Blogautore su Repubblica.it Sito ufficiale ... Vignette di Aglaja icone-fbEnzo su Facebook Sabato 29 novembre 2014, ore 16:30, presso il museoteatro della Commenda di Pré (Genova), INAUGURAZIONE MOSTRA "TRA IL DIRE E IL DISEGNARE C'E' DI MEZZO IL MARE" Un mare di culture, integrazioni, divagazioni per la matita di Aglaja e la penna di Enzo Costa. Con la partecipazione musicale di Roberta Alloisio e Mauro Sabbione.
Visualizzazione post con etichetta Imu. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Imu. Mostra tutti i post

domenica 16 febbraio 2014

I LANTERNINI - L’HO GIÀ SENTITA da Repubblica Genova 16/02/14

Non ho titolo per scrivere qui se un buon modo per ricordare pubblicamente un grande come Arnaldo Bagnasco fosse, anche, il breve show politico di Beppe Grillo, che era suo amico. Ho mie personali, opinabili idee, che tengo per me. Certo, il monologo è stato astuto, nel dare del decreto Imu-Bankitalia la vulgata del MoVimento, e nel capitalizzare con ironia la richiesta di condanna al processo ai no-Tav. Dire che un’indagine a proprio carico sia una spesa eccessiva, invece, era già nel tipico repertorio di Silvio. Enzo Costa


Repubblica Genova 16/02/14

tutti i diritti riservati

giovedì 18 luglio 2013

I LANTERNINI – FIDARSI È BENE… da Repubblica Genova 18/07/13

Metto fra parentesi considerazioni amare (gli enti locali costretti a spennare i cittadini perché dissanguati dai tagli governativi), ed esprimo una curiosità sincera: ma come fa il Comune di Genova a pensare di garantire i servizi aumentando l’Imu al 5,8 per mille, se il governo, spinto dai berlusconidi, dice che l’Imu, ad ora sospesa, verrà abolita? Penserà mica che quella dell’esecutivo sia una bufala? Che Comune malfidato! Io al governo berlusconizzato credo ciecamente (volevo finire con una battuta). Enzo Costa


Repubblica Genova 18/07/13

tutti i diritti riservati

lunedì 6 maggio 2013

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': (S)CONSOLIAMOCI: OBIETTIVAMENTE CI POTEVA ANDARE PEGGIO da l'Unità 06/05/13

Però ci poteva andare peggio: non ci sono la Gelmini all’Istruzione, Bondi alla Cultura, Brunetta all’Economia, Ghedini alla Giustizia, Formigoni alla Sanità, Ruby all’Integrazione, Fiorito al Welfare, i Cesaroni ai Rapporti col Parlamento, la vecchina discotecara di Uomini e donne alle Pari Opportunità (ma non si esclude che quest’ultima presieda la Convenzione per le riforme). Però ci poteva andare peggio: la Biancofiore c’è, ma l’hanno disinnescata (pare). Però ci poteva andare peggio: nel governo, specie nella quota di centrosinistra, le componenti progressiste, laburiste, laiche, sono meno di quelle cattoliche, per non dire democristiane, ma più di quelle induiste, animiste, luddiste, asburgiche, borboniche e sabaude (rispetto a quelle vandeane c’è un sostanziale equilibrio: si confida che, durante i consigli dei ministri, Lupi non faccia opera di proselitismo). Però ci poteva andare peggio: Letta, nei suoi interventi alle camere, non ha dato l’idea che il centrosinistra fosse sotto schiaffo della destra: è la destra che, appena Letta è uscito dalle camere, ha preso a schiaffi il centrosinistra. Però ci poteva andare peggio: sull’Imu non ci siamo fatti dettare la linea: invece del dettato di Silvio, abbiamo fatto l’analisi testuale del discorso di Letta, però Brunetta ci ha sbattuti dietro la lavagna. Però ci poteva andare peggio: il Pd, dopo l’iniziale sbandamento della base, ha ritrovato una sintonia col suo popolo, e ora sbanda anche ai vertici. Però ci poteva andare peggio: Grillo sta festeggiando l’inciucio, e se vedi uno felice davanti a un disastro simile, ti senti meno colpevole. Però ci poteva andare peggio: Berlusconi ora si atteggia a grande statista, e francamente, per come sono andate le cose, non mi aspettavo una simile modestia, da parte sua. Enzo Costa


l'Unità 06/05/13

tutti i diritti riservati

lunedì 4 marzo 2013

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': POST ELEZIONI: DEL SENNO DI POI SON PIENE LE FOSSE (MEDIATICHE) da l'Unità 04/03/13

