Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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martedì 15 aprile 2014

I LANTERNINI - (ZELI)GRILLO da Repubblica Genova 15/04/14

“No ghe volemo stare più in ‘sto Stato de mona, va ben?”: è il Grillo poliglotta che, a Padova, ha strizzato l’occhio in dialetto ai secessionisti, guidando (ovvio, per ridere) un tanko di cartone. Poi, nell’idioma dell’oppressore centralista, ha detto sul serio: “C’è un diritto alla secessione, se fate un referendum sono con voi”. Comiziava a pagamento (in euro, in attesa del referendum per uscirne). Mi aspetto un suo pay-comizio a Genova: “Belin, volemmo o Doge!”. E carica un mortaio per il pesto (che ridere!). Enzo Costa


Repubblica Genova 15/04/14

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domenica 3 marzo 2013

I LANTERNINI – CORSI E RICORSI CELTICI da Repubblica Genova 03/03/13

“Missione compiuta!”, ha sibilato Maroni con l’aria di uno che non è finito sotto al tram aggrappandosi in extremis alla scaletta dell’elicottero di un miliardario di Arcore. “Missione da compiere!”, ha annunciato il leghista rivierasco Chiappori con l’aria di chi cova una reazione a una tranvata elettorale: in risposta all’odiata macroregione lombardo-piemonto-veneta, un‘euroregione inaudita: Liguria, Sardegna e Corsica. Vuol guidare la secessione di Ajaccio da Parigi. La tranvata dev’essere stata micidiale. Enzo Costa


Repubblica Genova 03/03/13

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lunedì 26 settembre 2011

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': SECESSIONE A PARTE da l'Unità 26/09/11

I giorni trascorsi consentono di esaminare a freddo i discorsi di Bossi nella tre giorni dei popoli padani, distinguendo il colore dalla sostanza. Al netto dei passaggi folcloristici (secessione, pensioni “salvate”, contratti territoriali), l’elemento più politico, non a caso mostrato dalla più autorevole trasmissione di informazione (Blob), è stato il monito, lanciato da un severo Senatur, a non scendere le scale di casa in ciabatte, status propedeutico, per il capo della Lega, ai capitomboli domestici. La folla sotto al palco, non inquadrata, ne era sonoramente illuminata; Rosi Mauro, sopra, visibilmente: dallo sguardo trasognato pareva pensare alla fondazione della corrente “Padani con anfibi”. L’altra tesi politica espressa da Bossi, riportata da pochi giornali, è stata “nano di Venezia”: qualifica sganciata a Brunetta. L’aveva già detto, ma poi si era scusato. Ora ha ribadito il concetto. Brunetta non ha aperto bocca. Non credo per via dell’acqua alta. Enzo Costa


l'Unità 26/09/11

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giovedì 1 settembre 2011

I SEMIFRESCHI - BOSSI UMBERTO, MAESTRO PADANO NELL'ARTE DELLE RETROMARCE da L'Unità 01/09/11

La Padania è una nazione virtuale fondata sulle retromarce. Dalle più recenti, di stampo “manovriero” (“ci sarà una tassa sull’evasione”, con successiva mancata tassa sull’evasione, “non toccheremo le pensioni”, con successivo intervento sulle pensioni e successiva retromarcia sull’intervento), fino alla madre di tutte le retromarce: la Secessione, mitica Terra Promessa ora invocata ora sottaciuta, ora proclamata ora abortita, ora rispolverata ora riseppellita, e via dicendo e disdicendo a seconda di epoca storica, stagione climatica, congiunzione politica e/o astrale del gruppo dirigente e/o del Cerchio Magico. Passando per retromarce filosofiche – il fiero sbandieramento delle proprie radici pagane seguito dal fiero sbandieramento delle proprie radici cristiane, la volubile teo(Berlusco)logia che vede il culto celtico dell’Unto del Signore brevemente ma perentoriamente intervallato da fermi anatemi all’indirizzo della Sua diabolica mafiosità – alternate da suggestive retromarce tattiche, quale, fra tutte, la saga schizofrenica del voto anticipato, da circa un anno a questa parte preteso o eluso col variare dei sondaggi, del tempo e dell’oroscopo del segretario. Ma, personalmente, trovo ancora più affascinante un altro ramo delle retromarce del Carroccio o meglio del suo Capo Supremo: quello relativo al suo vasto repertorio di dileggi, gestacci e borborigmi vocali. Sì, perché il tratto più politico del Leader Maximo leghista sono le sue esuberanze oratorie e mimiche. Da sempre, ma da ultimo di più: dito medio e pernacchie, unitamente a insulti da stadio, sono oramai assurti a condimento quotidiano, anzi a piatto base giornaliero delle sue riflessioni sulla res publica. Anche qui serviti fragorosamente su tutti i canali e poi rimangiati, seppur con minore enfasi sonora e mediatica. Mi spiego con un esempio: qualche comizio fa, Bossi – fra la ola dei propri adepti – riferiva con orgoglio di aver litigato con Brunetta denominandolo “nano di Venezia”. Seguiva, l’indomani, la comunicazione di Bossi di una sua telefonata riparatoria con scuse rivolte direttamente al ministro appena fieramente dileggiato. Ecco, per me, il motivo di curiosità: ma come si fa la retromarcia ad personam per un epiteto del genere? Il Senatur avrà detto a Brunetta “Perdonami, Renato, non sei un nano di Venezia, ma un gigante di Mestre”?. E quando ha dato a distanza dello “stronzo” a Casini, poi, di persona, gli avrà detto “Pierferdi, sei bello, dolce e gentile”?. E, più in generale, come farà le retromarce per le pernacchie a questo o quel nemico di turno? Schioccandogli bacetti teneri via cellulare? E la retromarcia mimica del dito medio teso, com’è? Un dito mignolo piegato? Enzo Costa

 L'Unità 01/09/11
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