Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
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venerdì 9 maggio 2014

I LANTERNINI - SALVIFICO SALVINI da Repubblica Genova 09/05/14

Anche nella sua tappa genovese, il fiero Salvini ha propugnato la secessione dall’euro. Ho fatto due calcoli, non economici, ma politici: dall’arrivo dell’euro, la Lega ha (s)governato l’Italia dal 2001 al 2006, e dal 2008 al 2011. Otto anni, con tanto di ministro delle Riforme, prima Bossi poi Calderoli, più l’alacre Borghezio a Bruxelles. Mai, in quegli anni, la Lega ha agito per uscire dalla moneta unica: era distratta. Quando Maroni non governerà più la Regione, caldeggerà l’annessione dell’Austria alla Lombardia. Enzo Costa


 Repubblica Genova 09/05/14

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lunedì 6 gennaio 2014

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': C’ERA UNA VOLTA LA LEGA MODERATA. ORA RINGHIA CON SALVINI da l'Unità 06/01/14

Ma vi ricordate che, in un frangente, la Lega è stata moderata? Fu quando, per una contro-magia di stampo giudiziario, il Cerchio Magico di Bossi iniziò a palesare qualche trucchetto contabile, fra spese accademiche del Trota e investimenti africani del diversamente padano Belsito. Davanti al rischio che il partito della secessione subisse la secessione degli elettori, Maroni, tutto d’un tratto, assunse - appunto - tratti moderati. Certo, l’impresa di pulizia che mise su impiegò, come si confaceva a quella forza ruvidamente popolare, strumenti igienici spicci: un rotear di ramazze (di lì a poco riposte in cantina) accompagnò l’entrata in scena di Bobo il moralizzatore. Che però esibiva un nuovo look, post-mistico, ossia affrancato dal culto del Dio Po, e neo-compassato, ossia depurato da furori xenofobo-forcaioli in favore di posture misurate. Maroni in tv si conteneva, si limitava, si equilibrava, nelle espressioni e nell’espressione. Scalciava Formigoni per candidarsi al suo posto, ma moderatamente, riuscendo a scalare il Pirellone proprio in virtù della sua nuova, celebrata virtù di leader moderato di un partito territoriale sì, ma moderato. Neutralizzato Bossi, sedato Borghezio, i Maroni boys si mostravano docili: persino Salvini, in quei giorni, faceva il cucciolone. Ora invece Matteo si è insediato segretario in una bolgia torinese, al coro di “Italia vaffanculo!”, scagliando avvertimenti ai giornalisti, bollando l’euro come un crimine contro l’umanità e ringhiando alla ministra Kyenge di tornare in Congo, fra la ola dei razzisti lumbard da web e di Borghezio. Il rischio dell’estinzione del Carroccio lo ha indotto a cavalcare la crisi con la bava alla bocca, sgomitando affannato fra forconi e “vaffa”. E Maroni? Non pervenuto. Ma certo non più moderato. Enzo Costa


l'Unità 06/01/14

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lunedì 5 agosto 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': L’ESTATE, LA POLITICA E LA TV: HO VISTO COSE CHE VOI UMANI… da l'Unità 05/08/13

Ma l’avete visto anche voi, l’altro giorno, in tv? L’avete visto Brunetta che prima si rivolgeva alla presidente della Camera con toni soavi, e poi sussurrava dolcemente “Non commento la sentenza della Cassazione”? L’avete visto Sallusti che, dopo aver reso omaggio alla magistratura, chiedeva di potersi assentare un attimo per aiutare una vecchietta ad attraversare la strada? L’avete vista la vecchietta che lo ringraziava ma, per buona sicurezza, non attraversava? L’avete vista la Santanché che abbandonava lo studio per punirsi per tutte le oscenità da lei dette sui giudici, e nessuno la inseguiva per dissuaderla? L’avete visto Grillo che dichiarava “Non escludo che il Pd abbia ragione”? L’avete visto Crimi che dichiarava “Non escludo che Grillo abbia torto”? L’avete visto Maroni che diceva “Guai a minimizzare le cose gravissime dette da Borghezio e Calderoli”? L’avete visto Salvini che accusava Maroni di essere troppo morbido col razzismo di Borghezio e Calderoli, e fondava la Lega Nord-Sud-Est-Ovest propugnando bus multiculturali? Li avete visti Borghezio e Calderoli contare fino a 2500 prima di parlare, e per di più contare in congolese? L’avete visto Epifani che proponeva, conseguendo l’unanimità dei consensi, di varare una regola che vieti il dibattito infinito, infuocato ed isterico, anche retrospettivo, sulle regole delle primarie? L’avete visto Renzi che la smetteva col silenzio stampa ma anche col vittimismo, andava ad “Amici Estate” però in giacca e cravatta, confessava di non aver mai visto “Happy Days”, di aver letto tutto Marx e di stimare Bersani? L’avete visto Enrico Letta che, ripensando ad Alfano, riabilitava la Idem? Come? Tutto questo ben di Dio non l’avete visto e l’ho visto solo io? Allora ha ragione il mio medico: certe insolazioni producono allucinazioni incredibili. Enzo Costa