Eppure lunedì scorso, dalle 15 alle 16, abbiamo pensato che il centrosinistra avesse vinto. Lo abbiamo pensato, si sa, causa primi instant poll. E lo abbiamo pensato, questo non si è detto, non solo noi “centrosinistri” faziosi, ma quasi tutti (salvo i grillini, o almeno i più “letterali” fra loro, che traducevano il “tutti a casa!” nella certezza del 100% dei voti). Lo abbiamo pensato quasi tutti, noi italiani, a partire dagli ospiti delle tv. Fate mente locale: lunedì scorso, dalle 15 alle 16, in ogni talkshow, al di là delle rituali formule di cautela, avete sentito un conduttore, un analista, un berlusconide (su Raitre, Quagliariello), un cameraman esclamare: “Ma va’! Figuriamoci se Bersani, che ha sbagliato la campagna elettorale, vince Camera e Senato senza nemmeno il bisogno di Monti”? Io non l’ho sentito: non avranno funzionato i microfoni. Non sono qui a dire le solite ovvietà sui flop dei sondaggisti. Ma a notare come del senno di poi sian piene le fosse mediatiche dei leoni sbrananti il Pd, inadatto a vincere. Nella mia faziosità, due lunedì fa, col “dissenno” di prima, avevo firmato un pezzo allarmato che esortava il centrosinistra a essere più incalzante in campagna elettorale. Ora però, per esempio, vedo a Ballarò l’autorevole direttore Calabresi imputare a Bersani una campagna fiacca, fra Silvio che restituiva l’Imu e Grillo che aizzava le folle. Penso che possa aver ragione (ma era così semplice, per la serietà, svettare fra gli opposti illusionismi?). Ma penso pure che La Stampa e altri sobri fogli terzisti, dopo un appoggio indefesso al governo Monti, abbiano alzato il sopracciglio ogni volta che Bersani diceva qualcosa di sinistra con Vendola. Ecco: quel “l’avevo detto!” di oggi viene - anche - da chi gli chiedeva di dire qualcosa di tecnico. Enzo Costa


 l'Unità 04/03/13

tutti i diritti riservati

martedì 26 febbraio 2013

I LANTERNINI – SOGNO O SON MESTO? da Repubblica Genova 26/02/13

Ieri, causa mia influenza con febbre molto alta, ho avuto degli incubi assurdi. Uno era questo: gli elettori indecisi (categoria onirica) sceglievano dopo le parole finali di Papi: “I giudici sono peggio della mafia” (ennesima sua violazione del silenzio elettorale), e, prima, nell’ultimo appello in tv, questa frase: “Quelli di sinistra non si lavano, hanno l’alito che puzza e la forfora”. Grazie a tali parole oscene, dopo essere già corsi alle Poste per riscuotere l’Imu, lo votavano. Pensate voi che incubo incredibile. Enzo Costa


 Repubblica Genova 26/02/13

tutti i diritti riservati

lunedì 25 febbraio 2013

SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI':UNA CAMPAGNA ELETTORALE GIOCATA FINO AL FONDO DEL FONDO da l'Unità 25/02/13

