Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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domenica 1 giugno 2014

I LANTERNINI - MANEGGI 2014 da Repubblica Genova 01/05/14

Delirio di incoscienza? Coazione a ripetere di stampo bancario? Deformazione professionale di stampo masochistico? Questa cosa di Berneschi che, violando i vincoli degli arresti domiciliari, si fa intercettare mentre sussurra alla moglie direttive per un interlocutore telefonico delegato a spericolate operazioni finanziarie, ci narra un mondo, un uomo, irriducibili e indecifrabili: com’è possibile tutto ciò? Sembra una commedia di Govi, ma col protagonista così inacidito e grottesco da risultare improbabile. Enzo Costa


Repubblica Genova 01/05/14

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sabato 25 gennaio 2014

I LANTERNINI - BUONE E CATTIVE COAZIONI da Repubblica Genova 25/01/14

Ed eccoci qua, ancora una volta, ad origliare sui giornali le telefonate intercettate, a spiare morbosamente ansie di consiglieri regionali disinvolti, maldicenze reciproche, parolacce unisex. Ed eccoci qua, ancora una volta, a vergognarci un po’ del nostro origliare morboso, a dirci (chi più chi meno chi per niente) che ogni trascrizione di dialoghi privati può essere fuorviante, ad autoassolverci in nome di un’etica politica da ripristinare, ad autoinvitarci, per prudenza, a essere meno sboccati al cellulare. Enzo Costa


Repubblica Genova 25/01/14

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venerdì 1 novembre 2013

I LANTERNINI – SENZA (S)CAMPO da Repubblica Genova 01/11/13

Ma mi si nota di più se mi intercettano o se non mi intercettano? Certo, far parte del vippume politico-istituzionale degno di spionaggio americano mi qualificherebbe, ma è anche vero che, da quel che leggo fra una smentita e l’altra, erano (sono?) milioni e milioni i chiacchieroni telefonici (come il sottoscritto) monitorati dal Grande Orecchio yankee. E allora, forse, mi renderebbe più esclusivo restar fuori dalle retate con e senza scatto alla risposta: se oggi, come a tantissimi, mi telefona il Papa, metto giù. Enzo Costa


Repubblica Genova 01/11/13

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giovedì 28 marzo 2013

I LANTERNINI – SANDRO “PERRY” BIASOTTI da Repubblica Genova 28/03/13

“Berlusconi viene condannato per aver diffuso la telefonata in cui Fassino diceva ‘Abbiamo una banca!’, ma tutti i giornali sono pieni di intercettazioni”: Biasotti ha “provato” così, al Mercantile, la persecuzione dei giudici contro Papi. Spiegategli che i giornali possono pubblicare intercettazioni già depositate, agli atti, mentre quelle finite sul Giornale le “donarono” illegalmente ai fratelli Berlusconi i titolari della ditta che intercettava, prima che fossero sbobinate e trascritte dagli inquirenti. Magari fategli un disegnino. Enzo Costa


Repubblica Genova 28/03/13

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giovedì 19 aprile 2012

I LANTERNINI – STENDO VELE PIETOSE da Repubblica Genova 19/04/12

Rispetto ad altre imputazioni (con o senza vista Colosseo), è un peccatuccio veniale, l’escandescenza telefonica del buon Scajola, intercettato dagli inquirenti mentre si lamenta furibondo del sindaco Strescino, “reo” di averlo ringraziato per l’evento “Vele d’epoca” accomunandolo ad altri parlamentari. Il fu ministro avrebbe forse richiesto, di certo gradito, un grazie ad personam. Pretesa indice di una certa vanità. Ma anche di un carattere forte. Unico (lo scrivo affinché non inveisca contro di me al telefono). Enzo Costa 


 Repubblica Genova 19/04/12

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giovedì 12 aprile 2012

I LANTERNINI – COME NON SCRITTO da Repubblica Genova 12/04/12

Per presunzione di innocenza (e diffidenza dalla fantascienza), non voglio pensare che sia vero che il fu ministro Scajola avesse invitato un indagato ad un colloquio in una “stanza schermata” anti-intercettazioni. Voglio sperare sia possibile per tutti, in futuro: ma non per i nostri piani illegali. Per i nostri blabla banali: quando stiamo per esprimere ovvietà, luoghi comuni, o ricette facili, si autogenera una stanza insonorizzata che ci rende inascoltabili. Come dimostra questo lanternino, servirebbe anche per gli scritti. Enzo Costa