l'Unità 05/08/13

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lunedì 22 luglio 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': ALFANO, CHE CI METTEVA IL CAPPELLO, SPACCA IN QUATTRO IL CAPELLO da l'Unità 22/07/13

Ma vi ricordate Alfano & Maroni ai tempi dell’ultimo (si spera per sempre) governo Berlusconi? Erano dei cappellai tutt’altro che matti, direi dritti: mettevano furbescamente il cappello sopra ogni operazione di polizia contro ricercati e latitanti della criminalità organizzata, e talvolta pure disorganizzata. Erano là, il ministro della Giustizia e quello dell’Interno, ad apporre il timbro governativo su successi di forze dell’ordine e inquirenti, dividendosi le comparsate da imbucati: Bobo si attribuiva le catture dei boss in questure aperte ai cronisti, Angelino si intestava le manette ai capicosche in talkshow interdetti alle domande scomode (imitati dal ministro delle Politiche Agricole Zaia che, a ogni sequestro operato dai Nas, rivendicava come li avesse ordinati lui gli arresti di tonni avariati e yogurt scaduti). Il messaggio per i teleutenti gonzi era questo: siam ministri del fare. Per distrarre da leggi ad berluscam e lodi poco lodevoli, si lodavano ergendosi ad accalappia-criminali da telefilm, artefici dell’input alla retata di giornata, e scandendo il mantra del governo che, contro il Crimine, aveva fatto più di tutti i governi precedenti. Venne poi il governo Monti: gli arresti di malviventi eccellenti proseguirono senza che i ministri Severino e Cancellieri ci mettessero il cappello sopra. Ora invece il ri-ministro Alfano, per il pasticciaccio brutto kazako (affaire ben più ministeriale di una retata nel crotonese) ripete che non c’entra, è roba da poliziotti: il già compare di comparsate Maroni, dopo pochi minuti di dubbi, gli ha dato ragione. Può essere che Angelino non abbia guidato l’operazione, ignorandola addirittura (ma questo sarebbe un merito?): si vede che il ragazzo, senza più Papi come Premier che lo spronava, mi si è impigrito. Enzo Costa


l'Unità 22/07/13

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venerdì 12 aprile 2013

RIME BACATE: Epitaffi

Ecco una nuova puntata dei miei nuovi epitaffi in rima, con le illustrazioni di Aglaja

EPITAFFIO DI SERGIO MARCHIONNE

All’Inferno lui è vagante
senza maglioncino, assiso
di una Multipla al volante
e Landini è in Paradiso
(contrappasso allucinante).



 EPITAFFIO DI VITO CRIMI

Si dichiarò, con vanto,
in forma, vispo, arzillo
e invece era defunto
(così gli disse Grillo).



EPITAFFIO DI BOBO MARONI

Per xenofobici trascorsi
in Purgatorio fu spedito
ma a Dio offrì, per riscattarsi,
tutti i diamanti di Belsito.



domenica 3 marzo 2013

I LANTERNINI – CORSI E RICORSI CELTICI da Repubblica Genova 03/03/13

“Missione compiuta!”, ha sibilato Maroni con l’aria di uno che non è finito sotto al tram aggrappandosi in extremis alla scaletta dell’elicottero di un miliardario di Arcore. “Missione da compiere!”, ha annunciato il leghista rivierasco Chiappori con l’aria di chi cova una reazione a una tranvata elettorale: in risposta all’odiata macroregione lombardo-piemonto-veneta, un‘euroregione inaudita: Liguria, Sardegna e Corsica. Vuol guidare la secessione di Ajaccio da Parigi. La tranvata dev’essere stata micidiale. Enzo Costa


