Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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lunedì 18 febbraio 2013

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': AI TROPPI ITALIANI SMEMORATI QUALUNO DICA CIO' CHE HA FATTO DAVVERO SILVIO da l'Unità 18/02/13

Ma ditelo, per favore, che fino al novembre 2011 ha sgovernato Lui. Ditelo che ci aveva lasciato disastri e vergogna. Ditelo che l’Italia stava correndo verso il precipizio, e che Lui, che ora si ripropone come ministro dell’Economia, certificava che la crisi non c’era con la teoria macroeconomica dei ristoranti pieni. Ditelo che grazie a Lui, in Europa, nel mondo e magari nelle altre galassie (tranne la Russia di Putin, la Libia di Gheddafi e qualche remoto pianeta retto da un despota alieno), ci ridevano dietro e davanti al solo sentirne parlare, al solo sentirlo parlare, fra un attacco di panico e l’altro da possibile contagio. Ditelo che quando ha abolito del tutto l’Ici (già tolta ai meno abbienti da Prodi) ha tagliato o costretto a tagliare trasporti, scuola, sanità, cultura. Ditelo che Lui, che ora recita la parte del Nemico della Merkel, da premier, alla Merkel si beava di fare “cucù”. Ditelo che ora schifa Monti ma l’ha sostenuto quando governava e dopo, a governo tecnico caduto, offrendogli di guidare i cosiddetti moderati. Ditelo che si è fatto leggi per sottrarsi alla Legge, che ha fatto deputati i suoi avvocati con cui farsi le leggi, che si è fatto beffe della verità facendo votare al Parlamento che credeva nipote di Mubarak una sua amichetta. E ditelo che la vergogna, prima che politica, è stata ed è morale, civile, culturale, poiché ha sdoganato in un paese già minato i disvalori che Lui incarna: la furbizia invece del merito, l’apparenza invece della sostanza, l’arricchimento facile invece dell’apprendimento faticoso, il consumismo selvaggio di cose e “ideali”, di corpi femminili, di onorevoli più o meno responsabili, da possedere a tutti i costi. Ditele, queste ovvietà, che per molti italiani smemorati ovvietà non sono. Se non ora, quando? Enzo Costa


l'Unità 18/02/13

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sabato 2 ottobre 2010

I SEMIFRESCHI - QUEL SOLITO IGNOTO DI SILVIO da l'Unità del 02/10/10

Urge adottare lo stilema de I soliti ignoti. Non il film di Monicelli: la trasmissione di Frizzi. Quella in cui il concorrente deve indovinare l'identità di persone sconosciute, scegliendola per ogni "ignoto" fra tutte quelle elencate dal conduttore. Scrutando il volto dello sconosciuto di turno e valutando qualche aspetto caratteriale da lui rivelato, il concorrente formula la sua ipotesi, che Frizzi a sua volta indirizza in forma interrogativa al diretto investigato: "Signor Bianconi, è lei che guida alianti?", "Signora Guidacci, è lei che per hobby colleziona schede telefoniche?", "Signor Micheletti, è lei che alleva lumache?". Dopo un'opportuna suspense creata da musichetta ipnotica e interminabili primi piani, il tipo scrutato conferma o smentisce: "Sì, sono io!" (applausi del pubblico e tripudio del concorrente); "No, non sono io!" (disappunto del pubblico e disperazione del concorrente). Ecco: sarebbe un ottimo format per la politica-(avan)spettacolo del Premier, inscenata - da ultimo - nella sua alata prolusione al Senato. Nella quale ha nuovamente vantato (ma questa volta in un luogo e in un'occasione solenni) le proprie benemerenze in politica estera. Molto più che benemerenze: prodezze miracolose, imprese salvifiche, azioni taumaturgiche per l'Europa, l'America, il Pianeta, compiute da Lui, inarrivabile Supereroe della Diplomazia Cosmica e della Lungimiranza Universale. Così, perlomeno, parlò il Berlusca lucidando il proprio curriculum a Palazzo Madama. Di fronte a cotali gesta del nostro capo del governo, sarei pronto ad inorgoglirmi, ma quel pizzico di scetticismo disfattista che è in me fa sì che io chieda all'opposizione di indossare, per l'appunto, i panni di Fabrizio Frizzi. Interrogando, però, non il diretto interessato (che confermerebbe all'istante, senza neppure un attimo di suspense), ma il presunto beneficiato del suo tocco magico: Bersani, Di Pietro, Casini e Rutelli indirizzino ad Obama una pubblica lettera che, riferendosi al nostro Premier, reciti così: "Mister Obama, è Lui (Berlusconi, nda) che l'ha convinta a varare il piano per il salvataggio delle banche statunitensi?". Verghino una missiva aperta che domandi: "Amico Putin, è Lui (Papi, nda) che l'ha convinta a non attaccare la Georgia?". Ri-scrivano ad Obama chiedendogli: "Dear Barack, è Lui (Silvio, nda) che l'ha convinta a firmare con Putin il trattato sulla riduzione degli arsenali atomici?". Di fronte a tali interrogazioni ufficiali conseguenti a sparate colossali altrettanto ufficiali, i leader mondiali non potranno non rispondere. Sono in fiduciosa e spasmodica attesa. Ho fatto partire la musichetta ipnotica. Enzo Costa


