Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
Visualizzazione post con etichetta Vespa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vespa. Mostra tutti i post

lunedì 23 giugno 2014

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': CARO GRILLO LE SCRIVO, COSÌ MI DISTRAGGO UN PO’ (SI FA PER DIRE) da l'Unità 23/06/14

Gentile Beppe Grillo, non mi ha stupito la Sua danza macabra 2.0 davanti ai patimenti dell’Unità: conosco il Suo stile e immagino che, dopo aver definito “cadaveri putrefatti” molti poi rivelatisi ben più vispi di Lei, non Le sia parso vero di poter festeggiare una morte reale: Le prudeva il necrologio, tanto da postarlo in anticipo (tocchi ferro, non sia mai che noi la si scampi). Ma la Sua è, anche, una battaglia culturale contro il finanziamento pubblico dei giornali, specie di questo che ha una storia gloriosa e lettori (non tantissimi, ma ne ha). Chi scrive sull’Unità, che riceve sovvenzioni (ma meno di prima: da direttore, Padellaro firmò un appello per aumentarle), è, per ciò, indegno, fazioso coi soldi di tutti, come digitano in coro i Suoi seguaci sui blog dell’Unità che, essendo gratis, visitano e spesso imbrattano (del resto, da comico, alle feste dell’Unità Lei si esibiva, e non gratis, giustamente). Una fede assoluta nel libero mercato, la Sua, in materia di pensiero, di cultura: eppure anche i teatri, ad esempio, godono di finanziamenti pubblici. Forse Lei abolirebbe pure quelli. Viva solo chi vince sul mercato. E la Rai? Non è sovvenzionata da noi? Dovrebbe saperlo, gentile Beppe Grillo, giacché ci ha lavorato, con fior di contratti. Non avendo il Suo stile, non scrivo che, con le tasse e col canone, contribuivo ai Suoi cospicui incassi (e Lei, per fortuna, come comico, fazioso lo era). Non Le chiedo di restituire il maltolto. Io penso che la tv pubblica debba ospitare le voci di tutti, anche di chi non amo. E che il canone vada pagato. Lei, da Vespa (che contribuisco a mandare in onda pagando tasse e canone), si è vantato di non averlo pagato. Ah, già: Lei crede nel libero mercato. Cordiali saluti da un quasi cadavere, e buon festeggiamento. Enzo Costa


l'Unità 23/06/14

tutti i diritti riservati

lunedì 23 gennaio 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI' - IL NAUFRAGIO DEL SILENZIO da l'Unità 23/01/12

Non so se fosse ineluttabile la tragedia della Costa Concordia; penso sia ineluttabile il suo indotto catodico nel format(o) informe tiggì-Venier-Vespa-Crepet-Giletti-eroi-antieroi-dispersi-miracolati-Rettondini e via spalmando il naufragio sui palinsesti. Penso che nulla possa la mia allergia alla sentenziosità sommaria del popolo on-line, alla web-condivisione di massa della telefonata De Falco-Schettino, alla social-beatificazione del primo ed alla social-condanna del secondo, con in allegato la t-shirt “Vada a bordo, cazzo!”. Al più, questa mia allergia verrà bollata nella pagina Facebook “Al rogo chi critica il web” e difesa nella pagina Facebook “Al rogo chi vuole il rogo di chi critica il web”. (Ho letto che, fino a un attimo prima del disastro, un gruppo Facebook invocava il ritorno dell’inchino per le navi sulla rotta di Camogli. Non conta che magari uno degli aderenti ora esecri Schettino su Twitter. Conta che l’ho letto sul web.) È la rete, bellezza*. Enzo Costa


* difatti mi ci sono impigliato anch'io! Guarda QUI


l'Unità 23/01/12

tutti i diritti riservati

mercoledì 17 agosto 2011

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': BUONI PER FERIE da l'Unità del 17/08/11

