Visualizzazione post con etichetta Italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Italia. Mostra tutti i post
domenica 7 settembre 2014
LA VIGNETTA DI AGLAJA
Etichette:
Angela Merkel,
crescita,
Italia,
Le vignette di Aglaja,
Matteo Renzi,
piano,
Visco
giovedì 13 settembre 2012
I LANTERNINI – DORIA ALE’ da Repubblica Genova 13/09/12
Non era solo perché l’alternativa catodico-calcistica, Italia-Malta, per condizioni della Nazionale e caratura dell’avversaria, pareva poco allettante. Era proprio per ritrovata fame di politica se martedì, alla Festa Democratica, per il dibattito con il sindaco Doria e i democratici Lunardon e Farello c’era una grande folla, e un po’ meno stagionata del solito. Dagli applausi generosi alle parole piuttosto generiche del sindaco, s’intuiva una voglia di crederci. E comunque, in effetti, poi Italia-Malta è stata deludente. Enzo Costa
Repubblica Genova 13/09/12
tutti i diritti riservati
Etichette:
Festa Democratica,
Italia,
Lanternini,
Malta,
Marco Doria,
PD,
Repubblica Genova
domenica 15 luglio 2012
LA VIGNETTA DI AGLAJA
Etichette:
declassamento,
economia,
Italia,
Le vignette di Aglaja,
Moody's
martedì 3 luglio 2012
I SEMIFRESCHI - LA NAZIONALE È UNA COSA, LA POLITICA UN’ALTRA. PERÒ… da l'Unità 03/06/12
Ma no che non c’entra(va)no niente lo spread, l’attrito politico con la Germania, la voglia di dare una lezione alla Merkel. Ma è chiaro che ogni metafora politico-pallonara è stucchevole, ogni battuta su eurobond e pelota scontata, ogni politicizzazione della semifinale europea non commendevole. E non solo perché sennò adesso la finale ci costringerebbe ad apocalittiche prefigurazioni sul nostro paese, a rischio di sorpasso da parte della rinata Spagna. Sono sempre stato allergico all’idea del calcio come metafora – oltre che della politica - della vita (e a quelle del ciclismo come allegoria dell’esistenza, dell’automobilismo come simbolo dell’efficienza, del rugby come emblema della trasparenza): è insufficiente nel suo ridurre a schemino filosofico uno sport che è prima di tutto un gioco, con la meravigliosa dimensione aleatoria del caso. Idem per certi comodi sociologismi metropolitani, per cui se un anno (ormai remoto) lo scudetto lo vince il Verona è il segno del riscatto della provincia, se trionfa il Napoli è la misura della rinascita del sud, e magari se quest’anno, dopo un bel po’, primeggia la Juve, ci scappa pure un’ardita analogia con la nuova Torino progettata da Marchionne…(tacendo di tutte le drammatiche difficoltà per scovare un’illuminante lettura sociologico-urbana quando, a Milano, Roma o Genova, uno dei due club cittadini convince e l’altro annaspa). No, lanciarsi in chiavi extracalcistiche non conviene, anche perché altrimenti – tornando al torneo europeo – si rasenta la schizofrenia, o se preferite si rischia l’autogol: se la Germania che maramaldeggia in campo sulla Grecia era la dimostrazione in maglietta e pantaloncini dell’ineluttabile prevalenza del rigore sull’individualismo anarcoide, la nostra Nazionale che la umilia provava che i vincoli tedeschi a Bruxelles sono ottusi e perdenti contro di noi ma non contro i greci? No, limitiamoci ad assaporare un ottimo secondo posto. E però, con le cautele imposte dalla casualità del tutto e dalla quasi totalità di quest’articolo, magari un pensierino facciamocelo, su una Nazionale guidata da un tecnico che è anche una bella persona, che sa dire parole importanti sui diritti civili, che trasmette anche con i modi, i toni, la faccia, un senso di serietà, e che lo trasmette ai suoi giocatori. Pensiamo anche ad un goleador straordinario, geniale, umorale e micidiale, dalla pelle nera, che canta il nostro inno dopo vent’anni quasi di sgoverno leghista, inducendo pure Borghezio ad un affannato revisionismo storico-padano. Malgrado la batosta con la Spagna, resta un segno vincente. Enzo Costa
l'Unità 03/07/12
tutti i diritti riservati
tutti i diritti riservati
Etichette:
calcio,
Europei,
Germania,
Italia,
Mario Monti,
Merkel,
Nazionale,
politica,
SEMIFRESCHI,
Spagna,
Unità
domenica 1 luglio 2012
LA VIGNETTA DI AGLAJA
Etichette:
Angela Merkel,
Eurobond,
Germania,
Italia,
Le vignette di Aglaja,
Mario Monti
domenica 17 giugno 2012
LA VIGNETTA DI AGLAJA
domenica 13 maggio 2012
LA VIGNETTA DI AGLAJA
domenica 20 novembre 2011
LA VIGNETTA DI AGLAJA
Etichette:
bacio,
Benetton,
Italia,
Le vignette di Aglaja,
Mario Monti,