Repubblica Genova 03/03/13

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lunedì 25 febbraio 2013

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI':UNA CAMPAGNA ELETTORALE GIOCATA FINO AL FONDO DEL FONDO da l'Unità 25/02/13

In fondo, Papi ha amoreggiato con la D’Urso, flirtato con Belpietro, tubato con Del Debbio, litigato con Giletti, ammiccato da Vespa, gigioneggiato con Santoro e Travaglio, duettato con Platinette, redarguito la Gruber, balbettato da Floris, avvertito il Festival di Sanremo, sproloquiato dalla Annunziata, bacchettato la Maggioni, e si è spalmato su tv e radio nazionali e condominiali, ma non ha fatto il tronista dalla De Filippi, la voce grossa a I migliori anni e la lapdance a Telecupole. In fondo, ha spedito una lettera sull’Imu che sembrava dell’Agenzia delle Entrate, ma ha lasciato le impronte digitali. In fondo, Tremonti è tornato a secernere frasette biliose, ma spesso non in fascia protetta. In fondo, Maroni ha ripetuto quella del 75% delle tasse trattenuto in Lombardia, ma il 75% delle volte ci siamo trattenuti dal dirgli quello che pensavamo di lui, così almeno noi abbiamo salvato la decenza. In fondo, Monti ha usato i nipotini in uno spot e adottato un cagnolino dalla Bignardi, ma ha risparmiato i figlioletti dei vicini e i micetti della Venier. In fondo, Oscar Giannino non è andato allo Zecchino d’oro, ma Cristina D’Avena non si è candidata. In fondo, Grillo ha scodinzolato a Casa Pound, affermato che il fascismo è un problema che non gli compete, dato le coordinate per bombardare la Camera, minacciato di abolire i sindacati, attaccato i giudici e insultato tutti, ma a Milano è stato omaggiato da un Premio Nobel per la Letteratura. In fondo, in questo bailamme, Ingroia se l’è presa col centrosinistra, ma poi forse torna in Guatemala. In fondo, in questo bailamme, il centrosinistra è stato oscurato in Italia, ma in Guatemala, forse, meno. In fondo, malgrado tutto, con questa campagna elettorale non si è toccato il fondo. Aspettiamo la prossima. Enzo Costa



l'Unità 25/02/13

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lunedì 14 gennaio 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': LA “NUOVA” ALLEANZA CON SILVIO: MA PER FORTUNA CHE C’È ROBERTO! da l'Unità 14/01/13

Eppure, malgrado l’ipermediatica rivolta della base, Maroni la base la rappresenta. Almeno antropologicamente. Se non tutta, quella riferibile alla corrente dominante dei barbari sognanti, dove di “barbari” va rimarcata la significativa iterazione sillabica: il fatto, cioè, che la parola, a parte la “i” finale, sia costituita dalla ripetizione del lemma-sillaba “bar”. Ed evocano un’atmosfera, un clima, un humus umano due volte da bar del varesotto, le ultime mosse tattiche del segretario del Carroccio, così come i toni con cui lui le racconta, le espressioni che usa, le facce che fa: “Dài, Bobo, dicci quella dell’alleanza con Silvio che non si poteva più fare ma che ora invece si fa però Silvio non fa più il premier che magari lo fa Tremonti anche se Silvio lo detesta e dice che lo potrebbe fare Alfano e invece poi ci mettiamo Tosi, così ci teniamo buono il Veneto!”. E il Bobo, stecchino fra i denti e stecca fra le mani, si tira su dal tavolo del biliardo e la racconta di nuovo, arricchendola anche stavolta di sapidi dettagli inediti (chessò, di come nella villa di Arcore, dopo aver fregato politicamente Silvio, gli ha fregato pure un posacenere): frasi scarne ma dense, brumose come la nebbia padana che alimenta fantasie e sogni. Sognanti, per l’appunto, gli avventori del bar-bar, trasognato l’occhio del Bobo: come quando, tempo prima, raccontava quella di lui che, da solo e a mani nude, aveva sgominato la Mafia, che peraltro al Nord non c’era, ed era andato anche a raccontarla da Fazio per smentire Saviano, e quasi lui non ci credeva, lui Bobo, si intende. Che però, per darsi un tono, al bar-bar vorrebbe lo chiamassero Roberto: “Ma per fortuna che c’è Roberto / che di politica è un vero esperto / non è di grande compagnia / ma è il più simpatico che ci sia!”. Enzo Costa


 l'Unità 14/01/13

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lunedì 17 dicembre 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': E SE DOMANI (E SOTTOLINEO SE): LE PROSSIME MOSSE DI SILVIO da l'Unità 17/12/12