Ma, ammesso che non ci vadano, come sarebbero stati in vacanza? Tristemente uguali a se stessi al lavoro, o miracolati dal relax? Brunetta avrebbe berciato “cretino!” ad un bagnino precario reo di non avergli aperto l’ombrellone per il suo beach-aperitivo esclusivo a Capri dopo il tramonto, oppure si sarebbe appeso al collo il cartello “Perdonatemi, sono io l’Italia peggiore!”, gonfiando per espiazione i salvagenti dei figli di cassintegrati accatastati nel metro quadro di spiaggia libera di Cesenatico? Borghezio si sarebbe dato alla caccia d’altura del turista nordico laburista-islamòfilo, oppure – folgorato sulla via della Sacra di S. Michele – avrebbe praticato l’ecumenismo alpino aprendo un B&B multietnico con sconti per maghrebini e napoletani? Vespa, crogiolandosi al sole di Porto Rotondo, avrebbe rivisto le bozze del suo nuovo libro, oppure – fustigandosi nel camerino buio di Porta a Porta – meditato una moratoria editoriale unilaterale? Ah, saperlo! Enzo Costa


da l'Unità del 17/08/11

tutti i diritti riservati

lunedì 18 maggio 2009

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI' : LINEA D'UMBRIA l’Unità 18/05/09


"Come in Umbria": ecco come bisogna fare, per il terremoto. L’hanno detto tutti. Esperti e non. Giornalisti e Vespa che, dopo il monologo anti-Veronica del Premier Papi, lo incalzava col consiglio amorevole: fare come in Umbria. Ovvero, finanziare integralmente la ricostruzione di ogni casa. L’ha spiegato, il conduttore-consigliere, senza specificare chi fece così, in Umbria: il governo Prodi, di concerto con la Regione (guidata dal centrosinistra). Pochi lo specificano, salvo i rari esponenti del Pd comunicanti. Guai a riattivare la memoria degli italiani, ai quali – mediante lo sciame Silvico in Abruzzo a tiggì unificati - si è ficcato in testa che per un terremoto solo Lui ha fatto e farà l'impossibile. Poi si scopre che invece i fondi stanziati erano scarsi, e che serviva un emendamento per (far finta di?) fare "come in Umbria". Ma che lo fece Prodi non lo sa quasi nessuno: nel '97 non usò il luogo del sisma come set catodico. Ecco perché si è eclissato, mentre Lui è idolatrato. Enzo Costa

L'ombra di Banco*

*Banco, ucciso dai sicari di Macbeth, appare come fantasma al banchetto che Macbeth fa per festeggiare la sua salita al trono, ma solo lui lo vede, perchè è la sua coscienza ad essere sporca. L'ombra di Banco gli appare due volte, facendogli pronunciare frasi sconnesse che lasciano esterrefatti i presenti.

L'Unità 18/05/09

tutti i diritti riservati

venerdì 17 ottobre 2008

I LANTERNINI - DIRITTO ALLO STUDIO TELEVISIVO da La Repubblica Genova 17/10/08


Come risponderanno la Gelmini e Brunetta agli studenti compresi nella fascia generazionale che va dai Gormiti al Gilette, in rivolta a Genova e dappertutto? Così la ministra alla (D)istruzione pubblica, già implacabilmente beatificata da Paola Perego, verrà rigorosamente corteggiata dai tronisti della De Filippi, ai quali imporrà un grembiulino griffato da portare sul petto nudo tatuato e depilato. Brunetta convocherà presso il fido Vespa un precario: che non arriverà, incastrato nell'apposito tornello all'Università. Enzo Costa