Repubblica Genova 12/04/12

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venerdì 16 settembre 2011

I SEMIFRESCHI - MA BERLUSCONI E' SEMPRE AL TELEFONO? da l'Unità 16/09/11

Anche per le telefonate, è una questione di prospettiva. Secondo Lui, non è un Paese normale, ma uno Stato di polizia, giacobino e in mano alle toghe rosse, quello in cui ogni volta che Lui telefona viene intercettato. Secondo me, non è un Paese normale, ma un Regime delle ban(d)ane, quello in cui quasi ogni volta che gli inquirenti intercettano le telefonate di faccendieri, trafficoni, spacciatori (non solo) di corpi femminili, fanciulle disinvolte propense alla carriera accelerata, leli mori, scrocconi e/o ricattatori più o meno patentati, trovano Lui all’altro capo del filo. Lui, o un/a suo/a sottoposto/a, con delega al disbrigo delle formalità burocratiche della beneficenza (secondo Lui), oppure dell’estorsione (secondo le ipotesi accusatorie, più che secondo me), talvolta mediante il ricorso ad uno strano linguaggio cifrato (secondo Lui la dimostrazione di come si sappia circondare di collaboratori burloni?, secondo me, per dirla con l’idioma della segretaria Marinella, «un modo per far volare via eventuali civette curiose in ascolto»). Se sull’esegesi del traffico telefonico privato del Premier la partita è aperta (fra Papi e Resto del Mondo), direi che non c’è discussione possibile su una particolare forma di telefonata pubblica praticata dal nostro presidente del Consiglio: la telefonata a Mattino Cinque. Qui siamo sicuramente tutti d’accordo nel ritenerla un’esclusiva nazionale, se non continentale. Succede così: quando Lui ha qualcosa da dire e/o spiegare e/o giustificare o comunque da ficcare in testa agli italiani, alza la cornetta e chiama Mattino Cinque, oppure la redazione di Mattino Cinque alza la cornetta e chiama Lui (invertendo i fattori, la bolletta non cambia, nel senso che la paga sempre lo stesso). Insomma, se Lui ha da farci sapere che la colpa è dell’opposizione (e si sa, per Lui la colpa è sempre dell’opposizione), oppure che Lui ha fatto una manovra fantastica (e si sa, per Lui la manovra, a qualsiasi versione si sia, è sempre fantastica), o per qualsivoglia altra comunicazione urgente, sulla rete privata ammiraglia, come per magia, si apre uno spazio ad personam nel palinsesto. Certo, essendo uno spazio mattutino, il costo è quello di una levataccia. Ma il guadagno, ancor più della licenza di comizio catodico di stampo telefonico, è quello del corredo estetico di ghigno estatico. Indescrivibile, ma incommensurabile, la magnificenza dell’espressione incantata, rapita e trasognata, con cui il direttore di Libero ascolta liberamente in silenzio il monologo stampa di Papi. Uno sguardo solitamente burbero (diciamo così) trasfigurato da quelle parole di Verità. Per tutti, pubblico e critica, uno spettacolo unico. Enzo Costa


l'Unità 16/09/11

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sabato 29 maggio 2010

I SEMIFRESCHI - USO (DIS)OBBEDIR TACENDO da l'Unità del 29/05/10


Oggi in edicola uno speciale de l'Unità con interviste e testimonianze. Ecco quella di Enzo:

USO (DIS)OBBEDIR TACENDO
Per formazione culturale e deformazione mentale, io venero ogni legge. Di più: venero la Legge, l'idea platonica di Legge. Culto che pratico obbedendo a qualsivoglia norma, dal più controverso comma del codice della strada alla disposizione transitoria del regolamento condominiale, passando per la Costituzione. E questa mia devozione all'obbedienza si è acuita negli anni: da piccolo adoravo il Garibaldi rivoluzionario; da orrido quarantacinquenne mi commuove il suo "Obbedisco". Obbedire alle leggi è una mia legge morale. Quella sulle intercettazioni, però, più che una legge è un orrore. Ergo, sapete che c'è? Violentandomi, (mi) disobbedisco. Enzo Costa

l'Unità 29/05/10

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lunedì 15 marzo 2010

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': SPARLA CON LORO da l'Unità del 15/03/10

Perché dubitare della loro buona fede? Magari i papisti sono davvero convinti dell'innocenza di Papi nei suoi cinguettii telefoninici con Innocenzi e Minzolini, della sua colpevolezza zero nel voler far fuori Annozero e del suo buon diritto di impedire il diritto di parola di Mauro e Scalfari a Parla con me (non risultano chiamate di Silvio per fare scarabocchiare le vignette di Vauro, cestinare le battute di Vergassola e dettare i titoli di Tv7, ma attendiamo lo sbobinamento completo dei nastri). Gasparri dice che la difesa delle trame del Capo è una battaglia per la libertà dell'informazione? Lo credo sincero: per lui, “liberale” è chi briga per vietare e zittire. Ma lo aspetto al varco: se putacaso (ipotesi di fantascienza) dagli sviluppi dell'indagine risulterà che Silvio non concordava editoriali col direttorissimo, e di Santoro e Dandini diceva "non gradisco ma non interferisco", ne chieda le dimissioni per omissione (d'abuso) d'ufficio. Enzo Costa




Il "direttorissimo" si autoassolve

l'Unità 15/03/10

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