Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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lunedì 3 settembre 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': IN DIFESA DEL POVERO GRILLO, SURCLASSATO DAL GRANDE BENIGNI da l'Unità 03/09/12

Ma cos’altro poteva fare, Grillo? Mettetevi nei suoi panni (per i fedeli alla linea, previo nulla osta di Casaleggio): Benigni, un (ex) collega, lo aveva appena immortalato con un piccolo capolavoro affabulatorio. Grillo, l’essenza antropologica di Grillo, ricavata da quel micidiale strumento di disvelamento che è la vera scrittura comica, era lì, buffamente e impietosamente, in quel fax immaginario grondante insulti da caserma delle barzellette contro il popolo democratico, fax credibilmente falso prima letto e poi maldestramente censurato sul palco dal geniale Roberto; ed era di nuovo lì, in quel brano di conversazione telefonica inventata in cui lui, Beppe, ricorreva al turpiloquio più ovvio, ossia più grillesco, per “interloquire” col narrante Roberto (che invece anni fa, giovane e vitale, coniava parolacce insieme volgarissime e poeticissime, capaci di creare una lingua, un mondo, come solo i grandi artisti sanno fare). Eccolo, Grillo, fissato per sempre in quei mirabili, implacabili minuti di monologo gentilmente offerti dal talento di chi sa miscelare satira e poesia, alta cultura e bassa comicità, bunga bunga e Divina Commedia, Inferno e Arcore, Dante e Grillo: Benigni, schizzando in pochi tratti il (non) leader dei Cinque Stelle, mostrava come lui, Roberto, fosse un’altra cosa: un uomo colto, dai mille registri, che pratica l’invettiva ma pure l’elegia, che conosce anche l’arte della sfumatura, del non detto, che trasuda umanità e quindi anche spirito, anche politica, materia incandescente, magmatica, complessa, e non riducibile ad un pur visitatissimo blog della rete. Che poteva fare, Grillo? Rispondere con un “vaffa” avrebbe avallato il ritratto di Benigni. L’ha buttata miseramente sui soldi, come fanno i poveri milionari senza argomenti. Enzo Costa


l'Unità 03/09/12

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giovedì 14 ottobre 2010

I LANTERNINI - LA BANALITÀ DEL MALE da Repubblica Genova 14/10/10

“Dobbiamo anche dissimulare la nostra preoccupazione per non spaventare di più i bambini”: questo passo del toccante racconto di Luigi Pastore sulla folle violenza al Ferraris, mi ha evocato la scena de “La vita è bella” in cui l’ebreo-Benigni, per preservare il figlioletto dal Male del lager, gli fa credere che la ferocia nazista sia un gioco. Certo, quella era una tragedia epocale, qui “solo” una partita rovinata da pochi cretini. Ma, specie nei nazionalismi più ottusi, ogni minima tenebra può essere un presagio di inferno. Enzo Costa


Repubblica Genova 14/10/10 

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sabato 9 agosto 2008

CARTOLINE D'AGOSTO - CARO BENIGNI, FATTI UN PANFILO ovvero: Benigni ci sta sul gozzo da L'Unità 09/08/08


(Piccolo) diavolo d'un Benigni: tu ci disilludi! Un allettante titolo del Corriere, "Sequestrata la barca di Benigni", ci conforta, a noi dell'autofustigante popolo di sinistra, nello sconfortante stereotipo di successo (spacciato dalla destra e recepito dalla sinistra) della "sinistra dei salotti", "con le scarpe da nababbi", "radical-chic", "lontana dalla ggente", "lontanissima dal poppolo", e via luogocomunando sui comunisti con evve moscia e cavta di cvedito. Quella comodissima leggenda metropolitana utilissima per spiegarci le ragioni della sconfitta: "Ecco perché si perde: siamo ricchi sfondati e griffati!". Spiegazione pratica confermata, per l'appunto, dal titolo del Corsera: "Vedi che pure Roberto c'ha la barca?". E, lì per lì, t'immagini un megayacht faraonico, con tanto di ciurma in divisa griffatissima, magari comprendente anche una dozzina di mozzi extracomunitari irregolari (la famigerata sinistra buonista che predica bene per sfruttare meglio): chissà, viene da pensare alimentando il cliché, la "barca" megagalattica l'avranno sequestrata proprio per l'abuso comunista di manodopera clandestina.

Neppure il tempo di sentirti rassicurato, e l'occhiello del Corriere, come l'articoletto sottostante, ti delude amaramente: la "barca" di Benigni è - in realtà - un gozzo in legno di sette metri. Sotto sequestro alla Maddalena, insieme ad altri natanti, per ormeggio abusivo. Infrazione banale, da comune mortale, adeguata alla natura dell'imbarcazione benignesca: duro ammetterlo, ma è così: l'uomo icona del Regime di Sinistra, così potente da tenere in braccio Berlinguer, soggiogare l'Academy Award e rianimare Dante Alighieri, solca i mari a bordo di un miserrimo sette metri! Un gozzo che, a noi dell'autofustigante popolo di sinistra, ci sta sul gozzo: dunque, nemmeno la consolazione della spiegazione usa-e-getta della sinistra di yacht e d'opposizione: gli yacht veri, come il governo, sono solo di destra. E hanno nomi consoni a chi li possiede: "Besame", il ventisette metri da marina da sera di Marina Berlusconi. O "Sueno", il motoscafo da sogno di Piersilvio Berlusconi. O "Principessa Vai Via", il veliero stellare che papà Silvio ha venduto al fido Doris, dopo estati straglamour sulla tolda del "Barbarossa" di Previti, per poi rilevare dal nababbissimo Murdoch il superyacht "Morning Glory", un due alberi di quarantotto metri con caminetto (agghindato da antenna satellitare?), in procinto di essere ribattezzato "Night and Day Glory", per meglio rimarcare la natura imperitura della gloria del fardato proprietario. Barche, queste sì, con nomi e stazze di puro Potere. Pronte a violare il codice della navigazione con infrazioni esclusive per vip (da sanare con apposito lodo Alfano navale),

Il gozzo di Benigni (come si chiamerà? "Vorrei ma non gozzo"?), invece, profuma di normalità. Un po' come l'immagine di Veltroni con l'ombrellone sulla spiaggia di Sabaudia. Magari Libero, che ne aveva irriso la presunta sfigataggine battezzandolo elegantemente "Velt-rom", ora dipingerà beffardamente Roberto come un Fantozzi dei mari: adesso, alla sinistra, è trendy dare della poveraccia. Per rinfacciarle di frequentare i salotti si aspetta la prossima campagna elettorale.
Enzo Costa


da L'Unità, 9 Agosto 2008


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