Specchio dei tempi

Repubblica Genova 17/10/08

tutti i diritti riservati

sabato 4 ottobre 2008

I SEMIFRESCHI - E DA VESPA SOLAMENTE SILVIO da L'Unità 04/10/09


AZZURRA DEPRESSIONE

Lo confesso: il comunista che è in me mi aveva fatto pensar male. Sentivo il capo dell'esecutivo dipingere il Parlamento come una fabbrica di depressione ed i talkshow politici come fucine di insulti contro la maggioranza, e mi dicevo: "Sento puzza di 'aula sorda e grigia' di mussoliniana ingiuria e di vittimismo feroce di berlusconiano conio". Le tipiche premesse, insomma, per ridurre ulteriormente Camera e Senato, se non a bivacchi di manipoli azzurri, a studi notarili per la registrazione degli atti dei decretifici arcoriani, e gli studi televisivi a location per la fiction di governo. Ma poi, per fortuna, un soprassalto di liberalismo compassionevole mi faceva ricredere, illuminandomi sulla triste realtà delle cose: povero Silvio e povera destra! Indotti da antistoriche pratiche sovietiche (discutere leggi, ascoltare l'opposizione, dibattere e votare emendamenti ed articoli) ad imboccare il cupo tunnel del male di vivere. Consegnati all'Ansiolin da troppi voti segreti, in balia del Lexotan (duro Lexotan sed Lexotan!) per overdose di interpellanze da ascoltare. E, come se non bastasse l'accidia parlamentare, l'umiliazione catodica: onorevoli e ministri della Libertà denigrati e offesi in libertà in efferati dibattiti televisivi. Già, ma quali? Per un istante, lo ri-confesso, un malfidato scetticismo rosso si è reimpossessato di me ("Non è che il Premier possiede e controlla pressoché tutte le tivù?" sibilava maligno). Ma subito dopo, grazie a Dio e al suo Trisunto, la Verità mi si chiariva: eccoli, i segni inequivocabili del vilipendio televisivo ai danni dei nostri probi governanti: quando, per esempio, quel fomentatore di odio anti-destrorso di Vespa ha chiamato al telefono la maestra della ministra Gelmini: che l'ha lodata sì, ma per pochi secondi, e senza il doveroso corredo sonoro degli elogi della sua bidella, degli encomi del suo docente di ginnastica e dell'apologia del suo supplente di chimica. O quando quello stesso infido conduttore ha affidato la bacchetta al ministro Brunetta che, dall'alto della sua autorità, illustrava ai teleutenti la crisi economica Usa: di sicuro gli avrà malevolmente consegnato una bacchetta pesante, pesantissima, così da fiaccarne la lucidità mentale e da favorirne un'antiestetica sudorazione. Perché non gli ha fornito una bella lavagna multimediale, come quella promessa da Capo e Gelmini alle diroccate scuole d'Italia? Gli agguati via etere subìti nei talkshow dai nostri eroi azzurri sono indiscutibili. Fanno bene a disertarli. Meglio, d'ora in poi, solo monologhi di Silvio a reti unificate: la scrivania (magari elettronica) gliela procuri Vespa. Enzo Costa


L'implacabile Vespa fa le pulci al perseguitato Berlusconi

L'Unità 04/10/08


tutti i diritti riservati

lunedì 29 settembre 2008

I SEMIFRESCHI - L'intervista imprevista firmata da Bruno Vespa da L'Unità 29/09/09


Il miglior augurio che si possa fare ad un settantaduenne, per quanto immortale (Scapagnini dixit, prima di togliere la vita a Catania), è quello di ricevere un regalo a sorpresa: ergo, auguro a Silvio un’intervista scomoda a Porta a Porta, o un servizio critico su di lui del Tg5 (del Tg4 no: un conto è un augurio, un altro è la fantascienza), o un pezzo del Tg1 che rammenti di quando, a marzo, lisciava il pelo a sindacati e piloti contrari ad Air France (che evidentemente, all’epoca, non erano né irresponsabili né privilegiati). Sarebbe davvero una sorpresa. Inattesa (dal festeggiato) e gradita (da me). Enzo Costa

"E' abbastanza scomodo, Maestà?"

L'Unità 29/09/08

tutti i diritti riservati