Può essere che l’esasperazione e la disperazione per un lavoro a rischio non possano non portare, come succede ora a tranvieri e lavoratori delle partecipate, ad azioni e parole pesanti. Può essere che impedire i lavori del consiglio comunale sia un atto irrinunciabile. Può essere che sentire brividi per gesti simili denoti uno status di privilegio. Ma vedere una contestazione al sindaco declinarsi in slogan ed intonazioni mutuati pari pari dalle curve degli stadi, fa riflettere sulla stagione in cui siamo precipitati. Enzo Costa
Repubblica Genova 21/11/13 tutti i diritti riservati
Ad andare in direzione ostinata e contraria è stata lei, Lilli, la segretaria-factotum di don Gallo, capace – con la sola forza della sua voce addolorata – di fermare i fischi e il “Bella ciao” levatosi fuori e dentro la chiesa, in risposta alla versione molto edulcorata del rapporto fra Andrea e Siri offerta dal cardinale Bagnasco. Nel suo avvilito e potente fronteggiare una contestazione troppo facile, Lilli narrava la miracolosa contraddizione del don, eretico rispettoso della gerarchia. È stato, il suo, l’omaggio più bello. Enzo Costa
Alla Festa Democratica, Rosi Bindi è stata contestata da un esponente di Arcigay che vorrebbe i matrimoni omosessuali. E la presenza della Bindi aveva scatenato critiche sulla rete, perché, causa la sua impossibilità a partecipare ad un dibattito previsto giorni prima, era stato cancellato il programmato incontro su giovani e alcolismo. Però la Bindi, cattolica, vuole con il Pd le unioni civili, e ha subito attacchi beceri da Berlusconi e Grillo. Contestare la Bindi dà visibilità, ma forse prepara al peggio. Enzo Costa
Un teleutente che avesse visto il Tg2 delle 13 del 31 agosto avrebbe saputo che, in quel di Como, al senatore Dell'Utri era stato impedito di presentare i presunti diari di Mussolini per un'imprecisata contestazione. Se quel teleutente, per saperne di più, avesse messo sul Tg1 delle 13:30, non ne avrebbe saputo di più: pure qui silenzio sui motivi della contestazione. Quel teleutente, se informato sulle dispute storiografiche, avrebbe ipotizzato che si contestasse la diffusione di documenti taroccati; se ignaro di tali controversie, avrebbe pensato che i contestatori fossero dei maleducati, dei casinisti o degli invidiosi. Se poi quel teleutente fosse andato sul Tg3 delle 14:20, avrebbe appreso che si contestava lo "storico" Dell'Utri in quanto condannato per associazione esterna mafiosa. Bisogna essere degli irriducibili dello zapping, per sconfiggere l'omertà di stampa. Enzo Costa
"Dell'Utri, secondo lei, perché l'hanno contestata?"
Non sono solo le contestazioni a Papi minimizzate o biasimate (con le parole di Papi) dal Tg1, e derubricate dal Tg5 a schiamazzi di “facinorosi” cui opporre gli applausi dei cittadini normali. E neppure solo gli “argomenti” del contestato (fischi organizzati dalla sinistra disfattista che si deve vergognare), tipici di chi, viste le sue frequentazioni inconsulte con escort non necessariamente della Consulta, non tiene vergogna. A dipingere lo stato di un Paese disastrato, c’è anche un dettaglio: quando deplora a tiggì unificati i contestatori, Lui dice che la sua parte, liberale, a differenza della sinistra non contesta gli avversari. Balla colossale: Prodi, da Premier, era contestato a prescindere a tiggì unificati. Per Papi e sottoPapi quei fischi erano un indice dell’incapacità del governo. A capeggiare i contestatori spesso c’erano virgulti di centrodestra. Uno di loro fu ricevuto con tutti gli onori da Papi. Il fatto che nessuno lo ricordi o osi farlo, dà il segno del disastro. Enzo Costa