Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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mercoledì 14 maggio 2014

I LANTERNINI - A PARTE TUTTO da Repubblica Genova 14/05/14

A parte Piaggio / che fa spavento
 
con Sestri ostaggio / (dirottamento?). 

Tranne gli Erzelli / luogo-utopia 

(vedrà mai quelli / di Ingegneria?). 

Salvo le audite,/ come si dice, 

dolenti note/ (Carlo Felice). 

Scarpino eccetto/ (umido o secco 

del rio nel letto/ percóla a picco). 

A parte Gronda/ (clima polemico

che trova sponda / sul Terzo Valico). 

A parte questo / poco esaltante

più tutto il resto / (con l’aggravante 

di ‘ste mie rime / noiose e tristi), 

si impone, eccome: / siamo ottimisti! 

Enzo Costa


Repubblica Genova 14/05/14

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martedì 28 maggio 2013

I LANTERNINI – ALLERTA ALTERNI da Repubblica Genova 28/05/13

Penso che tutti solidarizzino come me con i commercianti di Sestri Ponente che lamentano i disagi da allerta meteo (da un po’, per fortuna, senza annesse catastrofi), allerta di cui chiedono una revisione rispetto a parametri e vincoli di sicurezza troppo rigidi. Ma sospetto che, nel malaugurato caso di un’inondazione disastrosa, non tutti quelli che ora sono solidali eviterebbero di additare l’assenza o l’insufficienza dell’allerta meteo. Urge approntare allerta emoticon sulle ondate di isterie schizofreniche. Enzo Costa


Repubblica Genova  28/05/13

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domenica 26 maggio 2013

I LANTERNINI – ALLERTA ALTERNI da Repubblica Genova 26/05/13

Penso che tutti solidarizzino come me con i commercianti di Sestri Ponente che lamentano i disagi da allerta meteo (da un po’, per fortuna, senza annesse catastrofi), allerta di cui chiedono una revisione rispetto a parametri e vincoli di sicurezza troppo rigidi. Ma sospetto che, nel malaugurato caso di un’inondazione disastrosa, non tutti quelli che ora sono solidali eviterebbero di additare l’assenza o l’insufficienza dell’allerta meteo. Urge approntare allerta emoticon sulle ondate di isterie schizofreniche. Enzo Costa