E domani? Rispondendo alla chiamata del mattino di Belpietro, dirà che non scende in campo per il bene dell’Italia? Chiamerà Lui Belpietro intimandogli di scendere in campo per il bene dell’Austria? Dichiarerà guerra all’Europa negli spogliatoi di Milanello? Nel risalire sull’elicottero elogerà la sobrietà, smentirà di aver dichiarato guerra all’Europa e dichiarerà guerriglia all’Asia minore? Indicherà Allegri come candidato premier? Ritornerà alle primarie e le vorrà aperte, oltre che ai titolari, alla panchina lunga del Milan? Interverrà alla riunione del Partito socialista europeo facendo “cucù” a Hollande? Dicendosi moderato, dirà “culona” a Casini? Ribadirà il suo appello a Monti a candidarsi per i moderati, rimarcando come Monti abbia rovinato l’Italia e anche un po’ la Svizzera? Rispondendo alla chiamata del pomeriggio di Belpietro farà il burlone, dicendo “ha sbagliato numero!” con la voce di Apicella? Esprimerà tutta la sua profonda stima per quell’incapace di Alfano? Esprimerà tutta la sua profonda disistima per quel grand’uomo di Monti, esortandolo a candidarsi con il centrodestra, includendo la Lega, Noi Sud, Renzi e Chavez? Annuncerà che scende in campo per il male dell’Italia? Candiderà Maroni al governo e se stesso alla segreteria della Lega? Ripeterà che non può candidare Dell’Utri nominandolo poi senatore a vita? Sbatterà la cornetta in faccia a Belpietro nella chiamata serale, ma gli farà una chiamata notturna raccontandogli una barzelletta sconcia su Dio, Lui e un trans? Costringerà Vespa a scrivere un instant book su quanto da Lui combinato quel giorno, solo per poter fare una presentazione attorniato dalle osannanti Amazzoni Massimo Franco e Marcello Sorgi? No, domani farà molto di più e di peggio. Ma non quanto dopodomani. Enzo Costa


 l'Unità 17/12/12

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lunedì 15 ottobre 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': DA MARONI A TREMONTI: LE DOMANDE CHE SONO MANCATE da l'Unità 15/10/12

Domande di argomento nordista: in che modo il segretario della Lega Maroni intende attuare il suo proposito, annunciato a Venezia al popolo del Sole delle Alpi (alias Formigoni?), di cacciare Equitalia dal Nord? Inducendo con l’ipnosi Equitalia a traslocare al Centro? Deportandola con un carro bestiame al Sud? E poi, al di là delle modalità tecniche, perché se un partito - territoriale ma concorrente alle elezioni nazionali e presente in Parlamento - reputa deleterio un ente, in questo caso quello delegato alla riscossione dei tributi, si propone di eliminarlo solo in una fetta geografica dello Stato? Ciò che per quel partito deve sparire dagli occhi dei propri elettori può essere rifilato al resto degli italiani? Equitalia, per la Lega, è come quei rifiuti tossici fatti interrare da certi imprenditori settentrionali nelle campagne meridionali? Domande da mancato linguista: perché la nuova formazione politica di Giulio Tremonti si chiama Lista 3L, e poi le 3L stanno per “Lista Lavoro e Libertà”? Per quale motivo ha conteggiato anche una L, la prima, che è l’iniziale di una parola neutra, “Lista”, relativa alla forma organizzativa, e non a programmi o valori come le altre due? Una L è abusiva, tanto poi varerà un condono? Come avevamo vagamente sospettato dopo un ventennio di sue prove governative, e checché ne dicesse il fu Premier Papi, il fu ministro all’Economia non è propriamente un fenomeno in fatto di conti? Oppure la sua è una scelta lessicale deliberata? Se avesse fondato il Movimento Misticismo e Multimedialità, lo avrebbe chiamato Movimento 3M? Se si fosse nominato segretario del Partito Patria Postmodernità e Polenta Taragna, avrebbe guidato il Partito 4P più una T (Taragna), anzi due (Tremonti che, forse, paga il conto in contanti)? Enzo Costa


