Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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domenica 10 giugno 2012

I LANTERNINI – COM’È PROFONDO IL TROTA da Repubblica Genova 10/06/12

Tempo fa ho sentito Luigi Merlo dare prova di visioni generali in un convegno di partito (oggi pare una contraddizione in termini): parlava delle potenzialità di Voltri come “porto d’Africa”. Per le difficoltà, più che quelle logistiche indicava quelle culturali: il fatto che “porto d’Africa” non evochi ciò che dovrebbe essere, ossia un’occasione di crescita per le due sponde del Mediterraneo, ma scenari di invasioni costruiti ad arte dai soliti imprenditori della paura. Eppure la loro Padania non esiste (dopo il voto, di più). Enzo Costa


Repubblica Genova 10/06/12

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lunedì 7 maggio 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': SCENE DI VITA PADANA NELLA LIBERA UNIVERSITA' DI GEMONIO da l'Unità 07/05/12

Biechi centralisti della logica, quanti sono rimasti interdetti dalla ricandidatura di Bossi alla segreteria della Lega dopo il suo passo indietro dalla segreteria della Lega. Il secessionismo padano fra parole e fatti, fra discorsi e realtà, fra spiegazioni e notizie (di reato), fra soggetto e predicato verbale, espugna l’oppressiva consequenzialità cartesiana per librarsi, illuminato dal Sole delle Alpi, in una fantasmagoria di voli pindarici e (per la corrente maroniana) barbarici: Belsito e Rosi Mauro sono cattivi perché terroni; la Lega è indagata perché si oppone al governo Monti; Bossi non sapeva che Belsito gli pagava le spese di casa e di Family; Bossi si dimette; Bossi, per l’appunto, si ricandida. E magari dopodomani, previo infuocato comizio nel basso varesotto in cui si alzano le mani sui giornalisti romani, non si ricandida più. Fino a venerdì, quando, in un’alata prolusione alla libera Università di Gemonio, si candida a segretario, presidente e tesoriere, venendo eletto sparata stante per acclamazione, unitamente al Trota, che assume la carica statutaria di triplice vice (carica certificata via fax dall’ordine notarile di Tirana): dopo la fase “ramazze di saggina”, la svolta del “Fresh and clean”, da far impallidire quella di Salerno. Svolta che Maroni lì per lì, dal vivo, ingoia; ma che la sera, a casa, su Facebook, deplora. E se poi quella tiranna della logica insiste con i suoi diktat di Regime, un grido dadaista la annienta: “Padania…” e sotto il palco, il popolo fiero in coro: “…libera!”. Soluzione la cui vincente illogicità valica i confini politici del Carroccio. Io, per esempio, adesso non saprei bene come concludere questo articolo, ma mi gioco l’arma segreta: “Padania…” e voi lettori all’unisono: “…libera!” (vedete che funziona?). Enzo Costa 


l'Unità 07/05/12

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martedì 10 aprile 2012

I SEMIFRESCHI - IL SENATUR, IL TROTA E LA COMMEDIA ALL'ITALIANA da l'Unità 10/04/12

Innanzitutto mi chiedo: ma i famosi commentatori terzisti? Non quelli padani, che si sa, un minimo di faziosità avrebbero potuto averla. Dico quelli super partes, che da una vita, o perlomeno tre legislature, ci avevano spiegato che la forza della Lega risiedeva nel suo essere attaccata, abbarbicata, incollata al territorio. Ecco: non li aveva mai sfiorati il pensiero che certe aderenze assolute a (pretesi) luoghi geografici avrebbero potuto comportare anche l'assorbimento di veleni e sostanze inquinanti del sottosuolo? Fuor di metafora geografico-botanica, davvero non si poteva cogliere in certa retorica etno-antropologica il rischio di istigare ai peggiori istinti predatori, tipici dell' “italianitudine”? Sì, perché quel pasticciaccio brutto di via Bellerio, in realtà, si configura come l’illieto fine di un’ordinaria storia di familismo amorale in salsa padana. Una versione fintamente secessionistica, all’insegna com’è di un continuismo retrogrado, dell'italico “tengo famiglia” formulato, in tempi (dis)simili a questi, da Longanesi. Qui siamo al “tengo cerchio magico”, ossia ad una forma allargata e tribale del vecchio nucleo familiare. La fantomatica Padania e la forza politica che la incarna come sintesi estrema e rudimentale dell’eterna triste Italietta. Quella della furbizia privata aliena all’etica pubblica, del privilegio domestico nemico delle norme civiche, col condimento di razzismi feroci e ottusi, e millanterie assortite da bar. Un tristemente tipico partitello ad personam, guidato con furore patriarcale, in cui le carriere, prima ancora dei denari dei “rimborsi elettorali”, si acquisiscono per via ereditaria. L’Umberto e il Trota, Belsito e Rosy Mauro (e boyfriend vocalist di Cooly Noody) sono le ultime maschere grottesche della solita infinita commedia all’italiana. Enzo Costa