pubblicità
domenica 2 ottobre 2011
LE VIGNETTE DI AGLAJA
Etichette:
Bossi,
Italia,
Le vignette di Aglaja,
Napolitano,
Padania
sabato 7 agosto 2010
I SEMIFRESCHI - LO SPECCHIO ROTTO DI ARCORE da L'Unità 07/08/10
"Non temo Berlusconi ma il Berlusconi che è in me": si porta tantissimo, ora che il Silvio esterno ci appare un po' meno eterno, questa vecchia massima gaberiana sul Silvio interno a noi, fomentante i nostri bassi istinti. Parafrasando (ma neppure troppo) il buon vecchio Gobetti, potremmo dire "berlusconismo come autobiografia della Nazione", e dicendolo avremmo molti motivi per sentirci dalla parte della ragione, oltre che perspicaci: parafrasando il buon vecchio Giorgio, "far finta di essere savi". Così consapevoli e avveduti nell'autoanalisi da rifuggire da una lettura personalistica ed autoassolutoria della tragicommedia italica: "Sbaglia chi pensa che, sparito dalla scena Papi, spariranno i nostri guai essendone Lui il solo responsabile". E via filosofeggiando sull'atavicità del nostro non-senso dello Stato, sul carattere genetico della nostra scarsa etica civile: il Cavaliere come spia e non origine del disastro, come sintomo eclatante e non causa scatenante della malattia italiana. Tutto vero. Ma proprio tutto giusto? Non c'è, nel fenomeno Berlusconi, un tratto di unicità, antropologica, culturale, mediatica, che ne informerà anche la caduta? Certo (meglio ancora, ovvio): Silvio ha lisciato il pelo ai nostri antichi vizi. Ma lo ha fatto in modo abnorme: li ha sdoganati, legittimati, enfatizzati. Prima con la tv, poi anche con azione e linguaggio politici. Producendo senso e consenso per modelli di vita e disvalori già presenti o latenti nel dna nazionale, ma alimentati e santificati quotidianamente con parole, opere e immagini del Capo. Ecco: siamo proprio sicuri che quando verrà a mancare questa sistematica incarnazione del peggior Carattere italiota, quando non potremo più indirizzare ogni giorno lo sguardo verso l'ammaliante Specchio deformante di Arcore, non cambierà nulla? Davvero la sparizione del Cattivo Esempio Imbellettato ci lascerà indifferenti, persi nel nostro incurabile berlusconismo inerziale? Io credo di no: quando si rompe uno specchio che lusinga la nostra vanità (leggi "incoraggia la nostra arci-italianità"), subito si ha un trauma. Non ci si ritrova. Poi, per forza di cose, si prova a farne a meno, imparando a guardare dentro a noi stessi, a conoscerci più a fondo, e magari a vedere e tirare fuori quei tratti nascosti, meno seducenti ma più importanti e preziosi, che lo specchio lusingante non ci mostrava. In fondo, fatte le debite (o indebite) proporzioni, subito dopo l'uscita di scena di colui che per un Ventennio incarnò l'autobiografia della Nazione, gli abitanti di quella Nazione seppero dare il meglio di se stessi. Enzo Costa
l'Unità 07/08/10
tutti i diritti riservati
Etichette:
Berlusconi,
Italia,
L'Unità,
SEMIFRESCHI,
specchio deformante,
specchio rotto
lunedì 7 giugno 2010
I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': FORZA ITALIETTA da l'Unità del 07/06/10
Ironia dei tempi e dei palinsesti (sono sinonimi): zappinando la domenica verso mezzogiorno, finisci su RegionEuropa di Raitre e gusti (specialità regionali a parte) la zuppa azzurra in salsa continentale cucinata da Dario Carella, a base di Commissario Tajani che tutela-spinge-irradia il Made in Italy, pidiellini invitti che conquistano Bruxelles, adepti di Silvio che dirigono l'Ue quando non le spezzano le reni. Sapore di Cinegiornale Luce scongelato: la grande Europa guardata piccinamente con la lente deformante dell'eterno provincialismo italico, nel suo format postmoderno, adorante Papi. Ma poi il telecomando ti dirotta sul meteo della tv francese: una lenta, silente trasvolata grafica sull'intero globo terracqueo, dove la Francia (come l'Italia) è una minuscola porzione di un territorio immenso, letteralmente sconfinato. Spazi aperti che ti ridanno ossigeno. Enzo Costa
Memento
l'Unità 07/06/10
tutti i diritti riservati
Etichette:
Commissario Tajani,
Dario Carella,
Europa,
Italia,
papi. Chiari di Lunedì,
Raitre,
RegionEuropa,
SEMIFRESCHI
domenica 7 febbraio 2010
LA VIGNETTA DI AGLAJA 07/02/10
Etichette:
Berlusconi,
crisi,
Italia,
Le vignette di Aglaja,
tasse
lunedì 6 ottobre 2008
LA VIGNETTA DI AGLAJA 06/10/08
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
Blogautore su Repubblica.it