L'Unità 02/10/10
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sabato 1 maggio 2010

I LANTERNINI - L'ATOMO DOCENTE da Repubblica Genova 01/05/10

Riluce radioattiva, pardon radiosa, l'egemonia culturale della destra: il governo fa ricorso all'atomo (se non gli italiani, arricchirà l'uranio) e l'Università genovese istituisce un corso di ingegneria nucleare. La preside Girdinio, bollata di vetustà ambientalista la sinistra, anticipa i disinteressati sponsor accademici (Ansaldo ed Enel, forse), ma non l'articolazione di lezioni e docenti. Che anticipo io: "Chernobyl, dov'era costui?" del professor Putin e "Poche storie tante scorie" del professor Scajola. Scherzo (forse). Enzo Costa

Scajolatomico

Repubblica Genova 01/05/10

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mercoledì 28 ottobre 2009

I LANTERNINI - IL FESTIVAL DELL’ASSENZA da Repubblica Genova 28/10/09


Chiariti i motivi dell’assenza del governo al varo del Festival della Scienza: il Premier Papi voleva esserci ma, in gita con Putin, la mattina è stato trattenuto da un terremoto in Abruzzikstan, il pomeriggio dalla consegna delle prime daciette a Onnigrad, e la sera dalla rosolia. La Gelmini doveva leggere a Genova la sua prolusione “Largo al merito”, ma poi l’ha letta a Reggio Calabria, al Festival delle Scorciatoie. Però il sottosegretario Einstein ha garantito fondi per la ricerca: era al Festival della Fantascienza. Enzo Costa



"Sono tutte calunnie! Il mio Putintour è durato solo un giorno!"

Repubblica Genova 28/10/09

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giovedì 14 agosto 2008

DIARIO D'AGOSTO - LA DIPLOMAZIA DI MARTUFELLO da L'Unità 14/08/08

Ma perché, con l'amico Vladimir, solo una micragnosa telefonata (o due, che siano state)? Perché, per indurlo a metodi meno ruvidi con la Georgia, non ha replicato lo spettacolo dell'invito a Villa Certosa? Allora, nell'euforia dell'immediato dopo-trionfo elettorale, il Trisunto aveva colpito con gli effetti speciali. Aveva colpito noi, pubblico plaudente, e lui, ospite gaudente, incantati da una fantasmagoria di numeri strepitosi: le dita posizionate a pistola per minacciare (ironicamente, ovvio) la cronista russa che faceva domande pettegole; la sparata sull'Airflot in procinto di salvare Alitalia (la ricordate? E com'è che nessuno gliela ricorda?); il Bagaglino tutto a dare un tocco di cultura. Ecco: se ora ripetesse lo show, invece di limitarsi ad alzare sciattamente la cornetta, magari l'amico Putin si farebbe più docile. Oppure no: a ripensarci, dello spettacolo sardo il numero della pistola un po' lo ha ispirato. Enzo Costa

"Ecco, amico Vladimir, come si fa!"

da L'Unità 14/08/08

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