In fondo, Papi ha amoreggiato con la D’Urso, flirtato con Belpietro, tubato con Del Debbio, litigato con Giletti, ammiccato da Vespa, gigioneggiato con Santoro e Travaglio, duettato con Platinette, redarguito la Gruber, balbettato da Floris, avvertito il Festival di Sanremo, sproloquiato dalla Annunziata, bacchettato la Maggioni, e si è spalmato su tv e radio nazionali e condominiali, ma non ha fatto il tronista dalla De Filippi, la voce grossa a I migliori anni e la lapdance a Telecupole. In fondo, ha spedito una lettera sull’Imu che sembrava dell’Agenzia delle Entrate, ma ha lasciato le impronte digitali. In fondo, Tremonti è tornato a secernere frasette biliose, ma spesso non in fascia protetta. In fondo, Maroni ha ripetuto quella del 75% delle tasse trattenuto in Lombardia, ma il 75% delle volte ci siamo trattenuti dal dirgli quello che pensavamo di lui, così almeno noi abbiamo salvato la decenza. In fondo, Monti ha usato i nipotini in uno spot e adottato un cagnolino dalla Bignardi, ma ha risparmiato i figlioletti dei vicini e i micetti della Venier. In fondo, Oscar Giannino non è andato allo Zecchino d’oro, ma Cristina D’Avena non si è candidata. In fondo, Grillo ha scodinzolato a Casa Pound, affermato che il fascismo è un problema che non gli compete, dato le coordinate per bombardare la Camera, minacciato di abolire i sindacati, attaccato i giudici e insultato tutti, ma a Milano è stato omaggiato da un Premio Nobel per la Letteratura. In fondo, in questo bailamme, Ingroia se l’è presa col centrosinistra, ma poi forse torna in Guatemala. In fondo, in questo bailamme, il centrosinistra è stato oscurato in Italia, ma in Guatemala, forse, meno. In fondo, malgrado tutto, con questa campagna elettorale non si è toccato il fondo. Aspettiamo la prossima. Enzo Costa



l'Unità 25/02/13

tutti i diritti riservati

sabato 23 febbraio 2013

I LANTERNINI – LA CASA DELLE OSCENITÀ da Repubblica Genova 23/03/13

Ma secondo voi, ora, sulla lettera tarocca del fu Premier Papi che restituisce l’Imu, e sugli anziani che vanno alle Poste per la riscossione, è il caso di fare battute, sarcasmi, parodie da social network che, comunque, rilanciano la trovata oscena? Secondo me, no. Secondo me è il caso di fare una riflessione sullo stato culturale, prima che politico, del Paese. E, secondo me, è il caso di parlare alle potenziali vittime del raggiro, di aprire loro le menti, di evitarci un nuovo miracolo italiano formato disastro elettorale. Enzo Costa 


Repubblica Genova 23/03/13

tutti i diritti riservati

venerdì 11 gennaio 2013

I LANTERNINI – (PORTO)FINO ALLA FINE da Repubblica Genova 11/01/13

Già un leghista ligure, come uno lombardo, uno piemontese, uno veneto, deve ingoiare l’indigeribile ri-alleanza col fu Premier Papi. Però ai colleghi nordisti vanno premi taroccati di consolazione: lo slogan placebo “Prima la Lombardia”, per inguaribili maroniani; la macroregione lombardo-piemonto-veneta che, nel mondo dei sogni padani, trattiene il 75% delle tasse. Ma il povero leghista ligure, escluso da simili bufale, cosa si racconta? Che, col ritorno del Silvio (soprav)vivente, Portofino si terrà il 100% dell’Imu? Enzo Costa


 Repubblica Genova 11/01/13

tutti i diritti riservati

lunedì 24 settembre 2012

I SEMIFRESCHI - CHIARI DI LUNEDI': LA ADULAZIONE DEL CRONISTA DIVENTA NOTIZIA DI AGENZIA: SILVIO E' IN FORMA da l'Unità 24/09/12