Repubblica Genova 26/05/13

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lunedì 5 dicembre 2011

I SEMIFRESCHI - QUEL MALEDETTO 4 NOVEMBRE da Repubblica Genova 05/12/11

Lo dico anch’io che le scuole, quella tragica mattina di un mese fa, in quel dannato 4 novembre, andavano chiuse. Lo dico adesso. Ma prima? Prima del 4 novembre non lo dicevo, e non lo pensavo. Confesso che pensavo il contrario: pensavo che non andassero chiuse, perlomeno a Genova, perché pensavo che l’allarme fosse eccessivo, per colpa di noi “operatori mediatici”, e per riflesso condizionato di molti. Pensavo, cioè, che quell’allerta due fosse una conseguenza esagerata dell’alluvione nello spezzino poco o per nulla annunciata, di pochi giorni prima. È capitato spesso, in questi anni: a fronte di una catastrofe naturale non prevista, stampa, tv ed autorità che si affannano a diramare nuovi avvisi di pericolo, vuoi per rimediare alla mancata previsione precedente, vuoi (almeno inconsciamente) per esorcizzare ulteriori disastri. E il (retro)pensiero delle persone comuni è questo: “Danno l’allarme solo perché non lo avevano dato l’ultima volta, ma stavolta non succederà niente”. In questa specifica occasione, una mezza idea mia, e non solo mia. Ora che - a freddo - si può, facciamo mente locale: la vigilia del 4 novembre, quell’incessante fucina di sentenze sommarie che è anche la rete, emetteva verdetti inappellabili contro il terrorismo allarmistico della sindaco. Lo stesso giorno dell’alluvione, le cronache riferivano la protesta dei commercianti di Sestri Ponente, contrari alla chiusura obbligata dei negozi, giudicata immotivata. Eccolo, un altro elemento del pre-tragedia che, col senno esasperato di poi, è stato rimosso: i riflettori dei media e, di conseguenza, gli occhi dei cittadini, erano puntati sui luoghi dei precedenti disastri, del 2010 e di qualche giorno prima. Il messaggio più esplicito che implicito che passava, poche ore prima della catastrofe che avrebbe ferito il capoluogo ligure, era questo: è in arrivo un nubifragio che toccherà anche Genova e il Ponente della regione, ma i cui effetti più negativi dovrebbero manifestarsi laddove l’alluvione ha colpito da poco (le Cinque Terre) e un anno fa (Sestri): si paventavano altri crolli ed allagamenti nelle zone già sfigurate dalla potenza distruttrice dell’acqua, suggerendo perciò l’idea che fosse là, in quei luoghi già devastati, il vero, se non unico, pericolo. Da qui, o anche da qui, forse, la decisione di lasciare aperte le scuole genovesi, e la quasi unanime pacifica accettazione del provvedimento. Per di più c’era e c’è, come si è detto da varie parti (anche da quelle autorevoli del meteorologo Achille Pennellatore), l’insostenibile vaghezza, nel nostro paese, del concetto di “allerta due”, che contempla una troppo ampia escursione di eventi climatici, più o meno devastanti. Tant’è che ora si è valutato di ridefinirlo. Una genericità propedeutica, nel caso di Genova, a numerose precedenti “allerta due” rivelatesi prive di gravi conseguenze, e foriera, quindi, di puntuali pesanti sarcasmi, on-line e politici, sulla sindaco che chiude le scuole quando poi la bufera di neve si rivela una bufala. Certo, la Vincenzi, in quest’ultimo, tragico caso, può avere sbagliato toni e parole nell’immediato dopo-alluvione, può aver commesso l’errore di difendere in un primo momento con troppa ostinazione quella decisione; ancor di più, per me, ha sbagliato nel non spiegare subito e meglio i motivi di quella scelta, sbagliata col senno di poi (ma lo ha fatto bene poco tempo dopo, con la sua lettera sul web). Ma non penso si possa dire che alla vigilia era evidente che andassero chiuse le scuole: fosse stato così evidente, intendo dire evidente agli occhi di tutti, al punto che tenerle aperte (come hanno sostenuto alcuni degli accusatori della Vincenzi) fosse una scelta quasi criminale, penso che tutti i genitori i ragazzi a scuola non li avrebbero mandati. E poi, tralasciando qualche “dettaglio” sociale (la nostra idolatria per l’asfalto e l’automobile, il nostro invocare strade, garage e posteggi all’insegna del “box populi box dei”), e tecnico (lo scarso coordinamento fra le varie unità operative, ora ammesso dal capo della Protezione Civile), politicamente ci sarebbe da dire altro: che è osceno vedere strumentalizzare una tragedia simile da forze politiche responsabili nazionalmente di condoni edilizi, istigazioni all’abusivismo selvaggio che fa scempio del territorio; le stesse forze politiche il cui governo aveva tentato di varare un Piano casa all’insegna del “costruisco ergo sum”, ed ha quasi azzerato i fondi per la cura del dissesto idrogeologico. Infine, ricorderei una cosa: la vituperata Vincenzi ha predisposto un piano urbanistico nel quale è vietato costruire ancora in collina, con una linea d’azione nell’ambiente urbano mirata più alla riqualificazione dell’edilizia esistente che a nuovo cemento: certo, può non essere sufficiente. Ma è un fatto che già a suo tempo, nel presentarne le linee guida (ben prima che arrivasse in consiglio comunale), la sindaco, accanto al solito “non è abbastanza” degli ambientalisti duri e puri, si era beccata attacchi feroci dalla lobby dei costruttori, il cui leader è (o era) molto vicino al partito di Berlusconi. Forse, prima di chiederle di dimettersi ora, sarebbe stato opportuno darle un minimo di sostegno allora. Enzo Costa


Repubblica Genova 05/12/11
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venerdì 14 ottobre 2011

I LANTERNINI - RIBALTAMENTO AMARO da Repubblica Genova 14/10/11

È vero che le facce sgomente e furiose (ed intergenerazionali e multietniche) dei lavoratori Fincantieri sono una faccia della crisi; che il rabbioso sconforto degli operai di Sestri incarna l’angoscia impotente dell’Occidente davanti allo sbriciolarsi di un sistema economico. Ma quella rabbia è così violenta e dolente perché sgorga da un senso di abbandono, dalla scoperta di essere stati blanditi da finte rassicurazioni, ingannati dai rinvii e dagli annunci. Un governo che non dice parole di verità semina disperazione. Enzo Costa
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Repubblica Genova 14/10/11 

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venerdì 15 luglio 2011

I LANTERNINI – IL LAVORO SPORCO da Repubblica Genova 15/07/11

Sospiri di sollievo, alla scampata strage di via Merano a Sestri. E ti inquieti, al pensiero del terrore e dei disagi patiti dagli abitanti. E ti conforti, a quello dei soccorsi. Poi pensi al viluppo infernale di contraddizioni di un certo sviluppo, al petrolio intubato fra le case per dare benzina alla crescita. E ti dici che quello sviluppo è vecchio, e ripeti “un altro modello”, “lavoro e ambiente”, “posti e qualità della vita”. E ti paiono belle idee, e ti pare terribilmente difficile estrarle incontaminate, per sanare questa landa inquinata. Enzo Costa

 
Repubblica Genova 15/07/11

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