 l'Unità 10/04/12

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sabato 14 gennaio 2012

I LANTERNINI – TANZANIA LIBERA! da Repubblica Genova 14/01/12

I manuali di storia del futuro racconteranno l’eroica impresa di un nostro corregionale: il fu sottosegretario Belsito. Una figura leggendaria, che mutò i connotati alla politica: leghista per fede, per valori e per norditudine, ma non per soma (munito com’era di faccione mastelloide), all’alba del Terzo Millennio tracciò la nuova frontiera della Padania, che estese temerariamente alla Tanzania con la sola arma di un fondo di investimento. I cui proventi poi investì in loco, aprendo uno spaccio di cassoeula a Dodoma. Enzo Costa


Repubblica Genova 14/01/12
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giovedì 1 settembre 2011

I SEMIFRESCHI - BOSSI UMBERTO, MAESTRO PADANO NELL'ARTE DELLE RETROMARCE da L'Unità 01/09/11

La Padania è una nazione virtuale fondata sulle retromarce. Dalle più recenti, di stampo “manovriero” (“ci sarà una tassa sull’evasione”, con successiva mancata tassa sull’evasione, “non toccheremo le pensioni”, con successivo intervento sulle pensioni e successiva retromarcia sull’intervento), fino alla madre di tutte le retromarce: la Secessione, mitica Terra Promessa ora invocata ora sottaciuta, ora proclamata ora abortita, ora rispolverata ora riseppellita, e via dicendo e disdicendo a seconda di epoca storica, stagione climatica, congiunzione politica e/o astrale del gruppo dirigente e/o del Cerchio Magico. Passando per retromarce filosofiche – il fiero sbandieramento delle proprie radici pagane seguito dal fiero sbandieramento delle proprie radici cristiane, la volubile teo(Berlusco)logia che vede il culto celtico dell’Unto del Signore brevemente ma perentoriamente intervallato da fermi anatemi all’indirizzo della Sua diabolica mafiosità – alternate da suggestive retromarce tattiche, quale, fra tutte, la saga schizofrenica del voto anticipato, da circa un anno a questa parte preteso o eluso col variare dei sondaggi, del tempo e dell’oroscopo del segretario. Ma, personalmente, trovo ancora più affascinante un altro ramo delle retromarce del Carroccio o meglio del suo Capo Supremo: quello relativo al suo vasto repertorio di dileggi, gestacci e borborigmi vocali. Sì, perché il tratto più politico del Leader Maximo leghista sono le sue esuberanze oratorie e mimiche. Da sempre, ma da ultimo di più: dito medio e pernacchie, unitamente a insulti da stadio, sono oramai assurti a condimento quotidiano, anzi a piatto base giornaliero delle sue riflessioni sulla res publica. Anche qui serviti fragorosamente su tutti i canali e poi rimangiati, seppur con minore enfasi sonora e mediatica. Mi spiego con un esempio: qualche comizio fa, Bossi – fra la ola dei propri adepti – riferiva con orgoglio di aver litigato con Brunetta denominandolo “nano di Venezia”. Seguiva, l’indomani, la comunicazione di Bossi di una sua telefonata riparatoria con scuse rivolte direttamente al ministro appena fieramente dileggiato. Ecco, per me, il motivo di curiosità: ma come si fa la retromarcia ad personam per un epiteto del genere? Il Senatur avrà detto a Brunetta “Perdonami, Renato, non sei un nano di Venezia, ma un gigante di Mestre”?. E quando ha dato a distanza dello “stronzo” a Casini, poi, di persona, gli avrà detto “Pierferdi, sei bello, dolce e gentile”?. E, più in generale, come farà le retromarce per le pernacchie a questo o quel nemico di turno? Schioccandogli bacetti teneri via cellulare? E la retromarcia mimica del dito medio teso, com’è? Un dito mignolo piegato? Enzo Costa