Ripensandoci, più della battuta in risposta, “Ho fatto dei sacrifici”, colpiva l’imbeccata: “È in forma!”. La voce anonima (un cronista? un turista? un passante miope? Emilio Fede?) che tributava un ammirato plauso estetico al fu Premier Papi all’imbarco per la minicrociera con Sallusti di salvataggio, diveniva in un batter d’occhio (liftato) voce d’agenzia, e quindi di popolo, della rete e non: “È in forma!”, ripetevano siti, blog, giornali di famiglia e di sinistra, unificando la Nazione mediante un’infinita clonazione della notizia. Io stesso, in quei minuti, non dubitavo: era in forma! Poi, la sera, una sbadata occhiata al tg mi induceva a tramutare l’esclamativo in interrogativo: “È in forma?”. Certo, dimagrito lo era. Più che dimagrito, rinsecchito. Prosciugato. (Lipo)succhiato in se stesso. La solita calotta capelluta nero pece da eterno Big Jim, spiovendo sul capo del Capo così ristretto, pareva instabile perché fuori misura, estesa ben oltre le tempie, come la copertura di un porticato troppo avanzata rispetto alle colonne. E poi le palpebre variamente cadenti, fra Topo Gigio in piene moine col Mago Zurlì e Marta Marzotto in pieno restauro, l’espressione plasticamente fissa da parodia di Striscialanotizia dello stilista Valentino, il viso color ocra, un certo (questo, almeno, naturale) affanno della voce: un’aria non proprio pimpante, per usare un eufemismo. Per non usarlo, giovanilisticamente lugubre, da pendant fardato del meno giovanile direttore che lo attendeva a bordo per riconvertire quella dell’Ici in quella dell’Imu. Ma quella voce, capace di creare una notizia, mi è restata in testa: “È in forma!”. Forse i media, il paese, tutti noi, io per primo, proprio in forma non siamo.

P.S. Ce l’ho fatta a non scrivere di Fiorito e compari, ma è stata dura!  Enzo Costa


 l'Unità 24/09/12

tutti i diritti riservati

giovedì 20 settembre 2012

I LANTERNINI – LA PENULTIMA DI SANDRO da Repubblica Genova 20/09/12

Ironia della sorte catodica: il fu teleGovernatore fregato dalla tv. Mentre il redivivo Biasotti, uscito dal letargo e finito nel Tgr, prova a buttare là quella di togliere l’Imu alle imprese, su tutti i canali nazionali impazza il fu Premier Papi che, uscito dal ritiro africano con Briatore e finito in crociera con Sallusti, racconta quella di togliere l’Imu a tutti. È vero: Sandro, rispetto a Silvio, sembra più fresco, o almeno privo di quell’aria da vecchio mago Silvan liftato e fardato. Però è triste, venire scavalcati nelle barzellette. Enzo Costa


Repubblica Genova 20/09/12

tutti i diritti riservati

mercoledì 13 giugno 2012

I LANTERNINI – INVECCHIARE A VISTA D’IMU da Repubblica Genova 13/06/12

Fra qualche naturale mugugno per l’ennesimo colpo alle disastrate finanze dei cittadini, nel video di Repubblica che interpellava i genovesi sull’Imu varata da Doria ho notato molti pareri (forse una maggioranza) all’insegna della comprensione della gravità della crisi, causa di quell’imposta salata. I più inclini ad accettarla erano i più anziani. Non so se per maggiore consapevolezza, maggiore disincanto o maggiore rassegnazione. So che all’improvviso, vedendo il video, ho sentito il peso dell’età. Enzo Costa


Repubblica Genova  13/06/12

tutti i diritti riservati

sabato 28 aprile 2012

I LANTERNINI – VOLERE È NON POTERE da Repubblica Genova 28/04/12

“Vinai sindaco non vuole l’Imu”, recita il manifesto. L’allocco che è in me sussulta, fino a quando non rifletto sul predicato verbale: “non vuole” è diverso da “non applicherà”. Più che un’intenzione, indica uno sgradimento. Con retrogusto di tenero infantilismo, genere “Pierino non vuole la minestra”. Ed il soggetto? “Vinai sindaco” è un personaggio di fantasia. Attualmente non esiste. Esistono “Vinai candidato”, “Vinai papà”, “Vinai passante”. Chissà quest’ultimo, sotto sotto, cosa pensa di quel manifesto astuto. Enzo Costa


Repubblica Genova 28/04/12

tutti i diritti riservati