 l'Unità 15/10/12 

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sabato 8 settembre 2012

I LANTERNINI – CHI DI COGNOME FERISCE… da Repubblica Genova 07/09/12

In gran spolvero, il fu ministro Maroni mostrato giorni fa dal Tgr in una località della Padania marittima (Chiavari). Sollevato da un onere troppo gravoso (governare l’Italia), esibiva uno sguardo divertito sotto gli occhialini yeyé da ritrovato tastierista-secessionista: il ritorno alla band e nel Carroccio di Varese lo rendeva così ilare da fargli pronunciare la battuta su “falliMonti”. Non ce lo vedo Monti, tornato alla Bocconi, sparare facili doppi sensi sul cognome “Maroni”. Eppure anche lui è di Varese. Enzo Costa


 Repubblica Genova 07/09/12

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lunedì 23 luglio 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': IL BUON TEMPO ANTICO DEI MINISTRI LEGHISTI ONNIPRESENTI da l'Unità 23/07/12

Non mi cimento, per oggi, nel tema trendy “Governo Monti: meglio, uguale o peggio del Governo Berlusconi?”. Lo lascio ad autorevoli editorialisti, politologi e Ostellino, nonché a blogger di grido e più o meno gridanti sentenziatori da (a)social network. Mi do a un esercizio di nicchia: segnalare un paio di discontinuità minime ma, forse, significative. Dunque: sotto l’attuale governo, come sotto il precedente, magistrati e forze dell’ordine hanno effettuato operazioni contro la criminalità organizzata, con arresti di boss, alcuni latitanti da tempo. Bene: nelle relative conferenze stampa degli ultimi otto mesi si registra la latitanza del ministro Cancellieri. Latitanza sensata: le indagini e i fermi li fanno pm e polizia, mica i ministri. Do you remember, invece, Maroni? Metteva il cappello padano su quasi ogni retata. Memorabile una sua comparsata dopo un’operazione anti-’ndrangheta al Nord: gongolava accanto a Ilda Boccassini, utilissima - sfruttandone l’inchiesta - per ergersi a Nemico numero uno delle cosche (e, prima e dopo quella conferenza, comoda da dileggiare, da parte del governo tutto, come toga rossa persecutrice di Berlusconi). Da qui la fortunata leggenda metropolitana di Maroni ministro più antimafia di tutti. Ancora: quando all’Agricoltura c’era il leghista Zaia, impazzavano i suoi onemanshow alle conferenze stampa dei Nas su sequestri di cibi avariati. Non c’era tonno taroccato o capitone scaduto che non fosse severamente redarguito dal ministro, futuro Governatore veneto (non a caso: in un paese teledipendente, la visibilità paga). Oggi i Nas seguitano a comunicare di avere scovato alimenti non a norma. Ma il ministro Catania non si fa vedere. Scelta che lo rende poco popolare. Ma che mi pare a norma. Chissà che sollievo per il capitone scaduto. Enzo Costa 

 
  l'Unità 23/07/12

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mercoledì 4 luglio 2012

I LANTERNINI – L’ASSAGO NEL PAGLIAIO da Repubblica Genova 04/07/12

Non trovo notizie sulle modalità con cui il padano ligure Giacomo Chiappori, come da lui annunciato, si è sottratto al bossicidio perpetrato ad Assago da barbari sognanti. Ma me le immagino: il Nostro, nella sua fase aurea di ultrà del Senatur, trasudava sia in zona che a “Porta a Porta” una perentorietà insita nel cognome: quel “Chiappori” sdrucciolo che sembra un imperativo categorico berciato da Bracardi. Al congresso avrà schifato Maroni, baciato l’Umberto e salmonato il Trota. Chiappori, bel suol d’amore. Enzo Costa 


 Repubblica Genova 04/07/12

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lunedì 7 maggio 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': SCENE DI VITA PADANA NELLA LIBERA UNIVERSITA' DI GEMONIO da l'Unità 07/05/12