 L'Unità 01/09/11
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sabato 26 febbraio 2011

I LANTERNINI - NEUROFLORA PADANA da Repubblica Genova 26/02/11

Ma la Lega lo sa che l’imminente Euroflora prevede iniziative ed allestimenti dedicati ai 150 anni dell’Unità d’Italia? E se non lo sa, quando lo saprà, cosa combinerà? Proclamerà il lutto padano per tutto il periodo espositivo, addobbando balconi e uffici di ministeri nordisti con crisantemi rigorosamente lumbard? Boicotterà le composizioni genovesi di fiori tricolori organizzando l’Expo’ varesina dello zucchino verde-Carroccio? Si darà al revisionismo botanico, celebrando il misconosciuto (gira)sole delle Alpi? Enzo Costa


Repubblica Genova 26/02/11
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mercoledì 7 aprile 2010

I SEMIFRESCHI - ED ECCO A VOI IL CONSENSO DISINFORMATO da l'Unità del 07/04/10

Se non fosse che già ci abito, chiederei asilo politico alla Liguria. Regione scampata alla padanizzazione del Nord (a quella del Centro stanno lavorando, magari iniziando a raccogliere firme per l'istituzione di Centri di identificazione ed espulsione di medici che prescrivono la pillola abortiva). Un sospiro di sollievo, quello che ho tirato a spoglio ultimato, propedeutico ad una riflessione un po' meno plumbea (perché fatta col cervello ossigenato da un buon flusso di voti) sul panorama politico nazionale del dopo-regionali. Ciò che si vede, oltre ad una destra trionfante, è un ridente paesaggio di editorialisti più o meno terzisti dediti ad un trafelatissimo saltare sul Carroccio del vincitore: "Sono radicati nel territorio!", è il mantra politologico d'ordinanza "e non hanno bisogno della televisione!", la sua variazione invariabile. Come se "essere radicati nel territorio", al di là dell'immagine sinistramente botanica di uomini-arbusti impiantati a terra ed incapaci di guardare in alto e muoversi in avanti, fosse di per sé garanzia di buona politica. Come se non ci fosse il rischio (perlomeno il rischio) che assorbire umori e malumori del posto, senza mai provarsi a filtrarli, a mescolarli con pensieri e valori di fuori, faccia male: non tutta l'acqua indigena è potabile, esistono falde freatiche inquinate. E come se il radicamento non fosse intermittente: territorialità assoluta (per non dire xenofoba) contro l'"invasione" degli immigrati; territorialità zero per l'arrivo delle centrali nucleari. Quelle saranno fatte accomodare. Certo, i neo-Governatori nordisti, in campagna elettorale, sono stati abili: un "sì!" all'atomo da ministri e deputati del governo del fare (arricchire l'uranio), e un "non qui da noi!" da candidati alla Regione. E con velocità estrema: in un attimo la schizofrenia era svanita. Giochino di prestigio possibile grazie ad un ritrovato per illusionisti: la tv. Altro che "e non hanno bisogno della televisione!": l'alleanza granitica col Padrone Unico dell'etere fa sì che i riflettori si accendano su temi comodi (la caccia agli stranieri) e restino spenti su quelli scomodi (la costruzione delle centrali). Sparate e spot su immigrati da vessare e moschee da non edificare; reticenze e omissis sulle scorie radioattive da smaltire. Agi che ci si può permettere quando l'Imperatore di Arcore, dall'alto del Suo Canale Unico, dirige le telecamere, chiude i talkshow e bivacca nei tiggì, trionfando così con i suoi alleati territoriali. Forti di un enorme consenso disinformato. Enzo Costa

Leghista radicato sul territorio

l'Unità 07/04/10

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mercoledì 3 febbraio 2010

I SEMIFRESCHI - VERSANTE LIGURE: Dio, Padania e Famiglia da OLI 03/02/10

Cassare la Moschea

di dialogo ogni idea

(mors tua, electio mea):

per la Region si allea,

per la Sragione Dea,

la ligure Vandea.

Enzo Costa


 da OLI Osservatorio Ligure sull'Informazione n. 247, 03 Febbraio 2010

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