”, è un modo per non darla vinta agli sfiguratori. Un altro è non tenere in clandestinità il nostro sdegno, manifestandolo oggi, davanti alla Prefettura. Enzo Costa

Difendo il mio futuro: non voglio essere rappresentata da costui

Repubblica Genova 10/07/09

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