Biechi centralisti della logica, quanti sono rimasti interdetti dalla ricandidatura di Bossi alla segreteria della Lega dopo il suo passo indietro dalla segreteria della Lega. Il secessionismo padano fra parole e fatti, fra discorsi e realtà, fra spiegazioni e notizie (di reato), fra soggetto e predicato verbale, espugna l’oppressiva consequenzialità cartesiana per librarsi, illuminato dal Sole delle Alpi, in una fantasmagoria di voli pindarici e (per la corrente maroniana) barbarici: Belsito e Rosi Mauro sono cattivi perché terroni; la Lega è indagata perché si oppone al governo Monti; Bossi non sapeva che Belsito gli pagava le spese di casa e di Family; Bossi si dimette; Bossi, per l’appunto, si ricandida. E magari dopodomani, previo infuocato comizio nel basso varesotto in cui si alzano le mani sui giornalisti romani, non si ricandida più. Fino a venerdì, quando, in un’alata prolusione alla libera Università di Gemonio, si candida a segretario, presidente e tesoriere, venendo eletto sparata stante per acclamazione, unitamente al Trota, che assume la carica statutaria di triplice vice (carica certificata via fax dall’ordine notarile di Tirana): dopo la fase “ramazze di saggina”, la svolta del “Fresh and clean”, da far impallidire quella di Salerno. Svolta che Maroni lì per lì, dal vivo, ingoia; ma che la sera, a casa, su Facebook, deplora. E se poi quella tiranna della logica insiste con i suoi diktat di Regime, un grido dadaista la annienta: “Padania…” e sotto il palco, il popolo fiero in coro: “…libera!”. Soluzione la cui vincente illogicità valica i confini politici del Carroccio. Io, per esempio, adesso non saprei bene come concludere questo articolo, ma mi gioco l’arma segreta: “Padania…” e voi lettori all’unisono: “…libera!” (vedete che funziona?). Enzo Costa 


l'Unità 07/05/12

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lunedì 30 gennaio 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI' - UN BUSTO (ARSIZIO) DA LEADER da l'Unità 30/01/12

Da un punto di vista estetico, mi è spiaciuto che la tregua armata nella guerra di secessione leghista non sia stata suggellata, nel summit indoor di Varese, o nel meeting meneghino en plein air, da un classico iconografico padano: le pose pugilistiche fra i leader. Avete presente? Anche in tempi di pace, nei vertici lumbard Bossi e questo o quel colonnello inscenano spesso ad uso obbiettivi un incrociare di guardie alte da boxeur d’antan, genere “Benvenuti contro Mazzinghi”. Sublime sfoggio di plasticità muscolare retrò che incarna la primordialità espressiva (“guardate che potenza di braccia!”) di una Padanietta da bar. In compenso lo sfidante Maroni, nel ring varesino, aveva ostentato la propria distanza politico-ideologica da Reguzzoni con un esplicito “Figuratevi se sono invidioso di uno di Busto Arsizio!”. Da appassionato del genere, non vedo l’ora che mi dica se è geloso di uno di Caronno Pertusella e indifferente nei confronti di uno di Olgiate Olona. Enzo Costa


l'Unità 30/01/12

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martedì 17 gennaio 2012

I LANTERNINI - LA TERZA VIA DI RIXI da Repubblica Genova 17/01/12

Sere fa, su Primocanale, il leghista Rixi auspicava un’alleanza al voto comunale col Pdl genovese criticando il sostegno del Pdl nazionale al governo Monti. Una posizione intermedia fra quella di Bossi, così berlusconiano da essere filo-Cosentino, e quella di Maroni, più incline alla rottura con Papi e papisti. Immagino quindi che, se Rixi si candiderà a sindaco, il papà del Trota non gli vieterà di fare comizi. Ma gli imporrà di farli senza aprir bocca, usando solo il dito medio. Al massimo, come bis, le pernacchie. Enzo Costa


Repubblica Genova 17/01/12
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lunedì 19 dicembre 2011

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': FURBIZIA, CARROCCIO D’INTESA da l'Unità del 19/12/11

Suggestivi, i leghisti. Non per l’opposizione dura che, adesso, fanno. Ma per le facce, le pose con cui la fanno. La fisiognomica li svela: occhi invasati, muscolatura ipertesa, sprizzano un’eccitazione artefatta causa tempistica: fino a poche settimane fa erano negli stessi luoghi, televisivi e parlamentari, da uomini di maggioranza. Qua e là, un dito medio, una pernacchia, ma a mo’ di gadget di gente che faceva il ministro, “catturava” mafiosi, varava “riforme”. Ora dileggiano furiosi Monti come se fosse, insieme, lì da anni e piovuto da Marte, e non dal loro disastro triennale di governo. Puntano sull’iperbole per fare l’opposizione senza passare dal via: neppure un giorno di decantazione, un minuto di autocritica. Dai furbi sguardi d’intesa che si scambiano, li immagini, Calderoli e Bricolo, Bossi e Maroni, riuniti in una taverna padana il giorno della caduta di Papi: “Facciamo l’opposisiùn!”. E via a provare le facce davanti allo specchio della toilette. Enzo Costa 


l'Unità del 19/12/11
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sabato 17 dicembre 2011

I SEMIFRESCHI - IL RITORNELLO DEL "QUANDO C'ERA LUI…" da l'Unità 17/12/11

E però il governo è lento. E però quando c’era il nostro governo eravamo velocissimi, a varare leggi, decreti, lodi ed encomi, tutti quanti puntualmente ad berluscam. E però quando c’era Lui i legittimi impedimenti arrivavano in orario, signora mia!. E però ora che c’è Monti ci sarà meno lavoro, per la Consulta. E però ora che c’è Monti, crollano i mercati delle barzellette scadenti. E però ora Monti ha dato un’accelerata sospetta. E però dicevate che il problema era Berlusconi, eppure, ora che Lui non c’è più, lo spread sale lo stesso. E però, nel caso ci fosse ancora, a che punto è lo spread ce lo direbbe Margherita Hack, trovandosi più vicino alle stelle che alla terra. E però il fatto che di Lui ora rammentiamo solo i disastri economici (ridimensionandoli pure), rimuovendo quelli culturali, sociali ed etici, significa che Lui ha vinto (la partita della manipolazione). E però dateci tempo, e poi rimuoviamo anche i Suoi disastri economici. È però ad appoggiare Monti la sinistra si snatura e rompe con la Cgil. E però se non l’avesse appoggiato avremmo detto che non c’è più la sinistra responsabile di una volta. E però le conveniva insistere per votare, e conveniva anche a noi, così l’avremmo attaccata meglio. E però ora l’Europa non ci ride più dietro, ma, come “spazzacamino” e “calamaio”, la parola “cucù” cadrà tristemente in disuso. E però ora Frattini non si vedrà, esattamente come prima. E però si aprirà una grave crisi diplomatica con dittatori, despoti, raìs e zar di tutte le galassie. E però Rotondi, per mancanza di cose da fare, bivaccherà in tutti i talkshow, esattamente come prima. E però La Russa darà in escandescenze in tv, ma senza più la possibilità che faccia seguire una dichiarazione di guerra. E però la Santanché capeggerà rivolte popolari contro il governo dei poteri forti da un privé del Billionaire. E però noi del Giornale siamo contro ai poteri forti dell’Italia, e per il poverello di Arcore. E però molti di noi che additano i poteri forti rimpiangono un potente fortissimo, e fardato. E però noi della Lega non lo vogliamo, il governo dei banchieri, ci bastava il sottogoverno di Credieuronord. E però noi della Lega, per gli editorialisti terzisti, come forza di governo dimostravamo affidabilità. E però noi della Lega eravamo così istituzionalmente affidabili da gestire il ministero dell’Interno, che adesso che siamo all’opposizione è il ministero della Guerra di un paese occupante la Padania. E però noi della Lega siamo così istituzionalmente affidabili che appena è caduto Berlusconi ci siamo affidati al Parlamento: del Nord. E però noi della Lega ora ci siamo dati a parole xenofobe, ma non più su carta intestata del governo. Enzo Costa


  l'Unità 17/12/11

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domenica 20 novembre 2011

I LANTERNINI – VIRTUALI E NON da Repubblica Genova 20/11/11

L’ultimo supereroe virtuale è l’astuto Bobo Maroni. Virtuale (e astuto) perché, fino al suo ultimo giorno al Viminale, ha messo il cappello sulle operazioni antimafia di giudici e polizia dicendo “ho catturato” caio e tizio, come nei fumetti. E perché, caduto Papi, è fuggito nel “Parlamento della Padania”, con tanti saluti al senso dello Stato. All’Interno è arrivata Anna Maria Cancellieri, già apprezzata prefetto di Genova. Poi aveva fatto il Commissario a Bologna, Parma e alla Stoppani. Una supereroina. Non virtuale. Enzo Costa


Repubblica Genova 20/11/11

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